Il mercato dei televisori è una giungla spietata in cui la parola d’ordine di quest’anno è senza dubbio RGB Mini LED. Sony non è certo rimasta a guardare, sfornando la sua personalissima interpretazione della tecnologia sotto il nome di True RGB e lanciando due modelli di punta per dominare il salotto. Oggi mettiamo sotto il nostro occhietto inquisitore Sony Bravia 7 II, più precisamente il modello XR7 M2, un pannello che promette di farci dimenticare i vecchi LCD senza dover per forza ipotecare un rene per il fratello maggiore Bravia 9 II.

L’obiettivo dichiarato dal colosso giapponese è chiaro, ovvero offrire una luminosità accecante e un volume colore fuori parametro per contrastare l’avanzata delle TV OLED. Anche se Sony ci ha mandato una “piccola versione da 65 pollici” per i nostri test, siamo rimasti sbalorditi fin dalla prima accensione. Nei video test su YouTube, quelli che sono presentati con un bitrate e una qualità che fondamentalmente non vedremo mai in una vera produzione commerciale, l’impatto è clamoroso. È la prima TV in assoluto che mi ha dato il genuino effetto di guardare attraverso una finestra aperta e non di fissare un pannello di vetro e plastica.

Sotto il pannello
Sotto il cofano in plastica e metallo di questa TV troviamo un pannello LCD di tipo VA spinto dall’inedito sistema RGB Backlight Master Drive Pro. Invece di usare i classici LED blu o bianchi filtrati dai Quantum Dot, qui ogni singola zona di retroilluminazione è composta da cluster di LED rossi, verdi e blu del tutto indipendenti. Il cervello dell’operazione è il XR Processor, incaricato di gestire il tone mapping e la nitidezza con la solita, chirurgica precisione di Sony. Dai test più tecnici emergono dati davvero impressionanti, con una luminosità di picco in HDR che sfiora i 2000 nits su finestre del 10% in modalità Professionale, scendendo solo leggermente sulle alte luci sostenute. La copertura dello spazio colore è mostruosa, toccando un sontuoso 98,5% per il DCI-P3 e attestandosi intorno a un solidissimo 87,2% per il ben più ostico BT.2020: praticamente un faro da stadio capace di spararvi nelle retine sfumature cromatiche che non pensavate nemmeno potessero esistere.

Vale la pena segnalare che il pannello sfrutta un layout dei subpixel BGR, un dettaglio che non intacca la visione cinematografica ma che potrebbe causare qualche microscopica sfocatura del testo se siete così folli da usarlo come monitor per PC. Manca incredibilmente il supporto all’HDR10+, un grande classico dell’ostinazione del marchio, ma ci consoliamo ampiamente con la decodifica Dolby Vision, HLG e la certificazione IMAX Enhanced.

Design Sony
L’estetica del Bravia 7 II è pulita, massiccia e assolutamente priva di inutili fronzoli, dominata alla base dal nuovo e ingegnoso Mirage Stand. Si tratta di un piedistallo centrale in acciaio che integra un pannello semi-trasparente, capace di creare un piacevolissimo effetto fluttuante e di nascondere magistralmente i cavi alla vista. (Un tocco di classe che apprezzerete tantissimo se, come me, odiate il disordine visivo dietro la console). A proposito di accessori, ci piace sempre moltissimo che Sony abbia deciso di includere ben due telecomandi nella confezione, una scelta che denota grande attenzione verso l’utente finale.
Questi ci piacciono!
Oltre all’unità tradizionale abbiamo un telecomando semplificato e retroilluminato, dotato di comodi pulsanti rapidi per le app principali come Crunchyroll, Netflix, Disney+, Prime Video e YouTube, oltre a un tasto speciale che possiamo programmare liberamente a nostro piacimento. Il setup iniziale scivola via facile grazie alla stretta integrazione con l’ecosistema Google TV, che ora vanta persino l’assistente Gemini per le ricerche vocali più complesse. Bisogna però ammettere che le opzioni più profonde della TV sono quasi nascoste nei meandri dell’interfaccia, richiedendo un po’ di sano e frustrante smanettamento iniziale per essere calibrate a dovere. Il comparto audio fa affidamento sul sistema Acoustic Multi-Audio+, con woofer dedicati e tweeter laterali che pompano dialoghi cristallini grazie agli algoritmi dell’intelligenza artificiale Voice Zoom 3.

L’abbiamo guardata e riguardata!
Messo alla prova sul campo con il pad alla mano, il televisore tira fuori i muscoli e dimostra di che pasta è fatto. L’integrazione con PS5 è ovviamente magistrale, con la console che attiva immediatamente l’Auto HDR Tone Mapping e sfrutta appieno l’Auto Low Latency Mode. L’input lag misurato si ferma sui 10 millisecondi, un valore eccellente per chi ama i giochi competitivi. Purtroppo, c’è un gigantesco elefante nella stanza, dato che le porte HDMI sono quattro ma solamente due supportano la piena banda passante 2.1 per i fatidici 4K a 120Hz, e una di queste è pure condivisa con il canale eARC. Una tirchieria hardware che nel 2026 facciamo davvero fatica a giustificare!

Durante le sezioni di gioco la retroilluminazione gestisce dinamicamente i neri con un rapporto di contrasto nativo che tocca i 50.000:1, regalando una profondità d’immagine che tallona da vicinissimo i pannelli organici. Certo, spulciando il pelo nell’uovo si nota un lievissimo effetto alone attorno agli oggetti più luminosi quando lo schermo è completamente nero, specialmente sui bordi dei sottotitoli in Dolby Vision, e i tempi di risposta dei pixel non sono fulminei, lasciando una minuscola scia di motion blur nei panning più estremi a 120 fotogrammi al secondo. I gradienti però sono favolosi e la funzione Smoothness elimina gran parte del macro-blocking nei contenuti fortemente compressi, restituendo un quadro sempre solido e compatto.

Bottom line
Tirando le somme, questo nuovo prodotto di Sony rappresenta un salto in avanti colossale per la tecnologia a matrice attiva, spingendo il concetto di Mini LED su territori finora del tutto inesplorati. L’utilizzo di emettitori RGB puri regala un’esperienza visiva di altissimo livello, unita a un’interfaccia smart molto scattante e a una luminosità di picco capace di annichilire la luce diretta del sole. Il prezzo di lancio, che si aggira intorno ai 2100 CHF per il taglio da 65 pollici, lo pone chiaramente in rotta di collisione con la fascia premium del mercato.

D’altra parte, Sony non è molto avvezza a proporre prezzi abbordabili per i suoi prodotti di punta! Le ristrettezze relative alle prese HDMI veloci fanno storcere parecchio il naso, ma se cercate un display capace di darvi un reale effetto finestra sul mondo e di integrarsi ciecamente con il vostro ecosistema PlayStation, avete appena trovato il vostro nuovo, costosissimo giocattolo.

The Good
- Effetto "finestra sul mondo"
- Doppio telecomando nella confezione
- Luminosità di picco estrema
- Ottima integrazione con PS5
The Bad
- Solo due porte 2.1??
- Opzioni avanzate troppo nascoste
- Prezzo di lancio elevato
- Leggero blur nel gaming
