Predator G6

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Predator G6

L’abbiamo visto alla Gamescom dell’anno scorso. L’abbiamo aspettato per mesi e mesi e finalmente, dico, finalmente abbiamo avuto un po’ di tempo da soli con il Predator G6 di Acer. Un PC da gaming di alta gamma, VR ready e dotato di tutti i confort. Dopo un paio di settimane e parecchi giochi, siamo pronti per parlarvene.

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Soluzione unica

Creare una macchina da gaming non è un esercizio facile. Molti di noi preferiscono selezionare i pezzi uno ad uno e assemblarli personalmente. Non tutti i gamer però vogliono passare una settimana a leggere recensioni di mille componenti diversi, selezionarli, acquistarli, assemblarli e spendere altre 6 ore a installare sistemi operativi e perdersi in troubleshooting perché, ovviamente, non funziona mai tutto la prima volta. Ecco che marche come Acer pensano bene di fornire un sistema unico, pronto e funzionante. Il Predator G6 nasce proprio per gente esigente ma non molto dell’idea di assemblare un PC. Disponibile in diverse varianti, il modello da noi testato è dotato di un Intel i7-6600K, 16 GB di RAM DDR4 2100 MHz, una Nvidia GTX 970, un lettore DVD e due dischi per l’archiviazione, un SSD da 256 GB e uno tradizionale da 1TB. Diverse varianti prevedono diverse configurazioni, sia per quanto riguarda le CPU, GPU e accessori. La versione più potente per esempio propone sempre lo stesso i7-6600K ma con una Nvidia Geforce GTX 980 Ti e 64GB di RAM DDR4, sempre da 2133 MHz. Un po’ di scalabilità che non fa male al vostro borsellino di certo!

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Aggressivissimo oh!

Quale che sia l’interno del G6, l’esterno è estremamente aggressivo. Come vedete dalle immagini, il case è ricoperto da dure scaglie di plastica e da luci led rosse. Non fatevi ingannare però dal design apparentemente monolitico perché sul davanti troviamo diversi slot nascosti. Il primo racchiude il lettore ottico, una semplice pressione sul pannello rivela il carrellino per i dischi. Subito sotto troviamo un carrellino per un drive SATA da 2.5 pollici. Acer non raccomanda di fare hot swap con l’eventuale disco che sceglierete di inserire in questo slot ma in fondo la scelta ricade sull’utente finale. Subito sotto troviamo due porte USB 3.0, un lettore per carte SD e due jack audio, uno per cuffie e uno per microfono. Piccola chicca, pochi cm sotto un’estensione plastica fuoriesce dal case e permette di appendere il vostro headset da gaming preferito. È un dettaglio ma sorprendentemente utile una volta che ci facciamo l’abitudine! Come vedete comunque il design scelto da Acer non è sobrio affatto. D’altra parte se vogliamo un PC che si chiama Predator un pizzico d’aggressività lo vogliamo! Va moltissimo a gusti e ammetto che non sono molto un fan, ma d’altra parte il mio di PC è racchiuso in un case NZXT H440, il massimo del minimalismo possibile. Ad ogni bon conto, preparate un po’ di posto e un tavolo robusto visto che il G6 pesa sui 15Kg, non proprio un peso piuma. Il resto dei connettori del G6 si trovano sul retro e comprendono sei porte USB 3.0, due porte USB 2.0, HDMI, due DVI e una DisplayPort e connettore ethernet. Ovviamente è anche inclusa una scheda 802.11ac per la connettività wifi. Non ho provato ad aprire il case ma so che contiene una piccola scheda micro-ATX che preclude l’inserimento di una seconda GPU. Un po’ peccato perché un PC da gaming a mio modesto modo di vedere dovrebbe essere aggiornabile a piacimento…

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Performances

Abbiamo usato il G6 per recensire Doom, Overwatch e il DLC di The Witcher 3 intitolato Blood and Wine. L’abbiamo accoppiato con lo schermo Predator X34 (leggetene qui) e bisogna dire da subito che questa configurazione non è adatta a giocare a risoluzioni maggiori dei 1080p. La limitazione è la GPU, una GTX 970 è perfettamente adatta a giocare senza pensieri in Full HD, ma se volete davvero puntare al gaming in 4K serve più potenza. Acer ha pensato di sfruttare le capacità di overclock dei processori Skylake di Intel mettendo un bel bottone sul case con la scritta Turbo. Premendolo il sistema overclocka la CPU per fornire prestazioni maggiori. Dal momento che non ci piace fornire cifre a caso basate su bechmark sintentici, abbiamo favorito un approccio più da mondo reale. Tuttavia, giusto per accontentarvi, aggiungiamo anche anche i risultati di Geekbench e 3DMark Fire Strike.

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Ma passiamo ora alle prestazioni di vita vissuta, che sono poi quelle che contano davvero. Come detto, ci siamo concentrati su Doom, Overwatch e The Wicher 3, che abbiamo testato con la modalità turbo attivata. Acer ce la offre, non dobbiamo preoccuparci di invalidare la garanzia. Non ha senso disattivarla durante qualsiasi gioco, giusto?
Cominciamo proprio dallo shooter di Id Software. Abbiamo provato sempre lo stesso livello, Santuario Kadingir con risoluzioni 3440×1440 e 1920×1080 con diverse impostazioni di qualità. Abbiamo disattivato il V-Sync e G-Sync per avere il massimo di FPS possibili.

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Prestazioni ragguardevoli anche se la GPU, sia a qualità ultra che bassa, mostra il fianco alla risoluzione elevatissima. Doom però supporta splendidamente l’aspect ratio 21:9 ed è quindi un peccato scendere a FullHD.

Lo shooter di Blizzard, Overwatch, è un gioco meno goloso in fatto di potenza bruta. Molto scalabile in fatto di requisiti minimi, sul G6 risplende. Il titolo non supporta i 21:9 e quindi abbiamo optato per le bande nere, al fine di evitare orrende distorsioni dell’immagine

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La variazione tra 3440×1440 e 1920×1080 è molta e ancora una volta il limite è la GTX 970. A questo punto meglio attivare il vertical sync, tenere il FullHD e godere di un framerate granitico a 60 FPS per evitare qualsiasi incertezza di mira (anche se le hitbox in questo gioco sono assai generose).

Per finire abbiamo The Witcher 3. Dato che il titolo di CD Projekt Red è noto per avere performances molto altalenanti, diverse da zona a zona, abbiamo scelto di fare i nostri test al castello di Toussaint. Il motivo? Semplicemente perché è una zona magnifica e che offre una distanza di visuale impareggiabile a 360 gradi. Quale luogo migliore per valutare gli impatti sulle performaces?! Come bonus ho aggiunto le impostazioni consigliate da Nvidia (tutto ultra tranne l’acqua, su basso, e la vegetazione su alto).

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Visto che, come per Overwatch, anche The Witcher 3 non funziona perfettamente a 21:9, la scelta più saggia è restare sul FullHD. Non ci avviciniamo al santo Graal dei 60 FPS ma il titolo è talmente bello visivamente che sarebbe un peccato privarsi di tanta bellezza per qualche frame in più. Una volta settato il frame limit a 30, l’esperienza è senza intoppi.

Insomma, la robusta configurazione hardware del G6 permette di giocare senza troppi pensieri in FullHD ma non è adatta al 4K. Se davvero vogliamo investire in un PC da gaming serio, io consiglierei una 980 o una 980 Ti (niente schede Radeon per questo modello, mi spiace). La GTX 970 del modello testato è un compromesso che non andrebbe fatto a nostro modo di vedere.

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Accessori

Il G6 è arrivato accompagnato da una tastiera e un mouse di Steelseries. Il mouse, modello Sensei Raw, non ha nulla di particolare, anche se ho apprezzato sia la leggerezza che la texture plastica. La tastiera è una Apex Raw e offre alcune features interessanti come 12 tasti macro e 5 tasti modificatori. Pur essendo una tastiera a membrana la comodità c’è anche se il tasto spazio mi ha lasciato perplesso (lungo la metà del solito ma largo il doppio). Entrambe le periferiche sono retroilluminate. Non sono forse il top del top ma è un’aggiunta sensata che di sicuro farà piacere agli acquirenti di un G6.

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Qualche incertezza

Il G6 viene venduto con Windows 10 Home. Dopo i soliti aggiornamenti ho però notato qualche problemino. Probabilmente perché la mia versione di test ha girato le redazioni di mezza Svizzera. Nulla di grave se non fosse per un fastidiosissimo problema legato all’overclock. Spesso sono incappato nei classici freeze da oveclock andato a finire male, con blocchi di sistema, bluescreen e riavvii. Magari non è un problema enorme (pur fastidiosissimo) nei giochi offline, ma durante i match di Overwatch è effettivamente un gran problema. Il PC ha avuto anche reboot spontanei restandosene semplicemente fermo al desktop. Non so dire se è un problema software o hardware. Sono convinto che Acer non venda dei PC che crashano da soli se li usiamo normalmente e tendo a attribuire i miei problemi ai chilometri e alle ripetute recensioni fatte da altri su questa macchina. Non potevo comunque non citare questo fatto.

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Un bel bestione

Questo G6 ha soddisfatto le mie esigenze di gamer. Se “ci accontentiamo” di giocare in FullHD le performances raramente deludono e pur non permettendoci di spingere tutto su Ultra senza problemi rimane una macchina potente. Il design piacerà a molti e non piacerà ad altri ma il PC è robusto e dotato di accessori e soluzioni interessanti. Ancora una volta, io prediligerei una GTX 980 assieme al resto dei componenti che sono comunque di prima scelta. È tutta una questione di prezzo perché troviamo modelli da 1550 CHF fino a 2200 CHF. A voi la scelta!

 

Ci piace

  • Features hardware
  • Overclock semplice
  • Robusto

Non ci piace

  • Freeze di sistema
  • Design non per tutti i gusti
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.