Wiko Ufeel

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Wiko Ufeel

Torniamo a parlare di Wiko, dopo aver analizzato il Fever 4G a inizio estate. L’occasione è quella dello Ufeel, nuovo smartphone con qualche asso nella manica. Facciamoci sotto!

Wiko-logo

Wiko continua per la sua strada

L’hardware maker francese Wiko sembra proprio che ami fare le cose di testa sua. I suoi device sono tutti contraddistinti da un pizzico di follia che ci piace molto. Nel caso dello Ufeel troviamo dei materiali curiosi e delle features che sono, una volta tanto, utili sul serio. Ma non anticipiamo il nostro usuale tour delle specifiche tecniche. Il Wiko Ufeel è uno smartphone dotato di uno schermo IPS HD da 5 pollici (1280×720 per 294 PPI), un SoC quad-core (Mediatek MT6735 da 1,3GHz con un chip grafico Mali-T720), 3GB di RAM, 16 GB di storage espandibile via microSD, camera posteriore da 13 MP e frontale da 5 MP e slot dual sim per connettività 4G con due diversi operatori o piani tariffari. È anche dotato di un lettore di impronte digitali, dettaglio su cui torneremo tra breve. La connettività col PC si effettua tramite una regolare porta mini USB 2.0, niente USB 3.1 type C per questo telefono. Rimangono da citare la connettività Bluetooth 4.0, Wifi Direct e la funzione radio FM ma la mancanza dell’NFC. Il sistema operativo scelto da Wiko è, come di consueto, Android 6.0 Marhmallow (7.0 Nougat per ora rimane appannaggio esclusivo dei Nexus, dei flagship di Samsung e pochi altri). Il peso complessivo dello Ufeel si aggira attorno ai 145g.

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Lo Ufeel dà l’impressione di essere uno smartphone robusto. Disponibile in diversi colori, è composto da un misto di vetro, metallo e una strana superficie plastica. Diciamo strana perché il retro dello Ufeel è di plastica “ruvida”, molto diversa anche dalle finiture “matte” che troviamo su altri device. Il retro dello Ufeel è strano solo all’inizio perché risulta comodo, totalmente refrattario alle ditate e sorprendentemente comodo da tenere in mano. La back cover è rimuovibile visto che serve ad accedere agli slot per le schede sim e microSD ma la batteria invece non è rimuovibile. La telecamera sul retro sporge leggermente dalla scocca e viene accompagnata da un singolo LED per il flash. Il retro viene anche interrotto dal logo di Wiko e da un foro centrale che serve al singolo altoparlante del telefono di farsi sentire. Il davanti invece è piuttosto standard, con la telecamera frontale in alto a sinistra. Il lettore di impronte digitali è inserito nel tasto home, esattamente come nel Galaxy S7. Dobbiamo dire che il feeling del tasto centrale non è il massimo: il tasto ha una corsa piuttosto lunga ed entra troppo nella scocca del device, rendendolo a tratti scomodo da premere e offrendo un feeling un po’ deludente. Tutto sommato però lo Ufeel da una buona impressione tenendolo in mano: il retro bizzarro ma riuscito, i bordi metallici arrotondati e lo schermo facilmente raggiungibile lo rendono comodo e pratico, il feeling che vorremmo tenendo in mano uno smartphone.

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Vita quotidiana con lo Ufeel

Usare lo Ufeel quotidianamente è soddisfacente. Di default Wiko dota i suoi device di un’interfaccia proprietaria che personalmente trovo confusionaria. Troppi colori tutti assieme rendono difficile individuare le icone rapidamente. Ho mostrato il menu a diversa gente e tutti hanno avuto la stessa sensazione. Per fortuna che un semplice cambio di sfondo (o di launcher, ad esempio Nova Launcher) sistema le cose. Preinstallate troviamo diverse app particolari: ad esempio File Lock e App Lock che permettono di bloccare l’accesso a certe app o file in combinazione con il lettore d’impronte digitali. Troviamo anche un’app specifica per pulire i file di sistema ed effettuare varie ottimizzazioni in modo da mantenere il sistema leggero e scattante. Wiko ha anche inserito delle app sviluppate apposta per audio e video. Funzionali e senza complicazioni. Concentriamoci per un momento sul lettore di impronte digitali. Si tratta di un’aggiunta oramai piuttosto comune negli smartphones premium, tuttavia lo Ufeel non viene venduto a cifre astronomiche, anzi. Possiamo definire diverse azioni da compiere a dipendenza di quale dito usiamo per sbloccare il telefono, una cosa che per esempio su Nexus 5X non possiamo fare. Inizialmente scettici, ci siamo dovuti ricredere: si tratta di una funzionalità davvero pratica! Peccato che la velocità di riconoscimento dell’impronta non sia stellare e più d’una volta mi sia capitato di dover riposizionare il dito oppure ricorrere al PIN per sbloccare lo schermo.

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Per quanto riguarda la macchina fotografica da 13 MP siamo circa nella media. Non è un sensore PureView dei Lumia del tempo che fu (tipo la fantastica macchina foto del Lumia 930) o l’eccellente sensore dei Galaxy S7 o degli ultimi iPhone. La foto escono piuttosto bene in condizioni di luce ottimale ma diventano un po’ troppo sgranate in condizioni scure. Peccato che comunque, anche in condizioni di luce perfette le fotografie manchino di definizione, alla faccia dei 13 megapixel della camera! L’app fotografica creata da Wiko ha comunque qualche funzione carina come l’autoscatto quando il telefono riconosce almeno un viso sorridente nell’inquadratura. Senza lode né infamia insomma.

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Solido

Il Wiko Ufeel è un device che, venduto a meno di 200 franchi senza abbonamento, offre ottime performances, una qualità costruttiva di tutto rispetto e qualche idea fresca. Non può competere (né vuole farlo) con i più blasonati flagship di altri marchi ma è onesto e, a questo prezzo, è un prodotto vincente.

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Ci piace

  • Solido
  • Performances
  • Sensore impronte digitali
  • Dual SIM

Non ci piace

  • Fotocamera deludente
  • Sensore impronte digitali lento
  • Singolo LED
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.