Sony ULT Tower 5
✓ What we like
- 🟢 Output sonoro impressionante
- 🟢 Connessioni impressionanti
- 🟢 Ricarica per smartphone
- Green Design
What we don't like
- 🔴 Assenza di ruote
- 🔴 Niente alimentazione phantom
- 🔴 Dispersione solo frontale
Quando si parla di diffusori per fare casino, Sony non ha mai avuto mezze misure. Negli anni il marchio giapponese ha esplorato ogni declinazione possibile della pressione sonora e con la famiglia ULT POWER SOUND ha deciso di togliere qualsiasi freno inibitorio, puntando dritta alla pancia di chi vuole sentire il colpo del basso vibrare nel pavimento.

La gamma si articola attorno a tre gradini ben distinti, capeggiata dal titanico Tower Max, passando per il mediano Tower 7, fino ad approdare a questo ULT Tower 5, conosciuto anche con la sigla SRS-ULT500. Non fatevi ingannare dal fatto che rappresenti il modello d’ingresso della serie, perché definirlo una cassa portatile compatta sarebbe una barzelletta. Siamo davanti a un vero e proprio party animal senza complessi di inferiorità, ideato per animare feste in giardino, grigliate, improvvisati DJ set e sessioni di karaoke tra amici (possibilmente dopo aver avvisato l’intero quartiere). L’intento di Sony è chiarissimo fin dal primo sguardo, ovvero condensare una valanga di decibel e una dotazione da piccolo impianto live in un formato che non richieda per forza un furgoncino per il trasporto, mantenendo un costo che, sul mercato svizzero, si attesta sui 349 CHF.

Bombastic
Sotto il cofano troviamo una configurazione acustica che segna un netto cambio di rotta progettuale rispetto alle generazioni passate. Sony ha infatti accantonato i precedenti coni rettangolari X-Balanced per inserire un enorme woofer circolare da 230 mm di diametro, pensato specificamente per muovere una quantità d’aria impressionante e scendere verso frequenze molto profonde. A fargli compagnia troviamo una coppia di tweeter anteriori da 60 mm e il condotto proprietario ULT Duct, un accordo reflex studiato per massimizzare la risonanza della cassa e garantire una spinta notevole senza distorsioni. La potenza di picco dichiarata arriva a ben 300 W, una riserva energetica decisamente abbondante che però rinuncia alla diffusione omnidirezionale a 360 gradi presente sui fratelli maggiori (qui non ci sono altoparlanti puntati sul retro, il fronte sonoro viaggia tutto dritto per dritto).

La parte wireless poggia su un moderno chip Bluetooth 5.3 con supporto ai codec SBC, AAC e al sempre gradito LDAC per i flussi ad alta risoluzione (a patto che la vostra sorgente Android lo supporti), oltre alla compatibilità con Party Chain via Auracast e Stereo Pair. La batteria interna garantisce fino a 20 ore di riproduzione continua a volume moderato, supporta la ricarica rapida da 10 minuti per ottenere circa 100 minuti di autonomia e funziona anche a corrente alternata da 240 Volt. L’I/O posteriore è quanto di più atipico e professionale si possa chiedere a un prodotto consumer, sfoggiando un ingresso ausiliario stereo RCA, una porta USB Type-C con supporto audio, una porta USB-A con erogazione energetica, un ingresso jack da 6,3 mm per microfono e persino due prese XLR bilanciate, una in ingresso e una in uscita diretta. Il tutto vanta una certificazione di resistenza all’acqua di grado IPX4, valida però unicamente quando posizionate lo chassis in verticale.

Un design che si fa notare
Lo chassis del Tower 5 si presenta come un monolito nero dalle forme arrotondate, con una robusta griglia frontale in metallo e dimensioni pari a 358 per 534 per 280 mm, per un peso non trascurabile di 12,7 kg (insomma trasportabile ma non da prendere per una passeggiata in montagna). Il design è solido e ben rifinito, privo di inutili spigoli vivi e arricchito da un sistema di 56 LED perimetrali che seguono la cornice e reagiscono a tempo di musica, creando la classica atmosfera da club che potete comunque spegnere dall’applicazione qualora preferiate uno stile più sobrio.

La scocca è sagomata per offrire maniglie ricavate direttamente nella plastica rigida, una benedizione per caricarlo nel bagagliaio dell’auto, anche se l’assenza totale di rotelle sul fondo si fa sentire se dovete trascinarlo per centinaia di metri (i modelli più grandi ne sono provvisti). Molto comoda la doppia opzione di posizionamento, dato che il diffusore integra piedini in gomma sia sul fondo sia su uno dei lati lunghi, consentendo di adagiarlo in orizzontale come fosse una cassa spia o di tenerlo eretto come una colonna. Sul frontale fa bella mostra di sé una grossa manopola centrale con impresso il logo ULT, che funge contemporaneamente da selettore rotativo per il volume e da pulsante per scorrere i quattro profili sonori disponibili. Abbiamo ULT1 per pompare i sub-bassi profondi, ULT2 per un attacco percussivo più secco e violento, il profilo Flat per una resa lineare e la modalità Live, che sfrutta un’elaborazione del campo stereo per allargare la scena e valorizzare le voci (e che non ci è piaciuta per niente). Il software di gestione Sony Sound Connect sblocca il controllo dell’equalizzatore grafico a 10 bande (utilizzabile finalmente in contemporanea con le modalità ULT senza disattivarle) e attiva la tecnologia Sound Field Optimisation, che analizza l’ambiente circostante e corregge il bilanciamento timbrico se accostate il diffusore a una parete o in un angolo. Sul retro, protetti da un robusto sportellino stagno, troviamo i comandi fisici per il karaoke con regolazione indipendente del guadagno, dell’eco e della tonalità.

Pompo nelle casse
Premuto il tasto di accensione e fatto partire il primo pezzo, la sensazione fisica è immediata, perché questo ULT Tower 5 spinge come un dannato e ha un’energia contagiosa. L’output sonoro complessivo è impressionante, capace di saturare un salone o un cortile esterno senza mostrare il minimo segno di affanno. Di sicuro i vicini non vi ameranno se decidete di usarlo a volume alto, visto che la pressione generata dal woofer fa tremare vetrate e suppellettili con una disinvoltura disarmante.

Il preset di fabbrica spinge parecchio sulle frequenze basse, a conferma palese che Sony non si è concentrata fin da subito su una risposta flat, prediligendo l’impatto viscerale e la spettacolarità (scelta assolutamente comprensibile considerando la destinazione d’uso festaiola). La vera sorpresa emerge però quando si passa alla modalità sonora Flat: l’enfasi artificiale si ridimensiona, il medio riprende fiato, gli alti dei tweeter da 60 mm risultano definiti senza diventare taglienti e la resa generale non è affatto male, rivelandosi piacevole anche per un ascolto musicale rilassato e meno PARTY. Quando serve scatenare l’inferno basta premere la manopola ULT, passando a un profilo ULT2 che regala bordate ritmiche perfette per l’elettronica o a un ULT1 che fa scivolare il basso verso il fondo dello stomaco sulle tracce elettroniche. Un plauso sincero va al comparto porte: abbiamo apprezzato tantissimo la possibilità di sfruttare le uscite USB per ricaricare smartphone e altri device al volo durante le serate, evitando che la sorgente musicale si spenga sul più bello.

L’interfaccia I/O è una delle migliori mai viste su questa fascia, grazie all’ingresso analogico su RCA, alla porta XLR per mixer e alla line out bilanciata, utilissima per collegare in cascata un secondo diffusore via cavo senza perdita di segnale (anche se difficilmente ne avrete bisogno, visto che è possibile fare il tutto via wireless). Abbiamo provato a collegare una sorgente microfonica per saggiare le funzioni karaoke e, sebbene non avessimo a portata di mano il microfono ufficiale Sony, l’idea di trasformarlo in un impianto per cantare in compagnia è intrigante e divertentissima. Attenzione però a un dettaglio fondamentale da nerd dell’audio: l’ingresso XLR presente sul retro non fornisce alimentazione phantom a 48V, quindi scordatevi di usare microfoni da studio a condensatore passivi e munitevi di classici microfoni dinamici da palco o modelli con batteria integrata. Sul fronte dell’autonomia, le 20 ore dichiarate sono realistiche solo a volumi umani e con i LED disattivati; portando il volume verso l’alto con le luci accese la batteria cala sensibilmente attestandosi attorno alle 5 ore di riproduzione continua, un valore comunque comprensibile considerando l’energia richiesta dall’amplificatore da 300 W.

Conclusion
Sony ULT Tower 5 centra in pieno il suo bersaglio e non si perde in inutili manovre di facciata per accontentare i puristi dell’ascolto da camera anecoica. È una macchina da festa rumorosa, viscerale, incredibilmente potente e costruita con una cura costruttiva impeccabile, perfetta per chiunque cerchi un centro nevralgico audio pronto a tutto. La versatilità è senza dubbio la sua arma vincente, proponendo un parco connessioni sbalorditivo per un prodotto commerciale, la ricarica rapida per i telefoni, una doppia modalità di posizionamento orizzontale o verticale e una resa in frequenza che, se impostata in Flat, si dimostra molto più equilibrata e musicale di quanto la dicitura ULT potesse far supporre. I suoi limiti sono legati alla sua stessa natura: i quasi tredici chili privi di rotelle richiedono una certa fatica negli spostamenti lunghi, l’autonomia si riduce drasticamente se tenete il volume a manetta, manca l’alimentazione phantom per i microfoni più esigenti e l’assenza di tweeter posteriori limita la dispersione al solo arco frontale. Al prezzo di 349 CHF ci troviamo comunque davanti a una delle soluzioni per party più riuscite e concrete presenti sul mercato, un acquisto sensato che garantirà ore di divertimento (a vostro rischio e pericolo nei confronti dei rapporti di buon vicinato).

