Sunrise Game Cloud

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Sunrise Game Cloud

Si è parlato molto nelle scorse settimane di Google Stadia, il servizio di gaming in streaming del gigante statunitense. Un servizio lanciato con qualche problema e con una certa perplessità, specialmente per quanto riguarda le performances nei giochi e la qualità video finale. Per non parlare del lag (in particolare dopo l’infelice frase sul “lag negativo” da parte proprio di Google).

Sunrise v Google

Quello che il mondo ha ignorato è che nel giorno in cui Stadia veniva lanciata nel mondo (ma non in Svizzera) Sunrise faceva altrettanto col proprio servizio di game stream: Sunrise Game Cloud. Un fulmine a ciel sereno che, sul momento, ci ha lasciato alquanto basiti. Sunrise, un operatore di telecomunicazioni, che lancia un servizio di game stream? Da un certo punto di vista, la cosa ha pure senso, visto che Sunrise sta puntando molto sull’espansione dei propri servizi 5G (e questo, nonostante i terrapiattisti e fanatici del cappellino di stagnola nostrani). Ma davvero Sunrise è riuscita a battere sul tempo Google e offrire un servizio di qualità? A livello di prezzo, sicuramente siamo di fronte a qualcosa di interessante: 9,90CHF al mese per ottenere l’accesso illimitato alla libreria di oltre 50 giochi presente sul servizio. Addirittura, i primi tre mesi sono gratuiti. E Game Cloud funziona su cellulari 5G, su HTC 5G Hub (che possiamo anche collegare direttamente alla TV via HDMI e usarlo come una console stand alone) e su PC tramite un client da scaricare. Sunrise sul sito internet parla di gaming fino a 4K UHD (60 fps) e non è di certo timida nello spingere il suo servizio come d’alta qualità.

Ovviamente noi di Joypad non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di provare il servizio, anche se non tramite 5G (perché ancora non c’è dove ci troviamo…). Ma poco male, il client è disponibile su PC come detto e con una connessione a 1Gbps, non ci sono problemi di banda passante. 4K Gaming UHD 60 fps stiamo arrivando?

La dura realtà

Sunrise Game Cloud, ad essere sinceri, ci ha deluso. Cominciamo con il parco titoli: poverello. Nonostante Sunrise parli di oltre 50 giochi, abbiamo davvero fatto fatica a trovarne uno a cui volevamo giocare. I titoli di punta sono Tomb Raider (del 2013), Deus Ex: Human Revolution (2011), Dirt Rally (2015), Star Wars: Il potere della Forza II (del 2010), F1 2016, 2017 MotoGP… insomma, si passa da giochi niente male a molto buoni ma troppo, troppo datati. Certo, troviamo PES 2020 in lista ma è solo la versione demo!

Non c’è nessun gioco nuovo, nessun gioco al quale non avrete probabilmente già giocato anni fa. E questo fatto vanifica ogni tentativo di Sunrise di proporre un servizio competitivo con… qualsiasi altra cosa. Stadia, con l’enorme potere (e non solo finanziario) di Google alle spalle sta facendo fatica a convincere i gamer, figuriamoci un servizio che offre così poco. Siamo perfettamente consapevoli del fatto che non deve essere facile per chiunque convincere dei publisher a concedere in licenza i propri giochi, ma siamo anche ben consapevoli che i soldi non crescono sugli alberi. Perfino 9,90CHF al mese sono troppi per il servizio, al suo stato attuale. Per giocare in ogni caso, Sunrise è molto chiara: serve una connessione veloce. Con la nostra fibra gigabit non ci sono problemi ma abbiamo provato su HTC 5G Hub in modalità 4G+ e… niente da fare, la banda passante è troppo poca. Scordatevi dunque di usare il servizio in un’area senza una buona connettività 5G o, appunto, con una solida connessione casalinga.

Tecnicamente parlando

Ma andiamo a dare un’occhiata da vicino al sistema, per quanto possibile. Prima di tutto, Sunrise non ha inventato nulla ma usa software di terze parti. L’unica cosa che abbiamo scoperto è il nome del front end: Pegasus. Si tratta di un software cross platform che, di norma, serve a lanciare emulatori e gestire collezioni di giochi. Pegasus è un progetto gratuito e open source che funziona su Windows, Linux, Raspberry Pi, macOS e via dicendo. Possiamo solo sperare che Sunrise abbia fatto una generosa donazione al team di sviluppo! Difficile dire che tipo di hardware stia usando Sunrise per far girare i giochi attraverso Pegasus. Sappiamo che il servizio in sé viene fornito da Gamestream.biz, basato a Parigi. Sul sito non ci sono informazioni ma una scheda tecnica di Intel parla di processori Xeon E3 v5 e Iris Pro graphics. Mistero! Quello che abbiamo notato è che non tutti i giochi sono stati adattati ad un utilizzo cloud alla stessa maniera. Per esempio, Tomb Raider permette di entrare nel menu delle opzioni grafiche (in cui scopriamo che il gioco gira in FullHD e opzioni personalizzate: tutto su normale tranne la qualità delle texture che è ultra) ma non di modificarle.

Addirittura, abbiamo potuto lanciare il benchmark, che riporta esattamente 50 fps sia minimi che massimi, segno che il back end è sicuramente più che potente abbastanza per far girare il gioco ma anche che c’è un frame cap a 50 FPS.

Diverse le cose con Deus Ex Human Revolution, che permette di modificare parecchie impostazioni, tra cui la risoluzione fino a 4K. Ma non ci è sembrato di vedere tale risoluzione, nemmeno nel render del gioco, durante la partita.

Lord of the Fallen appare più pulito nella presentazione rispetto a Deus Ex, ma poi se andiamo a scrutare da vicino lo screenshot, vediamo diversi artefatti dovuti alla compressione video.

Dirt Rally è uno dei pochissimi (l’unico?) gioco che viene chiaramente indicato come 4K ma in tutta onestà, non crediamo sia il caso. Si vede troppo aliasing attorno agli oggetti per essere un render 4K interno.

Per quanto riguarda la latenza, non abbiamo particolari lamentele. Abbiamo messo alla prova il servizio con Dirt Rally e Ride principalmente, due giochi di guida che richiedono controlli rapidi e precisi. La guida di auto e moto non ci è parsa diversa da quanto vedremmo su una console o PC, segno che l’infrastruttura di Gamestream è in grado di tenere il passo. E per quanto riguarda i controlli, non tutti sono supportati dal servizio. Fortunatamente sia il controller di Xbox 360, Xbox One e PS4 sono supportati, oltre a una selezione di controller Logitech e altri. Volendo, è anche possibile acquistare un IPEGA PG-9156 Bluetooth Controller direttamente da Sunrise, che serve anche a tenere fisso uno smartphone davanti a noi. A 49 CHF, potrebbe non essere malaccio (ma non abbiamo avuto modo di provarlo).

Bottom line

Sunrise Game Cloud è una buona idea, specialmente perché in Svizzera non c’è Stadia. Ma l’arrivo in futuro di Project xCloud, la disponibilità già oggi di PlayStation Now su PC e un probabile lancio di Google nei mesi a venire sono semplicemente troppo per essere contrastati da questo servizio. Senza una spettacolare espansione del parco titoli, includendo giochi non solo nuovi ma magari con qualche esclusiva, potrebbe salvare il progetto da una fine prematura. Un altro problema è che l’app è disponibile su Google Play Store e PC Windows ma ancora non c’è la versione per device iOS e macOS, tagliando fuori una buona fetta di pubblico (tuttavia, finché Apple non lancerà un iPhone col 5G, è nettamente meno grave).

I primi tre mesi sono gratuiti e quindi potrebbe essere una buona scusa per recuperare un paio di giochi che ci siamo lasciati sfuggire anni fa. A parte questo, Sunrise si becca un 5 per l’idea ma un 3 per l’esecuzione. Ci sembra più uno stunt pubblicitario per il 5G piuttosto che un vero servizio con un futuro davanti a sé.

 

Ci piace

  • Latenza
  • Client sia per PC che mobile

Non ci piace

  • Lista giochi imbarazzante
  • Qualità video
  • Non tutti i giochi sono localizzati in italiano
3.25
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

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