Yoshi nasce come personaggio di supporto per Super Mario: immaginato dapprima come un cavallo, viene poi introdotto come una “mount” nel famoso platform bidimensionale Super Mario World su Super Nintendi, mentre il primo gioco che lo vede protagonista, Super Mario World 2: Yoshi’s Island, risale nel lontano 1995, titolo che funge da prequel nell’universo di Super Mario: con la famosa cicogna che trasporta la versione baby di Mario e Luigi e l’incidente causato da Kamek. Nel corso degli anni non sono mancati altri titoli a scorrimento bidimensionale su conaole casalinghe e non, e Nintendo Switch 2 non fa eccezione, con l’arrivo di Yoshi and the Mysterious Book, previsto per il prossimo 21 maqggio 2026. Anche per questo capitolo Nintendo ha deciso di non discostarsi dal genere Platform, cambiando però parzialmente l’approccio di come i livelli/stage sono visibili nell’overworld introducendo un’enciclopia parlante chiamata Enzo. In sostanza, l’impressione che ci ha dato durante le nostre sessioni di gioco è quella di un’enciclopedia interattiva laddove Enzo spiega a Yoshi e, di riflesso, al giocatore, tutta la fauna del mondo di Yoshi nonché il loro comportamento nei livelli costruiti attorno ad essi, potendoli pure soprannonimare a piacimento. Ma procediamo con ordine.

Una caccia al tesoro con l’enciclopedia parlante

La meccanica centrale ruota, come menzionato poc’anzi, attorno all’enciclopedia vivente chiamata Enzo, che funge da sorta di “hub” narrativo e di progressione in tutti i differenti mondi di gioco. Quando Yoshi trova una creatura nelle pagine del libro, può utilizzare le sue caratteristiche e abilità per risolvere gli enigmi proposti nei livelli e, così, completandoli. I livelli vanno esplorati, procedendo ad un’analogia, come una sorta di caccia al tesoro di situazione che si presentano appena Yoshi completa un’azione richiesta. Tali azioni appariranno nel libro della creatura protagonista del livello, spiegandola in differenti contesti. Vieppiù, le pagine dedicate alle creature possono essere completate con nuove “situazioni” comportamentali sbloccabili anche nei livelli successivi. In effetti, se prendiamo l’esempio del fiore, il medesimo appare in più occasioni (non solo nel mondo uno, per intenderci) dando la possibilità al giocatore di completare le pagine di tale creature anche in altri contesti. L’esplorazione verticale rappresenta un elemento di novità significativo. Vi sono infatti livelli strutturati più verticalmente (come quello dedicato all’ombrello a forma di uccello), e livelli strutturati più orizzontalmente come da consuetudine della serie (come nei primi livelli introduttvi del mondo 1).
I caricamenti fra un livello e l’altro sono ridotti al minimo, ed esso si presenta unicamente se si entra in un’area specifica, se ci si teletrasporta in un altro stage o si ritorna all’hub principale (Enzo). La varietà delle mappe non riguarda solo la loro verticalità, ma anche gli stessi ambienti, tutti eterogenei fra loro (dalla costa alla foresta, per passare poi alla montagna o al deserto). Uno dei punti ineluttabili di Yoshi and the Mysterious Book risiede nella sua struttura esplorativa e nella gestione delle creature interattive. Le aree di gioco adottano una struttura con un inizio e una fine propria. Ogni mondo è concepito come un ecosistema separato, permettendo allo di offrire atmosfere che spaziano dalle foreste piene di alberi cavi alle spiagge con navi pirata. Cosa che però rende ancora di più atipico questo capitolo lato gameplay è la completa assenza di una barra di salute e, pertanto, della capacità del dinosauro verde di finire K.O. e, di conseguenza, senza mai fare game over. La semplicità del gameplay, offrendo al col tempo il moveset storico di Yoshi, come il lancio delle uova o lo schianto dall’alto, propone un livello di sfida che non è incentrato nella difficoltà contro i nemici, bensì nel saper scoprire tutti i segreti per completare le pagine di Enzo, offrendo un gameplay che oseremo definire basato unicamente sullo studio dell’ambiente di gioco. Pur tuttavia è lapalissiana la tendenza alla linearità dei livelli, ogni singolo stage è quindi ricco di dettagli che si possono scoprire per ampliarne la comprensione degli stessi. Ad esempio, il gioco introduce una “menagerie” di creature interattive che modificano il comportamento di alcuni oggetti ed elementi della mappa, creando un level design ricco di possibilità.
Riguardo all’aspetto di pura narrativa, in effetti la stessa è completamente assente: appaiono certamente Kamek e Baby Bowser in alcuni stage, ma la loro apparizione è quasi fine a se stessa, sicché la narrazione viene presa a carico principalmente da Enzo. Questo titolo, in effetti, è chiaramente rivolto a un pubblico più giovane, pur offrendo una quantità sorprendente di contenuti da sbloccare e scoprire, rivolgendosi anche a quel pubblico di videogiocatori che appartengono alla categoria dei completisti. Gli enigmi, come descritto poco sopra, non sono sempre evidenti da scoprire e la perizia di Nintendo nel nasconderli in maniera quasi geniale danno vita a fenomeni ambientali d’effetto capaci di alterare le creatire stesse o il level design. Riassumendo, la trama si traduce in un’esplorazione caccia al tesoro in cui Yoshi entra nelle pagine di Enzo sicché egli interagisca con varie creature. Ogni capitolo che presenta creature diverse, ciascuna con attributi unici.
La durata della campagna principale si attesta su circa 30-35 ore per un completamento completo, risultando a nostro avviso ben bilanciata in termini di sfida. Il livello di difficoltà è tarato per non far mai sentire il giocatore veramente smarrito, un approccio che favorisce la fluidità. L’esplorazione della mappa richiede pazienza, essendo una sorta di modalità difficile integrata in ogni livello di gioco con segreti molto ben studiati.
Una sorta di documentario interattivo dedicato al mondo di Yoshi

Yoshi and the Mysterious Book raggiunge prestazioni tecniche di buon livello che meritano una valutazione approfondita. Il gioco mantiene un frame rate stabile a 60 fps nella modalità standard, con un’opzione che privilegia la fluidità massima fino a 120 fps ottenuta, come tipico, riducendo la risoluzione. Questa eccellenza tecnica si sposa con una direzione artistica di grande impatto che rappresenta uno dei punti di forza principali del titolo.
Lato grafico, il titolo abbraccia un’estetica da libro illustrato che rappresenta un ritorno alle origini stilistiche della serie, evolvendosi dai mondi di lana di Woolly World e dagli ambienti di cartoncino di Crafted World. L’uso degli shader è notevole: gli ambienti e i personaggi sono resi con un effetto che simula disegni a matita colorata e acquerello, creando l’impressione di una pagina fisica piuttosto che di una resa puramente digitale. Gli effetti, le ombre e le texture sono ad alta risoluzione, sebbene si noti un certo pop-in degli elementi a una distanza ridotta, tipico di molti titoli open-world. Particolarmente apprezzabile è il trattamento dei bordi dei livelli: arrivando ai margini di un’area, il colore sfuma gradualmente, come se ci si avvicinasse al limite di una pagina reale oltre il quale l’inchiostro non è ancora arrivato. È un espediente sottile ma efficace, che rafforza la sensazione tattile e artigianale dell’insieme e che richiama esplicitamente l’eredità dei contorni a matita di Yoshi’s Island. L’animazione di Yoshi è stata caratterizzata da un effetto “frame-dropped” (scatto volontario dei fotogrammi), che in alcune occasioni ricorda l’output di un libro animato, preservando il senso di movimento manuale e disegnato a mano. La colonna sonora assurge l’esperienza di esplorazione e di gioco. Le melodie fondono elementi orchestrali delicati con sonorità più leggere, adattandosi perfettamente all’atmosfera giocosa e rafforzando la sensazione di scoperta in ogni area. Riprende le melodie della serie aggiungendo nuove composizioni per le fasi di esplorazione, con un uso sapiente dei temi ricorrenti che crea continuità con i capitoli precedenti.
Yoshi and the Mysterious Book non raggiunge pienamente l’ambizioso obiettivo di fondere l’eccellente formula della serie con un grande hub centrale e una trama focalizzata sui personaggi. Tuttavia, tale difetto non mina il lavoro svolto per questo capitolo: Yoshi eccelle quando si concentra sui suoi punti di forza, ovvero l’esplorazione e l’atmosfera giocosa all’interno delle grandi mappe. Il gioco di per sé ricorda molto Yoshi’s Island per lo stile artistico, proponendo al contempo un’interessante maniera costruttiva, quasi educativa, di esplorare gli stage e sbloccare tutti i livelli. Il risultato è un ritorno alle origini che riesce a raggruppare tutta l’esperienza accumulata con i titoli passati, offrendo un’evoluzione naturale e innnovativa della formula. Sebbene non si possa parlare di un capolavoro assoluto al livello dei titoli di punta della casa, l’equilibrio tra nostalgia e innovazione meccanica rende questo titolo un’aggiunta preziosa alla libreria della Switch 2. È un piccolo regalo non solo per i più giovani ma anche a chi ha sempre apprezzato i giochi con protagonisti il dinosauro verde.
The Good
- Gameplay semplificato, ma d'impatto con le mosse tipiche di Yoshi
- Tante creature, vecchie e nuove conoscenze in un level design variegato e che non stanca mai
- Backtracking per i completisti d'obbligo, ma mai tedioso
- La direzione artistica si ispira al primo capitolo della serie con protagonista Yoshi
The Bad
- Framerate a volte cala in alcuni specifici contesti
- Si poteva osare di più sul ruolo di Baby Bowser e Kamek
- L'assenza di una barra della vita o dell'impossibilità di fare Game over non piacerà a tutti



















