Assassin’s Creed Odyssey

Scritto da il il Recensioni, 5 più
chiudi [x]

Assassin’s Creed Odyssey

Ad inizio settembre scorso siamo volati fino a Parigi per dare uno sguardo in anteprima esclusiva al nuovo Assassin’s Creed Odyssey ma finalmente è ora di parlarvi del gioco completo! Seguiteci allora in un viaggio per la Grecia antica in compagnia di Alexios e Kassandra!

Vacanze in Grecia 431 BC?

Assassin’s Creed Odyssey racconta principalmente la storia di Alexios e Kassandra, fratello e sorella spartani separati in tenera età da una terribile tragedia. Figli di un noto eroe di guerra spartano, finiscono al centro di una profezia e di un sacrificio umano richiesto dalle autorità religiose di Sparta. L’inizio della storia in realtà sarà leggermente diverso a seconda se sceglieremo di giocare con Alexios o Kassandra ma il succo rimarrà lo stesso: uno dei due diventerà un misthios, un mercenario assoldato inizialmente da Marco, un simpatico quanto poco raccomandabile figuro mentre l’altro finirà per essere avvicinato da brutte compagnie (che non vogliamo rivelarvi!). All’inizio del gioco ci troviamo sull’isola di Cefalonia a condurre una vita tutto sommato tranquilla. Marco, l’uomo che ci ha cresciuto, approfitta di nostri talenti di persona violenta e che non si fa intimorire per mandarci a svolgere tutta una serie di compiti, ad esempio recuperare soldi oppure liquidare nemici. Un’esistenza tutto sommato pacifica (si fa per dire) che però viene sconvolta dall’arrivo di un uomo che ci chiederà di uccidere un generale spartano detto Il Lupo. Attirati dalla paga ingente e dalla sete di avventure, Alexios o Kassandra partiranno alla ricerca dell’uomo, finendo però per scoprire molto più di quanto pensassero.

È molto difficile iniziare la recensione di Odyssey restando vaghi, senza spoilerarvi troppo una trama che si farà presto intricata e piuttosto appassionante. Il turbine di eventi che ci catturerà ben presto finirà per farci visitare tutta la Grecia antica, da Atene alle Termopili, isole, roccaforti, calette, templi e rovine sommerse. Un gioco vasto, vastissimo, che richiederà moltissime ore per essere visitato tutto quanto. La storia principale, senza perdersi troppo in side quest, ci ha richiesto oltre 45 ore per essere portata a termine, ma raddoppieremmo tranquillamente questa cifra se siete dei fan del completamento al 100%.

Greci di ruolo

Odyssey è, ancor più di Origins, un gioco improntato all’action-RPG. Ogni decisione che prenderemo nei dialoghi, ogni azione che faremo in gioco avrà potenzialmente degli echi per tutto il corso del gioco. Questo “nuovo corso” di Assassin’s Creed è immediatamente evidente durante le discussioni che abbiamo coi vari NPC. Potremo scegliere una via diplomatica, una via violenta oppure diverse nuances, spesso ben evidenziate da diversi tipi di icone di fianco alle risposte possibili. Un’impostazione che ricorda molto da vicino quella già vista, ad esempio, in The Witcher 3. Tuttavia ci sono modi per modificare il corso degli eventi semplicemente giocando. Stando agli sviluppatori non ci sono scelte giuste o sbagliate, solamente scelte. Capiterà dunque che ci venga richiesto di tenere un profilo basso in una missione, che si tratti di sottrarre un oggetto prezioso oppure di eludere delle guardie. La nostra scelta sarà dunque estremamente organica: faremo tutto di soppiatto oppure scateneremo il panico e ci lasceremo dietro le spalle una montagna di cadaveri? Quale che sia l’approccio scelto non avremo nessuna indicazione a schermo riguardo un potenziale fallimento della missione, saranno piuttosto gli NPC a sgridarci per il trambusto causato oppure, addirittura, alcuni eventi saranno nettamente influenzati dal nostro coinvolgimento in una faccenda. Dobbiamo ammettere che questo sistema di gioco ci piace molto perché elimina una parte di forzatura di molti RPG (per non dire di molti giochi) che richiedono che una missione sia condotta in un modo specifico. Abbiamo esagerato, sbagliato o fatto di testa nostra? Nessun problema ma dovremo subirne le conseguenze.

La componente ruolistica è poi ben presente per quanto riguarda le abilità e le armi del giocatore. Ogni parte d’armatura, ogni arma leggera, pesante, a distanza o a contatto possiede delle statistiche ben definite. Ci sono livelli di potenza, perks e vantaggi vari, possibilità di potenziare, di incidere (per aggiungere modificatori nuovi), opzioni per scambiare, vendere e distruggere ogni singolo oggetto di gioco. Non che sia una novità per la serie, piuttosto un’evoluzione verso un sempre maggiore controllo dell’esperienza di gioco esattamente come la vogliamo. Esiste anche una estesissima sezione dedicate alle abilità speciali, divisa in tre grandi gruppi: cacciatore, guerriero e assassino. Il cacciatore sarà dedicato alle abilità con l’arco, come ad esempio la possibilità di effettuare tiri multipli, piogge di frecce dall’alto e via dicendo. Il guerriero invece offre abilità di combattimento corpo a corpo. Potremo usare il potere del calcio dello spartano, la cura immediata, colpi per disarmare il nemico e via dicendo. Per finire, le abilità dell’assassino offrono poteri discreti, come il più classico degli omicidi silenziosi alle spalle ma anche poteri per l’esplorazione del mondo e l’individuazione di oggetti e preziosi nel mondo attorno a noi.

La gestione dei poteri avanzati può sembrare inizialmente complessa ma ha effettivamente senso. Ogni potere speciale deve essere assegnato ad una ruota dei poteri divisa in a distanza e corpo a corpo. Premendo rispettivamente LT o LB (su Xbox One X, la versione da noi giocata) richiameremo i quattro poteri attivi. Per usarli dovremo caricare una barra dell’adrenalina divisa in diversi segmenti e spenderne la quantità necessaria per attivare il potere. L’unico modo per caricare questa barra è quello di combattere contro nemici (animali o umani che siano). Le diverse abilità disponibili hanno un tempo di attesa per essere usate, in base al loro effetto. Ad esempio in un combattimento corpo a corpo tradizionale potremo usare relativamente spesso il calcio dello spartano ma meno sovente avremo la cura pronta per essere utilizzata. In combattimento dunque dovremo gestire in modo intelligente tutto quanto riguarda i poteri speciali e non solo attacchi, parate e schivate al momento giusto. Proprio per quanto riguarda il combattimento, il sistema è fluido e piacevole da usare. Tutto si riduce a un tasto per attaccare (il cui effetto varia moltissimo dal tipo di arma in uso: leggera, pesante, lunga, corta e via dicendo), pressione dei due bumper per la parata e la capriola, utilissima non solo per schivare un attacco nemico ma anche per darci un’apertura al contrattacco.

Ma Odyssey non finisce qui. In gioco troveremo ancora altre schermate di gestione. Troveremo quella dedicata alla nostra nave. Spesso ci troveremo infatti a navigare tra le isolette greche, inseguendo missioni, cercando tesori e dedicandoci alla pirateria. La nostra nave potrà essere potenziata in diverse componenti come scafo, capacità di speronamento, abilità offensive degli arcieri, proiettili infiammabili e l’assegnazione di luogotenenti speciali. Questi ultimi sono persone che dovremo catturare e reclutare tra gli NPC in cui ci imbatteremo in gioco. Basterà stordirli invece che ucciderli per offrire loro un posto nella nostra ciurma di pirati. Ogni luogotenente andrà ingaggiato e offrirà diversi tipi di vantaggi, come ad esempio un bonus di 4% alla corazza o di creazione di punti deboli negli scafi avversari. Potremo averne diversi, sbloccando i relativi slot a mano a mano che potenzieremo la nostra nave.

Troviamo anche una sezione dedicata ai mercenari. Ogni azione che compiremo in gioco, l’abbiamo detto, avrà delle conseguenze. Se ci comporteremo male, ad esempio dandoci alla pirateria o uccidendo in modo poco discreto, attireremo le ire di diversi personaggi che metteranno delle taglie sulla nostra testa. Più saremo ricercati e più i vari mercenari ci seguiranno con determinazione, pronti a riscuotere il compenso alla nostra morte. Nella lista dei mercenari potremo vedere il loro livello, le loro abilità speciali (ad esempio una resistenza ad un particolare tipo di attacco) e il tipo di ricompensa che otterremo se riusciremo ad ucciderli. Per ridurre il nostro livello di ricercati avremo diverse opzioni: pagare la taglia, uccidere il mandante, starcene tranquilli per un po’ o, perché no, eliminare direttamente il mercenario che ci da la caccia. Per finire, in gioco c’è un’ampia sezione dedicata alla Setta. Si tratta di un culto segreto il cui ruolo non vogliamo svelarvi per non rovinarvi la sorpresa. Basterà sapere che ogni membro di questa setta andrà dapprima scovato raccogliendo indizi parlando con NPC e collezionando informazioni. In seguito dovremo localizzarli sulla mappa ed eliminarli come meglio crediamo. Si tratta comunque di un’impresa decisamente impegnativa, visto che i membri del culto sono moltissimi e sparsi nei quattro angoli del vasto mondo di gioco.

Durante il normale svolgimento del gioco saremo chiamati a potare a termine una serie di missioni principali e secondarie. Troveremo queste ultime parlando con le persone o leggendo le bacheche che si trovano nei villaggi che visiteremo. Alcune missioni saranno poi a tempo e andranno completate entro una determinata scadenza (espressa in ore nel mondo reale). Ci saranno poi altre attività da portare a termine come la riduzione del potere della nazione. Ogni zona di gioco ha infatti un capo Ateniese, solitamente molto ben protetto. Il nostro compito sarà allora quello di distruggere le scorte di guerra, uccidere soldati importanti, liquidare mercenari per indebolirne le difese prima di liquidarlo. Fatto questo, potremo scegliere se combattere con gli ateniesi o gli spartani in una speciale battaglia di conquista che si terrà in un campo di battaglia ben definito. In battaglia di conquista ci aggireremo nella massa di soldati dei due schieramenti, eliminando fanti e capitani per ridurre la potenza degli avversari allo scopo di vincere lo scontro. La scelta di schieramento rimarrà totalmente a nostra disposizione: basterà recarsi nell’accampamento di uno o l’altro contendente e combattere di conseguenza.

Per finire, Odyssey offre due modalità di gioco ben distinte per quanto riguarda l’esplorazione del mondo. Possiamo optare per la modalità assistita, quella classica a cui siamo abituati da anni con la serie. Ogni missione sarà indicata sulla mappa di gioco e ci basterà seguire i waypoint per andare dove necessario. Oppure possiamo scegliere la modalità esplorazione e arrangiarci. Al posto di un punto da seguire, ci verranno date delle indicazioni geografiche che ci serviranno per stimare la direzione da prendere. Si tratta di un’idea interessante che però, lo ammettiamo, non abbiamo usato. Troppo è stato il tempo perso a capire dove andare piuttosto che giocare sul serio e, vista l’enormità della mappa di gioco, c’è il rischio di passare complessivamente ore ed ore ad esplorare solo per capire esattamente dove dobbiamo recarci. A molti di voi piacerà di sicuro perché, alla fin fine, è un sistema più realistico e ci permette di imbatterci in curiosità e segreti che altrimenti non vedremmo. Fortunatamente è comunque possibile cambiare da una modalità all’altra nelle opzioni di gioco.

Mondo antico

Assassin’s Creed Odyssey è un gioco semplicemente vastissimo. La quantità di cose da fare, di elementi da tenere in considerazione e di luoghi da scoprire è quasi senza fine. Non basterà avanzare nella storia principale per finire il gioco, bisognerà spesso occuparsi di aumentare il nostro livello in modo da rendere il livello di sfida abbordabile dal giocatore.

Dal punto di vista tecnico, abbiamo alcuni appunti. Abbiamo giocato ad Odyssey su PlayStation 4 Pro all’evento di anteprima ed in seguito su Xbox One S e Xbox One X con la versione definitiva (anche se prima dell’uscita della patch del day one). Quello che sorprende è la distanza visiva presente in gioco. Possiamo arrampicarci su una montagna e vedere non solo il mare attorno a noi, con le sue barchette di pescatori e navi da guerra, ma addirittura spingere lo sguardo fino alle isole circostanti. Una tale presentazione non può non lasciare impressionati (d’altra parte, è un po’ la firma di Ubisoft oramai, con diversi giochi che hanno spinto molto su questa componente anche in passato). Tuttavia una tale vastità di mondo si traduce in ambienti meno dettagliati, specialmente al di fuori delle città principali. Atene, per esempio, è uno spettacolo di case, monumenti e statue ad ogni angolo di strada. Ma ci sono zone molto più mosce, in cui sembra quasi si sia voluto risparmiare sul design.

Spettacolare, come sempre, il rendering delle onde del mare. Non solo quando ci troveremo a navigare tra i flutti ma anche ammirando le onde in 3 dimensioni che si infrangono sulle spiagge e nelle calette nascoste. Quello che abbiamo notato però è l’aggressività con cui è stato impostato il LOD su Xbox One S (e, immaginiamo, PlayStation 4 normale). Giocando sulle console meno potenti ci imbatteremo spessissimo in un pop-in degli elementi di contorno del gioco. Basterà salire a cavallo e partire al galoppo per vedere la console impazzire per riempire la mappa attorno a noi di elementi decorativi. Molto meglio invece su Pro e One X, console che grazie alla potenza maggiore riescono a offrire maggiori dettagli e un riempimento più scorrevole. Abbiamo notato anche che, su One S, i tempi di caricamento sono più lunghi, non solo all’inizio della partita ma anche quando usiamo la visuale dell’aquila. Muoversi nel mondo con la visione dall’alto e poi tornare ad Alexios o Kassandra su One X è quasi immediato ma richiede del tempo su One S, segno che la console di base fa più fatica a ricaricare la posizione del personaggio. Nulla di grave ma decisamente l’azione del gioco ne risulta un po’ spezzettata. Non c’è una modalità performances o dettagli su One X, non potremo quindi scegliere tra dettagli migliori a 1080p o minori ma una presentazione 4K. L’unica opzione degna di nota è l’attivazione o meno dell’HDR, a dipendenza della vostra TV. In generale comunque Odyssey è niente male da vedere, tenuto conto però della grandezza del mondo open world in cui è ambientato. Altrimenti, non ci sarebbe poi tanto di cui gridare al miracolo. Per quanto riguarda la localizzazione, è presente l’italiano anche se dopo qualche ora di gioco siamo tornati all’inglese per l’audio, decisamente di migliore qualità (nonostante quanto affermato in questa intervista).

Una bella avventura

Assassin’s Creed Odyssey è una bella avventura: profonda, vasta, accattivante e con qualche timido accenno di comicità di quando in quando che non guasta mai. Un gioco che ha il potenziale per tenervi occupati settimane, se non mesi (senza contare tutti i contenuti che arriveranno col season pass). In generale, Odyssey ci è piaciuto di più di Origins. Che sia il carisma di Alexios e Kassandra o le bellezze naturali della Grecia, con la sua alternanza di isolette, mare e città, abbiamo trovato questo nuovo Assassin’s Creed più accattivante. Fan della saga degli assassini, siamo sicuri che apprezzerete questo nuovo capitolo.

 

Ci piace

  • Protagonisti
  • Vastità
  • Componente RPG

Non ci piace

  • Doppiaggio italiano
  • Performances su console base
5.5
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.