Stiamo vivendo in un periodo decisamente particolare per quanto riguarda il mercato degli indossabili, una transizione bizzarra dove i vari produttori cercano disperatamente di attirare la nostra attenzione o, al contrario, tentano la carta di un minimalismo quasi ascetico per farci staccare una volta per tutte dagli schermi.

In questo panorama dominato da notifiche perennemente accese che ci vibrano sul polso con l’ansia di un manager del Credit Suisse poco prima delle cattive notizie, Google ha deciso di lanciare un salvagente per la nostra salute mentale con Fitbit Air. Annunciato ufficialmente questo mese, questo piccolo oggettino si presenta sul mercato con una filosofia che definiremmo del dispositivo stealth, un vero e proprio controtendenza tecnologico nato per contrastare l’overdose da display.

L’idea di fondo non è quella di sostituire in tutto e per tutto il vostro smartwatch premium o il fidatissimo orologio che tenete per le grandi occasioni, quanto piuttosto quella di posizionarsi come un monitor invisibile che raccoglie dati in background lasciando che sia lo smartphone a fare il lavoro sporco. Si tratta di una scommessa intrigante per il colosso di Mountain View, che cerca di intercettare tutti quegli utenti stufi di avere l’ennesimo display luminoso perennemente appiccicato addosso (e che magari cercano solo un po’ di tranquillità digitale) ma che non vogliono assolutamente rinunciare a tracciare i propri parametri vitali a un prezzo competitivo.

Sotto il cofanino
Sotto la scocca del Fitbit Air non troverete circuiti miracolosi o componenti mai visti, ma una sapiente ingegnerizzazione di sensori collaudati racchiusi in un guscio ridotto al massimo che riprende l’ottima base hardware dei tracker tradizionali del brand. Il cuore pulsante del dispositivo è un piccolo nucleo plastico realizzato in policarbonato riciclato e plastiche speciali che pesa solo 5.2 grammi da solo. All’interno di questo minuscolo guscio troviamo un accelerometro a tre assi accoppiato a un giroscopio, un motore di vibrazione lineare per le sveglie silenziose, un sensore per la temperatura cutanea e il classico array ottico per il battito cardiaco, arricchito da diodi rossi e infrarossi per il monitoraggio della saturazione dell’ossigeno nel sangue.

Manca del tutto un chip GPS integrato (scelta obbligata per mantenere il peso piuma e non prosciugare la cella energetica) il che significa che il tracciamento dei percorsi outdoor dipenderà interamente dal posizionamento condiviso del vostro smartphone. La connettività è affidata a un modulo Bluetooth che memorizza i dati dei movimenti per una settimana, mentre l’impermeabilità è garantita fino a 50 metri di profondità, rendendolo perfetto per sopravvivere a sessioni di nuoto intensivo o a banali incidenti nella vasca da bagno.

E che cosa fa?
L’estetica del Fitbit Air è l’esaltazione dell’anonimato visivo, una scelta che approviamo senza riserve. Una volta indossato con il bracciale in tessuto “Performance” incluso nella confezione base, l’ergonomia si rivela semplicemente spettacolare, al punto che ci si dimentica della sua esistenza nel giro di dieci minuti e l’abbiamo trovato comodissimo anche dopo un uso prolungato, perfetto per essere tenuto al polso ventiquattro ore su ventiquattro senza alcuna irritazione. Il cinturino è morbido e non stringe (anche se la chiusura sopra il polso richiede una minima coordinazione motoria i primi giorni), ma fate attenzione se decidete di usarlo sotto la doccia o per lavarlo, perché il tessuto trattiene l’umidità peggio di una spugna e vi ritroverete la manica bagnata per ore.

Per interagire con l’hardware l’unico modo è un deciso doppio tocco sulla superficie che fa accendere un minuscolo LED laterale per verificare lo stato della batteria. Il vero tallone d’Achille della dotazione fisica è il caricatore magnetico proprietario, l’ennesimo cavo bizzarro da aggiungere al cassetto dei cavi dimenticati che spezza l’unificazione dello standard universale, ma capiamo che per un device così minuscolo inserire una porta standard fosse ingegneristicamente impossibile. Peccato poi per l’esperienza complessiva che è legata a doppio filo a un abbonamento premium da 10 CHF al mese o 100 CHF all’anno, una tassa fissa non indifferente per sbloccare la totalità dei servizi dell’applicazione.
Una variante “active” del braccialetto
Test sul campo
La vera novità di questo Fitbit Air risiede decisamente tutta nel comparto software, al punto che l’hardware diventa un semplice companion per tutta l’intelligenza artificiale inserita nella nuova applicazione Health, che sostituisce i vecchi applicativi di Google e Fitbit. L’esperienza sul campo del monitoraggio nutrizionale con l’assistente basato su Gemini è l’aspetto che mi ha sorpreso maggiormente, basta scattare una fotografia a cosa stiamo mangiando e l’applicazione cerca autonomamente la confezione del prodotto oppure stima la quantità totale delle calorie nel piatto. Non sarà preciso alla singola caloria (nessun software può calcolare l’olio esatto versato sulla pasta ad occhio!) ma è un aiuto gigantesco rispetto alla noia mortale di dover pesare ogni ingrediente e cercarlo manualmente sulle liste infinite di altre applicazioni come Samsung Health, che comunque faceva il suo sporco lavoro ma con più impegno da parte nostra ad onor del vero.

Sul fronte del tracciamento sportivo per attività quotidiane come le camminate o i giri in bici, Air se la cava decisamente bene, registrando le variazioni della frequenza cardiaca e i passi in modo molto accurato. L’applicazione raccoglie queste informazioni per aggiornare il carico cardio settimanale, ma se andate a pedalare ricordatevi di avviare l’attività dal telefono o l’algoritmo di rilevamento automatico potrebbe metterci qualche minuto di troppo a capire che siete in sella. Un’altra chicca fantastica è il brief mattutino personalizzato, appena ci si sveglia l’applicazione offre informazioni, sintetizzando le previsioni del tempo locali e consigliando come strutturare il movimento quotidiano in base ai dati della notte. L’intelligenza artificiale non disdegna un tocco di ironia piuttosto tagliente, durante il fine settimana l’assistente mi ha più volte chiamato “gufo” dopo che i sensori hanno registrato un paio di andate a dormire verso le due del mattino, dimostrando una continuità e una memoria del contesto davvero intrigante. La batteria mantiene le promesse della vigilia e dura davvero a lungo, coprendo una settimana intera senza mezza esitazione.

Conclusioni
Il Fitbit Air si inserisce in una fascia di mercato molto specifica, quella dei dispositivi nati per raccogliere metriche vitali in background senza la pretesa di governare la nostra intera vita quotidiana tramite uno schermo. L’incredibile leggerezza costruttiva unita a un’autonomia eccellente lo rende il re indiscusso del tracciamento notturno, risolvendo il problema dei tradizionali smartwatch e smart rings che finiscono perennemente sulla piastra di ricarica proprio prima di coricarsi. Certo, l’obbligo di passare dalla cassa per l’abbonamento premium da 10 CHF al mese per godere della totalità dei consigli generati dall’intelligenza artificiale è un elemento che va decisamente valutato prima dell’acquisto, ma l’impatto sul quotidiano è innegabile. La mancanza di funzioni indipendenti come i pagamenti contactless o la navigazione satellitare autonoma potrebbe far storcere il naso ai puristi della corsa, ma il prezzo aggressivo di 99 CHF e l’incredibile comodità d’uso lo rendono un acquisto quasi obbligato per gli amanti dei dati salutistici. Se cercate un assistente discreto che sappia interpretare la vostra salute attraverso una suite software di prim’ordine guidata dall’intelligenza artificiale senza trasformarvi nell’ennesimo schiavo delle notifiche da polso, l’ultima creatura di Google merita assolutamente un posto nella vostra configurazione quotidiana.

The Good
- Autonomia eccellente
- Cinturino in tessuto comodissimo
- Tracciamento calorico tramite foto
- Brief mattutini
The Bad
- Mancanza del GPS integrato
- Tessuto lento ad asciugarsi
- Abbonamento premium
- Caricatore proprietario
