Provato alla Gamescom 2019: Phogs

I più attenti – e fedeli! – fra voi ricorderanno che già alla Gamescom 2018 abbiamo incontrato i responsabili di Coatsink per scoprire il loro catalogo di giochi. Phogs, contrazione di “Physics” e “Dogs”, ci era talmente piaciuto che abbiamo deciso di ritornare quest’anno e di vedere come procede lo sviluppo di questo gioco tanto originale quanto tenero su Nintendo Switch.


Rinfrescare la memoria aiuta sempre e vi ricordiamo dunque che questo gioco sfrutta un’idea tanto semplice, quanto geniale: vi ritrovate infatti a dover guidare due simpatiche teste di cane, unite da un unico corpo soggetto alle strane leggi fisiche del gioco, e il vostro compito consiste nel risolvere semplici enigmi poter avanzare fra i livelli. Phogs vi permette dunque di trastullarvi da soli, anche se il massimo del divertimento si ottiene soprattutto a due, quando ogni giocatore si occupa di muovere una testa. Infatti, in questo caso il corpo creerà delle situazioni strambe che domanderanno un po’ di comunicazione per essere risolte. Oltre alla possibilità di spostarvi, Phogs vi propone altre azioni quali mordere degli elementi della scena o di allungarvi: potrete così prendere degli oggetti, aggrapparvi, attivare interruttori e tanto altro ancora. Gli sviluppatori hanno davvero immaginato tante idee interessanti sfruttando il concetto delle teste connesse da un solo corpo: per esempio una delle due può mordere un bulbo luminoso e trascinarlo, mentre l’altra emette un fascio come se fosse una torcia.


Durante la nostra prova abbiamo potuto provare un livello di dimostrazione diverso rispetto a quello dello scorso anno, con diversi semplici enigmi. I primi passi hanno lo scopo di insegnare i movimenti ai giocatori e si tratta soprattutto di imparare a muoversi e parlare per poter avanzare. La prima zona propone dunque solo degli interruttori a pressione, attivabili passandoci semplicemente sopra. Rapidamente siamo confronti alla presa di un bulbo luminoso, che permetta alla testa che fa da torcia di illuminare delle lampade e di sbloccare così un passaggio. La stessa meccanica viene poi combinata con la possibilità di aggrapparsi a degli elementi del fondale e il giocatore è così confrontato ai primi veri enigmi, che domandano un po’ di riflessione e che dimostrano quanto è elegante il concetto proposto da Phogs. Scopriamo poi una nuova meccanica rispetto a un anno fa che consiste a utilizzare delle sveglie per disturbare il sonno di giganti, i cui pensieri da svegli creano dei ponti o dei passaggi nella scena. Ci accorgiamo presto che i creatori hanno aggiunto anche degli oggetti nascosti che domandano un po’ più di riflessione per essere trovati e che rendono ancora più interessante l’esplorazione dei livelli. A titolo di esempio, vi possiamo citare una canna da pesca, il cui filo può essere allungato o accorciato grazie a una manovella da mordere e tirare con dei movimenti circolari.


Phogs ha confermato l’ottima impressione dell’anno scorso: grazie a un’idea originale, molto ben realizzata, e a un design eccellente, gli sviluppatori hanno creato un gioco tenero, accattivante e adatto a chiunque, che saprà darà momenti di gioia a grandi e piccoli. Abbiamo passato un po’ di tempo a discutere con Jack, uno degli sviluppatori, che ci ha spiegato che la semplicità degli enigmi è stata infatti una scelta deliberata per poter permettere anche ai più giovani di giocare con questo titolo. Inoltre, nell’ultimo anno il team ha passato molto tempo a curare i dettagli grafici per rendere tutto ancora più bello e coerente… se paragonate le immagini di un anno fa e quelle mostrate oggi noterete rapidamente quanto sforzo è stato fatto con l’estetica per renderla ancora più accattivante! Nei prossimi mesi, un modo online dovrebbe pure essere integrato per permettere a due giocatori di aiutarsi a distanza. Phogs è previsto per l’inizio dell’anno 2020 e noi non vediamo l’ora di poter controllare di nuovo le due adorabili teste canine!

Mauri

Scritto da : Mauri

Si occupa di tante cose legate al mondo dei videogiochi: game dev, insegnamento di programmazione e game design, il Swiss Game Center e così via. E ogni tanto Dave lo incastra per scrivere su joypad!

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