Nintendo Switch Lite

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Nintendo Switch Lite

Nintendo ha sempre seguito una sua logica per quanto riguarda i lanci di hardware e specialmente console. Una via che, in passato, ha servito bene il colosso di Kyoto. Pensiamo alla famiglia 3DS, allargata con 3DS XL, poi New 3DS e 2DS. Diversi SKU, diversi prezzi, diverse dimensioni per giocatori dalle esigenze diverse.

Il trucco è stato mantenere la compatibilità tra ogni singola variante di 3DS, facendo felici sostanzialmente tutti quanti. Sia gli hardcore gamer, che non vedevano l’ora di prendere il nuovo modello, sia i giocatori occasionali, più inclini a prendere magari una versione meno costosa o più compatta. Ora, il modello vincente di Nintendo sbarca su Switch e sancisce la definitiva morte di 3DS. Vediamo Switch Lite!

Portatile

Nintendo Switch Lite è una normale Switch, più piccola, più leggera ed esclusivamente portatile. Abbiamo spesso parlato di Switch come la “console ibrida” visto che può essere usata sia collegata ad una TV che in movimento, con lo schermo integrato. Un meglio dei due mondi che ha convinto moltissimi gamer che magari non hanno fatto di Switch la propria console principale ma sicuramente imprescindibile, da avere per godere non solo delle solitamente ottime esclusive e first party Nintendo ma anche di giochi multipiattaforma on the go. Ora, il concetto di console ibrida caduto. Switch Lite è una console esclusivamente portatile. Non è quindi possibile collegarla ad una TV inserendola in una dock della console normale né, a quanto parte, sarà possibile farlo in futuro perché stando ad alcuni teardown, non ci sono proprio le componenti elettroniche per generare un segnale video dalla porta USB Type-C integrata. Insomma, portatile è e portatile resterà.
Switch Lite è una console leggera, 275 grammi e di dimensioni contenute (91.1 x 208 x 13.9mm). Dotata di uno schermo LCD con risoluzione 1280×720 da 5,5 pollici (la sorella maggiore invece ha uno schermo da 6,2 pollici) è basata su un SoC Nvidia Tegra e una batteria da 3,570mAh. Questo significa un’autonomia da 3 a 7 ore, stando a Nintendo, a dipendenza del gioco. Questo situa Switch Lite a metà tra la Switch originale e la revisione (quella con la scatola rossa per intenderci). Nintendo ha voluto chiarificare la questione. Giocando a The Legend of Zelda: Breath of the Wild su Switch originale possiamo aspettarci 3 ore di autonomia, su Switch “V2” sono cinque ore e mezza, su Switch Lite avremo circa 4 ore di gioco. Insomma, la nuova nata è decisamente meglio del modello del day one ma comunque meno duratura della revisione di quest’anno. Buono a sapersi, andiamo avanti.

Switch Lite è disponibile, per ora, in tre colorazioni: giallo, azzurro e grigio ma arriverà presto una special edition Zacian e Zamazenta Edition (con, quasi sicuramente, altri colori previsti nei prossimi mesi e anni). Nella confezione troviamo solamente la console e il caricatore perché, effettivamente, non ci serve altro. La console stessa ha le stesse connessioni della sorellona: porta USB per la ricarica, slot microSD, altoparlanti stereo, porta per le game card e jack stereo per le cuffie. Quello che manca è lo stand integrato e, ovviamente, i joycon scollegabili. In effetti, vuoi per la natura di portatile, vuoi per risparmiare sui costi di produzione (la console costa per ora 249 CHF al posto dei 329 del modello principale), i joycon sono fusi nel corpo della console. Questo significa che non potremo usare le funzioni speciali di controller scollegabili in giochi come 1-2 Switch o avvalerci delle funzioni HD Rumble o della camera IR (fondamentali in titoli come la serie Labo). Questo non significa che chi ha Switch Lite sia totalmente tagliato fuori perché rimane possibile collegare un altro set di joycon, un pro controller o altra periferica fatta per Switch che si colleghi senza fili alla console. Semplicemente, dovremo acquistare a parte dei joycon per usare certi tipi di giochi (attenzione, non potremo però ricaricarli senza l’adattatore fatto apposta!!!). Una cosa comprensibile per i gamer più incalliti ma che probabilmente causeranno qualche grattacapo a diversi genitori là fuori. Non ci sono solo downgrades però: al posto dei quattro tasti ora il “joycon” sinistro ha un vero e proprio d-pad, una manna dal cielo per certi tipi di giochi e, in generale, per l’ergonomia della console. La riduzione dello schermo ha anche un lato decisamente positivo: si vede meglio. In generale abbiamo davvero l’impressione che i giochi siano più definiti, più puliti. Ovviamente il risultato era scontato: a parità di risoluzione, uno schermo più minuto ha una densità di pixel maggiore per cm2! Ciò non toglie che questo è un atout del sistema.

Giocarci

Switch Lite ci ha ricordato subito 2DS: compatta, dall’aspetto più robusto rispetto a Switch normale, colorata. Insomma, il modello fatto per i bambini turbolenti, quelli che ci giocano a sfinimento. Un modello muletto, fatto per essere più strapazzabile di Switch normale, con tutte le sue parti mobili delicate. Il primo impatto insomma è piacevole: la plastica matte si adatta bene alle mani e il peso ridotto le sessioni di gioco prolungate nettamente più comode. Abbiamo giocato intensamente con Switch Lite, per arrivare il prima possibile con la recensione. I giochi scelti: Ori and the Blind Forest, Bulletstorm Duke of Switch Edition e Super Mario Odyssey. Il primo “problema” è che se abbiamo una Switch normale, scordiamoci i salvataggi sul cloud se non abbiamo l’abbonamento ai servizi online di Nintendo. La stessa porcata che fa Sony con PS4 insomma. Ci spiace, ma almeno questa funzione va offerta gratuitamente, secondo noi. Ma non stiamo recensendo i servizi online Nintendo, in effetti. I giochi funzionano esattamente come dovrebbero, con alcune piccole ma sostanziali differenze. In Bulletstorm, nessuna differenza rispetto a Switch normale. I controlli sono identici, le performances anche (certo, performances da modalità portatile, sarebbe interessante verificare se collegando l’alimentatore si ottengono boost come la docked mode di Switch normale ma non abbiamo il materiale adatto al momento per questi test). Anche per Ori, nessun problema. Il metrovidania di Moon Studios e Microsoft (esatto, Ori and the Blind Forest è una ex esclusiva Microsoft!) è fatto per essere giocato con un controller tradizionale quindi funziona egregiamente su Switch. Con Mario Odyssey, è un’altra storia. Il gioco è fatto per essere giocato in modalità portatile, certo, ma funziona meglio coi joycon scollegati per tutti i vari movimenti da far fare a Cappy. Tali movimenti sono registrati anche da Switch Lite ma dovremo muovere repentinamente la console a in diverse direzioni, una cosa decisamente scomoda e che ci fa sembrare un po’ folli agli occhi di chi sta guardando. Decisamente, l’esperienza di motion gaming sarebbe migliore con dei joycon tradizionali.

L’immancabile edizione speciale: Zacian e Zamazenta Edition

Per quanto riguarda l’autonomia, siamo soddisfatti. Abbiamo fatto poco meno di tre ore con Bulletstorm (gioco impegnativo per la console, coi suoi 60 fps e livelli molto ampi), con Ori siamo sicuri potremmo fare molto meglio ma si tratta della versione demo, che finiremo prima di finire la batteria. Insomma, cifre più o meno come pubblicizzate da Nintendo.

Per chi è?

Per chi è Switch Lite? Beh, non è per coloro che vogliono davvero sfruttare Switch come console ibrida, per voi assolutamente la revision del modello originale: maggiore autonomia e maggiore versatilità. Non è nemmeno per chi una Switch (a prescindere dalla revisione) ce l’ha già perché non otterrete nulla di più. Switch Lite è fatta per coloro che vogliono una console solo portatile, una compagna di viaggio o di gaming spontaneo. La dimensione e il peso ridotto di Lite ne fanno davvero un’ottima console da infilare nello zaino e da dimenticare finché non vogliamo farci una partita. È anche una console per i più giovani, il pubblico di 2DS insomma. Sebbene Lite non sia la console per l’hardcore gamer, siamo piuttosto convinti che Nintendo riuscirà a venderne una vagonata, specialmente se contiamo le immancabili edizioni limitate e i bundle con giochi di grande attrattiva in arrivo nei mesi e anni a venire.

Ci piace

  • Materiali
  • Schermo
  • Portatilità

Non ci piace

  • Autonomia minore dell'ibrida
  • Non tutti i giochi funzionano al 100% (joycon)
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.