Provato alla Gamescom 2019: The Witcher 3: Complete Edition

La saga di The Witcher è ormai uscita su praticamente qualsiasi piattaforma sul mercato, e non poteva di certo mancare una versione su Nintendo Switch. Ebbene, l’epopea narrativa di Andrzej Sapkowsk arriva anche sull’ibrida console Nintendo che monta un modesto Tegra X1. Un modesto chip ARM capace di riprodurre l’intero mondo del terzo capitolo con protagonista lo strigo. Titolo inizialmente impensabile sull’ibrida di Nintendo, eppure questa versione è effettivamente arrivata e noi l’abbiamo provato direttamente alla Gamescom. L’esperienza è assai appagante e non molto distante qualitativamente dalle versioni casalinghe più acclamate.

Il pluripremiato gioco di CD Project Red è in arrivo su Nintendo Switch il prossimo mese di ottobre e potrà essere giocato sia in modalità portatile che in modalità casalinga. Chiaramente molti sacrifici sono stati necessari per poter creare questa versione di The Witcher 3. Sul piano della risoluzione, il porting non si spinge oltre i 720p nella modalità casalinga e 540p nella modalità portatile, il tutto a 30 fps massimo con cali fino a un minino di 26-27 fps (come già valutato da altre testate). Seppur le texture sono state ridotte al minimo, l’assenza di qualsivoglia aliasing o di altre opzioni grafiche presenti sulle altre piattaforme, è impressionante la presenza di molti oggetti su schermo nonostante i tagli effettuati.

L’unico compromesso un po’ difficile da digerire sono i caricamenti, i quali richiedono sicuramente più tempo in confronto alle console concorrenti. Tempi di caricamento che ricordano molto la prima versione (2015) su Playstation 4 flat e Xbox One. Tuttavia, essendo The Witcher 3 un titolo openworld ben strutturato, la presenza dei caricamenti vi è solo in alcune specifiche zone, o momenti, nemmeno troppo frequenti. Pertanto questo difetto non è così rilevante da essere preso particolarmente in considerazione. Più importante invece è il grande compromesso relativo la distanza visiva di questo porting, la quale è stata ridotta al minimo sindicale. In particolare, la prospettiva della telecamera è molto vicina allo Strigo portandoci facilmente al centro dell’azione. Tale scelta non è fastidiosa in modalità portatile, tuttavia potrebbe essere meno sopportabile nella modalità casalinga la quale non ci permette di godere appieno dell’ambiente circostante.

Rivisti su Nintendo Switch anche l’interfaccia utente: l’HUD, la mappatura dei comandi sono più intuitivi e caratterizzati da maggiore immediatezza. Per quanto riguarda le fasi più concitate del gameplay (combattimento con molti nemici) sono gestiti egregiamente da Nintendo Switch. Il calo di framerate non è così pesante e la piccola console Nintendo esegue egregiamente il suo lavoro. Per il resto, il battle system, l’esplorazione a cavallo, i lunghi viaggi, le missioni principali e secondarie sono rimaste chiaramente invariate.

Nel complesso questa versione contiene ben tutti i 16 DLC rilasciati da CD Project Red, il tutto in una scheda di gioco di soli 32 GB. Sicuramente si tratta di un’impresa ardua da parte della software house responsabile del porting. Questa versione è speciale per diversi motivi, in primis il fatto di poter godere delle avventure dello strigo in mobilità. In secondo luogo per permette ai possessori di Nintendo Switch di recuperare uno dei giochi più apprezzati degli ultimi quattro anni, e che ancora oggi è un riferimento per l’industria del settore. Chiaramente, chi è in possesso di altre piattaforme e vuole godere appieno della bellezza grafica di The Witcher 3 è consigliato indirizzarsi altrove. Tuttavia, se si è disposti a scendere a compromessi, questa versione, seppur inferiore tecnicamente parlando, non sfigura assolutamente in rapporto alle console concorrenti ed offre la piena esperienza completa sia in mobilità che sul grande schermo.

Ardral

Scritto da : Ardral

Studente, sportivo (nuotatore e crossfitter), redattore, tra le varie attività e passioni quella dei videogiochi rimane una delle principali. Amante delle proprietà intellettuali targate Nintendo e PC Gamer tramite un leggerissimo RoG da 5 kg, il Pusti è uno degli storici redattori in quel di Joypad.

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