Toccata e fuga a Devil May Cry 5 alla Gamescom

Prima di cominciare, un avvertimento: io sono uno dei pochi a cui è piaciuto DmC – Devil May Cry nel 2013. Non lo dico perché la mia brevissima (troppo brevissima!) demo di Devil May Cry 5 allo stand Xbox della Gamescom non mi sia piaciuta ma perché il precedente capitolo è stato piuttosto controverso tra i fan di lunga data della serie Capcom.

Questo nuovo capitolo però non è stato sviluppato in occidente ma da Hideaki Itsuno e una parte dello stesso, storico, team che ha dato i natali alla serie. Abbandonata quindi la parentesi di Ninja Theory, oramai divenuto uno studio first party di Microsoft.

La demo, come detto limitatissima temporalmente, a cui abbiamo giocato vede Nero farsi strada tra gruppi di demoni in un ambiente urbano. Sullo sfondo, in lontananza, scorgiamo un albero demoniaco le cui radici sembrano essere la fonte del male. Visivamente non siamo di fronte a nulla di miracoloso ma lo stile è apprezzabile, in particolare per quanto riguarda gli effetti di luce e la distruttibilità di alcuni elementi del mondo di gioco.

Subito balza all’occhio la novità principale: il Devil Breaker. Si tratta di un braccio meccanico con diverse funzioni che potremo perfino aggiornare durante l’avventura andando a visitare il negozio di Nico e spendendo crediti guadagnati in gioco. Il Devil Breaker è una nuova arma offensiva che si affianca alla più tradizionale meccanica delle armi da fuoco e delle spade, da sempre una parte molto importante dell’identità della serie di Devil May Cry. Il braccio meccanico di Nero è una componente fondamentale del sistema di combattimento di DMC 5: diversi componenti possono essere usate in combattimento. Ad esempio possiamo usare Gerbera, una mossa che fa scattare il personaggio a mezz’aria. Abbiamo provato anche Ouverture, un innesto che permette a Nero di effettuare attacchi di natura elettrica. Purtroppo non abbiamo avuto davvero la possibilità di saggiare un sistema di combattimento che ci è parso molto più profondo e versatile di quanto ci aspettassimo. La combinazione di attacchi all’arma bianca, da fuoco e col braccio bionico permetterà verosimilmente di lanciarsi in combo molto articolate ed interessanti.

Devil May Cry 5 sembra segnare un ritorno alle origini, col team originale impegnato nel portare la serie sui nostri schermi in marzo 2019. Riuscirà a prendere quanto di buono fatto in DmC nel 2013 e sposarlo con quanto di ottimo c’era nei vecchi capitoli? Per ora, a noi è sembrato che Capcom sia sulla buona strada.

 

Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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