Samsung Soundbar QS90H
✓ Cosa ci piace
- 🟢 Bassi integrati devastanti
- 🟢 Design convertibile intelligente
- 🟢 Supporto codec audio completo
✕ Cosa non ci piace
- 🔴 Niente porte HDMI 2.1
- 🔴 Effetti posteriori limitati
- 🔴 Mancanza display frontale
Ma ve lo ricordate il tempo in cui le soundbar erano esattamente quello che prometteva il nome, ovvero un singolo parallelepipedo grigio da schiaffare sotto il televisore per non sentire gracchiare i piccoli altoparlanti integrati, e finiva lì. Poi il mercato è impazzito, e per avere un briciolo di immersione ci siamo ritrovati i salotti invasi da subwoofer cubici grossi come lavatrici e altoparlanti wireless (ma con cavi della corrente ovunque), il tutto per inseguire il sacro graal del Dolby Atmos. Sonos ha fatto fortuna proprio su questo, eliminando il disordine con tubi sonori all-in-one capaci di suonare decentemente anche da soli.

Samsung, che da anni domina la fascia altissima con i bestioni multi-componente della serie Q990, ha deciso che era il momento di invadere lo stesso territorio. Ecco, quindi, la nuova Samsung HW-QS90H, una soundbar standalone nata con un unico obiettivo, infilare i bassi profondi dei suoi sistemi premium dentro a un unico blocco, senza sub esterni tra i piedi. Un prodotto che casca a fagiolo, soprattutto considerando che la stazza microscopica dei trasduttori integrati nella splendida TV OLED S99H che abbiamo recensito in questi giorni restituiva esplosioni un po’ secche, lasciando un disperato bisogno di una spinta in più sulle frequenze basse.

Pump da bass
A livello hardware i tecnici coreani non sono andati tanto per il sottile, infilando in una scocca spessa 6,8 centimetri e lunga ben 124 centimetri (perfetta per stare sotto un 65 pollici come la S99H) la bellezza di 13 driver complessivi. La configurazione è una 7.1.2 nativa. La parte del leone la fa il sistema Quad Bass Woofer, quattro altoparlanti dedicati alle basse frequenze posizionati in modo speculare, due spingono l’aria verso l’alto e due verso il basso, studiati appositamente per scendere fino a una frequenza dichiarata di 38Hz senza far vibrare il telaio in modo molesto. Il resto del cabinet ospita nove driver a banda larga per gestire il canale centrale, i canali destro e sinistro e i surround laterali, supportati da due trasduttori orientati verso il soffitto per gli effetti verticali dell’Atmos. Il cervello che muove questa orchestra è il chip AI Adaptive Sound, supportato dal sistema di calibrazione ambientale SpaceFit Sound Pro. Sul fronte delle connessioni troviamo un ingresso eARC per il collegamento diretto al TV e un ingresso HDMI secondario.

Purtroppo, e qui a noi nerd si storce un po’ il naso, non si tratta di porte HDMI 2.1, il che significa che scordatevi il passthrough di funzioni cruciali come il VRR o il 4K a 120Hz se ci collegate una console di ultima generazione come Xbox Series X o PS5. Il supporto ai formati è invece completissimo, con Dolby Atmos, DTS:X, DTS-HD Master Audio e persino il nuovo formato Eclipsa Audio sviluppato in collaborazione con Google.

Design sobrio
Esteticamente la barra ha una forma a mattoncino piuttosto squadrata che urla minimalismo industriale da ogni poro, ma Samsung ha voluto dare un tocco di carattere inserendo sulla parte superiore due sottili inserti in plastica marrone che simulano le venature del legno, un dettaglio che pulisce la linea generale. Sul frontale non c’è un vero display alfanumerico per le scritte, sostituito da una fila di LED che si illuminano a scorrimento e da una voce guida che vi comunica il cambio di sorgente ogni volta che premete un tasto. La vera genialità ereditata dal passato è però il Convertible Fit Design, all’interno della scocca è integrato un giroscopio che capisce se la soundbar è appoggiata sul mobile o se è stata ruotata di novanta gradi per essere appesa alla parete.

In base alla posizione, il DSP riassegna i compiti ai driver, invertendo la funzione dei diffusori frontali con quelli verticali per mantenere intatta la resa tridimensionale. Se avete un televisore Samsung recente come l’S99H OLED citato in apertura, potete attivare la modalità Q-Symphony per far lavorare gli altoparlanti della TV insieme alla barra, anche se nei nostri test abbiamo preferito escludere i trasduttori del televisore per non sporcare l’ottima pulizia della QS90H. C’è anche la connettività Wi-Fi integrata con supporto a Spotify Connect, Tidal Connect, Chromecast e Roon Ready, oltre alla compatibilità con l’applicazione Samsung Sound, che è decisamente più snella e reattiva rispetto al vecchio SmartThings aziendale.

Ascoltiamola
Messa alla frusta nel nostro salotto test improvvisato (aka, lo studio col tavolino orrendo), la QS90H dimostra subito di avere un carattere decisamente propenso alla teatralità e al cinema. Abbiamo fatto girare la famigerata scena del blackout all’inizio di Blade Runner 2049, un passaggio che tradizionalmente fa sputare i polmoni a qualsiasi diffusore sprovvisto di subwoofer dedicato. La soundbar ha incassato il colpo senza battere ciglio, i quattro woofer integrati spingono le frequenze basse con una cattiveria inaspettata per un corpo così compatto, senza distorcere o gracchiare anche a volumi che rischiano di far bussare i vicini alla porta. La spazialità frontale è enorme, con i suoni che si muovono lungo la parete con ottima precisione.

Guardando i documentari, il boato delle balene che rompono la superficie dell’acqua ha una fisicità tangibile, accompagnato da una pioggia che sembra cadere davvero sopra la testa grazie all’ottimo lavoro dei driver da soffitto. Nelle sessioni di gioco con Forza Horizon 5 (avviato stavolta dal nostro PC principale con la RTX 3090) il rombo dei motori a dodici cilindri è corposo e profondo, ben separato dai dialoghi che restano sempre intelligibili. C’è da dire che la virtualizzazione posteriore non fa miracoli, gli effetti che dovrebbero arrivare da dietro le spalle risultano inevitabilmente frontali o al massimo laterali. Con la musica la soundbar si comporta bene, specialmente con i brani in Dolby Atmos, anche se la taratura standard tende a privilegiare fin troppo i bassi, costringendoci a entrare nell’equalizzatore manuale dell’applicazione per dare una sfoltita alla fascia bassa e ridare respiro a archi e chitarre acustiche.

Bottom line
La Samsung HW-QS90H è la risposta molto soddisfacente per chi vuole un audio cinematografico, potente e ricco di punch senza l’ingombro di un sistema surround completo o di un subwoofer a pavimento. Con un prezzo di listino che si aggira intorno ai 900 franchi, si posiziona come una validissima alternativa a Sonos per tutti i possessori di TV Samsung che vogliono sfruttare le feature dell’ecosistema coreano. Il mancato supporto all’HDMI 2.1 farà storcere il naso ai videogiocatori più oltranzisti che volevano usarla come pass-through per la console, ma se cercate pulizia estetica e bassi ben presenti in un unico pezzo, la caccia è finita.

