Logitech MX Keypad
✓ Was uns gefällt
- 🟢 Schermini OLED molto nitidi
- 🟢 Software estremamente flessibile
- 🟢 Ottima qualità costruttiva generale
- 🟢 Pagine di scorciatoie multiple
✕ Was uns nicht gefällt
- 🔴 Gestione finestre attive
- 🔴 Prezzo non proprio popolare
Il panorama delle periferiche di produttività e streaming si arricchisce continuamente di soluzioni pensate per velocizzare i flussi di lavoro più complessi, strizzando l’occhio a quel pubblico di professionisti che non si accontenta delle classiche scorciatoie da tastiera (e che magari guarda con un certo sospetto ai prodotti della concorrenza più blasonata).

L’arrivo di questo piccolo blocco di controllo mira esattamente a riempire quello spazio tra la tastiera tradizionale e i software professionali più esigenti, puntando tutto su una griglia di mini display personalizzabili e una costruzione che non passa inosservata sulla scrivania (specialmente se passate le vostre giornate tra timeline video e suite di fotoritocco).

Schermini per me!
Analizzando l’hardware puro, il dispositivo si presenta con una configurazione tanto specifica quanto intrigante. Troviamo esattamente sei schermini OLED a colori incastonati nella scocca, affiancati da soli due pulsanti fisici (una scelta minimalista che sposta quasi tutto l’onere dell’interazione sui display stessi). La connettività è affidata a un cavo USB Type-C, mentre la scocca integra materiali plastici di prima scelta con una finitura opaca (che trattiene pochissimo le ditate, un vero toccasana per i maniaci dell’ordine visivo).

I display offrono una risoluzione adeguata per mostrare icone nitide, animazioni di stato e loghi delle applicazioni, con una luminosità ben calibrata che non acceca nemmeno nelle sessioni di lavoro notturne (e fidatevi che dopo otto ore davanti a un monitor da 49 pollici, i vostri occhi ringrazieranno).

Vedo solo quello che voglio
L’estetica segue fedelmente il linguaggio visivo a cui ci ha abituati la linea di periferiche avanzate di Logitech, con linee pulite, una base solida che non scivola durante la pressione e un’inclinazione studiata appositamente per garantire la massima visibilità dei sei OLED da qualsiasi angolazione (anche se la pulizia delle forme paga pegno con una leggera propensione a catturare la polvere negli interstizi tra i tasti).

La vera spina dorsale dell’esperienza d’uso è però il software di gestione, ovvero Logi Options+ (un ecosistema ormai maturo, capace di riconoscere al volo una marea di programmi attivi o installati sul sistema operativo). All’interno dell’applicazione è possibile mappare una marea di opzioni (davvero tantissime, pronte a soddisfare anche il nerd più esigente delle macro), spaziando da Photoshop ad Affinity Photo 2, passando per DaVinci Resolve, Spotify, Word, Chrome e decine di altri software che possono essere aggiunti direttamente con pochi clic. È possibile persino impostare più pagine di shortcuts per ogni singolo programma, moltiplicando esponenzialmente le funzioni disponibili sotto i polpastrelli (anche se la configurazione iniziale richiede un minimo di pazienza e tanta voglia di smanettare).

Uso quotidiano
Messo alla prova sul campo, il piccolo pad si comporta in modo estremamente reattivo, trasformandosi rapidamente in un vero e proprio alleato per velocizzare le operazioni ripetitive (specialmente quando si taglia il video su DaVinci o si gestiscono i livelli su Photoshop). La reazione dei tasti-schermo è immediata e il feedback visivo offerto dagli OLED evita di dover memorizzare combinazioni di tasti impossibili. C’è tuttavia un limite strutturale che fa storcere un po’ il naso durante l’uso quotidiano: non è purtroppo possibile fissare una schermata fissa su un’applicazione specifica se questa viene minimizzata o messa in secondo piano.

Di conseguenza, se abbiamo Spotify ridotto a icona nella tray di sistema, i comandi cambiano istantaneamente per adattarsi alla finestra attiva in quel momento, come potrebbe essere un documento di Word o una pagina di Chrome (un comportamento dinamico che a volte spiazza, costringendo a riorganizzare mentalmente la plancia di comando). Certo, possiamo disattivare la cosa (l’opzione esiste anche se non è proprio visibile) ma poi cambiare profilo è scomodo. Insomma, una quadratura del cerchio perfetta non c’è davvero.
Nonostante questo piccolo neo legato alla gestione delle finestre in multitasking spinto, la precisione nell’esecuzione delle macro non sbaglia un colpo e la stabilità della connessione non ha mai mostrato incertezze.

Schlussfolgerungen
Tirando le somme, questo keypad si rivela un oggettino estremamente carino (che ricorda molto, nei concetti di base, una certa fortunata serie di prodotti a marchio Elgato). Non è certamente un componente indispensabile per l’utente casuale, ma a dipendenza di cosa facciamo nella vita di tutti i giorni può diventare un vero salvavita, specialmente per professionisti e creativi che vogliono diverse macro comode e sempre a portata di mano. Un concentrato di tecnologia da scrivania che, pur chiedendo un esborso economico non indifferente (sui 100CHF), sa farsi perdonare grazie alla sua immensa flessibilità d’uso. Disponibile in bianco o nero!

