Sony WH-1000X M3

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Sony WH-1000X M3

Torniamo a parlare di cuffie su Joypad! Uno dei nostri argomenti preferiti: sempre alla ricerca dell’headset perfetto per ogni occasione. Oggi tocca alle WH-1000X M3, headset di Sony dal nome estremamente poco sexy… ma non lasciatevi ingannare, perché nome a parte, abbiamo tra le mani qualcosa di davvero degno di nota (prezzo compreso).

Specifichiamo

Le Sony WH-1000X M3 sono l’evoluzione del modello M2 di cui parlammo a novembre 2017 su Joypad. Un’evoluzione che oseremmo definire minore, visto che molte delle specifiche tecniche e del design sono rimaste immutate tra un modello e l’altro. Le M3 sono cuffie che puntano tutto su cancellazione del rumore e confort. Con un peso di 250 grammi e un design chiuso, le M3 sono dotate di driver da 40 mm con magnete in neodimio, hanno 47 ohm di impedenza (cablate e accese) e 16 ohm (cablate ma spente) e una risposta in frequenza tra 4 Hz e 40 kHz in modalità cablata e 20 Hz – 20kHz in modalità Bluetooth normale e 20 Hz – 40kHz se usiamo LDAC. Insomma, per ottenere il meglio della riproduzione sonora o usiamo un cavo o attiviamo LDAC sui device che lo supportano.

 

Per quanto riguarda la sensibilità, si alterna tra 104,5 dB/mW via cavo e device acceso e 101 dB/mW via cavo ma col device spento. Cavo jack da 3,5 mm a tre poli per altro incluso nella confezione, con una lunghezza da 1,2 m e contatti placcati oro. Tra le altre features troviamo il sensore tattile (ci ritorniamo, tranquilli), NFC per il collegamento semplice, supporto a DSEE HX e tutta una serie di formati audio quali SBC, AAC, aptX, aptX HD e appunto, LDAC. La batteria integrata, che si ricarica in circa 3 ore, ha un’autonomia di 30 ore con cancellazione del rumore acceso, 38 con cancellazione spenta e tra 30 e 200 ore di standby, a dipendenza dell’attivazione o meno della cancellazione rumore. Per finire, nella confezione troviamo un piccolo case, le cuffie, il cavo audio e un cavo USB Type-A a Type-C per la ricarica. I colori? Nero o argento!

Insomma, se andiamo a vedere la recensione del modello M2 notiamo miglioramenti nell’autonomia, nel tempo di ricarica e nel peso ma non nella risposta in frequenza (sospettiamo che Sony abbia usato gli stessi driver o comunque molto simili – per altro una buona cosa perché erano già molto buoni a fine 2017).

La testa nella bolla

Come detto, comodità e noise cancelling sono tra le cose su cui Sony ha puntato di più. Ancora una volta, siamo rimasti impressionati da queste due componenti. Il rivestimento dei padiglioni e dell’archetto è morbido, cedevole al punto giusto e si adatta perfettamente alla testa. Bene inteso possiamo regolare la lunghezza dell’headset per accomodarlo alla dimensione del cranio e le cuffie non stringono né troppo poco (poi scivolano) né troppo forte (poi darebbero fastidio). Già solo indossarle, da spente, è un buon feeling. Quando poi le accendiamo, siamo isolati dal mondo. Il sistema di cancellazione del rumore ambientale è davvero spettacolare e una volta calibrato a dovere con l’app Headphones (che va scaricata dal’app store del cellulare), ci ritroviamo in una bolla di tranquillità. Per sentire la musica, in modo chiaro e senza distrazioni esterne, non serve più aumentare il volume. Possiamo goderci l’immersione musicale come se fossimo a casa nostra, in un ambiente tranquillo mentre in realtà siamo su un treno o per strada.

Il noise cancel funziona talmente bene che Sony ha dovuto ancora inserire una modalità suono ambientale, che di default si attiva automaticamente quando le cuffie rilevano che siamo in movimento, perché altrimenti diventano pericolose. Dal bravo asociale che sono, ho disattivato questa funzione (anche perché ad ogni cambio di profilo le cuffie emettono un segnale sonoro che taglia completamente quello che stiamo ascoltando per un paio di secondi, fastidiosissimo!). Il risultato? In ufficio il mio capo ha dovuto toccarmi su una spalla per attirare la mia attenzione e sono quasi stato investito da un bus! Fantastico! C’è anche una nuova funzione quick attention per sospendere la cancellazione momentaneamente (basta posare la mano sul sensore touch) per ascoltare quello che succede attorno a noi. Tutto spettacolare col noise cancel? No. C’è un caso molto specifico in cui l’algoritmo di Sony non funziona: le gallerie in treno. Mi capita giornalmente di fare viaggi in treno e in galleria e ho notato che in questi casi si sentono dei rumori ciclici estremamente regolari, il cui periodo è determinato dalla velocità di movimento del treno. La mia ipotesi è che ci sia un certo tipo di risonanza che le cuffie non riescono ad eliminare, col risultato di un effetto non estremamente fastidioso ma comunque percettibile.

Sarete così fighi con queste cuffie, sicuro!

Toccami

Come il modello M2, anche le M3 permettono all’utente di interagire tramite gestures sul padiglione destro. Uno swipe verso l’alto o il basso per modificare il volume, verso avanti o indietro per avanzare o retrocedere nella playlist, un doppio tocco per mettere in pausa e il già citato sistema per attivare quick attention. Le gestures funzionano il più delle volte. Bisogna davvero fare attenzione all’orientamento del gesto che stiamo facendo perché spesso è capitato di voler alzare il volume ma le cuffie hanno interpretato come avanzare la playlist. Una sensibilità un filo troppo elevata che a volte ci ha fatto desistere dal modificare il volume per non rischiare di cambiare canzone per errore.

Per quanto riguarda l’esperienza di ascolto, ancora una volta le abbiamo trovate cuffie senza stravaganze. I bassi ci sono ma non sono ostentati, gli acuti sono presenti senza esagerazioni. Come detto in passato, Sony non ha voluto stravolgere la curva di risposta dei bassi, per farle sembrare più potenti a discapito dalla qualità finale d’ascolto. Possiamo certamente modificare l’equalizzatore integrato per rinforzare quello che vogliamo ma, in tutta onestà, non ne abbiamo sentito il bisogno. Specialmente una volta attivata la modalità LDAC nell’app Headphones in concomitanza con il supporto a Dolby Atoms del nostro S10+.

Si? No?

Le Sony WH-1000X M3 sono ottime cuffie. Nonostante non ci siano stravolgimenti rispetto al modello M2 (un upgrade non è probabilmente indicato) rimangono un prodotto assolutamente degno di nota. Sony ha migliorato quello che andava sistemato rispetto al passato mantenendo un design sobrio. Confort superlativo, cancellazione del rumore ultraterrena e qualità sonora davvero degna di nota (pur non entrando nel reame audiofilo… per quello comunque bisogna spendere molto più dei 350 CHF chiesti da Sony per queste cuffie). Quello che assolutamente non ci è piaciuto è la qualità del microfono per le telefonate. Basta essere in un ambiente un minimo rumoroso (per strada) e la persona dall’altra parte farà talmente fatica a sentirci da obbligarci a passare al telefono e basta. Un piccolo neo per un prodotto altrimenti davvero ben realizzato.

Ci piace

  • Cancellazione rumore
  • Comodità
  • Design
  • Autonomia

Non ci piace

  • Qualità microfono per chiamate
  • Avvisi sonori fastidiosi
  • Prezzo?
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.