Nest Doorbell (a batteria)

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Nest Doorbell (a batteria)

Dall’acquisizione da parte di Google di Nest, abbiamo visto un’interessante impulsione nel rilascio di nuovi prodotti.

È il caso del nuovo campanello, che Google chiama Nest Doorbell (a batteria), dotato di parecchie funzioni smart: conversazione bidirezionale, risoluzione ad alta definizione, un campo visivo di 145 gradi con un rapporto di aspetto 3:4, avvisi intelligenti, riconoscimento facciale e altre cosucce sfiziose.

Il campanello del futuro!

Doorbell è un device dal design interessante e piuttosto novello quando pensiamo a quello che è effettivamente. Dalle dimensioni 160×46 millimetri, profondo 24.1 e dal peso di 206 grammi, ha una forma allungata che si discosta dalla forma del solito campanello di casa. Esiste solamente in colore bianco ghiaccio e si contraddistingue per due zone cose: l’occhio vigile della fotocamera HD (960×1280 @30fps con supporto a HDR e codifica H.264) e da un pulsante per suonare il campanello circondato da un anello luminoso bianco a LED. La camera ha un sensore a colori da 1/3” da 1.3 megapixel con zoom digitale fino a 6x e, come detto, proporzioni 3:4 per una più ampia zona visibile (145 gradi, come detto in apertura).

Lo scopo di Doorbell non è fare i selfie ad alta qualità ma di permettere di vedere chiaramente e il più possibile cosa succede attorno alla porta di casa nostra in fondo. Come potete facilmente immaginare, è anche dotata di una modalità visione notturna, esattamente come l’altro prodotto della gamma Nest che abbiamo testato di recente, la Nest Cam. Il campo di visione non è estremo, 3 metri garantiti dai 4 LED IR inseriti nel device, ma d’altra parte è un campanello e non una vera security cam. Doorbell può funzionare in due diverse modalità di alimentazione: a batteria o cablato. Il vantaggio dell’uso a batteria è che non dobbiamo avere alcuna infrastruttura preesistente: niente cavi o montaggi complicati. Lo svantaggio è che ha un’autonomia limitata. Stando a Google, l’autonomia è di un mese circa con dalle 25 alle 30 registrazioni al giorno e fino a 6 mesi se ne abbiamo dalle 2 a 5. Molto dipenderà dunque da dove installerete Doorbell e da quanto via vai dovrà registrare. La ricarica comunque richiede circa 5 ore con un caricatore da 7.5W (che però dovrete procurarvi a parte, nella confezione non c’è). Ma se avete già un sistema di campanello vecchio stile (al 90%, sarà il caso) potete usare l’installazione che già avete. In particolar modo, Doorbell può usare sistemi che variano da 8 a 24 V e installazioni per campanelli sia elettrici che meccanici (insomma, campanelle e buzzer).

La difficoltà di installazione non è eccessiva ma è comunque bene seguire la guida fornita in modo da identificare con precisione quale sistema abbiamo a disposizione prima di metterci a tagliuzzare cavi. Se decidiamo di usare i cavi già esistenti potremo mantenere la funzionalità del campanello esistente, in aggiunta a tutte le funzioni smart di Doorbell. Per finire, alcuni dettagli importanti. Il device è resistente all’acqua IP54 e funziona tra -20 e 40 gradi e necessita un access point 802.11b/g/n (da 2,4GHz insomma) con crittografia fino a WPA3. Supporta anche Bluetooth BLE per il setup. Come per Nest Cam, Doorbell integra soluzioni di sicurezza come la crittografia AES a 128 bit e funzionalità di machine learning per effettuare in locale alcune operazioni su dati sensibili, come il riconoscimento dei volti.

Montaggio

Il sistema di montaggio, l’abbiamo visto nel paragrafo precedente, può variare da semplicissimo a mediamente complesso. Nella confezione troviamo praticamente tutto il necessario: piastra base, viti, tasselli, basi, connettori, cavi di ricarica… quello che manca è il trapano per fare i buchi nel muro e il caricatore (ma in sé qualsiasi caricatore USB andrà bene). Nel nostro caso abbiamo finito per optare per una installazione senza cavi, visto che la redazione si trova in un condominio. Abbiamo rimandato a lungo la recensione sperando di poterlo installare in un setup più permanente, su una casa unifamiliare, ma le condizioni si sono rivelate fin troppo muffe e umide per fare qualcosa di sensato senza distruggere orribilmente Doorbell (che comunque costa 200CHF!). Insomma, si è trattato di fare un paio di buchi, fissare piastra e Doorbell e siamo pronti per partire. L’installazione è semplice, a patto che abbiamo una buona connettività wireless. Abbiamo, ancora una volta, sfruttato con grande piacere i Google Wi-Fi che ci sono stati forniti e la procedura è assai rapida. Basta aprire l’app Google Home e seguire la procedura guidata. Una volta fatto, otterremo una notifica quando qualcuno suonerà alla porta su tutti i device collegati.

Insomma, non c’è un vero modo migliore per installare il device quanto piuttosto una soluzione migliore in base a cosa avete già. Non è affatto un difetto ma piuttosto un vantaggio perché quando si tratta di infrastrutture esistenti, diventa assai complicato apportare modifiche troppo invasive. L’approccio scelto è insomma quello giusto: fornire all’utente un’ampia gamma di possibilità per il maggior numero di casi.

No, da noi c’è solo bianca

Io sono Visione

Doorbell, come Nest Cam, funziona sia senza abbonamento che con. Avremo bisogno di un abbonamento per il riconoscimento facciale ma non per le notifiche specifiche per persone, veicoli, pacchi e animali. Ci sono una serie di opzioni extra chiamate Nest Aware e Aware Plus (rispettivamente da 6 e 12 CHF al mese) che offrono una cronologia eventi tra 30 e 60 giorni), la possibilità di salvare estratti video, allerte speciali. La realtà delle cose è che un abbonamento Aware sarà quasi obbligatorio, visto che nel tier gratis abbiamo 3 ore di clip salvate sul cloud mentre in quello da 6 CHF siamo a 30 giorni: non saremo obbligati a scaricare una clip subito ma potremo farlo con comodo entro un mese dall’evento. Le automazioni di Aware, in particolar modo il riconoscimento facciale, sono fatte sul device e non sui server di Google. Stando a Google, la privacy è uno dei focus di Doorbell e i dati sono criptati durante il trasferimento tra la nostra rete e i server Nest. Tutta l’IA è fatta allora in locale ed è per questo motivo che sono state aggiunte funzioni di processing avanzate, esattamente come in Nest Cam.

Le istruzioni sono semplici da seguire e piuttosto esaustive

L’uso di Doorbell è intuitivo e, specialmente, il più automatizzato possibile. Quando qualcuno suona il campanello, riceviamo una notifica sullo smarphone o tablet ma anche su device come Nest Hub, nel quale possiamo vedere il video in diretta e parlare con la persona alla porta. E la scelta dell’aspect ratio verticale, sebbene non offra un fish eye enorme (che comunque finisce sempre per distorcere troppo la visione) permette di vedere una persona per intero anche se è molto vicina al campanello. Perderemo un po’ in ampiezza laterale ma è un sacrificio che valeva la pena di fare a nostro modo di vedere. La reattività è buona, entro 5 e i 10 secondi da quando qualcuno suona il campanello potremo essere in comunicazione, sempre che siamo a portata di smartphone. E la cosa forse più interessante è che potremo ricevere allerte se chi suona sta trasportando un pacco (o se l’ha lasciato davanti alla porta) in modo da agire di conseguenza.

In un epoca di acquisti online compulsivi, si tratta di una funzione assai utile. Possiamo anche mandare messaggi automatici, come ad esempio dire alla persona di lasciare il pacco davanti alla porta. E ovviamente se optiamo per il riconoscimento facciale, saremo avvisati da qualsiasi Google Nest o Nest Hub di chi esattamente si trova alla porta, nel caso che quella persona sia stata salvata in passato nella memoria di Doorbell.

Un simpatico Dave postino

Insomma, la compro?

Beh, come sempre, non tutto è esattamente perfetto. Per cominciare il prezzo è parecchio elevato, specialmente se consideriamo che per avere tutte le funzioni premium (30 giorni di registrazioni e face detection) dobbiamo pagare un abbonamento che parte da 6CHF al mese. L’installazione può essere facile o meno e questo dipende interamente da voi e non da Google. Considerate anche che questo prodotto è adatto ad una casa e non va bene in un palazzo di appartamenti. Certo, se abitate al primo piano o al pian terreno magari avrete abbastanza copertura wireless per piazzare lo stesso Doorbell all’entrata ma poi come integrarlo con la serie di campanelli esistenti? E se lo mettiamo sul pianerottolo, che senso ha visto che a sto punto possiamo usare lo spioncino nella porta (senza contare che i vicini potrebbero non apprezzare una camera puntata sulle scale). In più abbiamo notato che Doorbell comincia a filmare solo quando qualcuno suona e non qualche secondo prima, perdendosi parte dell’azione (come ad esempio, un pacco lasciato di fretta davanti a casa).

Insomma, da un lato siamo assai impressionati dal design e dalle funzioni di Doorbell: è facile da usare, potenzialmente facile da installare e offre features intelligenti che apprezziamo. Dall’altro, è un prodotto quasi di nicchia, visto che o abitate in una casa vostra (o in affitto, ma insomma, una casa e non un palazzo) oppure probabilmente non potrete davvero usarlo. Non è colpa di Google per carità, visto che certi limiti sono difficili da superare, eppure rimane peccato perché sarebbe bello poterla usare in ogni situazione. Se avete un posto adatto dove installarla e il prezzo non vi spaventa, a nostro modo di vedere ne rimarrete assai soddisfatti. Per tutti gli altri… continuate ad usare l’orrendo citofono.

Ci piace

  • Versatile
  • Semplice da usare
  • Design

Non ci piace

  • Realisticamente, solo se abitate in casa
  • Prezzo di Nest Aware

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

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