Sonos Play:5

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Sonos Play:5

Quando ci siamo messi in contatto con Sonos per dare un’occhiata al Play:5, abbiamo preso la cosa alla leggera. Sì, perché nella nostra adorabile ignoranza eravamo convinti si trattasse di uno speaker bluetooth come ne abbiamo recensiti molti su Joypad. Quello che non ci aspettavamo erano due scatoloni massicci e pesanti contenenti gli effettivi Play:5. Ok sono grandi, ma come suonano?

 

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Sorpresona!

Il nostro Lunch Unbox (che trovate in fondo alla recensione) ha dimostrato che questi speaker di Sonos hanno design e peso dalla loro. In effetti Play:5 misura 204x364x154 millimetri e 6,3 Kg di peso. Dotati di connettività WIFI (e non bluetooth), entrata jack da 3,5 millimetri e porta ethernet 10/100. Al suo interno ci sono sei amplificatori digitali classe D (uno per ogni driver incluso: tre tweeter e tre mid-woofer). Sulla scocca troviamo una zona sensori capacitivi che forniscono controlli a gestures (volume, traccia avanti e indietro e pausa) e un led multicolore in grado di comunicarci visivamente i diversi stati del Play:5. Ci sono anche due microfoni integrati, che però non abbiamo praticamente mai usato.

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Il design del Play:5 è di quelli che ci fanno impazzire di lussuria: bianco opaco (esistono anche nero), minimalista ed elegante. Una coppia di Play:5 si adatta alla grande in qualsiasi contesto e sono semplicemente dannatamente belli da vedere e al contempo sobri. Insomma, volendo possiamo farli “sparire” integrandoli nel nostro mobilio oppure metterli in bella mostra, in un setup minimalista. È possibile posizionarli sia in verticale che in orizzontale e i controlli touch si adattano automaticamente alla posizione (ad esempio, i tasti volume su e giù si scambiano di posto per essere nella posizione corretta).

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Munitevi di app

L’installazione del Play:5, anzi, della coppia di Play:5 fornitaci da Sonos, è semplice se non un filo laboriosa. Per prima cosa è necessario scaricare l’app Sonos per iOS, Android, Mac o Windows (sorry, quelle 2 persone al mondo che ancora usano Windows 10 Mobile). La procedura di installazione guidata mi ha richiesto di collegare il primo Play:5 al router di casa con un cavo ethernet (incluso nella confezione per fortuna) e di ripetere una seconda volta l’operazione per connettere anche il secondo. A questo punto, sempre tramite l’app, possiamo scegliere se usare i Play:5 in configurazione stereo (assegnando destra e sinistra rispettivamente a uno e l’altro) oppure assegnarli a diverse zone della casa (ad esempio, uno in salotto e uno in cucina). Da questo punto basta collegare i device alla corrente e basta. Tutto viene gestito via etere tramite la wireless di casa a cui prontamente i Play:5 si collegano. Una volta impostati e posizionati, possiamo praticamente dimenticarci della loro esistenza fisica.

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Multisorgente

Ascoltare musica su Play:5 è semplicissimo. Dall’app possiamo ascoltare musica in streaming tramite diversi servizi quali Spotify, Apple Music, Amazon Music, Google Play Music, Soundcloud, Deezer, TuneIn, Napster e altri. Alcuni, come Spotify, esigono però degli abbonamenti premium per funzionare dall’app Sonos. Fastidioso. Possiamo ovviamente anche riprodurre la musica dal device che stiamo usando (smartphone, tablet o PC) oppure collegare direttamente un Play:5 con un cavetto audio jack da 3,5 millimetri (gli altri, a dipendenza della configurazione, riprodurranno in streaming dall’altoparlante “primario”). Volendo, l’app Sonos ci permette anche di importare musica presente sulla rete di casa, ad esempio da una cartella su un PC o da un NAS o altro share di rete. Sonos ha davvero incluso ogni opzione per garantire un’esperienza out of the box di qualità e senza complicazioni. Un po’ come fa Apple (l’ultima cosa che fa bene senza farci pagare i milioni e togliendo features… /modalità lamentazione off).

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L’ascolto musicale mi ha inizialmente deluso ma per una buona ragione. Le prime prove le abbiamo fatte con diverse radio di TuneIn e la qualità audio lasciava moltissimo a desiderare. Il colpevole è però TuneIn e la sua compressione elevata degli stream e non di Sonos. I test successivi li abbiamo fatti quindi con CD audio, riprodotti tramite cavo e le cose vanno decisamente meglio (niente supporto a 24bit/192kHz però). Messi, un po’ ingiustamente, a confronto con un sistema audio custom-made ad altissima fedeltà hanno saputo farsi notare. Citando testualmente il nostro esperto di high-fidelty “per la dimensione che hanno, questi cosi sono davvero impressionanti” e sappiate che al nostro esperto di high-fidelty di solito fa schifo tutto.

Rigorosi e ingiusti comparativi

Rigorosi ma ingiusti comparativi

 Insomma, decisamente approvati. Se avete un dispositivo iOS (e, per qualche motivo, SOLO iOS) potete usare la funzione TruePlay per calibrare al meglio l’output sonoro in base alla vostra stanza. Essendo iOS free, non abbiamo potuto provare questa funzione ma pare sia efficace. Nell’app di gestione è possibile gestire ogni singola opzione dei vari device Sonos disponibili sulla rete. Nel caso dei Play:5 abbiamo gradito il semplice equalizzatore a tre bande, la possibilità di impostare il livello di sorgente line-in (al livello di default si sentiva costantemente del rumore bianco ma una volta impostato su livello 8 – PC è scomparso immediatamente). Insomma, questi Play:5 sono facili e veloci da impostare ma possono essere davvero customizzati a puntino. Al punto di disattivare i led di stato se vogliamo (utile se li teniamo in una stanza da letto per esempio).

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Per favore, lasciatemeliiiiiiiih!

Tutto fantastico in questi Play:5? Beh, qualitativamente sì. Suonano da dio per la dimensione che hanno. La loro versatilità ne fa degli ottimi compagni multimediali: con un semplice clic li possiamo usare come altoparlanti PC, TV, console o DVD/bluray e tramite smartphone possiamo ascoltare musica. Il setup è facile e veloce. Il design ci piace tantissimo. Allora, dove sta l’inghippo? Beh, costano cari, molto molto cari. Un singolo Play:5 costa, ad oggi, 569 franchi svizzeri. Calcolate che per godere appieno di questi device, la coppia si impone, il prezzo supera ampiamente la soglia dei 1000 franchi. Un costo importante. Però la qualità sonora c’è e, unita al design e alle features via app, ne fanno un prodotto vincente, se abbiamo qualche risparmio da spendere. Per quanto ci riguarda, presto ne saremo brutalmente privati e torneremo alla nostra vita da speaker integrati nel monitor, sigh 🙁

 

 

Ci piace

  • Design
  • Qualità sonora
  • Versatilità

Non ci piace

  • Prezzo
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.