Tokyo Jungle

Recensiamo Tokyo Jungle, titolo esclusivo Playstation 3, che ci poterà in una Tokyo post apocalittica davvero particolare.

Che succederebbe se l’umanità scomparisse da un giorno all’altro? Gli sviluppatori di Japan Studio si sono posti proprio questa domanda: che succederebbe? La natura riprenderebbe il suo dominio sulle città dell’uomo, piante ed animali tornerebbero ad essere i padroni incontrastati della terra.

In Tokyo Jungle succede proprio questo: l’umanità scompare nel nulla e quelli che erano animali da compagnia e da zoo si inselvatischiscono e prendono possesso della metropoli giapponese. Le leggi della natura non seguono di certo il Patto Sociale di Rousseau e compari: una lotta continua per la sopravvivenza e per continuare la stirpe sono fatti di ogni giorno.

Questo gioco ci chiama a prendere le parti di un animale erbivoro o cacciatore, cominciando da un volpino e un cervo. La modalità sopravvivenza, che poi è la parte principale dell’offerta single player di Tokyo Jungle ci mette nei panni di uno di questi simpatici (e piuttosto deboli) animaletti.
 

Una vita da Chihuahua


Cominciamo le nostre avventure alla stazione di Shibuya. Il popolare quartiere di Tokyo non ha certo l’aspetto che ha ora, gli animali vivono allo stato brado e la natura sta riconquistando lo spazio che aveva perso con l’avanzata di cemento e metallo. La città è ancora in buone condizioni, segno che gli esseri umani non sono spariti da poi tanto tempo. Prima di iniziare il gioco vero e proprio saremo istruiti alle varie tecniche di sopravvivenza quali la caccia, l’accoppiamento, l’esplorazione, la conquista del territorio. Elemento importantissimo da tenere d’occhio è il livello di fame del nostro alter ego peloso: esso scende gradualmente costringendo il giocatore a spendere considerevoli quantità di tempo nel procacciarsi del cibo. Gli erbvori, per compensare alla loro fastidiosa debolezza, troveranno cibo in abbondanza potendo usufruire di svariati tipi di piante e frutti. Nel caso scegliate un carnivoro (come il già citato Volpino) sarete costretti a fare la posta ad altri animali quali polli, conigli, pulcini, eccetera.

Chiaramente un Volpino farà fatica ad abbattere un elefante (per non dire che verrà spiaccicato dopo pochi secondi), la scelta della preda è dunque importante. Più avanti nel gioco accederemo a bestie molto più massiccie che permettono al giocatore di prendesela un po’ piu comoda: un velociraptor incute più timore di un cane da borsetta insomma!

Con lo stomaco pieno dovremo raggiungere dei punti specifici della mappa per conquistare il territorio. Una volta fatto otterremo una tana in cui potremo dormire durante la notte, salvare il gioco e accopiarci. Uno dei punti chiave di Tokyo Jungle è la continuazione della specie. Nostro compito sarà dunque trovare una compagna che ci trovi sexy (o per lo meno, accettabili). Per aumentare il grado di interesse che un partner ha nei nostri confronti dobbiamo cibarci il più possibile in modo da aumentare il nostro livello. Finalmente saremo pronti per la riproduzione che ci donerà una simpatica cucciolata!
 

Avanti così!


Il gioco in sostanza ricomincia con ogni nuova generazione. I cuccioli dovranno lasciare la tana per esplorare nuove zone di Tokyo che si faranno via via più insidiose nel tentativo di continuare il cerchio della vita. Saremo ricompensati con delle chiavette USB (che spiegano che fine ha fatto l’umanità) e delle razze via via meno inermi.

I cuccioli vagheranno in gruppo e potranno attaccare in modo coordinato, permettendo al giocatore di avere la meglio su prede più forti. Nel caso il nostro cucciolo dovesse morire prenderemo subito il controllo di uno dei suo fratellini. È dunque nel nostro interesse prenderci cura di tutto il branco e non sacrificarli in modo da permetterci di superare un predatore famelico.

La modalità sopravvivenza sblocca degli eventi da giocare nella modalità storia: prenderemo il controllo di un animale in particolare e seguiremo la sua evoluzione, scoprendo parallelamente cos’è successo all’umanità e visitando luoghi intediti della metropoli nipponica.

Tokyo Jungle dunque invoglia il giocatore ad avanzare e a non demordere nella sopravvivenza con lo scopo di scoprire i retroscena della catastrofe che ha cancellato gli uomini dal panorama urbano. Senza contare che tutti vorrebbero controllare una tigre che passeggia, regina del mondo, in centro a Shibuya!

 

No alla pelliccia!


Noi di Joypad siamo contrati alle pelliccie come orpello decorativo. Pare che Japan Studio sia della stessa idea dal momento che la realizzazione tecnica degli animaletti è spesso molto deludente. Non solo la pelliccia è realizzata malissimo, ma anche gli animali sembrano più pupazzetti senz’anima che esseri viventi. I movimenti sono per fortuna convincenti, con delle animazioni che spesso e volentieri fanno un buon lavoro. Anche a livello di texture siamo messi male: piatte e slavate.

La città in se è resa bene, con alcuni scorci carini e altri meno carini. La telecamera non ci permette di guardarci attorno a 360°, proponendo un’inquadratura fissa che rende Tokyo Jungle più simile ad un platform 2D che ad un free roaming. Capita che, proprio per com’è implementata la camera, si verifichino problemi che impediscono al giocatore di vedere con chiarezza cosa sta succedendo al nostro animale. Sono solo problemi sporadici, che però risultano fastidiosi.

 

Tanto va la gatta al lardo…


Tokyo Jungle è sicuramente un titolo originale. Nonostante l’abitudine di noi occidentali di farci sorprendere dalla fantasia nipponica, riusciamo sempre a farci cogliere di sorpresa. Toyko Jungle ci spiega la brutalità della natura, che non ha spazio per tanta tenerezza e umanità. Ma per l’appunto l’umanità non c’entra niente con la legge della giungla, in cui il più forte prevale e il debole diventa cibo. Questo gioco non ci indora la pillola anche se riesce ad evitare la brutalità cruda dei documentari sulla savana.

Graficamente deludente, Tokyo Jungle ci regala un gameplay piuttosto solido e un’idea di base accattivante. Siamo in dubbio sul target di questo titolo: non è un gioco per bambini ma potrebbe non piacere a molti adulti. Va preso per quello che è: un esperimento riuscito a metà di introdurre una nuova prospettiva nel mondo dei videogiochi.

Voto: 4.5

 

Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.