
Molti sono i videogiochi dedicati alla famosa opera di Tolkien, troppi se si dovesse contarli singolarmente. Dal Super Famicom alle console di ottava generazione, il Signore degli anelli è stato al centro di numerosi generi : dall’action con le Guerre del Nord e Conquest, al real time strategy con le battaglie della Terra di Mezzo, ce n’è effettivamente per tutti i gusti. Tuttavia molti dei citati titoli non hanno mai riscontrato un particolare successo seppur, qualitativamente parlando, alcuni erano ben fatti. Ebbene, dopo EA la staffetta passa ora a Warner Bros che propone “La Terra di Mezzo – Le Ombre di Mordor”, caratterizzato da uno stile e una trama tutta sua, diversi dalle produzioni del passato dello stesso genere. Lampante è la somiglianza con i capitoli dedicati al cavaliere oscuro di Gotham City o l’assassino di Ubisoft, da cui il gameplay è ripreso fedelmente. Più semplicemente, l’ombra di mordor è un action adventure sulla stessa lunghezza d’onda di Assassin’s Creed, con movimenti stealth e mosse furtive, potenti fendenti, pugnalate…e un bellissimo arco elfico spettrale, di cui parleremo in seguito. Seppur esagerato denominarlo un Assassin’s Creed con la skin de “il Signore degli Anelli”, è innegabile il gameplay adottato che richiama i titoli concorrenti, a titolo d’esempio citiamo ulteriormente anche Infamous di Sucker Punch presso Sony.

Ma per meglio comprendere la particolare trama, brevemente : Talion, un ramingo nei pressi del Nero Cancello a Mordor, subisce brutalmente la perdita della sua amata sposa e del figlio dovuta a un attacco degli Uruk, membri dell’armata di Sauron. Tuttavia, a differenza dei suoi cari, Talion sopravvive ma con un duro fardello da supportare. Il rifiuto da parte della morte nell’accoglierlo nel mondo dei morti è dovuto alla mano nera, maledicendolo a vagare per le lande di Mordor legandolo a un’anima del passato : direttamente dalla seconda era l’elfo Celebrimbor. I due condividono lo stesso triste fato, vale a dire la perdita brutale dei propri cari per mano di Sauron. Comincia così il loro viaggio nella terra oscura di Mordor, spinti dalla sete di vendetta contro l’Ainur malefico, ma soprattutto contro la mano nera artefice della maledizione. Numerosi i richiami alla trama de “lo Hobbit” e dell’opera principale di Tolkien, proponendo una sorta di retroscena nella cronologia degli eventi della Terra di Mezzo.
Un mondo openworld, oscuro, fatto di esseri senza pietà, gli Uruk, meschini e brutali, schiavizzano il genere umano ormai ridotto a subire una lenta ed agonizzante carneficina. Questa è la mappa che il videogiocatore è chiamato ad esplorare nella zona più tetra della Terra di Mezzo. I due protagonisti, ormai un’unica entità, non sono guidati dalla sola mera vendetta ma anche dall’animo eroico nel soccorrere gli schiavi catturati dall’armata di Sauron. Il tutto scandito senza particolare caricamenti in game in un mondo openworld laddove ogni nemico incontrato ha una proprio identità, attaccando il protagonista a secondo della propria capacità individuale: con chiaramente punti di forza ma in presenza di alcuni punti deboli. Si è quindi in vista di due scelte possibili : fuggire o contrattaccare. Seppur, come precedentemente accennato nel primo paragrafo, il sistema di controllo non si discosta particolarmente da precedenti produzioni concorrenti, sono ben altri gli elementi interessanti che fanno l’Ombra di Mordor una produzione fuori dagli schemi. Prima fra tutte è l’integrazione dei nemici nella terra di Mordor, divisa in diverse fazioni : gli Uruk comandanti e capitani e quelli non graduati. I graduati si muovono nella mappa abbastanza casualmente e incappare nel loro mirino è, a volte, poco piacevole. La loro forza è caratterizzata dall’elemento “potere”, utilizzato anche dal personaggio per sbloccare nuove abilità nel combattimento nell’apposita gestione delle abilità ad “albero”. Più alto è il potere del comandante Uruk e più difficile sarà batterlo, ma di conseguenza il premio ottenuto è più succulento. I comandanti Uruk dropperanno le rune, che possono essere equipaggiate sulle tre armi disponibili per il ramingo : il pugnale, la spada e l’arco. Quest’ultima arma introduce inoltre un elemento interessante nel sistema di battaglia, premendo L2 Talion entrerà nel mondo spettrale e, prendendo le sembianze dell’elfo, è in grado di prendere la mira facilmente abbattendo gli avversari colpendoli direttamente alla testa.
Gli Uruk quindi sono i principali nemici che il giocatore incontrerà durante l’intera sessione di giochi, il tutto è gestito da un’insieme di elementi proponendo un sistema davvero innovativo, una sorta di grimorio. Il “sistema nemesi” tiene sotto controllo il numero di graduati, comandanti o capitani, presenti nell’intera mappa di Mordor. Uccidendo gli Uruk non graduati potremmo estrapolare, tramite i poteri spettrali, le informazioni riguardanti il nome, la personalità, le debolezze e le resistenze. Quello che rende interessante il sistema è la mole di informazioni ottenibili, diversificando una vasta quantità di graduati (circa una ventina e oltre) da sconfiggere vagando durante l’esplorazione (e non solo). Ma non solo informazioni, l’intera mappa vive da una parte a seconda delle nostre azioni, dall’altra anche del comportamento dei vari nemici che si muovono individualmente. In poche parole, gli stessi Uruk, detestandosi a vicenda, si combattono tra loro per avanzare di grado ed aumentare il loro “potere” al fine di essere invincibili contro chiunque. Nel vagare completando le missioni principali (o secondarie) si potrebbe venire a conoscenza, infatti, di una sconfitta di un graduato tramite un altro Uruk, permettendo l’avanzamento di grado : l’uccisione da parte di un Gaug è un classico esempio. Lo stesso avverrà se il giocatore è sconfitto da un comandante in questione e via dicendo. Una miriade di eventi può quindi stravolgere il sistema Nemesi cambiando totalmente la presenza dei comandanti, aggiungendone dei nuovi ed eliminandone altri. L’insieme di questa gestione impressiona particolarmente, visto la IA dei nemici molto avanzata diversificando l’esplorazione e il susseguirsi degli eventi secondari. Eventi che sono caratterizzati dalla trama principale, in cui si scoprirà poco a poco il passato sia del ramingo che del fabbro della seconda era, e le missioni secondarie : che possono essere dal salvataggio degli schiavi, a semplici compiti di uccisione rispettando determinate condizioni, alla ricerca di manufatti perduti, di simboli runici, e via dicendo. Di attività ce n’è molta, e tra i combattimenti nelle missioni principali, o al contrattacco contro gli Uruk graduati, si sovrappone anche l’elemento esplorativo, diviso sia sul piano terreno (nei panni id Talion) che sul piano spettrale. Premendo L1 infatti si prenderanno le sembianze di Celebrimbor, di cui si possono trovare oggetti perduti e rune elfiche al fine di guadagnare un altro elemento necessario all’avanzamento delle abilità, una sorta di valuta per sbloccare ulteriori opzioni e non solo. Quest’ultimo sono il frutto dell’unione tra umano ed elfo, da cui Talion potrà vantare della corsa elfica utile durante una fuga, le abilità di precisione precedentemente citate premendo L2 e via dicendo. Con “non solo” si intende invece l’avanzamento delle tre armi disponibili : in assenza di un equipaggiamento collezionabile, quest’ultimo viene sostituito dalle rune raccolte sconfiggendo gli Uruk graduati. Le rune donano diverse abilità che personalizzeranno ogni singola arma. Ma non solamente l’avanzamento dell’armamento disponibile, anche dei singoli attributi come l’ammontare di PV e la portata della faretra che riguarda le frecce elfiche spettrali.

C’è effettivamente molto da dire sul titolo creato dai Monolith, pieno di contenuti, un sistema gestionale dei nemici all’avanguardia e un gameplay che mixa gli elementi migliori degli action-adventure in un sandbox degli ultimi anni. Un connubio di qualità e quantità che lascerà il segno a qualsiasi acquirente delle Ombre di Mordor, fatto salvo per chi è effettivamente saturo di generi all’Assassin’s Creed, Batman e via dicendo. Tuttavia le Ombre di Mordor porta una ventata d’aria fresca anche nello stile sandbox openworld, caratterizzato da una mole di attività, un mondo praticamente vivo a prescindere dal comportamento del protagonista nel completare le missioni, davvero impressionante.

In my opinion, the game is very well made and, as you say, it's full of content and extra missions. Overall, it's a very nice game to play.
The only flaw, in my opinion, is the ending with bosses that are too easy and an incomplete story that is completely detached from the Lord of the Rings (obviously this is more than understandable even if in some aspects in my opinion they exaggerated).
The game is very beautiful and fun but with an unfinished story that leaves many questions unanswered.
It's a game I highly recommend to anyone who likes games in the Assassin's Creed or Batman genre but I wouldn't give it a rating of 5.75 on a scale of 1 to 6.
Personally, I didn't like the game at all. I don't know, a combination of too many things to do and a story that didn't excite me. As for the rating, that's totally subjective. Pusti really liked it and gave it a 5.75, but obviously everyone has the right to disagree.
Is there a way to get the joypad to work on PC? I've tried a lot, even with the Xbox 36CE.
The 360 controller requires a wireless adapter, which you can find on Amazon for a few dozen Swiss francs. The Xbox One controller, on the other hand, simply connects with a USB cable. For PS3 and PS4 controllers, you'll need Bluetooth adapters and some amateur drivers, which you can easily find online.
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Is there a way to get the joypad to work on PC? I've tried many, including the Xbox 360.