Provato alla gamescom: Starlink – Battle for Atlas

Dopo averci giocato un paio di volte all’E3, su Xbox One e Switch, siamo tornati da Ubisoft per provare di nuovo Starlink: Battle for Atlas, il nuovo interessante shooter in sviluppo presso Ubisoft Montreal. Ad aspettarci, una nuova demo e nuovi contenuti!

Starlink è una novità per Ubisoft perché basato su una linea di giocattoli che interagiscono con il videogame, in modo del tutto simile agli Skylanders o Disney Infinity. Nel caso di Starlink però non avremo pupazzetti ma navicelle spaziali componibili, che vengono riprodotte in gioco. Tramite uno speciale accessorio che va attaccato fisicamente sopra il gamepad, possiamo comporre la nostra navetta. Si comincia scegliendo un personaggio (nello stand Ubisoft ce n’erano 5 diversi) il quale è dotato di un potere speciale unico e, ovviamente, un diverso aspetto in gioco. In seguito bisogna scegliere la navicella; ce ne sono di veloci, di pesanti, di resistenti e via dicendo.

Per finire possiamo collegare degli accessori alle ali e, dulcis in fundo, le armi. Per quanto riguarda queste ultime sono diverse non solo per tipo (vulkan, lanciarazzi, lanciagranate, ecc) ma anche per tipo di danno. Ci sono infatti danni blu da freddo, rossi da fuoco e viola da energia. Durante la partita saremo spesso incoraggiati a modificare al volo la composizione della nostra navetta in modo da reagire a diversi nemici con diverse debolezze alle armi. Sarà anche necessario cambiarle per risolvere dei piccoli enigmi e puzzle che troveremo nel terreno di gioco. Una volta assemblata la navicella, il peso del gamepad aumenta. Non in maniera drammatica, ci aspettavamo di peggio, ma comunque in modo evidente.

Finalmente pronti per partire ci siamo recati su uno dei 7 pianeti disponibili nel gioco finale. Stando agli sviluppatori, ogni pianeta avrà le sue particolarità e una vastissima superfice esplorabile. Ci saranno anche sezioni di combattimento spaziale e potremo entrare ed uscire dall’atmosfera in qualsiasi momento, semplicemente puntando verso il cielo e mettendo il gas a manetta, in modo non dissimile da quanto visto in No Man’s Sky. Il pianeta che abbiamo visitato proponeva diverse attività da portare a termine, evidenziate da diversi indicatori e waypoint. Per muoverci sulla superfice planetaria il giocatore può scegliere se volare oppure restare incollato a terra, librandosi a poche decine di cm dal suolo. Se da un lato volare ci permette di evitare la maggior parte degli ostacoli (alberi, rocce, costruzioni) il combattimento ci è parso più comodo da terra perché non dobbiamo curaci anche dell’altezza dal suolo. In effetti il gameplay ricorda vagamente Starfox ma nemmeno troppo, ha una sua identità propria che, per quanto abbiamo potuto vedere, funziona bene. Una sorta di sparatutto con una certa inerzia nel movimento.

Spiazzante all’inizio ma, dopo pochi minuti di pratica, diventa quasi una seconda natura. Durante le nostre peregrinazioni abbiamo familiarizzato col sistema di progressione del gioco: in pratica il giocatore dovrà compiere tutta una serie di missioni atte ad ingraziarsi varie fazioni in modo da ottenere aiuti per completare la missione finale. Si tratta di espandere avamposti, procurarsi risorse e in generale farsi più amici possibili in modo da ottenere missioni supplementari e l’acceso ad upgrades fondamentali per proseguire la campagna. Nel nostro caso abbiamo trasportato qualche materiale e difeso alcuni commercianti sotto attacco dalla fazione malvagia. Abbiamo anche rifatto un boss più complesso, lo stesso presente nella demo dell’E3. In breve, si trattava di distruggere una serie di pilastri energetici, resistendo al fuoco di una unità centrale ed eliminando tutta una serie di nemici mobili. Un combattimento piuttosto impegnativo anche se non impossibile.

Starlink: Battle for Atlas è intrigante e ci ha divertito per quella mezzoretta che abbiamo passato in sua compagnia. Per quanto riguarda il gioco finale però ci vorrà varietà nel gameplay e, possibilmente, una trama interessante per collegare tutte le varie missioni. Speriamo anche che Ubisoft non costringa i giocatori a comprare diversi set per poter accedere a tutte le componenti di gioco, un po’ come fatto invece da Activison con Skylanders e Disney con Infinity. Scopriremo tutto il 16 ottobre!

 

Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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