Samsung Gear S3

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Samsung Gear S3

Gli smartwatch sono ancora considerati un lusso poco più che inutile. In effetti, tra limitazioni di autonomia, la necessità di stare connessi ad uno smartphone, il peso, la dimensione e via dicendo non li rendono molto appetibili al grande pubblico. Certo, Apple è riuscita a vendere una marea di Apple Watch ad altrettanti fanboy ma, a ben vedere, non è che nemmeno il marchio della mela abbia fatto miracoli in termini di prodotto in sé. Samsung, dal canto suo, continua per la sua strada e ci propone per questa fine 2016 il Gear S3 Classic e il Gear S3 Frontier. Abbiamo provato quest’ultimo per voi!

 

 

Senza frontiere

Uno smartwatch è una strana bestia di solito. Serve a sapere l’ora (duh!), a controllare velocemente le notifiche arrivate sul cellulare, a cambiare canzone sul vostro media player preferito e a tenere traccia di corsette e allenamenti vari. Tanto? Beh, dipende. Chi scrive possiede un Motorola moto 360 (versione 2). Bello il design, sufficiente l’autonomia, poco utile realmente. Quando Samsung ci ha inviato il Gear S3 mi aspettavo un’esperienza d’utilizzo simile. Android Wear, sistema operativo del moto 360, è limitato ed è basato su alcune scelte di design piuttosto discutibili. Samsung ha scelto di fare le cose diversamente. Ma, come sempre, cerchiamo di andare con ordine.

L’S3 Frontier è la versione sportiva, a cui va contrapposta la versione classic dal design più… beh, classico! Le dimensioni sono 49 x 46 x 12,9 millimetri per 63 grammi di peso. Il corpo è in acciaio inossidabile, il cinturino in gomma. L’orologio è certificato IP68, resistente a polvere ed acqua fino ad un metro e mezzo per 30 minuti. Lo schermo è Super AMOLED, capacitivo, da 1.3 pollici con risoluzione 360×360 (circa 278 ppi). Lo schermo è protetto da un Corning Gorilla Glass SR+. Il tutto basato sulla piattaforma Tinzen 2.3.2, un chipset Exynos 7270 con CPU dual-core da 1GHz. La memoria interna è di 4GB e può contenere app, musica e fotografie. L’S3 comunica con noi tramite vibrazione e uno speaker interno mentre comunica col mondo tramite Wi-Fi 802.11 b/g/b e bluetooth 4.2. Ha pure il supporto GPS e GLONASS, NFC, sensori quali accelerometro, giroscopio, sensore per il battito cardiaco e barometro. Per finire la batteria è da 380 mAh. Ora capiamo perché questo arnese è spesso quasi 13 millimetri!

Questione di polso

Il Gear S3 Frontier è uno smartwatch ingombrante e ci vorrà parecchio tempo prima che vi “dimentichiate di averlo al polso”. E ve lo dice una persona abituata ad indossare un altro smartwatch piuttosto grande. Più pesante del tipico orologio, è una presenza prominente. Il design della versione sportiva non è male, coi due tasti principali che sporgono meno dal corpo dell’orologio rispetto alla versione classica (che però, per finire, ci piace di più). Decisamente si tratta di un orologio più indirizzato al pubblico maschile, specialmente rispetto al Gear S2 che aveva linee più sottili e female-friendly. Nella scatola troviamo due cinturini in gomma, uno corto e uno lungo, per adattarsi meglio al polso dell’utente. Non dovessero piacervi però, è anche possibile sostituirli con qualsiasi altro cinturino visto che Samsung, saggiamente, ha optato per una compatibilità con cinturini di terze parti.

L’interazione con l’S3 si fa in tre modi principalmente: tramite il touch screen, i tasti e la ghiera girevole. Lo schermo è luminoso, visibile anche in pieno sole. La tecnologia AMOLED non solo consuma meno energia di altre ma offre colori ricchi e vibranti. I due tasti laterali servono principalmente ad aprire il menu principale e a tornare alla home (ovvero al quadrante). Ma quello che separa enormemente l’S3 dal mio moto 360 è la ghiera girevole. Basta ruotarla per scorrere rapidamente e con grande precisione tra i vari menu del sistema operativo, controllare le notifiche, scorrere elenchi e via dicendo. Funziona benissimo ed è, senza ombra di dubbio, uno dei punti principali di questo smartwatch. Tinzen, il sistema operativo scelto da Samsung, praticamente vola su questo device e fa un ottimo uso della ghiera. A livello di interazione, siamo davvero impressionati da questo sistema che risulta decisamente migliore rispetto alle gestures di Android Wear e alle bolle di Apple Watch. Non che non ci siano swipe e touch gestures, ma sono comode perché non devono gestire completamente l’interfaccia, venendo usate solo quando uno scorrimento orizzontale o verticale non è adatto all’occasione. L’utilizzo di Tinzen però significa che molte app Android compatibili con altri smartwatch, qui semplicemente non si auto installeranno. Ad esempio non c’è un’icona dedicata a Spotify anche se in effetti può essere controllato passando dall’app Lettore Musicale. Runtastic invece non è supportato, mentre l’applicazione S Health sì (è pur sempre fatta da Samsung). Insomma, usare Tinzen permette una customizzazione completa ma significa anche rinunciare alla compatibilità totale con le app sviluppate per Android (Samsung comunque assicura che nello store ci sono almeno 10’000 app compatibili).

Mi sento James Bond

Sicuramente una delle features che mi ha impressionato positivamente è la possibilità di telefonare con l’S3. L’altoparlante è forte e chiaro, il microfono di buona qualità (nessuno si è accorto di parlare attraverso uno smartwatch durante una telefonata). Leggere le notifiche è finalmente comodo e non dobbiamo per forza levare lo smartphone dalla tasca, nemmeno per rispondere (è anche possibile usare la tastiera, che pur non essendo comoda a volte è una scelta giustificabile). Molto più del Moto 360, l’S3 è un vero centro di controllo del vostro smartphone, perfettamente in grado di mostrare messaggi, notifiche e perfino fotografie senza fatica.

Passiamo alla batteria: normalmente lo smartwatch classico dura un paio di giorni, al massimo. L’S3 è stato, ancora una volta, una sorpresa. Usandolo medio-intensamente siamo arrivati effettivamente a tre giorni ma se lo usiamo come orologio e basta la durata è molto più sostanziosa. Lasciandolo sulla scrivania, tranquillo, senza toccarlo è arrivato a sfiorare i 5 giorni. Ovvio, non serve a niente abbandonato a sé stesso su un tavolo, ma era tanto per sapere. Insomma, non è una carica che dura settimane ma a livello di autonomia siamo pienamente soddisfatti.

Concludiamo

Uno smartwatch rimane un lusso secondo noi, un oggetto del desiderio più che una reale necessità. Una volta che ne abbiamo uno al polso è sicuramente più pratico e rapido di prendere il telefono in mano ma non la definiremmo una necessità. L’S3, sia Classic che Frontier, è un buon smartwatch. Ottima autonomia, usabilità molto sopra la norma, zeppo di sensori e features. La dimensione frena il nostro entusiasmo: è grande e pesante e lo raccomandiamo principalmente a persone con braccia grandi abbastanza da reggerlo (non ce lo vediamo per niente su un esile polso da damigella insomma…). Il prezzo è un altro motivo per gelare gli entusiasmi: 429 franchi svizzeri per entrambe le versioni!

Insomma, se la spesa e la dimensione non vi spaventano, questo S3 è uno dei migliori smartwatch in circolazione, per ora.

 

Ci piace

  • Ghiera girevole
  • Schermo
  • Autonomia

Non ci piace

  • Prezzo
  • Non tutte le app sono compatibili
  • Dimensione e peso non adatti a tutti i polsi
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.