Star Wars Jedi: Fallen Order

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Star Wars Jedi: Fallen Order

Star Wars Jedi: Fallen Order l’abbiamo visto di sfuggita all’E3 lo scorso giugno. E poi un misterioso nulla. EA non è stata molto comunicativa riguardo l’ultima fatica di Respawn (quelli di Titanfall e Apex Legends, per intenderci).

Di solito, è indice di una situazione catastrofica all’interno dello studio di sviluppo. L’abbiamo visto succedere fin troppe volte per non essere almeno un po’ prevenuti. E invece, Respawn ci ha sorpresi…

 

Il defunto Ordine dei Jedi

In Star Wars Jedi: Fallen Order impersoniamo il giovane Cal Kestis, un tempo padawan, ora semplice raccogli scarti di metallo. L’ondata di morte e distruzione che ha seguito l’Ordine 66 ha trasformato la Repubblica in un Impero e ha segnato la fine dell’Ordine dei Jedi. Yoda e Obi-Wan in clandestinità, il resto del Consiglio morto o disperso. Tempi duri per tutti coloro che erano in qualche modo collegati ai Jedi. Nel caso di Cal, l’unica è stata la fuga verso un sistema periferico. Il giovane tiene la testa bassa, lavora sodo e si fa gli affari suoi. Questo almeno finché non si ritrova costretto ad usare la Forza, per salvare la vita ad un amico e collega nei guai. Tale azione ha però delle conseguenze: la Seconda Sorella, una inquisitrice dell’Imperatore, istruita al Lato Oscuro, scopre Cal. Nonostante il giovane possegga ancora una spada laser non è di certo in grado di battere un’avversaria tanto potente e non può che darsi alla fuga, raccolto da Cere e Greez, due sovversivi in missione per combattere l’impero. Cal non sarà solo durante la sua avventura ma sarà accompagnato da un droide, BD-1, adorabile ancora di più di BB-8 a nostro avviso, il quale non fa solo da siparietto comico ma permette di scansionare l’ambiente, accedere alla mappa di gioco, fornisce stim pack e può addirittura hackerare porte e droidi nemici.

L’avventura di Cal lo porterà a visitare diversi sistemi tra cui kashyyyk, Bogano, Zeffo e alcuni altri sulle tracce di un Maestro Jedi scomparso, una antica civiltà e un personale percorso di crescita e maturazione, in puro stile Guerre Stellari. Durante i suoi viaggi incontrerà personaggi inediti e alcuni che già conosciamo (come Saw Gerrera dal film Rogue One) mentre ci ritroveremo a percorrere i sentieri della Forza.

Avventura azione

Star Wars Jedi: Fallen Order è un gioco d’azione che non cerca di reinventare niente di niente. Durante la nostra avventura percepiremo chiaramente elementi presi da Tomb Raider, Uncharted, Darksiders, Dark Souls e lo stesso Titanfall di Respawn. Il gioco è in terza persona e prevede sezioni platform, esplorative, soluzione di puzzle ambientali e, ovviamente, tanto combattimento. La trama ordita da Respawn è forse la parte più debole della produzione, specialmente all’inizio. Fallen Order si apre infatti con qualche ora altalenante, in cui sentiamo pochissimo attaccamento a Cal o agli altri personaggi. Se da un lato la prima mezz’ora è assolutamente esaltante, le successive 2 sono all’insegna del back tracking e della frustrazione. Tuttavia, è imperativo passare questa parte perché è specialmente nella seconda metà che Fallen Order decolla. Con l’aumentare dei poteri di Cal, sbloccati tramite uno skill tree che comprende Forza, Spada Laser e Difesa, dovremo affrontare nemici molto più forti e interessanti. Il combattimento si fa con la spada, ovviamente. Inizialmente Cal può solo fare attacchi debolucci ma ben presto avremo attacchi normali, caricati, calci, prese della Forza, schivate avanzate e via dicendo.

Otterremo addirittura una spada con due lame ad un certo punto. Il combat system si basa molto su schivate e tempismo e, in un certo senso, ricorda produzioni quali Dark Souls o Bloodborne in cui non solo la prontezza dei riflessi ma anche il giusto tipo di attacco o counter sono imperativi. Fallen Order non si spinge troppo in là anche se già a difficoltà normale il livello di sfida è più alto della solita media dei giochi. Per fortuna possiamo regolare la difficoltà quando ci pare durante il gioco. Un’altra peculiarità di Fallen Order, che lo avvicina ai già citati giochi, è che per salvare e gestire i nostri poteri dovremo andare in punti determinati per meditare. Potremo scegliere di “riposare” per riempire la nostra barra dalla vita e il contenitore degli stim (i medic kits) con la penale di vedere ricomparire tutti in nemici precedentemente sconfitti. Al contempo potremo scegliere quali poteri sviluppare, seguendo uno skill tree e usando punti abilità che riceveremo avanzando nel gioco o scoprendo i diversi segreti sparsi per i mondi di gioco.

Star Wars Jedi: Fallen Order è ambientato, come detto, su diversi pianeti. L’esplorazione si fa in una sorta di mondo aperto, in cui potremo muoverci liberamente sfruttando percorsi e scorciatoie. Nelle prime ore di gioco ci parrà una soluzione davvero limitante perché, ahinoi, finiremo per ripercorrere gli stessi tragitti più volte. Quando, per esigenze della trama, torneremo indietro però scopriremo che ogni ambientazione ha molto da offrire. Nuovi percorsi si aprono, nuove sezioni e nuove sfide ci hanno fatto cambiare idea. Nonostante una brevissima sezione in cui dovremo ripercorrere posti già fatti, grazie alle scorciatoie che possiamo sbloccare, arriveremo rapidamente nei posti più interessanti. Il gioco, come menzionato prima, premia gli esploratori. Ci sono Echi della Forza che sbloccano retroscena e informazioni, ci sono potenziamenti fissi per Vita e Forza ben nascosti e ci sono molti nemici e oggetti da scansionare assieme a BD-1. I completisti saranno anche contenti di trovare personalizzazioni per la spada laser (in ogni sua componente), per BD-1, per Mantis, la nostra astronave e per Cal stesso.

Che bel paesaggio, peccato per tutto questo Impero…

Star Wars Jedi: Fallen Order visivamente spazia da buono a spettacolare. Nonostante su PC Respawn abbia deciso di non integrare il supporto al ray tracing, il gioco sa offrire scorci davvero molto suggestivi mentre scaleremo alberi enormi su kashyyyk, percorreremo zone innevate o mondi desertici. Abbiamo apprezzato moltissimo il fatto che gli sviluppatori si siano concentrati nel dare al gioco un aspetto più da film possibile, non solo per l’assenza totale di caricamenti (ci sono, mascherati da viaggi iperspaziali in cui però i personaggi continuano ad interagire tra loro, lasciandoci liberi di andare in giro per la Mantis). Addirittura, ci sono quelle transizioni a comparsa un po’ assurde della trilogia originale.

Da un punto di vista audio, siamo rimasti molto favorevolmente impressionati. In particolar modo perché abbiamo giocato in Dolby Atmos con un sistema da oltre 900W di potenza. Il suono è avvolgente, le esplosioni e i blaster sono ovunque attorno a noi e la colonna sonora è davvero un punto di forza di questa produzione. Non solo per le tracce famosissime della serie ma anche per quelle di contorno, tutte suggestive e sempre adatte alla situazione. Il doppiaggio italiano è buono, molto più buono del solito, specialmente l’attore che interpreta Cal.

Promosso

Promozione per Respawn e il suo Star Wars Jedi: Fallen Order dunque? Sì, con qualche riserva. La storia, come detto, è la parte meno entusiasmante del gioco. È carina, offre qualche scorcio in più alla caduta dei Jedi e si inserisce bene negli strettissimi confini imposti dagli eventi di Episodio III e IV. Se l’ambizione era arrivare a Uncharted 2, non ci siamo però. Tuttavia, siamo di fronte ad un buonissimo gioco d’azione, in grado di sorprenderci e divertire. Un’ennesima prova che Respawn sa il fatto suo e una buona notizia non solo per loro ma anche per EA che, finalmente, riesce a sfruttare come si deve al licenza di Star Wars.

Ci piace

  • Colonna sonora
  • Level design
  • Gameplay stimolante

Non ci piace

  • Endgame povero
  • La storia poteva essere meglio
  • Inizio debole
5.25
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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