Doom Eternal

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Doom Eternal (Switch)

A ben 9 mesi dal lancio ufficiale, DOOM Eternal approda finalmente, solo digitalmente, su Nintendo Switch. Conversione a cura di Panic Button – direzione lavori di altri titoli come DOOM, The Elder Scrolls V: Skyrim, Wolfenstein II e Rocket League – questo team si è nuovamente contraddistinto per le sue capacità di convertire titoli multipiattaforma di un certo calibro per l’ibrida di Nintendo. Un progetto che, tutto sommato, si può pacificamente definire impressionante, ritenuta infatti la resa grafica e i contenuti di quest’ultimo. Il risultato finale, visivamente parlando, è simile alle versioni per console fisse e PC, seppur con i dovuti sacrifici tecnici.

DOOM è, da tempo immemore, il capostipite degli sparatutto in prima persona ed ha ricoperto un ruolo fondamentale per l’intero genere dal ’93 ad oggi. Come Super Mario è per i platform un punto di riferimento nel suo genere, DOOM è sempre rimasto un esempio e nel cuore di molti amanti del genere. Tant’è che il primissimo capitolo può essere elaborato praticamente ovunque: pure dal Game & Watch: Super Mario Bros, che abbiamo recentemente recensito, in via non ufficiale. Mediante il reboot DOOM (2016) id Software ha svecchiato la formula apportando un taglio netto con il passato. L’azione proposta dallo stesso fu definito dagli sviluppatori di id Software (in occasione della GDC) con il concetto “Push forward combat”. Invece di seguire una formula tradizione basata sulla cura, ricarica e copertura, tipici degli sparatutto moderni convenzionali, il gameplay sviluppato da id Software butta, letteralmente, il giocatore in mezzo alla caotica mischia infernale il quale deve sterminare tutti i nemici che appaiono su schermo, così da recuperare quanto necessario per sopravvivere. Ciò trasmette un mix di adrenalina e tanta violenza, a tratti, estrema.

Doomguy ritorna su Nintendo

DOOM Eternal riprende quanto appena descritto poc’anzi migliorando la formula sotto diversi aspetti. Per maggiori approfondimenti sul gameplay, vi indirizziamo alla nostra precedente recensione dedicata alla versione PC/console casalinghe.

Ciò scritto, in breve questo capitolo, quale diretto seguito del reboot, narra di un pianeta terra caduta vittima dell’invasione infernale demoniaca iniziata su marte. L’incipit, dunque, riprende le vicende interrotte 4 anni fa. Sul fronte narrativa, con DOOM Eternal id Software ha questa volta ricoperto di dettagli il mondo di gioco, per il tramite dei “Codex”. Sulla falsariga delle carte grimorio di Destiny, DOOM Eternal concentra i dettagli della narrazione e del mondo di gioco in molte righe di testo. Questa scelta è proprio per il fatto che l’esperienza videoludica di DOOM si concentra prevalentemente sul puro gameplay (action ed esplorazione) e, di riflesso, meno sulla narrazione. Quest’ultima è condita unicamente con qualche breve cutscene qua e là durante la campagna, rigorosamente in singolo giocatore.

Gameplay che, con questo capitolo, si espande a dismisura ingigantendo drasticamente le mappe. Il level design propone ora ambienti che si sviluppano su più livelli, con sezioni di platform tutt’altro che evidenti. L’esplorazione, oltre alle battaglie, è dunque il secondo elemento cardine di DOOM Eternal ed è stato certamente curato da id Software. Per maggiori approfondimenti sul tema vi rimandiamo nuovamente alla nostra passata recensione. In questa sede non è tanto il giudizio sull’operato di id Software, ma piuttosto sul lavoro svolto dal team Panic Button che si è semplicemente occupata di proporre una fedele conversione.

Un immenso sparatutto in una piccola console

L’immenso mondo di DOOM Eternal è mosso dal nuovo motore grafico proprietario ID Tech 7, capace di trasmettere spettacolati effetti nonché una resa grafica mozzafiato, soprattutto se la piattaforma di riferimento è il PC. Dopo ben 9 mesi di conversione, Panic Button è riuscita nell’obbiettivo di ottimizzare questo motore grafico anche su Nintendo Switch. Chiaramente, nei lavori di sviluppo atti a comprimere uno sparatutto in prima persona monumentale e mastodontico come DOOM, Panic Button è dovuta a scendere ad importanti compromessi al fine di permettere all’hardware Nintendo di elaborare al meglio il software, senza tuttavia troppo inficiare la resa visiva del medesimo.

Le differenze di cosmesi fra le versioni casalinghe/PC e Switch sono comunque da subito evidenti: settaggio grafico al minimo, qualità delle texture ridotte nonché vari elementi ritoccati per garantire una resa ottimale del software. Ciò ha inoltre comportato ad un netto taglio anche del framerate: fisso a 30 fotogrammi al secondo contrariamente alle versioni casalinghe (60 fps). Non mancano altre tecniche di “ottimizzazione”: come la risoluzione adattiva, ormai tipica di tutti i giochi di un certo spessore su Nintendo Switch. La risoluzione di riferimento, sia in modalità fissa che portatile, è il 720p che si adatta in base agli elementi su schermo, alla complessità di azione durante le battaglie e al carico di lavoro richiesto su CPU/GPU. Non nascondiamo che, in taluni casi e verosimilmente per garantire un framerate granitico, abbiamo assistito ad un drastico calo di definizione. Se, in virtù di quanto appena descritto, questi sacrifici sembrano apparire di una certa gravità, il risultato finale su schermo è tutt’altro che negativo. Anzi, non sembra affatto male. Durante i primi minuti di gioco ci si rende subito conto come l’hardware di Nintendo Switch sia, invero, capace di elaborare titoli complessi di un certo spessore. Certo, il downgrade, seppur evidente, è presente e nessuno lo nega, ma non impatta minimamente sull’esperienza di gioco la quale rimane, fondamentalmente, invariata. Ma vi è di più. È pacifico rilevare che DOOM Eternal è un netto miglioramento in confronto alla versione Nintendo Switch di DOOM (2016) o Wolfenstein II, prova che gli sviluppatori, Panic Button in concreto, abbiano finalmente compreso appieno la macchina su cui sviluppano sfruttando ogni singola risorsa a disposizione. Logicamente, più gli anni avanzano e verosimilmente Nintendo sarà costretta ad aggiornare l’hardware (Switch Pro?) per permettere anche ai titoli pensati esclusivamente per la nuova generazione di approdare sull’ibrida. Ciò non toglie che, attualmente e vedendo la resa visiva di DOOM Eternal, le caratteristiche tecniche di Switch vanno, per ora, bene così.

A colpo d’occhio è sbalorditiva la resa grafica in modalità portatile. Valore aggiunto di questa versione è infatti la possibilità di giocare DOOM Eternal in mobilità. Sfruttando la mira con i sensori equipaggiati, precisi e scattanti, permettono oltretutto di ben mascherare il framerate dimezzato a 30 fps. I sensori di movimento, oltre ad essere un’esclusività di Nintendo Switch, crea un sistema di controllo che migliora l’esperienza di gioco tradizionale, limitata dagli stick analogici dei joy-con che non si prestano minimamente per questo genere. Per quanto riguarda i contenuti, DOOM Eternal per Nintendo Switch non comprende, al momento, il primo DLC. Si attende comunque l’annuncio di una finestra di lancio da parte di Bethesda. Per il resto il pacchetto è completo: una campagna single player da ben 16-18 ore di gioco e un multigiocatore asimmetrico che permette di prendere parte a delle sfide online.

Concludendo, DOOM Eternal per Nintendo Switch è un porting che rende assai giustizia alla piccola console della casa di Kyoto. È valsa la pena attendere ben nove mesi per il rilascio: il feeling è pressoché il medesimo delle versioni casalinghe, seppur il downgrade è evidente. Ragion per cui non è logicamente la versione di riferimento dal puro punto di vista tecnico – e nemmeno lo pretende di esserlo – ma è un porting costruito intorno all’hardware Nintendo che nulla ha da invidiare alle versioni più, per così dire, performanti.

Ci piace

  • Gameplay frenetico
  • mappe gigantesche, colonna sonora, insomma tutto
  • portatile e con pieno supporto ai sensori di movimenti...

Non ci piace

  • ...ma con inevitabili compromessi e downgrade grafico
5
Ardral

Scritto da : Ardral

Studente, sportivo (nuotatore e crossfitter), redattore, tra le varie attività e passioni quella dei videogiochi rimane una delle principali. Amante delle proprietà intellettuali targate Nintendo e PC Gamer tramite un leggerissimo RoG da 5 kg, il Pusti è uno degli storici redattori in quel di Joypad.

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Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

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