Ori and the Blind Forest

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Ori and the Blind Forest: Definitive Edition (Switch)

Una foresta misteriosa, una storia toccante, una missione per salvare il mondo. Questo è Ori and the Blind Forest, gioco di Moon Studios e Microsoft Studios uscito su Xbox 360, Xbox One, PC e ora, in una mossa decisamente bizzarra per essere un gioco di Xbox Studios, è uscito anche su Nintendo Switch! Visto che il gioco è praticamente identico alla definitive edition per PC, ne parleremo in una recensione delta!

Platform forestale

Il prologo di Ori and the Blind Forest è davvero magnifico. Toccante e triste, in pochi minuti sa catturare il giocatore, mettendoci nella situazione di voler aiutare davvero il piccolo Ori. Il nostro protagonista, un bizzarro esserino bianco, è rimasto orfano. Viene accolto da Naru, un essere della foresta che farà da mamma al piccolo orfanello. Segue un breve ma felice periodo, in cui i due vivono assieme e si godono la reciproca compagnia. Un brutto giorno però la foresta comincia ad ammalarsi e il cibo diventa sempre più raro. Naru, consapevole della fine imminente, decide di lasciare il cibo rimanente ad Ori, sacrificando la propria vita. Il povero Ori si ritrova nuovamente orfano ma questa volta intende sistemare le cose. Eccoci pronti ad un viaggio che ci porterà ai quattro angoli della foresta, nel tentativo di liberare la luce dall’oscurità imposta da Kuro, un orribile mostro notturno. L’inizio di Ori and the Blind Forest è tutto un programma, dal momento che possiamo immediatamente godere di uno story telling davvero magistrale, fatto di pochi elementi essenziali che però immergono il giocatore immediatamente nella missione. Il gioco di Moon Studios ha un sapore squisitamente indie ed è semplicemente magnifico da vedersi fin dal primo istante. Durante la partita controlleremo Ori, personaggio che si contraddistingue per una incredibile agilità. Attraverseremo i livelli tra salti e rimbalzi, usando una fiamma blu come arma offensiva e tantissima precisione da parte nostra.

Save-Room

Ostico ma bello!

Ori è un platform stile metrovidania, ovvero un avventura azione in due dimensioni tipico di giochi come Metroid e Castlevania. Le abilità del nostro protagonista avanzano mano a mano che esploriamo i livelli, alla costante ricerca di segreti e globi luminosi, i quali potenziano sia la forza vitale sia la possibilità di salvare il gioco (ci torneremo presto su quest’ultimo elemento). Il titolo implementa anche un sistema di potenziamenti del personaggio, che spaziano tra capacità offensive, poteri speciali e abilità di gioco. Inizialmente Ori è solamente in grado di saltare, nemmeno tanto in alto. Ma dopo qualche ora di gioco saremo in grado di fare salti doppi, di saltare sui muri, di arrampicarci, di prendere slancio sui nemici. Tutto il sistema è estremamente interessante e soddisfacente, dal momento che premia i giocatori che si cimentano in quelle zone dei livelli che sono più complicate, ottenendo però praticamente sempre la giusta ricompensa. Durante la partita avremo potremo sempre visitare ogni zona già sbloccata in precedenza, in una sorta di open world a due dimensioni. L’interesse è quello di poter raggiungere nuove zone grazie a nuovi poteri ottenuti, zone prima inaccessibili. Un backtracking non obbligatorio al 100% ma che, come detto, premia i giocatori più dedicati.

Ori running through a new environment

Il sistema di salvataggio è un altro elemento piuttosto peculiare. Possiamo salvare in qualsiasi momento e praticamente in qualsiasi zona ma per farlo dovremo possedere almeno un globo blu. Questi globi, che si ricaricano nel tempo ma che possono anche essere riempiti scovando appositi power up, creano una zona di salvataggio. Ben presto potremo fare in modo che l’ultima zona salvata sia sempre disponibile come checkpoint in caso che torniamo sui nostri passi. Tuttavia l’incombenza del salvataggio ricade quasi interamente sul giocatore, dal momento che il gioco salva automaticamente in rarissimi casi. Per quanto riguarda i poteri offensivi, speciali e di gameplay potremo sbloccarli eliminando nemici e trovando globi gialli. All’inizio i poteri non sono davvero interessanti, ma dopo un po’ troveremo che il doppio o triplo proiettile e il triplo salto sono davvero molto golosi. Potenziare Ori diventa ben presto una necessità impellente perché questo gioco non è affatto facile. Non solo bellezza e poesia ma anche tanta cattiveria nei nostri confronti. Capiterà spesso di imbatterci in zone in cui inizialmente non sappiamo come fare oppure dove il salto al millimetro è indispensabile. Il gioco necessita un bel po’ di try and error, fino a quando avremo imparato il tempismo perfetto per superare certe zone. Il tutto viene ulteriormente complicato dalla necessità di sfruttare ambiente e nemici per avanzare. Uno dei poteri di Ori infatti è quello di potersi catapultare mediante colpi e corpi nemici. Tramite il pulsante X potremo agganciare un proiettile e farci proiettare in una direzione a nostra scelta, mentre il suddetto proiettile proseguirà nella direzione opposta alla nostra. Spesso quindi dovremo attirare il fuoco nemico per poterlo sfruttare a nostro vantaggio oppure farci volare volutamente in direzione opposta ad un obiettivo, facendo in modo che il proiettile nemico lavori a nostro vantaggio. È quasi più difficile a dirsi che a farsi! Ori comunque richiede movimento costante, salti e doppi salti, attenzione e concentrazione. Capita frequentemente che dovremo schivare colpi nemici, contrattaccare ed evitare di toccare terra, pena una morte crudele. Con la pratica impareremo a dosare i salti e a “leggere” il livello, cercando di non farci sorprendere dalle continue variazioni di nemici e gameplay. Certi livelli si sviluppano in orizzontale, certi in verticale mentre in una zona addirittura saremo soggetti a gravità variabile, in cui dovremo giostrarci tra le varie inversioni di gravità cercando di sfruttarla a nostro vantaggio. L’avrete capito da voi, il gioco è difficilotto. Eppure mai per un secondo ho pensato di smettere del tutto, sebbene un paio di rage quit mi siano capitati. La storia è così coinvolgente e il titolo è talmente ben fatto che non mi sono mai sentito punito da meccaniche troppo cattive. Il gioco è difficile ma perfettamente giocabile e se si muore è semplicemente per colpa nostra. Non ci sono trucchetti per renderci la vita più complicata ma solo un livello di sfida elevato ma giusto. Come detto prima, il titolo sa ricompensarci per i nostri successi offrendo sempre nuovi poteri e abilità, ricompensandoci del sudore speso sul pad.

screenshot_jb_12

L’edizione definitiva

Non è una sorpresa che Ori and the Blind Forest esca in edizione definitiva. Quello che ci ha sorpreso è che Xbox Studios abbia pubblicato un titolo first party su Switch! La conversione del gioco sulla portatile Nintendo è perfetta. Il gioco in realtà è persino più bello dell’edizione originale perché, come confermato da Moon Studio, le animazioni ora sono a 60 FPS e non più 30. Il risultato è un gioco splendido sul piccolo schermo della console (sia Switch che Switch Lite). Anche su TV siamo di fronte ad una presentazione pefetta. Il gioco va ovviamente giocato col controller, che si tratti dei joycon oppure del Pro Controller. Addirittura, possiamo fare il login con un account Microsoft, il che si tradurrà in un accumulo di gamerscore sul nostro account Xbox Live e la partecipazione alle classifiche mondiali. Rimane assolutamente strano e sconvolgente fare un login ad un account Xbox su Switch!!!

Il successo di questo piccolo titolo dal sapore indie è stato travolgente e a ragione. La Definitive Edition ripropone il gioco originale, ovviamente, ma aggiunge anche alcuni tasselli in più. Per cominciare ci sono nuovi livelli di difficoltà, che vanno da Facile a Una Vita. Originariamente potevamo giocare a modalità normale mentre ora Facile e Difficile vanno a cambiare la difficoltà degli scontri e la quantità di risorse che possiamo raccogliere. Se invece siamo davvero dei giocatori hardcore (ma molto molto hardcore) possiamo sempre optare per Una Vita che, come il nome suggerisce, ci conferisce una sola vita. La difficoltà del gioco rimane su normale ma la vera sfida è terminare il gioco senza mai morire. Per farvi capire io in 3 ore a modalità normale sono morto circa un centinaio di volte, quindi fate le vostre valutazioni! Per quanto riguarda i livelli sono state aggiunte due nuove zone chiamate Tana della Radice Nera e Bosco Perduto, due zone molto interessanti e che fanno luce sul passato del piccolo Ori. Due zone molto ben fatte e che si incastrano alla perfezione con l’avventura originale, offrendo quel qualcosa in più ai fedelissimi di questo titolo. Nella nostra lista troviamo anche nuovi poteri tra cui lo scatto e le bombe, molto utili in certi frangenti e a cui non rinunceremmo più ora che li abbiamo! Novità assoluta anche il teletrasporto nei Pozzi dello Spirito che ci evita di sorbirci lunghi tratti di backtracking, anche se andare a piedi è sempre un ottimo modo per raccimolare esperienza e scoprire, magari, alcuni dei moltissimi segreti di questo gioco. Per finire nel menu principale troviamo una sezione dedicata agli artwork, ai video di presentazione a spezzoni tratti da versioni acerbe del gioco, parecchio diversi rispetto al titolo che è infine giunto sui nostri schermi.

Grenade-Throw-Pose

Un giretto nella foresta incantata

Ori and the Blind Forest è spettacolare da vedersi. Ogni dettaglio della foresta è splendidamente animato e colorato. L’acqua ha i suoi riflessi dinamici, le foglie si muovono al vento, l’illuminazione dinamica completa il quadro in maniera sublime. La cura per il dettaglio mi ricorda i recenti Rayman, non perché siano simili ma per la resta di un mondo a due dimensioni davvero bello. Anche la colonna sonora l’ho trovata davvero molto bella ed ispirata, con sonorità sia occidentali che orientali. Insomma, tecnicamente non possiamo assolutamente lamentarci e, anzi, troviamo in Ori l’ennesima conferma che il 2D non è affatto morto!

Ori-Finds-Narus-Dad

Ori and the Blind Forest è davvero molto bello. Il risultato è un gioco tecnicamente ottimo e che sa dosare con sapienza una difficoltà sopra la media ma raramente frustrante. Certo, per i fanatici della vittoria facile questo fatto sarà comunque un problema, perché rifare 20 volte la stessa sezione prima di comprendere come funziona può risultare frustrante. Tuttavia è un titolo che mi sento di consigliare a tutti i patiti dei platform. La Definitive Edition aggiunge ottimo al meglio, rendendosi davvero un edizione favolosa che offre anche un nuovo set di achievements, cosa che farà la gioia di alcuni di voi. L’uscita sulla portatile Nintendo è sensatissima ed è un’ottima occasione per chiunque si sia perso questo gioco di giocarci in attesa del sequel, The Will of the Wisps.

E già che ci siete, perché non recuperare l’intervista fatta con Moon Studios?

Ci piace

  • Grafica
  • Animazioni
  • Gameplay
  • Colonna sonora
  • Ottima conversione

Non ci piace

  • Difficoltà elevata
  • Potenzialmente frustrante
5.5
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.