Giocato a Colonia: Metro Exodus The Two Colonels

All’evento stampa pre gamescom di Nvidia abbiamo visto un nutrito numero di giochi che supportano il raytracing, annunciato esattamente un anno proprio nella città tedesca. Uno di questi e Metro Exodus, titolo di A4 Games ovviamente già uscito su PC e console ma che sta per ricevere il primo DLC intitolato The Two Colonels.

In questo nuovo DLC abbandoneremo quasi del tutto la deriva open world di Exodus, apprezzata da molti ma non da tutti, perché vissuta quasi come uno snaturamento della serie (chi scrive la pensa cosi’ in effetti. Lasceremo da parte le lande desolate e zeppe di mostri che hanno accompagnato il nostro viaggio a bordo dell’Aurora per rientrare in oscuri corridoi e lugubri tunnel rigurgitanti di mostri, radiazioni e chissà quali altri pericoli.

La demo a cui abbiamo potuto giocare per circa 20 minuti all’evento di Nvidia si svolgeva in un punto piuttosto avanzato della nuova storia del DLC. Non vogliamo anticiparvi nulla, anche perché ci è stato detto ben poco a riguardo, quindi passiamo a descrivere l’esperienza. Ci siamo ritrovati nei classici corridoi oscuri e claustrofobici, tanto simili a quelli visti in Metro Last Light e 2033. Armati di un nuovo lanciafiamme, abbiamo dovuto farci strada per gli androni vuoti e gli stretti cunicoli di una base abbandonata da tempo. Un terreno fertile per i watchmen, lurkers e altri orrori e un ottimo banco di prova per la nuova arma. Avanzare nel livello non ha richiesto particolare discrezione, in particolare perché ogni scontro si teneva in “compartimenti”, ovvero zone ben distinte l’una dall’altra. Il classico loop di gioco in fase di esplorazione, dove non abbiamo davvero la possibilità di essere silenziosi. I nemici ci hanno attaccato da ogni direzione: da fessure nei muri, nei soffitti e nei pavimenti e tutti quanti sono periti sotto le fiamme devastanti prodotte dalla nostra arma. Il nuovo lanciafiamme è alimentato da benzina, ovviamente, ma anche da un sistema di carica a pompa, lo stesso già visto in Exodus l’anno scorso. La demo non ha rivelato praticamente nulla a livello di trama ma ha sicuramente portato qualche novità sul tavolo. Abbiamo molto apprezzato l’idea di metterci davanti un mini boss in grado di sfruttare il freddo contro di noi. Nello scontro finale della demo infatti, oltre ai nugoli di watchmen, abbiamo dovuto combattere anche un mostro nettamente più grosso e furbo. Non siamo bene riusciti a capire la dinamica ma probabilmente c’erano delle scorte di refrigerante da qualche parte attorno a noi perché in un paio di occasioni il nemico ha riempito la sala di nebbia prodotta dal refrigerante, estinguendo anche le fiamme che avevamo appiccato agli altri nemici. Una lotta non troppo dura invero ma sicuramente stimolante perché ha cambiato un pochino le carte in tavola!

Ma la demo di The Two Colonels proposta da Nvidia e A4 Games era decisamente più incentrata sulla tecnologia che non il gameplay in sé. Per questo DLC gli sviluppatori infatti hanno adattato la loro implementazione della tecnologia RTX delle schede video serie 2000. Al posto di usare un sistema di global illumination basato sul sole, come fatto nella campagna principale, si è deciso di applicare i calcoli del raytracing alle fiamme. Ovviamente, visto che la nuova arma è un lanciafiamme, gran parte della novità da un punto di vista tecnico era legata a quest’arma. Le fiamme prodotte illuminano in modo dinamico la scena, sia quelle che escono dalla punta del fucile sia quelle che si propagano su oggetti e nemici. All0inizio del test abbiamo provato a fare una fiammata in un corridoio buio e diritto, notando la luce che si spostava verso l’avanti con la progressione della vampata, estinguendosi piano piano e castando una convincente serie di soft shadows tra i vari elementi secondari della scena. Un’implementazione di RTX di grande effetto, secondo noi, più del gioco di base.

Una volta che ci siamo ritrovati in combattimento, le sale e i corridoi bui erano una festa di colori rosso fuoco, tra nemici che si contorcevano a terra tra le fiamme, oggetti che si riducevano in cenere e la luce prodotta dalla fiamma pilota della nostra arma. La luce diventa ancora più centrale qui perché diventa un vero e proprio strumento in mano agli sviluppatori nell’impostare il tono della scena, così come le sensazioni trasmesse dal gioco. Passavamo continuamente dall’oscurità alla luce vivida, in un ritmo serrato che ci ha davvero trascinati avanti nel gioco, curiosi di sapere quale orrore si celava oltre il prossimo muro. Il raytracing secondo Nvidia ha un reale senso d’essere in The Two Colonels e ci ha lasciato con la voglia di sperimentarlo ancora all’uscita.

Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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