Provato alla Gamescom 2018: Sekiro – Shadows Die Twice

Con Sekiro, FromSoftware mette a dura prova ancora una volta i nervi del giocatore, come già fatto con la saga di Dark Soul e Bloodborne! Questa volta l’ambientazione è però un Giappone immaginario, che sembra ispirato dal periodo a ridosso dell’inizio dello shogunato, con dei tratti fantastici dati dalla presenza di demoni.

A qualcuno di voi verrà in mente l’indimenticabile anime di Ninja Scroll e a qualcun altro Tenchu. E il paragone con la saga videoludica di ninja calza assai bene, visto che Sekiro sfrutta meccaniche aeree e di infiltrazione, che abbiamo potuto toccare con mano allo stand di Bethesda. La prova comincia dandoci subito un’ottima impressione grazie all’estetica: ci ritroviamo in uno splendido mondo orientale, tanto bello quanto inquietante e oscuro, pur essendo più luminoso di quello dei precedenti lavori dello studio citati in questa sede.

Il nostro avatar cade dall’alto e subito impariamo come utilizzare un oggetto fondamentale: il grappino. Questo può essere diretto verso certi punti messi in evidenza da un’icona circolare e, attivandolo, li raggiungiamo molto rapidamente. Questa meccanica ha il pregio di permetterci di spostarci piuttosto liberamente nella mappa, sia in orizzontale che in verticale. Dopo qualche balzo alternato all’uso del rampino, Sekiro – Shadows Die Twice ci propone un primo “scontro”. Da un punto sopraelevato, ci lasciamo cadere su un malcapitato nemico e lo eliminiamo con un colpo di katana piazzato al momento giusto. In meno di un minuto, i level designer ci fanno capire che il gioco non è un semplice clone di Dark Soul, ma che gli spostamenti a 360 gradi e l’infiltrazione sono meccaniche fondamentali!

 

 

Continuiamo ad avanzare finché non incappiamo in un samurai: è l’occasione giusta per imparare l’utilizzo di parata, schivata e attacchi… e di scoprire delle uccisioni estremamente brutali per mettere fine alla vita del nemico sconfitto. Questo combattimento non pone nessun problema e ci avventuriamo oltre un portale, dove incontriamo un samurai piuttosto imponente, che funge da primo mini-boss del gioco… Duriamo solo una manciata di secondi prima di soccombere, anche perché un soldato con un archibugio ci attacca dall’alto. Poco male: ricominciamo il livello e questa volta, arrivati alla porta, ci guardiamo attorno. Notiamo così che è possibile raggiungere il tetto del portale e sgattaiolare verso il soldato con l’archibugio, per poi attaccarlo alle spalle. Eliminato l’ostacolo, proviamo ad attaccare dall’alto il grosso samurai che ci ha uccisi in precedenza; nonostante il successo dell’operazione, che gli infligge una quantità di danni non indifferenti, il nemico non crolla e ci costringe a combatterlo corpo a corpo… Mostrandosi ancora una volta migliore di noi e costringendoci a ricominciare di nuovo il livello! Ripetiamo tutte le operazioni descritte in precedenza fino a ritrovare il soldato con l’arma da fuoco e, una volta eliminato il problema, ci guardiamo attorno, notando che il mini-boss può essere semplicemente aggirato. Purtroppo, il tempo finisce prima che possiamo scoprire nuovi contenuti.

 

 

Questa prima – e purtroppo troppo breve – prova ci ha impressionati per davvero! Il gioco vanta un’estetica favolosa, l’ambientazione è affascinante e il nostro eroe è agile come un felino. Dal punto di vista delle meccaniche, i combattimenti ci hanno dato la stessa buona impressione. La possibilità di usare il grappino per trovare altri passaggi, per esplorare la zona e per alternare fasi di combattimento con dell’infiltrazione porta una boccata d’aria fresca in questa categoria di giochi: Sekiro non ci dà l’impressione di trovarci di fronte a un Dark Soul in versione giapponese, ma di giocare a qualcosa di originale o perlomeno di diverso. Per il sottoscritto, Sekiro – Shadows Die Twice è senza ombra alcuna di dubbio uno dei migliori gioco in dirittura d’arrivo fra quelli provati alla Gamescom 2018. A Joypad siamo impazienti di giocarci non appena sarà disponibile: il 22 marzo 2019 su Xbox One, Playstation 4 e PC.

 

Mauri

Scritto da : Mauri

Si occupa di tante cose legate al mondo dei videogiochi: game dev, insegnamento di programmazione e game design, il Swiss Game Center e così via. E ogni tanto Dave lo incastra per scrivere su joypad!

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