Unravel Two

Scritto da il il Recensioni, 5 più
chiudi [x]

Unravel Two

Unravel è stato, ad inizio 2016, una sorpresa assolutamente deliziosa. Annunciato all’E3 2015, il gioco degli svedesi di Coldwood Interactive aveva saputo incantarci col suo candore e la sua semplicità. Nel 2018, EA ha lasciato tutti quanti di stucco annunciando la disponibilità immediata del sequel, Unravel Two. Appena rientrati in Svizzera abbiamo scaricato il gioco e ora siamo pronti a parlarvi del ritorno di Yarny!

Due pupazzi di lana

Unravel Two inizia col povero Yarny sbalzato in mare da un’imbarcazione. Il suo filo di lana, il suo collegamento col proprietario dell’incauto natante si spezza. Il povero pupazzo finisce sballottato tra le onde finché non approda su una riva misteriosa in cui, per caso, incontra un altro essere come lui. Tra i due si instaura quasi subito un legame d’amicizia e, uniti i loro fili rossi e blu, iniziano una nuova avventura sulle tracce di due ragazzini scappati di casa (?). La trama di sfondo di Unravel Two non è chiarissima ma quello che è palese è che le azioni dei due protagonisti di lana sembra aiutare in qualche modo i due ragazzini sullo sfondo.

La novità assoluta di Unravel Two è che questa volta abbiamo due personaggi con cui giocare, legati da un filo indissolubile. La scelta del giocatore è tra l’usare tutti e due a turno oppure giocare in cooperativa locale. Se decidiamo di giocare da soli, dovremo occuparci di entrambi gli Yarny. Già dai primi minuti di gioco saremo comunque doverosamente informati sulle nuove possibilità di gioco. Per avanzare assieme possiamo inglobare uno Yarny nell’altro con la pressione del tasto Y (o tasto equivalente su PlayStation 4). I due Yarny diventano uno solo e ci spostiamo come nel primo gioco: salti, arrampicata lanciando un filo di lana su alcuni punti in cui ci si può aggrappare e via dicendo. Ma ci sono dei momenti in cui è assolutamente imperativo essere in due. Ad esempio, lo Yarny rosso può creare un ponte elastico per fare sì che lo Yarny blu possa arrivare in un posto lontano per poi issare il rosso verso l’alto. Se nel primo gioco dovevamo costantemente fare i conti con la lunghezza del filo di Yarny, in costante diminuzione perché lasciato steso dietro i nostri passi, ora la meccanica è stata nettamente ridimensionata. In effetti, dal momento che i due Yarny sono uniti dallo stesso filo, esso non si consuma tranne che se i due personaggi finiscono troppo distanti l’uno dall’altro oppure se fissiamo il filo da qualche parte per risolvere qualche enigma. Forse il primo Unravel era limitato da questa scelta di design che ora risulta meno frustrante, specialmente nei puzzle complicati.

Non che Unravel Two sia avaro di sfide. Non tanto nella campagna principale perché si tratta pur sempre di un gioco decisamente accessibile. Una volta compreso il meccanismo di base di una serie di sfide, basterà variarne leggermente l’applicazione per riuscire a superare relativamente senza problemi l’intero livello. È stata addirittura inserita la possibilità di rallentare il tempo per compiere salti o dondolii particolarmente complessi ma, in tutta onestà, non abbiamo mai usato questa funzione perché oltre ad essere penalizzante per quanto riguarda il grado di completamento del gioco, non ci è semplicemente mai sembrata realmente utile. Ma il gioco non è solo fatto di arrampicate e trick perché ci sono anche nemici. Si va da degli strani esseri di fuoco e fumo nero che ci fanno bruciare all’istante a nemici decisamente più temibili e stravaganti. Per farvi un esempio, in un livello dovremo fuggire e ingannare abilmente una specie di gallo cedrone decisamente affamato di lana…

Dove il gioco si fa realmente impegnativo è nelle sfide accessibili dal Faro. Il Faro è il nuovo hub di partenza dei livelli della campagna, al posto della casa del primo gioco. Le sfide opzionali sono nettamente più cervellotiche e spesso richiedono una buona dose di tentativi non tanto per portare a termine trick complessi quanto più per comprendere il trucchetto che ci permetterà di arrivare alla fine del livello. Le sfide opzionali sono assai stimolanti, sia che si giochi da soli che in cooperativa e permettono di sbloccare nuovi personaggi e customizzazione per i nostri Yarny.

Bentornati al nord

Unravel Two ripropone ambientazioni simili al primo gioco: ambienti naturali e artificiali di chiara ispirazione nordica che sono semplicemente un piacere da esplorare. Che si tratti di una foresta coperta di muschio o di un magazzino polveroso, Unravel Two è una delizia per gli occhi. D’altra parte, i Coldwood Interactive non hanno rischiato nulla con questo sequel, proponendo un more of the same che se non ci ha stupito per originalità è comunque capace di far molto piacere.

Unravel Two è un degnissimo sequel di un gioco piacevolissimo. L’introduzione delle meccaniche per due giocatori è una novità assolutamente benvenuta che vivacizza il gameplay, sia che decidiamo di giocare da soli sia che preferiamo la cooperativa. Insomma, secondo noi è un gioco da avere per questa estate. Non è eccessivamente lungo e non ha un grado di sfida impossibile, lo definiremmo più un gioco rilassante e colorato per passare qualche piacevole ora.

 

Ci piace

  • Yarny
  • Co-op
  • Atmosfera

Non ci piace

  • Forse troppo facile?
  • Meccanica slowmo
5
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.