Xenoblade Chronicles 3

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Xenoblade Chronicles 3

Xenoblade Chornicles 3 è il terzo capitolo della famosa saga Xenoblade uscita su console Nintendo. Vale a dire, un diretto seguito di entrambi i capitoli usciti su Nintendo Switch (fatta eccezione dello spin off Xenoblade Chronicles X su Nintendo Wii U), dalle stesse caratteristiche e “anima” ma con novità che faranno piacere a molti. Il nuovo gioco di ruolo giapponese creato dal team di Tetsuya Takahashi, in confronto ai predecessori, ha decisamente una partenza decisamente più lenta, con un gameplay che va vissuto nel corso dell’avventura. Xenoblade Chronicles 3 racconta di una storia piena di umanità con un’influenza fantascientifica, come d’altronde lo sono pure i predecessori. Eppure, questa volta, il nuovo capitolo punta ad unire le passate esperienze in una storia e gioco maturo, che ingrana col tempo ma, soprattutto, racconta delle vicende tristi e truci allo stesso tempo.

La trama di Xenblade Chronicles 3 ingrana lentamente. Unico di per sé dato di fatto negativo poiché, dopo le prime 15 ore iniziali, il tutto comincia letteralmente a decollare: sia a livello di dialoghi che di colpi di scena. Aionios è un continente gigantesco che può essere liberamente esplorato dal giocatore anche dai primi momenti di gioco, maggiore è il tempo impiegato nell’esplorazione, maggiore sarà il tempo di riflesso impiegato nell’innescare il decollo della trama. Tornare sui propri passi, esplorare montagne o laghi, luoghi nascosti, e via dicendo, lascia quel senso di mondo gigantesco tipico dell’universo targato Xenoblade. Il mondo di gioco è molto vasto, ma, di per sé, si tratta di un openmap che separa le differenti regioni. Eppure, la diversità fra i biomi è veramente estrema anche tra una regione all’interno dell’unica grande mappa: dal deserto alle pianure passano letteralmente pochi metri di percorso…o sono separati da una semplice grotta.

Vi sono dunque scenari iconici come il deserto, i monti innevati, la giungla e così via, Monolith Soft ha nuovamente stupito con le scelte topografiche sviluppando la mappa sia in orizzontale che in verticale. La collocazione dei mostri nella mappa ricorda in parte Xenoblade Chronicles X per Wii U, con una tendenza ad utilizzare il livello e l’aggressività dei nemici come indice di progressione. Resta quindi piena discrezione del giocatore esplorare luoghi secondari: a proprio rischio pericolo di incappare in mostri di un certo livello, ora suddivisi per mostri standard, mostri che droppano materiali rari, Boss Blu e Boss arancioni con un proprio nome.

Una lotta alla sopravvivenza…

Aioionos, il mondo di gioco, è letteralmente strepitoso in termini di level design, varietà e composizione artistica delle ambientazioni. Monolith Soft ha aggiustato il tiro sull’esplorazione scartando completamente le dinamiche d’interazione ambientale del secondo episodio onde adottare così una componente che ricorda, in parte, i metroidvania, sicché vi sono abilità di movimento come l’arrampicata, la corsa in salita o gli scivoli di corda che, una volta sbloccate, consentono di raggiungere luoghi precedentemente inaccessibili. Il backtracking dunque è presente, ma non è invasivo, incitando a ritornare sui propri passi ed esplorare le regioni già attraversate per scovare nuovi oggetti, container o vari contenuti come i canali d’etere, corpi da tramandare o un boss arancione da abbattere. Ad ogni modo, più si avanza nella campagna e maggiori le aree sono complicate da esplorar. Ragion per cui Monolith ha introdotto un sistema di navigazione che indica in tempo reale il percorso ottimale da seguire fino a un determinato obbiettivo. Senza tale strumento esplorare Aionios sarebbe assai arduo. D’altronde, vi sono una miriade di punti di interesse e posizioni che vengono registrate e non è evidente comprendere esattamente dove il giocatore si trova nel mondo di gioco. Presente dunque il viaggio rapido, che richiede al massimo un paio di secondi. Impressionante se si considera il mondo di gioco e la sua estensione, ma soprattutto, l’hardware su cui gira.

Durante l’esplorazione non mancano le missioni secondarie, le quali risultano meno ridondanti e più spalmate nel corso della campagna le quali non richiedono ore per essere completate (à la Xenoblade Chronicles 2). Le missioni secondarie di Xenoblade Chronicles 3 si sbloccano semplicemente parlando coi personaggi che hanno il classico punto esclamativo in testa, oppure, novità di questo capitolo, origliando le conversazioni altrui durante l’esplorazione di una colonia. Riunendo i personaggi presso un accampamento gli stessi potranno discutere delle voci origliate, le quali daranno il via a un’eventuale missione secondaria. Completando le missioni secondarie e le Schede dei diversi personaggi non giocanti, si migliora il rapporto fra gli stessi e presso la colonia di appartenenza. Vale a dire un sistema di diagramma dei rapporti sociali tipica e già vista nei capitoli numerati precedenti.

Una guerra infinita, o un semplice pretesto?

Riguardo al contenuto della trama, la vicenda narra dell’eterna lotta fra due clan che popolano Aionos, i neri Keves e i bianchi Agnus. I due regni sono speculari l’un l’altro, nel senso che con l’impiego delle macchine Ferronis, ciascuno cerca di rubare le vite all’altro raccogliendo energia vitale che alimenta la cronofiamma. Perciò tutti gli abitanti di entrambe le colonie sono letteralmente soldati. E ancora più truce, inoltre, il fatto che qeust’ultimi possano vivere unicamente per dieci anni di vita complessivi, senza dare loro diritti di invecchiare. Tuttavia, un gruppo di sei impavidi giovani di entrambe le fazioni si ribelleranno contro questo sistema basato sulla pura guerra. La trama, fin qui, non nasconde nulla di speciale e nelle prime dieci ore di gioco è come se il gioco trattenesse i suoi muscoli…pronti a flettersi al momento giusto.

La campagna infatti è tendenzialmente lineare, dovendo riunire i sei protagonisti e poi metterli sulla via per il Pian di Spada, una gigantesca arma che si erge all’orizzonte e che sembrerebbe nascondere un grande segreto nel mondo di guerra intrappolato in un ciclo di violenza incessante. Inoltre, la narrativa spiega ance il sistema di combattimento che, fin da subito, è elaborato e raggiunge l’apice della serie. Per essere Xenoblade il gameplay resta snello e intuitivo, e viene spiegato in maniera soddisfacente da tutorial brevi e concisi che vanno dritti al punto e restano accessibili dalla schermata delle opzioni. Come accaduto in passato, Monolith Soft propende per una distribuzione graduale di meccaniche e funzionalità seguendo la storia principale. Fra questi, spiccano le classi e la forma Uroboros: l’unione di due personaggi i un’unica entità capace di scagliare attacchi potenti. Non è solo una meccanica che rende invulnerabili i personaggi giocanti, ma permette di arrecare danni ingenti al nemico e nonché una manovra di emergenza per salvare i personaggi sul punto di morte. La  Sintonia dell’unione viene definita dall’uso delle Tecniche prima della trasformazione, tecniche che col tempo possono dare vita a veri e propri attacchi di gruppo, le cosiddette combo. Praticamente, ogni dinamica del sistema di combattimento ha una specifica conseguenza strategica di qualche tipo. A un certo punto, il giocatore deve scegliere se voler inanellare le combo, oppure caricare gli indicatori delle Tecniche speciali e così innescare l’Assalto di gruppo (la combo di cui poc’anzi).

Alla profondità di un sistema di combattimento ben bilanciato e studiato contribuisce inoltre un sistema di Job System che ricorda quello tipico da MMO, con classi healer, tank e DPS. Ogni classe sblocca specifiche Tecniche o Abilità passive al livellamento del rango di classe. Alcune di esse, chiamate magistrali, possono essere impostate dal personaggio che le ha apprese anche dopo che avrà cambiato classe. Tale opzione è pensata per rendere più esclusive certe funzioni ed alcuni ruoli dei singoli personaggi, poiché diverse classi d’attacco sbloccano Abilità e Tecniche completamente differenti. Ciò non vieta di tentare configurazioni ibride fra loro. La distribuzione dei ruoli è uno degli aspetti cardini durante il combattimento, in quanto i personaggi non giocanti gestiranno i combattimenti da soli in base al ruolo ruolo e alle tecniche scelte per loro. Il sistema infatti è quello tipo degli MMO, ovvero l’accumulo di Ira sui Tank (o il cosiddetto Aggro) curati dagli healer mentre i DPS si occupano di infliggere ingenti danni. La questione si fa ancora più interessante con l’aggiunta dell’Eroe del momento ovvero il settimo personaggio temporaneo ai sei principali. Gli Eroi sono personaggi che vengono reclutati compiendo le missioni eroe dai quali i protagonisti possono assumere la loro classe speciali. Insomma naturalmente il gameplay viene svelato lentamente, così come anche la narrativa, la quale ci mette qualche ora a rivelare la sua vera essenza. Così facendo si induce il giocatore in una sorta di suspense obbligando ad esplorare per bene il mondo gioco ed imparare appieno tutte le meccaniche proposte.

Nel complesso sono necessarie settanta ore e passa per completare la campagna, le quali passano velocemente grazie a una cura dei dettagli narrativi e di gameplay che raggiunge il limite della perfezione per il genere di appartenenza. Il risultato è quindi un tripudio di conversazioni, colpi di scena e misteri che rendono questo terzo capitolo la perfetta unione dei precedenti capitolo su Nintendo Switch (2 e remake del primo). Poter inoltre scegliere fra doppiaggio inglese e giapponese è certamente lodevole. La vicenda tratta tematiche mature come l’elaborazione del lutto, il senso della vita, l’importanza del libero arbitrio, il significato universale della speranza, l’inutilità della guerra e via dicendo, senza cadere in preconcetti. Ciò scritto, potrebbe essere il capitolo più maturo, meno filosofico o religioso in confronti ai precedenti per abbracciare tematiche più standard ma comunque d’impatto. ppassionanti storie d’amore. Xenoblade Chronicles 3 eccelle soprattutto nella regia delle tantissime cinematiche che raccontano la storia e le vicende fra i sei protagonisti, tutte riguardabili dalla modalità teatro nel menù principale. Ogni personaggio ha la propria storia da raccontare e ciascuno è caratterizzato magistralmente. Su questo il team di sviluppo è da lodare. Chiaramente, non mancano i simpatici nopon e una colonna sonora davvero ben riuscita, sicuramente una delle più toccanti e migliori composte della serie. La stessa è composta da svariati autori che hanno già lavorato al precedente episodio, tra i quali il sempre straordinario Yasunori Mitsuda, le musiche di Xenoblade Chronicles 3 accompagnano ogni scena, combattimento o viaggio con una varietà di strumenti e melodie senza precedenti.

Lato tecnico Xenobladre Chronicles 3 spinge letteralmente al limite l’hardware di Switch che, chiaramente, comincia a sentire il peso degli anni. Framerate settato a 30 fps e risoluzione che scala in determinate scene piuttosto che in altre, il terzo capitolo è artisticamente una favola come i precedenti e su questo non vi è nulla su cui preoccuparsi. In portabilità non si riscontra praticamente alcun calo del frame rate, che a occhio e croce resta sempre stabile sui 30 fotogrammi al secondo. Soprattutto, se giocato sullo schermo di Switch OLED il pannello restituisce un’immagine luminosa, chiara e brillante, pur la risoluzione dinamica che tende a sgranare la scena. Chiaramente la modalità docked resta quella più apprezzata e quella ottimizzata meglio lato pulizia immagine. Sicuramente il lavoro svolto è un affinamento del secondo capitolo e, in parte, risolve i problemi che affliggeva quest’ultimo lato risoluzione e framerate.

Concludendo, Xenoblade Chronicles 3 è un altro gioiello della saga: un JRPG indimenticabile che ci mette qualche ora a ingranare, ma che conquista che conquista con una lunghissima e profonda avventura in un mondo artisticamente molto ben riuscito e abitato da un casti di primordine, oltra a un sistema di combattimento rivisto, versatile e intuitivo. Chiaramente, carente la qualità dell’immagine ma che viene compensata da doti artistiche del team di sviluppo già noti ai fan della serie, e che rende al massimo su un hardware come quello di Nintendo Switch.

Ci piace

  • Storia lineare, ben costruita, profonda e con varie tematiche
  • Personaggi perfettamente caratterizzati (anche i secondari)
  • Gameplay semplice e d'impatto, sistema di combattimento efficace ed esplorazione non tediosa
  • colonna sonora magistrale
  • un mondo vasto e artisticamente ispirato, come tipico di Xenoblade...

Non ci piace

  • ...ma forse un po' lento ad ingranare
  • tecnicamente porta al limite Nintendo Switch...e sporadicamente si nota
5.75

Scritto da : Pusti

Avvocato, sportivo e gaymer. Tra le varie passioni e attività, quella relativa ai videogiochi e al divertimento ludico da tavolo (boardgame) è intramontabile. Fedele al marchio Nintendo, giocatore su PC e amante del VR senza fili (Oculus Quest), Pusti è uno degli storici redattori di Joypad.ch

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