Xenoblade Chronicles 2 – Nintendo Switch 2 Edition
Quando il gioco uscì su Nintendo Switch nel dicembre 2017, si rivelò un JRPG assai ambizioso per il Tegra X1 che, sappiamolo, non era certo un mostro di potenza grafica o computazionale, ma si difendeva (all’epoca) ancora abbastanza bene (equiparabile a una Xbox 360/Playstation 3 in modalità portatile e qualcosa di più in docked). Tuttavia, Xenoblade Chronicles 2 era afflitto da importanti limitazioni di elaborazione: dapprima la risoluzione scendeva fino a 368p in portatile, il frame rate crollava spesso sotto i 30 fps durante l’esplorazione e i filtri di sharpening degradavano l’immagine. Pur essendoci goduti il gioco sulla prima Nintendo Switch, né Nintendo né Monolith Soft intervennero per fixare codeste limitazioni o ottimizzare al meglio il codice. Ora, con la Nintendo Switch 2 Edition, il secondo capitolo della saga Xeno può finalmente dire la sua.

Con questa versione Nintendo promette fino a 4K a 60 fps in docked, 1080p a 60 fps in portatile. In realtà la risoluzione interna si aggira sui 720p in docked, innalzata tramite upscaling. Il risultato non è un vero 4K nativo, ma rappresenta un miglioramento tangibile: le texture, i contorni e l’immagine appaiono certamente molto più puliti se confrontati a quelli riprodotti sulla prima Nintendo Switch. In modalità portatile la differenza è ancora più marcata. Pur renderizzando internamente attorno ai 468p, la maggiore potenza della Nintendo Switch 2 e dell’upscaler restituiscono un’immagine in movimento che non perde più risoluzione come la precedente versione, restituendo un’esperienza degna del pannello Full HD montato dalla Nintendo Switch 2. Chiaro, manca l’OLED, ma i colori restituiti sono comunque di buona fattura e se già era un mezzo miracolo tecnico sulla prima Switch (versione LCD), la presente Switch 2 non può che essere altrettanto valida in fatto di fedeltà cromatica.

Laddove la versione Switch 1 scivolava sotto i 20 fps, la Switch 2 Edition punta stabilmente ai 60 fps in entrambe le modalità, trasformando la risposta ai comandi e la fluidità generale. Anche in portatile il target viene raggiunto con poche regressioni, percepibilmente più smussate rispetto alla modalità docked. Come per i due capitoli Xenoblade chronicles Definitive Edition e Xenoblade Chronicles X – Definitive Edition, le Nintendo Switch 2 Edition di etnrambi i capitoli menzionati poc’anzi, sfruttano come per il capitolo 2 un double buffer v-sync: il frame rate collassa inspiegabilmente a 30 fps senza motivi apparenti. Questo si manifesta, in particolar modo, nelle cutscene o in momenti di grande carico visivo, introducendo un dislivello percettivo fra i momenti fluidi e il calo di frame rate, anche se non così terribile. Peccato.

Vi è inoltre qualche neo tecnico confermato dalla stessa Nintendo, che sarà in dirittura di correzione: la corruzione legata agli amiibo e volume della musica di battaglia troppo basso. Alcuni difetti sono stati sanati con la versione 1.0.1, ma il bug degli amiibo risulta ancora non patchato. La casa di Kyoto ha confermato update dati in preparazione, senza comunicare una data precisa. Non è chiaro se tali patch correttive metteranno una pezza anche alla questione legata al framerate come sopra descritto.

La Nintendo Switch 2 Edition include nuovi contenuti: il gladius raro MOMO ottenibile tramite quest dedicata, la modalità Assalto Mercenario e costumi inediti per Pyra e Mythra. Torna The Golden Country, l’espansione che spiega il preludio di Torna, si aggiorna alla versione 2.0 con ottimizzazioni specifiche per la nuova piattaforma sulla stessa onda del gioco base, ovvero maggiore risoluzione, miglior framerate e rivisitazione della UI di alcuni menù.

A nove anni dall’uscita originale, Xenoblade Chronicles 2 riceve finalmente il trattamento che la sua ambizione meritava. Il passaggio dai 368p con frame rate ballerino a un’immagine pulita e, quasi, granitici 60 fps nella stragrande maggioranza delle situazioni rappresenta un balzo generazionale tangibile. Il double buffer v-sync resta un po’ una spina nel fianco, pur migliorando di parecchio la versione Nintendo Switch uscita nel 2017, e l’attesa della patch per i bug residui suggerisce una certa fretta di sviluppo. Noi lo consigliamo però a mani basse per chi si fosse effettivamente perso il secondo capitolo sulla prima Nintendo Switch.
