Razer DeathAdder Elite

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Razer DeathAdder Elite

Mouse! Topi! Roditori! Su Joypad siamo stati letteralmente invasi dai topi. E mica di quelli che il mio gatto adora squartare in giardino! Oggi torniamo a parlare di Razer perché abbiamo in prova da qualche tempo il nuovo DeathAdder Elite.

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Nel segno di Razer

Per molti Razer non è un brand, è un culto, una religione. Se da un lato è vero che spessissimo i prodotti di questo marchio sono al top della gamma è pur vero che fare di un brand una fissazione va un po’ contro i nostri ideali. Perché nessuno è infallibile, nemmeno Min-Liang Tan, il CEO di Razer. Ma torniamo alla gamma DeathAdder: esiste dal 2006 e negli anni molteplici iterazioni di mouse ad alte prestazioni sono arrivate sul mercato. Noi ne abbiamo un paio tra le mani: l’Elite e la versione chroma di Rise of the Tomb Raider che regaleremo nei Days to Xmas. Per dire che insomma ce ne sono più uno di Deathadder! Ma perché “Elite”?

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“Il miglior mouse del mondo”

Nelle scorse settimane non abbiamo fatto altro che leggere che il DeathAdder Elite è “il miglior mouse del mondo”. Comprensibilmente eravamo parecchio curiosi di verificare di persona se tutti questi roboanti titoloni corrispondono a verità oppure no. Ma prima, un piccolo tour. Il DeathAdder Elite è dotato di un sensore da 16’000 DPI, è in grado di supportare accelerazioni fino a 50 g, una velocità fino a 450 IPS (parecchi di più rispetto ad altri mouse testati da noi personalmente nel corso dell’ultimo annetto) e ha un polling rate di 1kHz. I tasti sinistro e destro sono basati su switch meccanici creati da Razer e Omron e sono garantiti fino a 50 milioni di click. In totale ci sono sette tasti programmabili: destro, sinistro, rotellina, due tasti sul lato sinistro e due normalmente usati per modificare i DPI. Ovviamente non manca l’illuminazione RGB Chroma per la rotellina e per il logo di Razer in grado di mostrare 16,8 milioni di colori. Il cavo braided è lungo poco più di due metri. Tutto questo racchiuso in un mouse di 127 x 70 x 44 millimetri e 105 grammi di peso (pochi ma non pochissimi). Il mouse ha un design molto più sobrio del solito (se parliamo di mouse da gaming) ed è asimmetrico, adatto insomma solo ai destrosi. La scocca è in plastica matte e gomma antiscivolo e si adatta come un guanto alla nostra mano. Ergonomicamente parlando, questo Elite ci piace molto e si posiziona tra i nostri preferiti immediatamente (pur non sconvolgendoci in alcun modo).

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Le specifiche tecniche sono decisamente di tutto rispetto e spazzano via quelle di altri prodotti d’alta gamma come quelle dei recentissimi G900 Chaos Spectrum di LogitechG e M65 PRO RGB di Corsair. Fun fact: il sensore dell’Elite è il PMW-3366, sviluppato da LogitechG e Pixart e contenuto proprio nel G900, tanto per citarne uno. L’implementazione è chiaramente diversa, visto che Razer l’ha spinto fino a 16’000 DPI quando LogitechG si è fermata a 12’000 con il G900. Ad ogni buon conto, questo sensore è universalmente riconosciuto come uno dei migliori esistenti e siamo ben contenti che Razer abbia scelto il meglio per l’Elite. Bastano questi dati grezzi a decretare questo DeathAdder Elite come “miglior mouse del mondo”? In effetti, no, non bastano da soli. Ma sappiamo che Razer è tra i brand che più curano l’esperienza a 360 gradi…

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Maledettamente buono

L’Elite è comodo, sul serio. L’ergonomia è stellare e la scelta dei materiali è davvero azzeccata: le zone in gomma offrono un ottimo grip e la superfice opaca in plastica dura non è né troppo scivolosa né troppo poco. Lo stesso era comunque già valido per il Mamba 2015, forse il mouse che preferiamo in assoluto in redazione (sostanzialmente quello contro cui, durante tutto lo scorso anno, abbiamo messo a confronto gli altri…). Il vantaggio dell’Elite è che il mouse è parecchio più leggero del Mamba 2015 e marginalmente più leggero del G900, che rimane uno delle star del 2016. Come sempre la gestione delle funzionalità dell’Elite si effettua con Synapse, il software di gestione all-inclusive di Razer. A costo di ripeterci ancora una volta, Razer sembra essere l’unico hardware-maker ad aver realizzato un programma di gestione comodo, veloce e rapido da usare. Sebbene Logitech, Roccat e Corsair abbiano fatto passi avanti, Synapse di Razer resta ancora il programma migliore, secondo noi. Le opzioni riguardanti il DeathAdder Elite sono più o meno le solite: profili e assegnazioni tasti, performance (sensibilità, accelerazione e polling rate), effetti di illuminazione e calibrazione. Quest’ultima ovviamente caldamente raccomandata in modo da ottenere il massimo dalla combinazione di mouse e tappetino.

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Fatto per gli eSport

Non è un mistero il perché Razer ci abbia inviato il DeathAdder Elite assieme al Gigantus, il mousepad che abbiamo recensito qualche giorno fa. La leggerezza di questo device (purtroppo, non è regolabile) e l’alta precisione ne fanno un mouse da gioco rapido e nervoso. Nulla ci impedisce di usarlo per titoli più calmi o anche solo come mouse da tutti i giorni ma sicuramente è su una superficie ampia che questo mouse darà il meglio di sé. D’altra parte non abbiamo tra le mani un mouse con un gran numero di tasti (più adatti a MMORPG e derivati) ma un mouse più indirizzato all’azione. L’abbiamo usato con Overwatch principalmente, visto che è uno dei titoli da competizione del momento e ci siamo trovati benissimo.

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Tiriamo le somme

Il DeathAdder Elite non è il mouse perfetto ma ci si avvicina molto. Leggero (per l’utilizzo a cui è rivolto, lo giudichiamo un vantaggio), performante e ergonomico. I numeri teorici sono decisamente dalla sua, specialmente la durata di vita prevista degli switch che sono più del doppio di quelli di altri modelli d’alta gamma). Quello che più ci ha sorpreso in realtà è il prezzo di vendita, che si aggira attorno ai 99 CHF, molti meno dei 199 CHF che dovevamo sborsare nel 2015 per comprare il Mamba (ok, quello è anche wireless ma tant’è…). Insomma, quasi 100 franchi svizzeri non sono pochi ma per le features e l’indubbia qualità di questo DeathAdder Elite siamo decisamente favorevolmente impressionati.

 

Ci piace

  • Ergonomia stellare
  • Sensore
  • Aspettativa di vita
  • Prezzo interessante
  • Synapse

Non ci piace

  • Leggero per alcuni
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.