Sony Xperia XZ1 Compact

Scritto da il il Recensioni Hardware

Sony Xperia XZ1 Compact

Quando acquistai un Samsung Galaxy S8 circa sei mesi fa, mai mi sarei detto di ritornare a un form factor standard (16:9) raccolto in soli 4.6 pollici di schermo. Xperia XZ1 Compact è un dispositivo con delle fattezze “meno futuristiche” rispetto al mio precedente S8 e agli altri top gamma della concorrenza. Il piccolo flagship di Sony viene giudicato come esteticamente vecchio: gli altri smartphone di pari categoria sono più arrotondati e meglio ottimizzati nelle cornici, spesso  con un aspect ratio 18:9 (o 2:1). Ciò mi rimanda a circa una settimana e mezzo fa, quando la mia dolce metà mi vide arrivare con il piccolo di casa Sony e la sua simpatica reazione. Guardandolo in un primo momento, mi disse apertamente e affettuosamente di come fosse bruttino, in particolar modo di come assomigliava a un vecchio telecomando squadrato (di come effettivamente il samsung era molto più bello). Effettivamente le cornici, sopra e sotto lo schermo, non passano inosservate, sopratutto se quest’ultime sono ricoperte da un bellissimo colore azzurrino cielo, ornate di un grande sensore fotografico, due casse stereo simmetriche, un sensore per la luminosità automatica e un piccolo led RGB per le notifiche.

Sì, perché Xperia XZ1 Compact e XZ1 standard non puntano al trend che hanno avviato le due case coreane LG (con LG G6) e Samsung (con Galaxy S8) del form factor 18:9 borderless a tutto schermo frontale, così come i nuovi flagship del colosso di Cupertino con Iphone X, Google con Pixel 2 XL e molti altri. Sony è stata molto tradizionalista ed ha deciso di mantenere il famoso design “omnibalance” che caratterizza la serie Xperia dal 2013 a quest’oggi.

Xperia XZ1 Compact rappresenta un grande ritorno per Sony e la sua storica gamma “Compatta”, che subì un trattamento differente la scorsa generazione con la gamma Xperia X. Quest’ultimo fu il Compact “meno” potente della casa nipponica, appartenente alla fascia media e non più alla fascia top come i modelli passati. Probabilmente parte del cambiamento fu dovuto alla ristrutturazione di Sony Mobile e il passaggio alla nuova nomenclatura X. Assieme ad XZ1 e XZ Premium, XZ1 Compact è il terzo flagship della casa nipponica.

Design Omnibalance “nostalgico”

Quando aprì per la prima volta l’imballaggio di questo Xperia XZ1 Compact mi ha prevalso una sensazione di nostalgia. Piccolo, ergonomico, semplice, un telefono “Compact” ancora più piccolo dei modelli standard degli attuali iPhone standard (4.7 pollici), del medio gamma A3 di Samsung (4.7 pollici) o del medio basso gamma LG Q6 (5.5 pollici borderless 18:9). Caratterizzato dal suo piccolo schermo 16:9 spalmato su 4.6 pollici, Xperia XZ1 Compact non offre oltre la risoluzione HD e, quindi, più meno una densità di pixel di 320 ppi. Sarebbe stato meglio un Full HD? Possibile. Ad occhio e croce, sarebbe stato fondamentale una simile risoluzione? Ma sopratutto ce ne saremo accorti della differenza con la sola risoluzione HD? Ne dubito fortemente, o meglio, forse solo in ambito VR. A differenza del fratello maggiore, XZ1 Compact non supporta l’HDR10. Tuttavia offre una luminosità che supera i 600 nit (che per un LCD-IPS è un ottimo risultato) e una lettura sotto il sole che, con l’Xperia Z3 Compact o Z5 Compact, ci sognavamo. Assenza dell’HDR perfettamente compensata da due calibrazioni proprietarie: la tecnologia Triluminous Display (rebrand del Quantum Dot), la modalità Super Vivid, e la terza con copertura standard sRGB (denominata modalità professionale). La resa dei colori, nella modalità standard Trilouminous si attesta nella media, parimenti non è molto differente la resa attraverso la modalità professionale (sRGB). Con la modalità Super Vivid invece i colori risultano contrastati e piuttostosparati a “modo di Amoled”. Ma la buona qualità di questi piccolo pannello avviene attraverso la modalità X-Reality Engine, che si attiva unicamente per i contenuti multimediali (foto e video). In quel frangente si gode di tutta l’esperienza della casa nipponica nella resa dei colori dei display, con video chiari, vividi e ancora molto fluidi. Una qualità impeccabile, che non fa pentire dell’assenza dell’HDR10. Effettivamente su un piccolo schermino da 4.6 pollici non so quanto avremmo goduto di quest’ultima implementazione software, seppur sarebbe stata in ogni caso gradita. L’unica critica da muovere è chiaramente legata alla riproduzione del nero, che non risulta totalmente profondo, dovuto alla tipologia di pannello. Si tratta di un LCD IPS caratterizzato da un contrast ratio leggermente più basso del modello standard XZ1.

L’ergonomia di questo compact permette di raggiungere con il dito ogni angolo dello schermo e di impugnarlo comodamente con una sola mano. Ammetto che passare dal più recente 18:9 e 68 mm di Galaxy S8 ai 16:9 e circa 65 mm pùi soli 129 di altezza di questo XZ1 Compact non mi fa rimpiangere il top gamma della casa coreana, o, per meglio dire, il design borderless. Quando anche Sony adotterà un design borderless (come già confermato dalla stessa), sarà curioso constatare se il cambiamento di rotta riuscirà a mantenere la stessa comodità di un modello standard come XZ1 Compact. Ribadiamo che proporre telefono a tutto schermo, con un form factor stretto e allungato, con una certa “altezza”, ne inficia l’usabilità a una mano sola. Personalmente sono stato obbligato ad usare il Samsung S8 con due mani, anche solo per visualizzare le notifiche (fortunatamente risolto con le gesture del sensore di impronte, neanche lui tuttavia il massimo della comodità) o ripiegare a soluzioni terze parti per non dover ogni volta scomodarmi più di tanto (nova launcher). Sarebbe peccato se Sony cadesse nello stesso “difetto” degli altri competitor, si spera che la casa nipponica trova una soluzione comoda anche per questo tipo di design, magari mantenendo le stesse identiche fattezze ma aumentando leggermente i pollici dello schermo (tipo 4.9”), poiché le dimensioni di XZ1 Compact sono perfette per chi, come il sottoscritto, non cerca uno smartphone top gamma da oltre 5.2 pollici.

Xperia XZ1 Compact è un top gamma che, purtroppo, è stato leggermente castrato in alcuni elementi. Probabilmente scelte intraprese per mettere in migliore luce il modello standard XZ1. A livello di connettività abbiamo la stessa componentistica del fratello maggiore, ma l’antenna è una LTE Cat15. Niente di troppo eclatante, parliamo in ogni caso di 800 Mbit/s in download (al posto del massimale 1 Gbit/s Cat 16 di XZ1) e un upload di 500 Mbit/s. Dubitiamo che in Svizzera potremmo risentire di questo taglio e raggiungere anche solo i risultati teorici dichiarati. A stento in Ticino (zona Lugano o Mendrisio) supero i 100 Mbit, il miglior risultato fu  un massimale 400/500 Mbit/s in download nel centro Lugano con il Galaxy S8 (Xperia XZ1 Compact si comporterà uguale).

Più controversa è invece la questione USB Type C. In tutti i siti di tecnologia questa è marcata come di tipo 2.0 e non la recente 3.1 gen 1 come gli attuali top gamma e il fratello maggiore XZ1. Eppure, personalmente, sono riuscito a trasferire 5 GB in meno di un minuto attraverso il Macbook Pro 15 2017 (utilizzando il tool Android file transfer), probabilmente merito della memoria interna da 32 GB di tipo UFS 2.1. Personalmente ritengo che possa essere una porta 3.1 gen 1, ma non posso affermarlo con estrema certezza. Da una parte si potrebbe pensare che Sony abbia tagliato anche questo aspetto, ma avendo già “sacrificato” l’antenna LTE, tolto l’HDR10 e dimezzata la memoria interna, personalmente ritengo una porta USB 2.0 sia un un po’ eccessiva. Sarà ben mascherata, tuttavia trasferire 5 GB in circa un minuto nasconde molto bene l’appartenenza a un vetusto USB tipo 2.0, ma tant’è…i dati “ufficiosi” sembrerebbero quelli.

Una batteria infinita

Avendo già avuto in passato uno Z3 Compact avevo già testato direttamente l’autonomia tipica dei prodotti Sony. Con un uso nella norma è possibile concludere ben due giorni di autonomia (quasi nove ore e mezza  di schermo con 4 account mail push attivi, tutti i social, navigazione attraverso Chrome Beta, ma senza giocare). Noi non rappresentiamo la norma, gli smartphone li stressiamo (soprattutto il sottoscritto con il tethering sul luogo di lavoro). Spesso con Galaxy S8 mi sono ritrovato costretto ad avere con me una powerbank, non appena toccavo le 15 e il telefono era letteralmente morto. Con XZ1 compact, da ormai una settimana, non ho più toccato la mia batteria portatile. Ebbene, sotto stress con ben tre ore di tethering, 4 account mail attivi (due Gmail, uno della redazione e il personale di Outlook), Push e sincronizzazione social in funzione (whatsapp, telegram, Skype, instagram, facebook, facebook messenger, tumblr, reddit) ho tranquillamente totalizzato le 5 ore di schermo arrivando tranquillamente alle 19:30/8 di sera (o alle 22 se nel mentre sono stato in palestra e a nuotare). Senza usufruire del tethering durante il giorno, le ore di schermo aumentano sensibilmente e spesso incomincio il ciclo di ricarica verso mezzanotte con ancora un buon 15% di batteria e ben 7 ore di schermo acceso in totale. Ore di schermo che aumenterebbo ulteriormente se attivassi la modalità stamina non al 25% ma bensì al 50%, raggiungendo tranquillamente oltre le 9 ore di schermo acceso come precedentemente detto.

Lo Snapdragon 835, le ottimizzazione dei processi in Android Oreo, lo schermo unicamente HD e l’ottimizzazione Sony con Stamina hanno fatto sì che la batteria da 2700 mah compiesse miracoli. Attualmente è il primo smartphone top di gamma a raggiungere simili risultati in mio possesso.

Senza poi citare la gestione del calore sulla scocca e sotto stress: praticamente inesistente. Se confrontato ai modelli passati quali Z5 Compact e Z3 Compact, questo XZ1 Compact è un frigo. Gli unici momenti che diventa leggermente tiepido sono le lunghe sessioni mentre riprendiamo un video in 4k o giochiamo sotto carica (Digimon Links o Fire Emblem Heroes). Ma in ogni caso mai abbiamo riscontrato un messaggio di errore di Overheating, notifica che spesso appariva su schermo dopo un uso prolungato del terminale non appena si avviava l’app fotocamera, problema noto dei modelli succitati.

Buona l’implementazione di Stamina, storica modalità risparmio energetico di Sony che, per un momento, fu levata con Android Marshmallow per poi essere reintrodotta in Nougat. Ora, con Android Oreo, si sposa perfettamente con le ottimizzazioni del software stock che limita alcuni inutili processi in background. Stamina si attiva automaticamente a partire da una certa percentuale (modificabile dall’utente) ed offre tre differenti profili. Il primo limita i dati, la sincronizzazione automatica, X-Reality Engine e le frequenze della CPU e GPU. Il secondo limita unicamente le frequenze (leggermente e non pesantemente) e la modalità X-Reality Engine. Mentre l’ultimo mantiene le performance inalterate (o quasi) e limita unicamente le personalizzazioni di miglioramento dell’immagini e dei video.

In combo con Qnovo, denominato ricarica intelligente, limita i cicli di ricarica della batteria preservando la salute della batteria nel corso del tempo. Fin troppi Xperia appartenente alla fascia Z3 o Z5 hanno subito una degradazione piuttosto importante nel corso di un anno, anno e mezzo di utilizzo. Con Qnovo la Rom Xperia ricarica intelligentemente il telefono, lentamente e secondo le abitudini dell’utente. Xperia XZ1 Compact raggiungerà automaticamente il 100% poco prima della sveglia mattutina.

Android Stock in tutto il suo splendore

Salutiamo alcune funzioni più avanzate presenti in altri competitor. Citiamo la samsung Experience: funzioni simil DeX, visori (seppur il supporto a Google Daydream è previsto di serie, ma visto lo schermo poco risoluto lo sconsiglio vivamente), ridimensionamento a finestra delle applicazioni, bordi edge, bloatware di vario genere per servizi specifici ed integrazioni con altri prodotti della stessa casa madre (Samsung connect, Smartwitch e via dicendo). O anche altre personalizzazioni più pesanti come quelle di LG o Huawei (Emui).

Sony, come HTC, ha puntato unicamente all’esperienza Android Stock caratterizzata prevalentemente dai servizi Google, e tutto quello quello ad esso correlato. Niente assistenti personalizzati alla bixby ma bensì Google Now ed Assistant (non ancora disponibile in Svizzera o in Italia in lingua italiana), Google Calendar, Chrome come Browser di serie, gmail e via dicendo. Precisiamo che Sony offre comunque un minimo di personalizzazione nelle sue Rom, a titolo d’esempio citiamo il Dialer, la UI della fotocamera, il supporto ai temi, l’invasivo antivirus AVG (disattivabile ma non disinstallabile), creazione 3D, l’album immagine, i video, il lettore musicale e chiaramente il launcher Xperia Home. Tutto il resto riprende fedelmente l’interfaccia e le funzioni di Android Stock, così come l’ottima gestione delle notifiche, i dot e le scorciatoie alla pressione dello schermo (una sorta di 3D touch della Apple senza hardware della pressione dedicato). Non manca il supporto a protocolli specifici come il DLNA, il Mirroring tramite Miracast e il collegamento con il Dualshock 4 di Playstation 4. Gli applicativi Sony sono tutti perfettamente ottimizzati, l’utilizzo del Dualshock 4 permette di usufruire il Pad per tutte le operazioni a schermo, compresi chiaramente giochi ed emulazione. L’unica critica delle succitate app è l’album delle immagini che, spesso, fa una certa fatica nel mettere a fuoco le foto appena catturate o particolarmente pesanti. Comportamento bizzarro visto il tipo di memoria di massa (UFS 2.1) e la potenza del processore, forza bruta  che di certo non manca non manca a questo telefono. Tuttavia è un difetto software che sony si trascina dai modelli passati, in un certo senso un vero peccato che non abbia mai corretto la lentezza del rendering dell’album fotografico. Comportamento che non si verifica sfruttando app di terze parti, quali Google Foto per fare un esempio.

Il sistema è leggero, la home Xperia e l’intera UI sono fluide e performanti, le app si avviano istantaneamente, ugualmente lo switch fra le applicazioni nel task manager che riprende le fattezze e le funzioni di Android Oreo. Sony non ha ritoccato il sistema Android Stock proprio per diminuire il tempo di attesa degli aggiornamenti di sistema e di sicurezza. Insomma, con questo smartphone difficilmente si noteranno quei rallentamenti tipici della saturazione della ram (simili ai Galaxy S8, S8 Plus, LG G6 e via dicendo dovuta alla pesante personalizzazione del produttore). I 4 GB di ram sono gestiti egregiamente e il refresh delle applicazioni e dei tab di chrome è nullo. Naturalmente grazie all’assenza di bloatware e determinati servizi avviati in background, Sony non è stata costretta ad adottare 6 GB di ram per i suoi flagship grazie anche alle ottimizzazioni di Oreo in questo ambito.

Infine la personalizzazione audio è di ottima fattura e lascia grande scelta nella gestione dei profili. Clear Audio + si è dimostrato ottimo per l’audio in cuffia, parimenti l’effetto DSEE HX che trasforma la musica compressa in una resa simile all’high-res audio, anche in streaming (escluso Spotify, che dovrebbe implementare il supporto per questa modalità). L’equalizzatore è multifunzionale e altamente personalizzabile. È possibile estrapolare il miglior suono possibile tramite i nostri gusti. Purtroppo ci riserviamo un piccolo disappunto per l’audio in cuffia, buono ma non top come ci aspettavamo, in altre parole la critica concerne unicamente il volume non particolarmente alto (nella media, probabilmente sarà corretto con dei futuri aggiornamenti software). Buoni gli speaker frontali, l’attivazione di S-Surround fa davvero la differenza e aumenta sensibilmente il volume prodotto dell’audio, offrendo un’esperienza “stereo” ottima. Non siamo molto distanti dal Boomsound di HTC o dalle casse stereo del flagship Nokia 8 di HMD, configurazioni top per questa categoria, poiché il volume risulta in ogni caso leggermente inferiore a quest’ultimi a parità di Db. Ma Xperia XZ1 Compact si sa difendere molto bene sotto questo aspetto.

Un compatto che eredita la fotocamera del fratellone XZ Premium

Il reparto fotografico è sempre stato uno dei più dibattuti nella gamma Xperia. Sony è di certo il primo produttori dei sensori fotografici mobile al mondo, eppure il suo algoritmo e la sua personalizzazione software si piazza spesso sotto agli smartphone della stessa fascia. Con Xperia XZ1 e XZ1 Compact la situazione è migliorata di molto se confrontata alla gamma Xperia X, ma rimangono qualitativamente inferiore per quanto concerne un contesto di scarsa luminosità o una soluzione dual cam come l’attuale Note 8, Iphone X/8 plus o LG V30.

La modalità automatica dei Sony è buona ma non entusiasmante. In contesto di buona luce giornaliera, la qualità non si discosta particolarmente dagli smartphone top gamma concorrenti. In caso di scarsa luminosità, tramite lo scatto automatico il risultato è solo sufficiente / soddisfacente. Per ottenere buoni risultati, l’utente è costretto a mettere mano nella modalità manuale e lavorare con l’ISO. Nel complesso la personalizzazione software e la qualità dello scatto automatico si piazza qualitativamente sotto ai modelli come HTC U 11, Pixel, Galaxy S8, Note 8 o i nuovi iPhone. Tuttavia la modalità manuale estrapola dai Sony tutto il potenziale dei piccoli sensori, e non è poi coì impossibile raggiungere un risultato qualitativamente vicino ai top gamma concorrenti equipaggiati da un software migliore. La velocità di scatto è instantanea, grazie anche al tasto dedicato posto nella parte laterale bassa della scocca. Se tenuto premuto permette di avviare la fotocamera velocemente e di catturare alcuni momenti istantaneamente. Lo scatto multiplo è davvero velocissimo ed è capace di salvare numerose foto in una frazione di secondo. Successivamente il software selezionerà automaticamente le migliori , cosi da avere differenti scatti tra cui scegliere.

È doveroso affermare che il sensore IMX 400 soffre di una distorsione degli elementi formando una leggera ellissi delle linee dritte, dovuto al grandangolo del sensore.  Quest’ultimo non è disattivabile dalle impostazioni della fotocamera. Se catturati da vicino determinati elementi, come nel caso della tastiera di un Macbook, si potrà notare la leggera curva che la lente grandangolare produce sulla tastiera. Parimenti anche con alcuni elementi, posti ai lati e in sfondo, vengono leggermente stortati ed alterati. Vedasi nel caso della libreria: la separazione fra quella di sinistra e quella di destra risulta storta. Inoltre le librerie hanno una sorta di effetto “discesa”. La distorsione è meno evidente se sfruttiamo applicazioni terze parti, come la Pixel camera recentemente resa disponibile nella community Android, che non sfrutta effettivamente il grandangolo del sensore. La totale assenza della distorsione è nel caso che riprendiamo un video (screenshot terza foto), poiché visuale risulta ridotta non sfruttando il grandangolo della modalità foto. In questo caso le linee della libreria in questione sono perfettamente dritte. Purtroppo non si tratta di un vero e proprio difetto ma da una peculiarità del sensore, che permette di catturare più elementi possibili in una visione quasi panoramica. Per alcuni potrebbe essere una soluzione non apprezzata, se cercate un camera phone con un buon grandangolo senza distorsione è necessario puntare ad altre tipologie di terminali, come la dual cam di LG V30 e LG G6.

 

Citiamo la modalità Steadyshot che compensa l’assenza dell’OIS e permette di catturare le immagini senza rumore. Quest’ultima è una correzione software che funziona piuttosto egregiamente. Chiaramente se il sensore avesse avuto anche l’OIS dedicato sarebbe stata indubbiamente un bel plus. Per concludere il reparto fotografico, come nella recensione del fratello maggiore, questa piccola cam è la conferma che “nella botte piccola c’è comunque il vino buono”. Certo, a patto di accettare la distorsione del grandangolo incorporato nel sensore e di sfruttare la modalità manuale per le foto con scarsa luce.

Naturalmente esistono delle chicche che compensano alcune mancanze come l’OIS o il grandangolo invasivo. Citiamo i video a 960 fps che, grazie alla dram incorporata nel sensore, permettono la cattura di 3 secondi in ultra slow motion. Essi possono essere ripresi singolarmente o integrati durante la ripresa di un intero video. Le riprese che, qualitativamente parlando, sono eccellenti grazie alla presenza dell’EIS meccanico nel sensore (non disponibile per il Full HD a 60 fps) e la diminuzione dell’angolo di visione senza sfruttare il grandangolo, che non distorce le linee degli oggetti nei frame. Il formato di compressione permette una qualità complessiva più che buona: in H.265 o in H.264 e fino a una risoluzione 4k a 30 fps. Chiaramente è consigliato l’ausilio di una Micro SD classe 10 piuttosto capiente per sfruttare la risoluzione massima 4K, poiché il taglio da 32 GB non risulta particolarmente capiente a scopo di ripresa. La “creazione 3D” è una funzione che riprende fedelmente quello già visto su XZ1 in cui, sfruttando la realtà aumentata, possiamo creare dei modelli tridimensionali delle persone.

Fotocamera frontale che passa da 13 mpx dell’XZ1 a 8 mpx di questo Compact, probabilmente dovuto al minor spazio disponibile. Tuttavia la diminuzione della risoluzione ha permesso l’implementazione di 120 gradi nell’angolo di cattura (vedi foto soprastante). Soluzione simile ai vari selfie phone distribuiti da altri competitor. La qualità è buona, magari una troppa sovraesposizione della luce diretta. Chiaramente le foto possono essere modificate sfruttando appieno la modalità manuale e con filtri dedicati. I selfie possono essere facilmente scattati in gruppo senza l’ausilio di un Selfie Stick. O altrimenti per chi, come me, ha qualche problemino di spalle larghe e ha bisogno letteralmente di spazio.

Nel complesso uno Smartphone che teniamo a giudicare con una certa lode. È raro trovare simili prodotti di fascia alta (escluso iPhone 8, 7 standard ed iPhone SE) caratterizzati da un hardware da top gamma in dimensioni molto ridotte. È vero, è doveroso ribadire che lo schermo non è un QHD, ma nemmeno da 6 pollici. O un software della fotocamera all’altezza dei nuovi Pixel, Iphone X o Galaxy Note 8, fatto che la gamma Xperia si trascina da anni, seppur molto migliorata. Tutto questo è compensato dalla buonissima ergonomia e una batteria che fa impallidire qualsiasi altro smartphone, nel complesso anche solo questi due elementi rendono Xperia XZ1 Compact un prodotto che si difende molto bene dagli altri big del settore. Chiaramente è una questione di scelta e di necessità dell’utente. Chi vuole schermi grandi e con alta risoluzione mai dovrà optare a questo telefono, viceversa, l’utente che desidera sostanza ed in un’ergonomia compatta cade in piedi con questo modello.

 

 

Ci piace

  • autonomia pazzesca
  • piccolo, potente, tascabile e maneggevole
  • qualità audio complessiva ottima
  • X-Reality engine per i contenuti multimediali
  • schermo molto luminoso con un'eccellente produzione dei colori

Non ci piace

  • fotocamera posteriore buona, ma alcuni potrebbero non apprezzare il grandangolo
  • estensione del volume in cuffia migliorabile
  • solo nel taglio di 32 GB di memoria
  • contrasto dei neri nella media e niente HDR10
Ardral

Scritto da : Ardral

Studente, sportivo (nuotatore e crossfitter), redattore, tra le varie attività e passioni quella dei videogiochi rimane una delle principali. Amante delle proprietà intellettuali targate Nintendo e PC Gamer tramite un leggerissimo RoG da 5 kg, il Pusti è uno degli storici redattori in quel di Joypad.

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.