Pokémon GO

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Finalmente dopo quasi 10 giorni dal lancio ufficiale statunitense e austrialiano, ecco che il fenomeno del momento approda ufficialmente anche in Svizzera. Noi lo abbiamo già testato a fondo da ormai una decina di giorni, e possiamo tirare le nostre conclusioni in questa breve recensione.

In breve Pokémon GO eredita il concetto di realtà aumentata nata da Ingress, gioco sviluppato sempre da Niantic basato sulla cartina e hacking dei vari portali che equivalgono attualmente alle palestre e ai Pokéstop. Infatti l’allenatore di Pokémon dovrà macinare parecchi chilometri per riscattare strumenti dai Pokéstop, far schiudere le uova incubate o trovare nuovi Pokémon. Seppur il concept è lo stesso, le differenze fra le due applicazioni sono abbastanza palesi che costituiscono già dei limiti strutturali per Pokémon GO. Ma procediamo con ordine…

025Pikachu_XY_anime_3Quello che maggiormente ci ha colpiti è l’interfaccia user friendly della cattura, basato su un sistema di probabilità a seconda delle dimensioni del cerchio situato sul Pokémon bersaglio (vedi la guida), gli sprite dei Pocket Monster e il sistema a Punti Lotta (PL) che prende il posto dei canonici livelli. Insomma, ogni Pokémon può essere potenziato (a seconda del livello raggiunto dall’allenatore) ed avere un ruolo nella collezione dell’utente. Un sistema che può dar vita a diverse strategia per expare il proprio allenatore, come catturare tantissimi comuni e farli evolvere di colpo, sfruttando anche fortunuovo per guadagnare il doppio dell’esperienza. O, semplicemente, evolvere i Pokémon base con molti PL al fine di ottenere lo stadio successivo estremamente più forte del normale. Questo consente anche ai giocatori meno livellati di affrontare tranquillamente diverse palestre, purtroppo conquistate e monopolizzate da Pokémon con ben 1000 PL e oltre. Bestioni non facili da battere, anche se viene in nostro aiuto il sistema di battaglia che non si basa a turni, come da tradizione della serie. Con un semplice tap effettuiamo l’attacco semplice, tenendo premuto quello speciale e swippando a destra/sinistra consentiremo al Pokémon di schivare l’offensiva nemica. Ed è su quest’ultimo che la bravura del vero allenatore si manifesta indipendentemente dal livello, si possono evitare numerosi danni e abbattere Pokémon assai potenti anche con quelli nettamente più deboli. È sufficiente fare attenzione alle cornici dello schermo, non appena quest’ultime si illuminano di giallo si dà il via ad uno swipe deciso per evitare l’attacco nemico. Imparato a schivare perfettamente, sarà molto più semplice abbattere palestre di squadre avversarie o alzare il prestigio di una amica che, se aumentato con Pokémon più deboli, il livellamento della palestra sarà addirittura maggiore. In conclusione, saper lottare e sfruttare a fondo il sistema delle evoluzioni tramite le caramelle è la chiave per livellare in fretta e diventare, a breve, degli allenatori temuti (server permettendo…).

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Work in Progress

game-boy-link-cablePer contro bisogna citare alcune importanti mancanze, presenti anche nella nostra prova pubblicata recentemente. Prima fra tutte l’assenza di una qualsiasi interazione con i giocatori del proprio Team (un HUB sarebbe apprezzato, così come dei ranking), ugualmente la possibilità di visualizzare la rete di palestre conquistate e via dicendo. Insomma ci vuole un sistema social simile a quello presente in Ingress. Quest’ultimo era efficiente e consentiva ai giocatori della propria squadra di collaborare più facilmente. È vero, con Pokemon GO incontreremo parecchie persone nuove e, seppur rivali nel caso di un diverso team d’appartenenza, si può ugualmente instaurare una certa collaborazione amichevole. L’esempio del sottoscritto che corre in soccorso ad alcuni rappresentanti del Team Giallo di basso livello al fine di conquistare la loro prima palestra, permettendo di piazzare i loro Pokémon (non potenti, ma poco importa) e cominciare a guadagnare il premio giornaliero nel negozio di Pokémon GO. Ma non è sempre tutto rose e fiori, è capitato di notare come alcuni ragazzini della fazione rossa che bullavano un altro allenatore di un team giallo solo per aver conquistato una palestra. Questo, per concludere, che l’elemento social dipende tantissimo da chi ci troviamo di fronte, ed è un peccato non consentire una collaborazione più profonda anche attraverso l’applicativo tra allenatori esperti e neofiti. È anche vero che, sfruttando la realtà senza disperderci troppo in quello virtuale, basta un modulo piazzato in un Pokéstop (strumento per attirare Pokémon in quella determinata zona) per radunare orde di allenatori con cui confrontarsi. La troviamo un’ottimo pro in mezzo a tante critiche, proprio per il fatto che alcune zone vantano in un certo senso di una ventata di aria fresca dove poter socializzare. Nominando i moduli, quest’ultimi meritano un piccolo approfondimento, con una pecca alquanto sgradevole: il bilanciamento delle apparizioni. Per una durata di mezz’ora, ogni due minuti apparirà un Pokémon…bello, penserete leggendo. Su due volte che lo abbiamo testato, sono apparsi solo dei Caterpie, Weedle, Pidgey, Spearow e i soliti comuni (magari un Eevee e un Krabby di tanto in tanto). Una gestione delle apparizioni rare molto discutibile, per avere un metro di paragone: gli engrammi leggendari di Destiny sono dei drop comuni (tanto per metterla sul ridere).

46fa2ef51e569ba2191a01e102772be5Altre importanti assenze sono gli scambi e il PvP, quest’ultimo possibile solo tramite le palestre. Per gli scambi è stato comunque confermato la loro introduzione entro le prossime settimane, per la questione PvP contro altri giocatori (tramite lista amici o sconosciuti) è ancora una certa incognita. Sembrerebbe essere confermata la lista amici, ma tuttavia niente di più elaborato con giocatori che si incrociano nella realtà (magari che appaiono sotto forma di sprite come i Pokémon selvatici, in cui possiamo inviare richieste di lotta). Un vero peccato che castra ulteriormente un’applicazione che ha del potenziale.

Nuove gradevoli aggiunte, o meglio, modifiche: un sistema di healing più user friendly. In altre parole usare solo pozioni per curare i nostri piccoli Pocket Monster è molto limitante per i seguenti motivi. Dapprima il drop degli strumenti di cura dai Pokéstop è molto basso se confrontato alle Pokéball o alle uova Pokémon, l’impressione che vengano rilasciati col contagocce è dietro l’angolo. In secondo luogo rischia che i Pokémon più forti in nostro possesso siano spesso fuori gioco senza poterli curare, bloccando l’avanzamento delle conquiste delle palestre o, semplicemente, per aumentarne il prestigio se appartenenti alla stessa fazione. Insomma, sono graditi dei Pokémon Center che consentono la cura dei propri Pokémon, anche sfruttando il sistema free2play del gioco (gratis ogni tot ore e a pagamento tramite le Pokémonete). Soluzione dei Pokémon Center basato sui punti di interesse che, purtroppo, trova i suoi limiti in un altro difetto citato nella nostra prova, vale a dire la differenza fra città e periferia. Ebbene l’allenatore che abita in zone non particolarmente dense di Pokéstop o palestre rimane sempre penalizzato…anche se per fortuna da qualche giorno è possibile inviare una richiesta di aggiunta di Pokéstop tramite questo formulario.

Per concludere, sbloccare gli obbiettivi senza vincere niente è un po’ triste, soprattutto se si raggiungono certi risultati come 100 km. A nostro modo di vedere più l’obbiettivo è difficile e più sarebbe l’ideale ricevere qualche strumento utile, o addirittura una buona dose di punti esperienza. Se, inoltre, non esiste nessuna condivisione social all’interno dell’app ci chiediamo il senso di visualizzare gli obbiettivi per noi stessi…

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I server dell’ave Maria…

Screenshot_20160716-172119Bisogna ogni volta pregare sua santità per evitare che i server non funzionino, tanto per fare un esempio, durante catture piuttosto importanti. L’esperienza di Pokémon GO è  piuttosto frustrante quando i server hanno una risposta pari a quella di un bradipo. Ping instabili, manutenzioni non annunciate e sovraccarichi sono all’ordine del giorno, soprattutto durante le ore serali nel corso della prima settimana. Questo faceva sì che le palestre erano inconquistabili visto che le battaglie si freezavano inspiegabilmente, schivate andate a segno ma con danno inflitto ugualmente, oppure catture di Pokémon andate a segno ma mai salvate per blocchi improvvisi sulla schermata della Pokéball…o, per concludere, l’apparizione dei Pokémon completamente impazzita sulla mappa, l’esempio del sistema delle orme attualmente briccato. In altre parole risulta impossibile, da ormai due giorni, cercare i Pokémon in maniera precisa sfruttando il riquadro situato in basso a destra. L’unica attenuante per il funzionamento altalenante è dovuto all’immenso successo ottenuto nell’arco di una settimana in tutto il mondo. Secondo alcuni dati statistici ci sono più allenatori che profili di Tinder e Twitter messi assieme, o che Pokémon GO viene utilizzato mediamente di più dello stesso Facebook solo negli Stati Uniti, che deteneva il trono fino a pochi giorni fa. Aggiungiamo i giganteschi introiti generati (parliamo di più di 14 milioni di dollari), Niantic, Google, Nintendo e The Pokémon Company hanno adesso le risorse necessarie per trasformare l’esperienza utente in qualcosa di meno frustrante, aggiungendo anche diverse funzionalità sopra citate. Anzi hanno l’obbligo di migliorare tempestivamente Pokémon GO, se desiderano evitare che cade velocemente nel dimenticatoio quanto la sua impressionante ascesa, rompendo fino ad oggi ogni record.

Questi sono i principali problemi riscontrati durante l’uso quotidiano dell’app, senza citare la schifosa ottimizzazione nello sfruttamento delle risorse e lo scarso supporto per Android Nougat, futura distribuzione di Android. Non è possibile che, seppur disattivando GPS, realtà aumentata tramite fotocamera e impostando il risparmio energetico di default, Pokémon GO scarica il telefono nell’arco di due ore di utilizzo. Niantic deve lavorare sodo per rendere qualitativamente buona la sua applicazione, attualmente appena sufficiente sul lato tecnico e discreta in ambito di contenuti proposti. Ma non desideriamo linciare a sangue freddo Pokémon GO, per il semplice fatto che dietro a questo progetto c’è il creatore di Ingress. Quest’ultimo ha raggiunto, nell’ambito del gaming in realtà aumentata, un’ottima qualità perfettamente equilibrata fra gameplay, contenuti e utenti/integrazioni social. Niantic possiede le capacità per ricreare quell’esperienza che ci ha catturato anni fa, quando giravamo per le vie di Friborgo ad hackerare i portali con i nostri compagni..

Ci piace

  • Free2play ben bilanciato
  • UI intuitiva con un buon sistema di cattura
  • È Pokémon in realtà aumentata
  • Effetto nostalgia

Non ci piace

  • Server instabili e lag inaccettabili
  • Povero di contenuti
  • Consumo anomalo della batteria
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Ardral

Scritto da : Ardral

Studente, sportivo (nuotatore e crossfitter), redattore, tra le varie attività e passioni quella dei videogiochi rimane una delle principali. Amante delle proprietà intellettuali targate Nintendo e PC Gamer tramite un leggerissimo RoG da 5 kg, il Pusti è uno degli storici redattori in quel di Joypad.

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