Doom Eternal

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Doom Eternal

Nel 2016 Doom è ha subito una enorme trasformazione. Da icona degli anni 90, in cui gli sparatutto venivano chiamati “Doom-like” a qualcosa di più moderno. Una trasformazione che fu tecnologica e in alcune componenti del gameplay che però non snaturarono completamente il gioco alla sua radice, fatta di esplorazione e combattimenti contro orde di mostri provenienti dall’inferno.

Doom Eternal, prosegue il percorso iniziato da Id Software con Doom 2016 per portare il franchise a nuovi e, in un certo modo inattesi, livelli.

Lo Slayer senza pietà

La storia di Doom 2016 era, beh, onestamente abbastanza dimenticabile. Nei panni del leggendario Marine abbiamo dovuto fermare i piani di una sorta di donna cyborg che vuole aprire un portale tra Marte e l’Inferno. Mostri, mostri, mostri, un tizio che parla, altri mostri, mega combattimento all’inferno. D’altra parte, chissenefrega del perché stavamo crivellando di proiettili una marea di schifezze demoniache? Doom Eternal riprende un po’ questa filosofia del “chissenefrega, basta menare le mani” però prova lo stesso a raccontarci una storia, una vicenda iniziata millenni orsono con una ribellione e conseguente lotta senza esclusione di colpi tra lo Slyer e la razza dei demoni. Senza entrare nei dettagli, perché non è nostro compito svelarvi come vanno le cose, abbiamo apprezzato lo sforzo profuso da Id Software per dare un minimo di contorno al gioco, senza per altro scordarsi di fare qualche collegamento con Doom 2016.

Tuttavia, la maggior parte della trama è assolutamente facoltativa, raccolta in tutta una serie di codex che dovremo sbloccare nel gioco. Insomma, se oltre alla sete di sangue avete anche sete di lettura, sarete ampiamente soddisfatti. Altrimenti, non ci resta che accontentarci di poche cut scenes, qualche audio in game e basta. Ci piace, perché nessuno ci obbliga ad arrestare la nostra frenesia omicida! Ad ogni buon conto, per portare a termine la campagna single player, dovremo impegnarci parecchio. Diremmo circa 16-18 ore, se ci mettiamo alla ricerca dell’infinito numero di segreti e collezionabili nascosti nel gioco (circa 200). Da giocattoli, album in vinile, floppy disk e via dicendo c’è davvero un quantitativo di sorprese che non aspettano altro che essere scoperte. Alcuni sono facili da trovare, altri sono davvero al limite del glitch ma solitamente vanno la pena di essere raccolti. Durante le pause tra un livello e l’altro, nella nostra Fortezza del Destino (una sorta di ibrido tra base spaziale e castello medioevale in orbita attorno alla Terra – non c’è niente di non epico in questa frase) potremo dare uno sguardo agli oggetti raccolti. Potremo quindi ascoltare le musiche classiche dai giochi precedenti, Doom, Quake e via dicendo. Ci sono poi i cheat su floppy disk, che permettono ad esempio di avere munizioni infinite o vite extra. Insomma, da diventarci pazzi!

Old school Doom?

Doom Eternal, ancora più di Doom 2016, si allontana in modo netto da Doom, Doom II, Final Doom e Doom 64 (tra l’altro incluso con alcune versioni di Eternal!). Eternal è uno shooter caotico, rapido e nervoso come non se ne trovano spesso. Fedeli alla filosofia scelta per Doom 2016, Eternal è un FPS in cui non c’è spazio per camperoni o combattimento a distanza. Eternal vuole che siano i demoni ad avere paura di noi, non il contrario. Per questo, costantemente saremo attirati a combattimenti ravvicinati. Le mosse finali, che rilasciano un po’ di vita per il Doom Guy. La motosega che, squarciando nemici allegramente, rilascia proiettili. Il fuoco, che spruzzato addosso a quanti più nemici possibile farà comparire parti di armatura. E anche il Pungo di Sangue corpo a corpo creerà preziose clip mediche.

Insomma, più siamo nella faccia dei nostri nemici, più siamo coraggiosi e brutali e più saremo ricompensati. È una filosofia diametralmente opposta a molti altri shooter, pensiamo ad un Destiny 2, che pur condividendo un gameplay in prima persona non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro. Eternal spinge ancora più avanti questa filosofia dotandoci di una mobilità ancora più spinta rispetto a Doom 2016. C’è un fucile a pompa che spara rampini contro i nemici, attirandoci verso di loro mentre ci prepariamo a sparare in faccia al povero disgraziato un paio di pallettoni enormi. Ci sono respingenti, salti, monkey bars… lo Slayer non ha solo salto e doppio salto ma anche due dash, che possiamo fare si a terra che in volo. Uno scontro qualsiasi in Doom Eternal sarà rapidissimo, violentissimo e passato per metà tempo (se non di più, dipende dagli ambienti) a mezz’aria. È un gameplay, quello di questo gioco, divertente, che dà assuefazione. Ma è necessaria un po’ di pratica perché Doom Eternal sa essere brutalmente difficile. Specialmente ai livelli di difficoltà più elevati non si tratta più solo di mera potenza di fuoco ma in particolare di abilità e colpo d’occhio. Il combattimento si da infatti cambiando costantemente arma, magari più volte nello spazio di pochissimi secondi. Ogni nemico ha i suoi punti deboli e ogni arma ha due modalità di fuoco. Si tratta allora di scegliere immediatamente quale arma, quale modalità di fuoco e quale attacco da qualche parte effettuare. Unito ai poteri speciali di cui saremo dotati, ai potenziamenti per corazza, armi e abilità, oltre che alle granate (spettacolare la granata congelante) fanno di Doom Eternal un gioco molto più tattico di quanto non possa sembrare.

Aggiungiamo pure il fatto che saremo costantemente a corto di proiettili per rendere anche il giocatore più accanito un pochino nervoso in certe situazioni. In effetti, in questo sistema di combattimento mobilissimo, troviamo la maggiore differenza tra Doom classico e Doom moderno. Gli scontri si fanno in zone come corridoi e sale ma spesso saremo confrontati con aree piuttosto ampie (molto più ampie di Doom 2016 in effetti) per scontri che ricordano da vicino Quake III Arena. Sfruttare gli elementi ambientali, la mobilità esagerata… tutto di Doom Eternal ricorda il buon vecchio Quake III, di cui chi vi scrive ha cari e dolci ricordi (beh, di Quake III Arena e di Unreal Tournament, è ovvio – il 1999 fu un anno spettacolare per il genere). E proprio da questi vecchi giochi Doom Eternal riprende non solo l’idea dei medi pack e dei punti corazza ma anche quello delle vite extra. Ci sono infatti delle vite extra da raccogliere in luoghi generalmente un po’ nascosti e difficili da raggiungere che permettono di non ricominciare da un check point ma di riprendere il combattimento immediatamente dopo una morte violenta. Una scelta che, in tutta onestà, non ci aspettavamo ma che in effetti funziona assai bene, riducendo un po’ la frustrazione di certi scontri parecchio complessi. Il motivo è che, in effetti, ci sono alcuni punti in cui la difficoltà del gioco schizza verso l’alto in modo inatteso. Un problemino di bilanciamento forse oppure una scelta cosciente da parte di Id Software di ricordarci che sono loro a comandare? Qualche che sia la risposta, l’inclusione di vite extra è un buon modo per mitigare l’eventuale rage quit.

Non è solo una questione tecnica

Doom Eternal, quanto ad impatto visivo, è impressionante. I livelli sono enormi, zeppi di animazioni, mostri e complessità geometrica. Questo nuovo capitolo, basato su Id Tech 7, è una spettacolare gioia per gli occhi. L’abbandono da parte degli sviluppatori della tecnologia delle mega textures ha prodotto un gioco dalla fedeltà visiva molto migliori. Le texture sono nitidissime, la distanza visiva spettacolare, gli effetti di luce ottimi e abbondanti. Quello che però colpisce di più è l’aspetto visceralmente biologico. Ci sono livelli interi fatti di carne demoniaca, con bocche zannute, ossa spezzate, disgustosi tentacoli serpeggianti. E ogni cosa si muove, pulsa, striscia… è un incubo di carne maledetta affamata di sangue umano.

Tutto questo ben di Dio (o di Satana?) gira su PC in modo egregio (beh, sulla nostra macchina di test Ryzen 9 3900X, 2080 Ti e 32GB DDR4 3600 non ci aspettavamo altro onestamente, anche in 4K). La scelta di usare Vulkan come API è sicuramente vincente perché a livello di performances riusciamo a giocare a dettagli massimi ampiamente sopra i 60 FPS. Il gioco sembra più leggero di Doom 2016, meglio ottimizzato e al contempo infinitamente più complesso a livello grafico. L’aggiunta del pieno supporto a HDR è la ciliegina sulla torta. Su console ci sono alcune disparità grafiche, con Xbox One S ad essere la versione “peggiore”. Ma il vero problema delle console, a nostro modo di vedere, sono i controlli. Abbiamo infatti provato a giocare a Doom Eternal su PC usando un gamepad di Xbox One e, beh, i risultati sono molto deludenti. Per via del suo gameplay frenetico, della necessità di reagire in modo fulmineo, abbiamo trovato l’esperienza limitante. Con un pad in mano, saremo meno precisi, meno rapidi, meno propositivi.

Mouse e tastiera sono la combo perfetta per questo gioco e poco importa quanto aim assist possiate avere, con un gamepad l’esperienza ne risulta impoverita. Purtroppo, non c’è supporto per mouse e tastiera né su Xbox One né su PlayStation 4. Per questo motivo, consideriamo la versione PC superiore alle pur ottime (da un punto di vista tecnico) versioni console.

Slay, kill, love!

Doom Eternal è un magnifico esemplare di first person shooter. Una somma dei vecchi Doom e di quello nuovo, una rifinitura ad arte di un genere tutto particolare. La velocità, la ferocia di questo Doom Eternal sono qualcosa di spettacolare e un passo avanti rispetto a Doom 2016. Detto questo, è un tipo di gioco che deve piacervi, altrimenti vi verrà subito a noia. Il loop di gameplay d’altra parte è più o meno sempre quello: nuova zona, combattimento, nuova zona, altro combattimento.

Ma se apprezzate quello che Doom Eternal è (invece di ricercaci cose che non esistono) siamo di fronte ad un prodotto divertente, adrenalinico che ci fa voglia di giocarci ancora e ancora. C’è anche una modalità multiplayer per allungare il tempo sul gioco ma consideriamo, onestamente, Doom Eternal come un gioco single player e basta. Questa è la sua essenza ed è questo per cui vi consigliamo Doom Eternal, la logica evoluzione di Doom 2016.

Ci piace

  • Gameplay frenetico
  • Arte, musica, grafica
  • Totalmente in italiano

Non ci piace

  • Deve piacervi il loop di gameplay
  • A tratti molto difficile
5.5
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.