Intervista al fumettista Bigio

Titolo piatto a parte, in quest’articolo vogliamo per una volta abbandonare un pochino quelli che sono i temi principali di Joypad per addentrarci nel mondo più ampio degli interessi potenziali dei gamer. Videogiochi e film vanno a braccetto con altri media, ad esempio letteratura e fumetto. Proprio quest’ultimo condivide un legame molto stretto ed intimo con i videogiochi dal momento che non si contano nemmeno gli adattamenti videoludici di fumetti! In fondo anche noi di Joypad pubblichiamo un fumetto ogni settimana, GaMERCaT! Proprio per questo motivo oggi abbiamo deciso di proporvi un’intervista un po’ particolare. Scambiamo due parole con Luigi “Bigio” Cecchi, autore del popolare webcomic Drizzit, oltre a The Author e creatore del gioco di carte di Drizzit e un RPG!

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Bigio si descrive sul suo blog così: Luigi Cecchi, meglio noto in molti ambienti con il nome di Bigio, è un noto criminale, che si spaccia per Disegnatore, Fotografo, Fumettiere, Scrittore e qualche volta anche come Master di D&D. Per coprire la sua vera attività (contrabbando di post-it usati) utilizza la copertura di un negozio di fumetti, di una ludoteca (la Gilda del Drago Nero) e di un orsacchiotto di peluche che ne sa molto più di lui. 431580_450594851642206_928857206_nMa la verità è che Bigio in realtà è un calzone ripieno di mozzarella e amore, che non vuole fare altro che esplodere per inondarvi della sua gioia. Questo nei giorni in cui fa effetto il Prozac. Insomma si capisce subito che siamo alle prese con un personaggio particolare, un filino nerdeggiante (ma così ci piacciono su Joypad) e con una grande fantasia. Che poi è la cosa più importante quando si fa un mestiere creativo, no?

Drizzit è un webcomic davvero molto spassoso, di quelli che come le ciliegie una volta che inizi non riesci più a smettere di leggere. Ho rovinato (o migliorato!) il pomeriggio di parecchi miei conoscenti mandando loro i link per leggere tutte le avventure del piccolo elfo oscuro su facebook. Ma chi è drizzit? La pagina ufficiale lo spiega in modo perfetto e non vedo perchè dovrei inventarmi qualcosa di mio (evviva la pigrizia!):

Drizzit esordisce come una striscia parodistica del famoso personaggio Drizzt Do’Urden, protagonista di diversi romanzi fantasy scritti da R.A. Salvatore e pubblicati in Italia da Armenia; tuttavia, a parte l’ironica somiglianza del protagonista (nel nome e nell’aspetto) con l’elfo scuro sopra citato, ci sono ben pochi altri elementi che accomunano la storia di Drizzit con quella dei romanzi. Drizzit è un elfo scuro in fuga dal sottosuolo, disgustato dalla società degli elfi scuri e dalla loro malvagità. Una volta in superficie, incontra un gruppo di avventurieri piuttosto variopinto composto dal nano Dotto, dal guerriero Wally e dalla ladra Katy Brie. La prima serie di avventure si incentra sullo scontro con una tribù di agguerriti orchi. Con il proseguire della storia, nuove occasioni di arricchirsi e ottenere fama attireranno l’attenzione degli avventurieri, finendo però quasi sempre in tragedia.

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The Author invece è un fumetto molto più particolare (lo trovate anche lui su facebook), visto che il protagonista è proprio un alter ego di Bigio che si trova alle prese con la vita di tutti i giorni. Una vita piuttosto normale, se non fosse per la compagnia di diverse muse che causeranno un certo caos nella sua vita. Ma nulla alla Oh Mia Dea, tranquilli!

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Dopo un’introduzione che spero sia abbastanta esaustiva, vi proponiamo la nostra intervista a Bigio, che speriamo stuzzichi la vostra curiosità!

 
 

Joypad: Cominciamo con la classica domanda introduttiva: tu chi sei?
Bigio: Uno con tante idee in testa e poco tempo per realizzarle tutte. Però ci provo.

J: Hai creato Drizzit e The Author: ce ne vuoi parlare?
B: Beh, Drizzit è una striscia umoristica fantasy a fumetti; The Author è un fumetto a episodi ispirato a me, ma non autobiografico. Il primo, essendo una striscia, viene pubblicato giornalmente (dal lunedì al venerdì), il secondo esce solo la domenica, anche se al momento ha una doppia uscita. Sono i miei due fumetti principali, poi ci sono un sacco di altri progetti ai quali lavoro, ad esempio sceneggio “M” un altro fumetto fantasy che viene disegnato da Manu e colorato da Albo. Inoltre scrivo libri e mi occupo anche di Giochi di Ruolo e di giochi in generale (perlopiù di quelli ispirati alle mie opere o basati su di essi).

J: Com’è nata l’idea del formato webcomic e cosa ne pensi della sua diffusione?
B: Credo che “webcomic” non sia un formato, significa solo pubblicare su internet. Prendiamo Drizzit, ad esempio: il formato è quello di una comic strip classica, solo che anziché venire pubblicato su un quotidiano cartaceo, lo pubblico giornalmente sul web, sia su Facebook che altrove. Poi ovvio che pubblicare sul web richieda qualche accorgimento dal punto di vista del formato: la striscia a fumetti funziona, magari altri formati no. Comunque decidere di pubblicare sul web (soprattutto sui social) è un ottimo modo per ottenere visibilità in un mondo, quello dell’editoria, che è sempre stato molto chiuso offrendo poco spazio agli autori esordienti. Ora un esordiente può ottenere quello spazio in un modo nuovo: facendo conoscere il proprio lavoro al pubblico e ottenendo forza attraverso i consensi. Consiglio a tutti gli aspiranti fumettisti di tentare questa strada.

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J: Drizzit nasce sul web ma ben presto passa anche alla carta, com’è andata? Quando è nata veramente la storia?
B: E’ iniziato per gioco, è continuato perché sono testardo e mi piace davvero tanto quello che faccio, ed è finito che una casa editrice particolarmente attenta agli esordienti sul web si è resa conto che il mio fumetto valeva qualcosa. E’ stata Shockdom a contattarmi e a propormi di pubblicare il cartaceo con lei.

J: The Author sembra piuttosto autobiografico, davvero ti vedi così e hai un rapporto così conflittuale con le tue muse?
B: Sì, ma il mio rapporto nella realtà è trasposto in maniera fumettistica in The Author. Quello che voglio dire è che The Author racconta davvero quello che mi capita di vivere con le muse, solo che lo racconta diversamente. Per fare un esempio banale: io amo Talia, perché il fumetto umoristico è la cosa che mi viene meglio ed è la colonna portante del mio successo come autore. Nel fumetto, sono innamorato di Talia esattamente come lo sono nella realtà, ma nel fumetto è raccontato diversamente. Non so bene quanti lettori posseggono gli strumenti necessari per comprendere fino in fondo The Author, si tratta di un’opera molto più complessa di Drizzit, tuttavia cerco sempre di renderlo divertente a tutti i livelli, così anche chi non si ferma a scavare nel profondo può seguirlo e divertirsi ugualmente!

J: In The Author si parla spesso di racconti brevi. Sono mai stati pubblicati? Hai mai pensato di farlo?
B: A settembre uscirà la raccolta “Il Karma del Pinolo” edita da Del Vecchio Editore, che raccoglie una ventina dei miei racconti migliori.

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J: In tutti i fumetti e nelle discussioni ti batti per preservare la correttezza della lingua italiana, spesso in chiave comica (Wally), è davvero così importante o i mezzi di comunicazione «immediata» possono giustificare una pessima grammatica?
B:Sì, certo che possono. E’ chiaro che se mandi un tweet non puoi usare parole come “pedissequamente” e che abbreviazioni come ASAP o “scrivimi in PVT” o “mipiacciare” sono legittime. Così come è normale in una chat di un MMORPG usare termini come “killare” o “ressare”. La cosa terrificante è che, in mancanza di una educazione e di un’istruzione degne di questo nome, la gente disimpara l’italiano (o non lo impara proprio) e si finisce con sedicenni che non sanno coniugare il verbo essere perché, effettivamente, non l’hanno mai usato correttamente. In quanti mettono l’accento su “sì” affermazione? Quante volte nella mia pagina vedo scritto “striscie” con la i? Quante volte mi sono sentito dire “questa è una citazione a Forgotten Realms” quando invece si dice citazione DI Forgotten Realms? …se nessuno insegna alla gente l’italiano, poi è scontato che lo imparino da whatsapp.

J: Passiamo ad altro, sappiamo che di Drizzit esiste il gioco di carte (ce l’abbiamo, dobbiamo solo provarlo!) e il GDR. Come mai hai voluto crearli?
B: Sono due storie differenti. Il Gioco di Carte nasce da una proposta di Lucio (l’editore di Shockdom) che poi è stata raccolta da Mario (l’editore di Post Scriptum). Semplicemente mi intrigava l’idea di avere un gioco basato sul mio fumetto, e il gioco di carte, con tante illustrazioni e una meccanica semplice, mi sembrava l’opzione giusta. Il Gioco di Ruolo invece nasce dalla volontà dei ragazzi di Mini Games Studio, io inizialmente non volevo realizzarlo perché pensavo che fosse superfluo (esiste già D&D!). Ma sono stato convinto che un sistema più semplice e soprattutto focalizzato nel riprodurre le atmosfere del mio fumetto avrebbe potuto funzionare. Essendo un appassionato di GdR, una volta deciso che si sarebbe fatto, ho sposato il progetto appieno.

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J: Da grande fan dei giochi da tavola (come noi), hai qualche preferito?
B: Puerto Rico, Agricola, 7wonders, Kingsburg e tanti altri.

J: Pensi di lavorare ad altri progetti nel futuro o di continuare a sviluppare quelli in corso ancora a lungo?
B: Drizzit si concluderà con la 10ma serie. The Author non so, forse proseguirà finché non me ne stancherò. Ho tanti altri progetti in cantiere ma non mi piace pensarci, preferisco impegnarmi su quelli in atto per non distogliere l’attenzione.

Si conclude così la nostra intervista con Bigio, che ringraziamo infinitamente per la disponibilità! Ovviamente non posso fare altro che consigliarvi la lettura dei suoi lavori che trovate gratis su facebook (Drizzit e The Author)! Le avventure di Drizzit sono anche state pubblicate su formato cartaceo, assieme ad un gioco di carte, un GDR e un volume di The Author. Trovate tutto qui se siete curiosi!

Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

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