Splatoon-Räuber

Splatoon-Räuber

4.75

✓ Was uns gefällt

  • 🟢 Il gameplay da looter shooter garantisce un'esperienza estremamente additiva
  • 🟢 sistema di progressione e di personalizzazione RPG ben strutturato.
  • 🟢 tecnicamente solido...

✕ Was uns nicht gefällt

  • 🔴 ...ma la trama e le mappe di gioco sembrano molto basic, al limite del trascurato se confrontate al gunplay.
  • 🔴 il comparto artistico sembra non "risplendere" come sui passati capitoli, forse a causa della scelta della palette di colori
  • 🔴 Dopo 4-5 ore è molto ripetitivo.

Splatoon-Räuber appare come nuova esclusiva su Nintendo Switch 2 che punta allo stesso livello qualitativo di Yoshi e cerca di proporre quella formula avvincente che ha fin da subito caratterizzato i primi capitoli dello sparatutto nato su Nintendo Wii U. Con questo Spin-off appare chiaro come Nintendo ora ha unito gli entrambi universi di Inkling e Octoling, con un gameplay ora non più strettamente multigiocatore ma strizzando l’occhio altresì al giocatore singolo con un sistema di gameplay che crea dipendenza. Non più, pertanto, arene competitive da imbrattare con il maggior colore della propria squadra, bensì isole da esplorare e orde di Salmonoidi da abbattere, scimmiottando quello che è un genere ormai assodato da titoli concorrenti, in primis Borderland (scimmiottando, per così dire, Destiny, ormai abbandonato, di Bungie).

Il risultato è uno spin-off che riesce incredibilmente a dimostrare due cose apparentemente in contraddizione tra loro. Da una parte, che la serie può tranquillamente espandersi nel territorio delle esperienze rivolte al giocatore solitario. Dall’altra, che da un titolo multigiocatore si possono avere interessanti (e tante) idee, ma che, sotto certi aspetti, alcune sono meglio riuscite di altre, mentre talune non hanno fatto centro…ma procediamo con ordine.

Un looter shooter a tema inchiostro

Come da tradizione per le produzioni della casa di Kyoto, non si gioca a Splatoon-Räuber per la sua narrativa. Il Trio Triglio beneficia di una caratterizzazione eccellente in termini di personalità e mosse uniche, ma la loro presenza su schermo non viene sostenuta da battute memorabili o da un intreccio articolato. Nei panni della Macchinista, ovvero una nuova protagonista, ampiamente personalizzabile, ci si ritrova ad affrontare una campagna principale che si attesta sulle 6-8 ore di durata. La vera forza del gioco non risiede infatti nella longevità della storia, bensì in un loop di gameplay ripetitivo ma assai additivo, capace di tenere incollati i giocatori e gli scriventi allo schermo per ore…isola dopo isola.

La novità principale è rappresentata dall’introduzione di componenti ruolistici: dopo una prima selezione dell’archetipo, la personalizzazione del sistema d’attacco passa dalla scelta di uno dei tre serbatoi disponibili: il serbatoio Rapido, che punta tutto sulla mobilità, il Potente, laddove si predilige l’impatto frontale e il danno a corto raggio, e il Tattico, il quale permette di schierare torrette automatizzate per gestire lo scontro a distanza. Questa flessibilità offre a ogni giocatore gli strumenti giusti per affrontare le varie sfide e missioni proposte in corso di campagna.

Splatoon single player: armi, congegni e sistema di progressione top…ma basterà?

L’integrazione di equipaggiamenti meccanici e di un arsenale variegato amplia le opzioni tattiche rispetto ai capitoli della serie principale. Tornano tutte le categorie di armi storiche della serie, dalle Dualies ai fucili classici, pur con un comparto visivo che ricicla gli asset. Lo schema di controllo eredita l’ottima risposta di Splatoon 3, confermando la mira con giroscopio opzionale, la rigenerazione delle munizioni tramite il nuoto nell’inchiostro e l’elevata mobilità verticale. Insomma, i comandi di base restano fedeli a quanto già visto e non si propone sotto questo aspetto uno stravolgimento, se non per specifiche abilità del Trio Triglio a dipendenza di cui accompagna il giocatore durante le missioni.

La progressione del personaggio risulta ben bilanciata e incentiva costantemente l’avanzamento. Il potenziamento continuo delle armi e la pulizia delle isole dalle orde di Salmonoidi regalano immediate soddisfazioni, gestendo l’inventario in modo agile senza impantanarsi in menu complessi. A spezzare il ritmo degli scontri intervengono le tecniche, come menzionato poc’anzi, proprie del Trio Triglio: il Morso di squalo di Pinnuccia, la Pioggia di murene di Morena e la presenza scenica di Mantaleo, senza dubbio il personaggio più riuscito del gruppo. Nota di merito per la gestione delle sconfitte, che conserva l’esperienza accumulata ad ogni tentativo, evitando frustrazioni inutili e offrendo, in tal senso, un loot di ricompensa atto a far avanzare il proprio personaggio.

I tre livelli di difficoltà selezionabili fin dall’inizio: Turista, Predone e Sopravvivenza, laddove offrono una curva di sfida ben tarata nonché in grado di stimolare il giocatore senza mai sfociare nel punitivo. Superato un breve tutorial iniziale, il gioco proietta subito il giocatore nell’azione, alternando compiti rapidi di due o tre minuti a livelli più ampi della durata di una decina di minuti, perfetti per massimizzare il bottino. Sul piano visivo e prestazionale, Splatoon-Räuber sorprende per la pulizia generale. Nonostante le battaglie scivolino spesso nel caos cromatico, il titolo mantiene una leggibilità dell’azione impeccabile grazie ad un’ottima indicazione visiva delle minacce. Dal punto di vista hardware, il motore grafico garantisce un frame rate granitico a 60 framerate sia in modalità TV che sul display di Nintendo Switch 2. Centinaia di Salmonoidi e schizzi d’inchiostro possono affollare lo schermo simultaneamente senza causare incertezze o cali di fluidità. È infatti nella modalità a nostro parere che Splatoon Raiders dà il meglio di sé, sicché il gameplay e la costruzione delle missioni gira appunto intorno a un’esperienza in modalità piuttosto che per un’esperienza casalinga. Pur focalizzandosi sulla fruizione individuale, il titolo include una modalità cooperativa online e in wireless locale. Chiedere aiuto per affrontare un’incursione premia i partecipanti con materiali extra e bonus dedicati, garantendo sessioni fluide e prive di problemi di rete. Noi abbiamo potuto provare in alcuni specifici orari e giorni e promoviamo la qualità della connessione: l’esperienza multigiocatore era in effetti priva di lag. Buono, in effetti, questa predisposizione PVE piuttosto che al PVP, facendo una separazione netta fra i primi tre capitoli e codesto Spin-off.

Dove il gioco presta il fianco a qualche critica è sul fronte artistico. Gran parte degli ambienti si adagia su tonalità meno colorate dei livelli, mappe e stile dei capitoli principali, dando quel senso grigione un po’ estraneo a Splatoon. Rimane quell’effetto lucido dell’inchiostro il quale crea un piacevole contrasto, ma non basta a mascherare una direzione estetica quasi spenta. Ci piace però anche pensare che sia stata una paletta colori volutamente scelta per caratterizzare le Isole Spirhalite e separare quello che era il mondo di gioco dei capitoli principali con questa avventura perlopiù singolo giocatore inedita. Chiaro che, se fosse tale direzione artistica coadiuvata da livelli un po’ più elaborati avremmo anche chiuso un occhio sotto questo aspetto.  Pur il Gameplay semplice ma di impatto, il level design sembra meno elaborato in confronto alle mappe già viste su altri capitoli. Insomma, da Nintendo ci si apsettava magari un qualcosa di più. In effetti si ha come la sensazione di avere tra le mani un gioco che, sul fronte map e level design, sembra meno curato se comparato alla “recente” espansione di Splatoon 3 la Torre dell’ordine, rilasciata nel 2024 come contenuto aggiuntivo, la quale sembra realizzata con maggior cura.

Splatoon-Räuber non cerca di rivoluzionare il genere come fece il primo capitolo su Wii U, ma punta tutto sull’efficienza e sulla solidità della sua formula. La struttura frammentata, la fluidità di 60 fps senza incertezze, nonché la rapidità delle missioni lo rendono un titolo perfetto soprattutto per la fruizione portatile. Pur con i suoi limiti narrativi e un design degli ambienti a nostro avviso al di sotto delle potenzialità tipiche di altri brand della casa di Kyoto, Splatoon Raiders rappresenta comunque uno spin-off  più che discretamente riuscito e sarà interessante vedere se saranno previste espansioni o migliorie che svilupperanno una trama più dettagliata o assurge un level design con nuove mappe a diversificare i vari territori dell’isola. Beninteso, ci sentiamo però di affermare che, nel complesso, Nintendo potrebbe, con i giusti accorgimenti, aver scoperto il suo Borderlands, sicché le basi a nostro parere ci sono per un buon looter shoter. In effetti, il prezzo di lancio parla nettamente a suo favore, se confrontato alla media di altre esclusive (tra i 49.90 su eShop ad un massimo di 55 fr in rete, versione fisica). Insomma, affaire à suivre…

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Lass

Pusti ist einer der historischen Mitherausgeber von Joypad.ch

Rechtsanwalt, Gamer und Kletterer, hauptsächlich Nintendo-Konsolen- und PC-Spieler.

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