Star Fox
✓ What we like
- 🟢 Un remake che modernizza Star Fox 64 senza tradirne l'identità
- 🟢 Filmati inediti nella storia
- 🟢 Nuove funzionalità
What we don't like
- 🔴 Solo 3 mappe nella modalità VS
- 🔴 Joycon in Co-op non sempre intuitivo

Quando penso a Star Fox, il primo ricordo che mi viene in mente non è una battaglia nello spazio o uno scontro contro Andross, ma un giorno di tanti anni fa. Io, mio fratello e un nostro amico avevamo deciso di mettere insieme tutti i nostri risparmi per acquistare un Nintendo 64. Con un pizzico di furbizia e tanta pazienza riuscimmo persino a trasformarlo nella sorpresa perfetta per il mio compleanno. Ancora oggi ricordo l’emozione nel vedere quella console viola trasparente entrare per la prima volta nella casa dei miei genitori.
Da quel momento il Nintendo 64 divenne il protagonista di interi pomeriggi trascorsi davanti al televisore a tubo catodico. Mario 64, Donkey Kong 64, Pokémon e, naturalmente, Star Fox si alternavano nella console, ma fu proprio quest’ultimo a conquistare un posto speciale nei miei ricordi. Negli anni recuperai anche il capitolo originale per Super Nintendo e, successivamente, il remake pubblicato su Nintendo 3DS, che apprezzai soprattutto per la possibilità di vivere quell’avventura in mobilità sfruttando l’effetto stereoscopico, una funzione che ho sempre amato quando disponibile.

Qualche mese fa, guardando Super Mario Galaxy – Il film, non riuscii a trattenere un sorriso quando vidi comparire Fox con il suo Arwing. Pochi giorni dopo arrivò anche il Nintendo Direct che annunciava ufficialmente il ritorno di Star Fox su Nintendo Switch 2. Una cosa era certa: dopo tanti anni Fox stava finalmente tornando.
Quando in redazione arrivò la proposta di partecipare a un’anteprima a porte chiuse organizzata da Nintendo negli uffici di Olten, non ebbi il minimo dubbio. Presi un giorno libero dal lavoro e, insieme a mio fratello, affrontai quasi quattrocento chilometri tra andata e ritorno pur di provarlo con mano. Ricordo ancora quel primo avvio. Le note della colonna sonora iniziarono a risuonare dagli altoparlanti e, quasi senza accorgermene, mi ritrovai a canticchiarle con un sorriso stampato sul volto. Bastarono pochi minuti di addestramento e l’arrivo su Corneria per capire che Nintendo aveva trattato questo classico con il rispetto che meritava. Avrei continuato a giocare per ore, ma quella mattinata era dedicata anche alla scoperta delle nuove modalità e ad alcune partite della modalità VS contro il Team Nintendo.
Quando uscii da quegli uffici avevo una sola certezza: l’attesa sarebbe sembrata interminabile, ma ne sarebbe valsa la pena.

Una storia che meritava di essere raccontata
Una volta superata l’emozione del primo avvio, la sorpresa più grande è arrivata ancora prima di impugnare i comandi dell’Arwing. Chi ha giocato l’originale su Nintendo 64 ricorderà come gran parte della storia fosse raccontata attraverso pochi dialoghi e schermate testuali. All’epoca bastavano per stimolare la fantasia del giocatore, ma molti eventi rimanevano inevitabilmente affidati all’immaginazione. È proprio qui che questo remake compie uno dei suoi passi più importanti. Nintendo non si è limitata a ricreare fedelmente Star Fox 64, ma ha deciso di mostrare ciò che fino a oggi era rimasto soltanto immaginato dai fan.

La nuova introduzione dedicata a James McCloud ne è l’esempio più evidente. Per la prima volta assistiamo agli eventi che hanno segnato il destino del padre di Fox, al tradimento subito e alle conseguenze che porteranno il giovane pilota ad affrontare Andross. Una scena che non riscrive la storia originale, ma la completa, donandole un peso emotivo decisamente maggiore. Anche le nuove sequenze d’intermezzo arricchiscono sensibilmente la narrazione. La rivalità tra Fox e Falco Lombardi emerge con maggiore naturalezza, mentre trovano più spazio Peppy Hare, Slippy Toad e l’intero equipaggio della Great Fox, rendendo il gruppo ancora più credibile e affiatato. L’aspetto che ho apprezzato maggiormente è che queste scene non interrompono mai il ritmo dell’avventura. Compaiono al termine delle missioni, accompagnano la progressione della storia e possono essere saltate da chi desidera concentrarsi esclusivamente sull’azione. Personalmente, però, consiglio di guardarle tutte, perché aggiungono profondità al viaggio di Fox e alla ricerca della verità sul destino di suo padre.
Anche il nuovo addestramento iniziale rappresenta un’aggiunta intelligente. Introduce gradualmente le principali meccaniche di volo, permettendo ai nuovi giocatori di prendere confidenza con i controlli e ai veterani di ritrovare immediatamente il feeling con Barrel Roll, loop e inversioni a U. Una volta terminato il remake ho avuto una sensazione molto particolare. Non mi è sembrato di aver semplicemente rigiocato Star Fox 64 con una grafica migliore, ma di aver finalmente visto prendere vita quella storia che da bambino potevo soltanto immaginare. Ed è forse anche per questo che, ancora una volta, i titoli di coda sono riusciti a regalarmi qualche lacrima.

Una grafica che rispetta il passato
Uno degli aspetti che più mi incuriosiva, ancora prima di iniziare l’avventura, era capire fino a che punto Nintendo sarebbe riuscita a rispettare il ricordo che avevo di Star Fox 64. La risposta è arrivata già nei primi minuti di gioco, sorvolando Corneria. Ricordo perfettamente il momento in cui ho sfiorato per la prima volta la superficie del mare: le particelle d’acqua sollevate dal passaggio dell’Arwing mi hanno fatto capire subito la filosofia degli sviluppatori. Non volevano reinventare Star Fox, ma mostrare come sarebbe apparso con la tecnologia di oggi.
Corneria rappresenta probabilmente l’esempio migliore di questo approccio. La città è esattamente come la ricordavo, eppure completamente diversa. Edifici, strade e strutture sono stati ricostruiti con una quantità di dettagli impressionante, senza modificare il level design originale. È sorprendente rendersi conto di quanto fosse già studiato alla perfezione nel 1997, ogni percorso alternativo e ogni passaggio sono rimasti esattamente dove la memoria li aveva conservati. Ed è proprio questa la forza del remake. Non cerca di stupire stravolgendo ciò che funzionava, ma valorizza ogni elemento con grande rispetto.

Lo stesso lavoro è stato svolto sugli altri pianeti. Le superfici laviche trasmettono finalmente tutta la loro ostilità grazie a particelle incandescenti ed esplosioni, mentre i livelli spaziali restituiscono meglio l’immensità del sistema di Lylat, con colori più vivi, nebulose spettacolari e una maggiore profondità. Tra tutti, però, Aquas è il livello che mi ha sorpreso maggiormente. Sul Nintendo 64 il fondale marino era limitato dall’hardware dell’epoca e lasciava molto spazio all’immaginazione. Oggi, invece, la vegetazione, le sfumature dell’acqua e la luce che filtra nelle profondità restituiscono davvero la sensazione di trovarsi sul fondo dell’oceano. È uno dei livelli che meglio racconta il lavoro svolto nella ricostruzione artistica del gioco.
Anche gli effetti visivi seguono la stessa filosofia. Esplosioni, ombre, riflessi ed effetti particellari sono stati rivisti senza mai risultare eccessivi. Star Fox mantiene il suo stile, sospeso tra fantascienza e animazione, senza inseguire il fotorealismo. Una scelta che ho apprezzato perché conserva intatta l’identità dell’originale.

Il dettaglio che mi ha colpito di più, però, non riguarda una texture o un effetto grafico. Durante una scena d’intermezzo, mentre Fox parla con il Generale Pepper, Falco interviene alle sue spalle suggerendogli una strategia. Fox continua a guardare il generale senza voltarsi, ma il suo orecchio destro ruota leggermente verso la voce dell’amico. Dura appena pochi secondi, probabilmente molti giocatori non ci faranno nemmeno caso, eppure basta quel piccolo movimento per comunicare che lo sta ascoltando con attenzione. È uno di quei dettagli quasi invisibili che raccontano meglio di quanta passione sia stato dedicato a questo remake.
Un gameplay che non sente il peso degli anni
Se c’era una cosa che temevo maggiormente era il ritorno ai comandi dell’Arwing. Sono passati quasi trent’anni dall’uscita di Star Fox 64 e, nel frattempo, il modo di progettare gli sparatutto e i giochi di volo è cambiato profondamente. Avevo quasi paura che il ricordo fosse migliore della realtà. Mi sono bastati pochi secondi per ricredermi. Nonostante il passaggio dallo storico controller del Nintendo 64 ai Joy-Con o al Pro Controller di Nintendo Switch 2, i comandi risultano immediati e naturali. Barrel Roll, inversioni a U, loop e attacchi caricati tornano subito nelle dita, quasi come se il tempo non fosse mai passato.
Nintendo è riuscita ad adattare perfettamente lo schema dei comandi alle periferiche moderne senza sacrificare la precisione che ha sempre caratterizzato la serie. Anche il sistema di puntamento è più fluido e reattivo, permettendo di agganciare rapidamente i bersagli senza alterare il feeling originale. La difficoltà rimane quella che ricordavo. Star Fox continua a mettere alla prova il giocatore, soprattutto nei percorsi alternativi e negli scontri più impegnativi, senza mai risultare ingiusto. Mi ha fatto piacere ritrovarmi nuovamente in difficoltà in alcune missioni, proprio come accadeva da bambino quando cercavo di ottenere il percorso migliore.

Per chi desidera un’esperienza più rilassata è disponibile anche una modalità semplificata. Gli Arwing non subiscono danni alle ali, gli alleati recuperano completamente la salute al termine di ogni missione e sono presenti continue illimitate. In cambio non vengono registrati punteggi e medaglie, preservando così il valore della sfida originale per chi desidera affrontarla.
I percorsi alternativi sono ancora tutti presenti e rappresentano uno degli elementi che rendono Star Fox così rigiocabile. Alcuni si scelgono al termine delle missioni, altri dipendono direttamente dalle azioni compiute durante il livello, premiando curiosità, abilità ed esplorazione. È una struttura che continua a funzionare perfettamente anche oggi e che invoglia naturalmente a ricominciare una nuova campagna per scoprire cosa sarebbe successo prendendo decisioni diverse.

Mouse, cabina di pilotaggio, cooperativa e telecamera
Tra le novità più interessanti troviamo senza dubbio il supporto alla modalità Mouse dei Joy-Con. Questa nuova configurazione permette di controllare il puntamento con una precisione ancora maggiore e, volendo, di affrontare l’intera avventura direttamente dalla cabina di pilotaggio in prima persona. È una prospettiva completamente diversa rispetto alla visuale classica e rappresenta un modo curioso di riscoprire ogni missione.
Naturalmente è necessaria una superficie adatta affinché il sensore lavori al meglio, ma una volta trovata la posizione ideale il sistema risponde con grande precisione. Personalmente continuo a preferire il controller tradizionale, probabilmente anche per una questione di abitudine e nostalgia, ma è evidente che Nintendo abbia voluto sfruttare le nuove possibilità offerte da Switch 2 senza imporle al giocatore. Tipica filosofia che la casa di Kyoto che vuole sperimentare lasciando liberta (tranne per quando uscii Zelda Skyward Sward su Wii).

Questa novità dà il meglio di sé nella cooperativa locale. Mentre un giocatore controlla il volo dell’Arwing, il secondo utilizza la modalità Mouse per gestire esclusivamente il cannone, trasformando ogni missione in un’esperienza completamente diversa rispetto al passato. È una soluzione semplice ma sorprendentemente divertente, che permette anche a chi ha poca dimestichezza con i giochi di volo di contribuire attivamente all’azione. L’unico piccolo limite emerge nei momenti più frenetici. Chi pilota utilizzando i Joy-Con separati potrebbe impiegare qualche minuto ad abituarsi all’assenza di alcuni pulsanti tradizionali, rendendo manovre come il loop o l’inversione a U leggermente meno immediate rispetto al Pro Controller.
In aggiunta troviamo anche una novità interessante per chi utilizzerà il GameChat. Collegando una videocamera alla console sarà possibile trasformare il proprio volto e assumere le sembianze di un membro della squadra grazie agli avatar, capaci di riprodurre i movimenti della testa e le espressioni del giocatore. Un piccolo dettaglio che aggiunge un ulteriore elemento di coinvolgimento durante le sessioni online.
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Stare insieme con la modalità VS
Chi è cresciuto con Nintendo 64 ricorderà sicuramente i pomeriggi trascorsi davanti a un televisore a tubo catodico, rigorosamente con lo schermo diviso in quattro e gli amici seduti uno accanto all’altro. Bastava una sola cartuccia per passare ore a sfidarsi, esultare e prendersi bonariamente in giro dopo ogni Arwing abbattuto.
Quasi trent’anni dopo, Nintendo è riuscita a mantenere viva quella stessa filosofia. La modalità VS propone sfide quattro giocatori contro quattro, sia in locale sia online, introducendo anche il supporto al GameShare. Con una sola copia del gioco, fisica o virtuale, è infatti possibile invitare altri giocatori a partecipare, anche su Nintendo Switch e Switch Lite, sia nelle vicinanze sia a distanza tramite GameChat. È una funzione che ho apprezzato molto perché, pur sfruttando tecnologie moderne, mantiene intatto quello spirito di condivisione che ha sempre contraddistinto Nintendo.

Le tre mappe disponibili propongono obiettivi differenti e riescono a offrire partite sempre varie, evitando che gli scontri diventino ripetitivi. Ho avuto modo di provarle in anteprima durante l’evento Nintendo di Olten, dove io e mio fratello rappresentavamo il team Joypad contro due membri dello staff Nintendo. Fin dai primi minuti il clima si è fatto sorprendentemente competitivo: ogni Arwing abbattuto era accompagnato da un’esultanza o da una risata, proprio come accadeva tanti anni fa davanti al Nintendo 64.
Ricordo ancora la seconda partita, conclusa con un pareggio conquistato negli ultimissimi istanti. Vedere il team Nintendo festeggiare quel punto come fosse una vittoria mi ha fatto sorridere e ricordato quanto queste sfide riescano ancora oggi a coinvolgere. In fondo è proprio questo il bello della modalità VS. Non importa se oggi si gioca attraverso il GameShare, il GameChat o seduti sullo stesso divano: cambia la tecnologia, ma quella voglia di stare insieme e divertirsi è rimasta esattamente la stessa.
Modalità Sfida e contenuti extra
Se la campagna principale rappresenta il cuore dell’esperienza, è la modalità Sfida ad aumentarne sensibilmente la longevità. Una volta completati i livelli è possibile riaffrontarli con obiettivi specifici, che spaziano dal completamento entro un determinato tempo al raggiungimento di punteggi elevati o particolari condizioni di gioco. Un motivo concreto per tornare ai comandi dell’Arwing anche dopo i titoli di coda.
Completando tutte le sfide con il livello di difficolta Normale si sbloccano inoltre le versioni Difficili, con missioni molto più impegnative. È proprio qui che mi sono divertito maggiormente. Ancora una volta mi sono ritrovato a perfezionare ogni percorso, cercando di migliorare le mie prestazioni, proprio come facevo ai tempi del Nintendo 64. Le sfide possono essere affrontate in singolo, in cooperativa locale oppure tramite GameShare con GameChat, offrendo un’ulteriore occasione per condividere l’esperienza con amici e familiari.

Anche la modalità VS propone un semplice sistema di progressione. Completando missioni in campagna, sfide e partite multiplayer è possibile sbloccare nuovi sfondi, icone e titoli per personalizzare il proprio stendardo online. Non influisce sul gameplay, ma rappresenta un piacevole incentivo per continuare a giocare. Infine, i possessori degli Amiibo di Fox, Falco e Wolf potranno ottenere alcune personalizzazioni esclusive del proprio stendardo.
Una colonna sonora che non ha mai smesso di emozionare
Ci sono melodie che bastano pochi secondi per essere riconosciute, e quelle di Star Fox appartengono senza dubbio a questa categoria. Fin dal primo avvio mi sono ritrovato istintivamente a canticchiare il tema principale, proprio come facevo tanti anni fa davanti al Nintendo 64 o ad ogni singola partita su Smash Bros sopra la Great Fox. È una di quelle colonne sonore che, ancora oggi, riescono a trasmettere un autentico senso di avventura, accompagnando ogni missione senza mai risultare invadenti.

Anche il doppiaggio italiano mi ha sorpreso positivamente. Ammetto di aver avuto qualche timore iniziale, specialmente dopo aver ascoltato per anni le storiche voci inglesi, temevo che qualcosa potesse andare perso. Invece il lavoro svolto è convincente e riesce a mantenere intatto il carattere dei protagonisti, valorizzando ulteriormente le nuove scene d’intermezzo.
E poi ci sono loro: le frasi che ogni appassionato della serie conosce a memoria. Sentire nuovamente un “Do a Barrel Roll!” (fai un avvitamento in italiano) oppure “Rock’n’Roll!” alla prima missione continua ancora oggi a strappare un sorriso. Sono piccoli dettagli, certo, ma fanno parte dell’identità di Star Fox tanto quanto l’Arwing o il Team Star Fox. Anche sotto questo aspetto Nintendo ha scelto la strada che speravo di vedere, ossia, migliorare senza sostituire e aggiornare senza cancellare ciò che ha reso speciale l’originale.

Conclusion
Ho aspettato tanto, forse troppo. Un’attesa che, alla fine, è valsa ogni singolo secondo. Nintendo non si è limitata ad aggiornare uno dei capitoli più amati della serie, ma ha realizzato quello che, personalmente, considero il modo migliore per riportare in vita un classico rispettandolo.
La storia viene arricchita senza essere stravolta, il gameplay rimane fedele all’originale pur adattandosi perfettamente ai controller moderni e il comparto tecnico riesce finalmente a dare forma a quei mondi che, quasi trent’anni fa, la nostra immaginazione completava tra un poligono e l’altro. Mi ha emozionato rigiocare ogni missione, scoprire le nuove scene d’intermezzo e percorrere ancora una volta le strade alternative che avevo imparato a memoria sul Nintendo 64. Ma, soprattutto, mi ha fatto piacere ritrovarmi nuovamente in difficoltà in alcune sfide, ricordandomi che Star Fox non è mai stato soltanto uno sparatutto su binari, bensì un gioco capace di metterti continuamente alla prova e di spingerti a migliorare.

Il remake offre anche numerosi contenuti che ne aumentano la longevità, dalle sfide alle modalità multiplayer, garantendo sempre un buon motivo per tornare ai comandi dell’Arwing anche dopo aver concluso la campagna.
Ma il momento che porterò davvero con me è un altro. Giocandolo insieme a mio figlio, vedevo nei suoi occhi la stessa curiosità che avevo io quando affrontavo per la prima volta Andross. Mentre lui pilotava l’Arwing e io mi occupavo di abbattere i nemici nella modalità cooperativa, ho capito che quelle sensazioni non appartenevano soltanto ai miei ricordi. Stavano semplicemente passando da una generazione all’altra. Ed è forse proprio questo il più grande merito di questo remake. Non farà felici soltanto coloro che, come me, conservano ancora un ricordo vivido di quel Nintendo 64 acceso in salotto, ma anche chi oggi scoprirà per la prima volta Fox McCloud, Falco, Peppy e Slippy.
Perché alcune avventure non invecchiano mai. Aspettano semplicemente il momento giusto per essere vissute da qualcun altro. Bentornato a casa, Fox.
