Gears 5

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Gears 5

Gears of War è una serie legata indissolubilmente ad Xbox. Sin dal primo, storico, capitolo firmato Epic Games e Cliff Bleszinski. Un titolo che aveva elevato i TPS ad arte, con non solo tanta azione ma anche una trama accattivante e personaggi memorabili.

Gears of War è cambiato negli anni, è stato abbandonato da Epic (che si accontenta di produrre Fortnite e rammassare soldi col suo Store, un po’ come fa Valve) e anche da CliffyB, il quale ha finito per scontrarsi con la dura realtà del mondo. Ma Gears (abbandonato il “of War”) è vivo e vegeto e dopo un quarto capitolo niente male ma poco innovativo si appresta ad osare di più, almeno, così c’è stato detto. Ma sarà vero?

Il destino di Kait

Gears 5 riprende la storia di Kait, JD, Marcus e compagni dove l’avevamo lasciata con Gears 4. Addirittura, all’inizio della campagna ci verrà presentato un “nelle puntate precedenti” per permetterci di rientrare come si deve nell’avventura. Gears 4 era la storia di JD, il figlio di Marcus Fenix, eroe della lotta contro lo sciame. Una specie misteriosa, che viveva annidata nelle profondità di Sera, finché non decise di emergere e muovere guerra all’intero genere umano. La razza umana, indebolita da anni di guerre civili, finì per soccombere quasi interamente, perdendo la gran parte della superficie del pianeta. Al termine della vecchia trilogia Marcus credeva di avere inferto una sonora batosta al nemico ma, ovviamente, le cose non sono andate come aveva immaginato. Lo sciame non è solo ancora vivo ma è ora comandato da una regina, scaltra e crudele. Uno dei nuovi personaggi di Gears 4 è Kait Diaz, un’estranea convertita (un po’ contro voglia) ai COG e alla squadra delta. Dopo aver assistito impotente al rapimento della madre di Kait da parte dello sciame, JD e i delta si erano impegnati per salvare dapprima Marcus e poi anche Reyna Diaz. Il primo salvataggio era andato bene mentre il secondo è finito in tragedia. In punto di morte, Reyna aveva consegnato alla figlia un pendaglio, appartenuto alla nonna. Un pendaglio molto particolare perché raffigurante il simbolo dello sciame…

Gears 5 cambia protagonista, spostando l’attenzione dalla famiglia Fenix a quella di Kait. Incerta sulle sue origini, piena di rabbia e disperazione per aver perso la madre, la donna è determinata a scoprire di più sul suo passato e sul suo posto tra umani e sciame. Il gioco si apre con una necessità: per fronteggiare lo sciame è imperativo riportare in funzione il Martello dell’Alba, il sistema di armi orbitali usato spesso in passato durante la serie. Un’arma di potenza devastante, messa al bando dall’attuale presidentessa dei COG, reputata però fondamentale da Marcus e Baird, oramai due figure di spicco della gerarchia COG. Una missione tutto sommato semplice si trasformerà ben presto in un incubo non solo per la squadra delta ma anche per Kait.

Gears rimane Gears

Gears 5 ripropone la sua ricetta classica per quanto riguarda la campagna. Nei panni di Kait dovremo affrontare 5 atti, ambientati in 5 distinte zone di Sera, al fine di svelare i segreti del suo passato. Il fulcro del gameplay rimane i combattimenti ravvicinati con lo sciame, mentre ci faremo strada per livelli molto scenografici e spesso estremamente lineari. Dovremo recuperare oggetti, attivare pulsanti e, generalmente, liquidare una marea di nemici. Quello che cambia è che Gears 5 non è più solamente un gioco su binari. Ci saranno delle macro zone, due deserti (uno di ghiaccio e uno di sabbia) da attraversare a bordo di uno skiff, una sorta di kite surf, per recarci non solo in punti chiave per portare avanti la storia ma anche per svolgere una serie di missioni secondarie. Questa nuova libertà d’azione aggiunge un po’ di pepe (e di libertà di scelta) al giocatore che può concentrarsi solo sulla missione principale oppure prendersi un po’ di tempo per visitare gli ambienti e, solitamente, raccogliere qualche utile power up. In Gears 5 siamo accompagnati, come in passato, da un robot, utile per aprire le porte e interagire coi computer. La differenza è che il nuovo modello di Jack ora può essere potenziato (in ben 11 abilità speciali suddivise in Assalto, Supporto e Passive) raccogliendo risorse e pezzi speciali. Alcuni ci saranno forniti automaticamente, altri invece dovremo andare a raccoglierli da noi. Potenziare Jack significa avere un utile alleato sul campo di battaglia: potremo usarlo per farci portare armi e munizioni, per folgorare o congelare i nemici, per posizionare trappole, per renderci invisibili, creare barriere, aumentare le nostre difese e via dicendo. Non al livello di rendere il combattimento più strategico ma di sicuro Jack si rende utile, specialmente se giochiamo in modalità cooperativa, perché il giocatore con Jack potrà usarlo per fornire supporto ai compagni di squadra.

Le armi sono un altro punto interessante di Gears 5. Ricordiamo tutti il Lancer, il fucile d’assalto con la motosega. Beh, ora c’è anche Lancer GL, una nuova modifica del fucile classico che rimpiazza la motosega con una sorta di granata teleguidata, in grado di fare grossi danni ai nemici lontani (posto che ci sia sufficiente spazio fisico per usare questa modalità). Ritroviamo poi le armi classiche, versioni speciali (il fucile da cecchino c’è anche in versione a due colpi nel caricatore!) e tutta una serie di armi pesanti e torrette che potremo usare durante l’avventura. Una tipologia di armi che ha guadagnato importanza in questo nuovo capitolo è quella a distanza, come il già citato Longshot e la pistola Boltok ma anche il railgun Embar. Visto che ci ritroveremo più spesso a combattere in spazi ampi e aperti, ci siamo ritrovati spesso a usare armi a distanza. Per finire, tra le nuove armi citiamo il cannone criogenico (utile solo sulle corte distanze), il Lancer MK3 e la pistola Talon, quest’ultima non molto incisiva a dire il vero. Per quanto riguarda le granate invece ritroviamo le solite con una new entry: la flashbang che sarà sicuramente più utile nel multiplayer che durante la campagna.

In compagnia!

Gears 5 offre diverse attività da svolgere in compagnia. Per prima cosa è possibile affrontare la campagna in co-op fino a 3 giocatori con solitamente la scelta del personaggio (tranne quelli obbligatori, come JD e Kait a dipendenza dell’atto al quale vogliamo giocare). Come in passato, la co-op di Gears è divertente e permette un approccio un pochino più strategico al gioco.

Troviamo poi la modalità Versus divisa in partite veloci, classificate o personalizzate. Versus è la modalità multiplayer classica e propone le modalità deathmatch arcade, corsa agli armamenti, dodgeball, esclation, esecuzione, guardiano, re della collina, deadthmatch a squadre e zona di guerra su 12 mappe diverse.

C’è anche la nuova modalità Fuga, che propone la fuga della settimana, quelle passate, la possibilità di condividere mappe e una modalità personalizzata. In fuga dobbiamo fuggire dall’alveare percorrendo un percorso all’interno di una mappa apposita. Si parte dal punto più lontano dall’uscita e dobbiamo avanzare, incalzati da una nebbia tossica, attraverso corridoi infestati da nemici sempre più difficili da affrontare. Fuga è una delle modalità che pensavamo essere con meno rigiocabilità nel lungo periodo. Tuttavia, la generazione delle mappe personalizzate è molto interessante: tramite un editor possiamo scegliere i riquadri da piazzare: curve, corridoi, zone di scontro piccolo, medie, grandi e molto grandi, incroci, nicchie e via dicendo. Il sistema di creazione è molto semplice perché basta posizionare i riquadri su un piano in due dimensioni, unirli come ci pare e poi lanciare la partita per poi condividere la nostra creazione con la community di giocatori mondiale.

Per finire non poteva mancare uno dei fan favorite: la modalità orda. In orda dovremo affrontare in una squadra da 5 ben 50 ondate di nemici sempre più impegnative, piazzando trappole da acquistare coi punti guadagnati durante le onde precedenti. Le 12 mappe presenti sono piuttosto ben differenziate tra loro e sapranno tenere occupati i fan di questa modalità per parecchio tempo, visto l’alto grado di sfida offerto dall’orda di Gears 5.

Le varie modalità online competitive sono un modo per guadagnare ranks, sbloccare nuove skin, animazioni, frasi e addirittura personalizzazioni per i nostri schizzi di sangue. Per avanzare potremo partecipare alle sfide settimanali, divise in stagioni chiamate Operazioni. Ci sono anche acquisti in game da fare attraverso il Ferro, una divisa che è possibile sia guadagnare in gioco che acquistare con denaro reale.

Tra vecchio e nuovo

Gears 5 compie passi avanti rispetto al precedente capitolo, universalmente riconosciuto come poco innovativo. Ora ci sono nuovi nemici, nuovi tipi di sciame grandi e piccoli e nuovi nemici robotici corrotti in grado di tenerci testa. Troviamo novità nel gameplay, con le uccisioni stealth non solo possibili ma spesso caldamente raccomandate, per sezioni che se vogliamo possono essere più basate sulla discrezione che l’azione pura. Gears 5 offre diversi modi di personalizzare la nostra esperienza, sia con le abilità di Jack in single player, sia con le opzioni di co-op e la miriade di playlist, modalità e sfide del multiplayer. Un gioco tecnicamente piacevole senza lasciar cadere la mascella, sia su PC che Xbox One (abbiamo provato entrambe le versioni, riuscendo a far girare il gioco in Ultra su un laptop Razer 2018 Advanced in 3840×1080 a 60 fps fissi). Unreal Engine fa grandi cose su Xbox One X, offrendo un eye candy mica da ridere in 4K a 60 fps e il supporto a Dolby Atmos è tra i migliori effetti di audio posizionale che abbiamo mai sentito. La storia della campagna non sarà forse davvero memorabile ma è stuzzica a sufficienza, specialmente perché rivela gustosi retroscena su personaggi vecchi e nuovi.

Insomma, Gears 5 è un buon capitolo, con tanto contenuto non solo per i primi giorni di gioco ma anche per le settimane e i mesi a venire. Calcolando che Gears 5 non solo fa parte di game pass ma è anche un gioco Play Anywhere (possiamo giocare sia su PC che console con i dati sincronizzati automaticamente tra le due piattaforme) è difficile non consigliarvelo.

Ci piace

  • Rimane Gears ma con qualche novità
  • Tecnicamente molto buono su console
  • Multiplayer molto vario

Non ci piace

  • La storia poteva essere meglio
  • Qualche bug nelle collisioni
5.25
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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