Trine 4: The Nightmare Prince

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Trine 4: The Nightmare Prince

Terminata la parentesi relativa a Nine Parchement, Frozenbyte ritorna sulla scena indie proponendo un nuovo capitolo della saga con protagonisti il mago Amadeus, il cavaliere Pontius e la ladra Zoya. Trine 4: The Nightmare Prince è il quarto capitolo della saga Trine nata nel 2009 e che decretò l’ascesa nello scenario indie della software house finlandese. Il gioco, uscito su Playstation 4, Xbox One, PC e su Nintendo Switch lo scorso 7 ottobre, ripropone il modus operandi dei predecessori mescolandoli in un nuovo grande capitolo.

Il magico mondo di Trine

Come nei precedenti Trine, anche in questo quarto capitolo la narrazione comincia con i primi tre livelli tutorial che introducono i tre protagonisti della saga: il mago Amadeus, il guerriero Pontius e la ladra Zoya, i quali sono alle prese con le loro routine quotidiane e ignari del fattaccio accaduto a un giovane ed impacciato principe. I tre eroi sono quindi convocati dall’Accademia astrale per salvare quest’ultimo dalle forze oscure che lo perseguitano. La trama viene raccontata come una fiaba, ed è una storia a sé stante che richiama saltuariamente i precedenti capitoli. I nuovi giocatori possono pertanto godersi appieno la narrazione senza incappare a problematiche di comprensione dovute al fatto di non aver giocato ai precedenti capitoli. La vicenda narra di questo giovane principe molto dotato nelle arti magiche, ma visto il suo carattere fragile e assai impulsivo, per evitare incidenti l’Accademia astrale gli ha vietato l’uso della magia. Il giovane principe, non apprezzando la predetta imposizione, decide ugualmente di praticare le arti magiche studiando un libro apparentemente proibito. Come volevasi dimostrare, egli evoca creature oscure che hanno iniziato a perseguitarlo nel mondo di gioco.

Enigmi, magia e combattimenti

Fatta questa breve premessa, per chi non conoscesse Trine si tratta semplicemente di un platform a scorrimento bidimensionale volto alla risoluzione di complessi enigmi. Tale genere si ripresenta anche in questo quarto capitolo, in cui Frozenbyte ha deciso di ritornare alle origini. Questa volta la software house ha deciso di sviluppare un level design 2.5D, discostandosi dalle sessioni tridimensionali di Trine 3 ma approfondendo le sessioni puramente bidimensionali di Trine 1 e 2. Il risultato è un titolo graficamente ben curato e molto ben caratterizzato nel level design, da cui si evince l’esperienza accumulata nel corso degli anni da parte della sfotware house finlandese. Per quanto le ambientazioni sanno di déjà vu, il comparto artistico è ispirato e ben rappresentato nel complesso. Il gameplay è anch’esso rimasto immutato: il giocatore prende i comandi dei tre eroi i quali può intercambiare in ogni momento. Amadeus è un mago capace di generare delle casse magiche le quali possono essere trasportate a piacimento. Egli è anche in grado di spostare gli oggetti, spesso caratterizzati da un’aura blu indicando tale possibilità al giocatore. Pontius invece è il guerriero di turno, capace di sferrare ingenti danni con la sua spada. Egli è anche in grado di usare il suo scudo atto, per esempio, ad indirizzare la luce in un determinato punto o riflettere attacchi nemici. Da ultimo, Zoya è una ladra capace di utilizzare un rampino e collegare due oggetti se equipaggiati da un anello speciale. Ella inoltre può scoccare frecce per attaccare i nemici ed è la più agile del gruppo. Tutte le abilità vanno combinate per risolvere gli enigmi proposti durante l’esplorazione del livello. Enigmi che vengono spezzati da fasi action nelle quali il giocatore deve sfruttare i tre eroi per sconfiggere le ombre, fino a raggiungere il boss finale. L’intera vicenda può essere affrontata in songolo giocatore o in multigiocatore fino a un massimo di quattro giocatori in locale o online. L’opzione multiplayer è anch’esso ormai un marchio di fabbrica dei giochi sviluppati da Frozenbyte, e sicuramente molto gradito in un titolo come Trine.

Gameplay rodato e collaudato, ma il livello di sfida tende verso il basso…

Quale risultato di tutto quanto precedentemente esposto, Trine 4 è, come già visto in passato, molto lineare nella progressione e nel racconto della trama. Tale linearità di presenta anch’essa nello sblocco delle abilità degli eroi, organizzato nella nuova interfaccia delle skill. Mediante le stelle, accumulate dalle battaglie, e ampolle viola, nasconte nello stage, è possibile infatti sbloccare nuove abilità degli eroi o potenziarle. Tuttavia non vi è in questo frangente un gran cambiamento: le abilità sono puramente accessorie e simili a quelle già viste nei precedenti capitoli. QUest’ultime non apportano delle aggiunte importanti al moveset dei personaggi, potenziando le abilità base e atte a un secondo completamento dei livelli appena passati: come ad esempio raggiungere nuove zone prima inesplorabili. Pertanto, Trine 4 risulta più un more of the same maggiormente curato graficamente che non sconvolge la formula del gameplay già ampiamente collaudata con i precedessori. Piuttosto, una nota dolente è la difficoltà degli enigmi, poiché gli stessi risultano assai semplificati. Pur impostando la modalità normale, non ci è parso che il livello di sfida proposto fosse il medesimo di Trine 1 o Trine 2. Anche le parti d’azione volte al combattimento contro le ombre non ci sono sembrate particolarmente impegnative. Considerato che la trama e i livelli proposti possono essere completati nell’arco di circa 6-7 ore di gioco, il basso livello di sfida non adeguato ai precedenti capitoli potrebbe svogliare il giocatoredi vecchia data a rigiocare l’intero arco narrativo al fine di collezionare gli oggetti nascosti raggiungibili grazie alle nuove abilità sbloccate. Il livello di sfida diminuisce ulteriormente se il gioco viene affrontato in modalità multigiocatore.

Nel complesso, Trine 4 si lascia in ogni caso giocare con piacere e rappresenta sicuramente un buon titolo indie per gli amanti del genere platform. La redazione ha ricevuto in copia la versione Nintendo Switch, ed è un piacere per gli occhi sia in modalità portatile che in modalità casalinga, e non mette assolutamente in difficoltà l’hardware ibrido di Nintendo a patto di accettare il compormesso applicato al framerate (30 fps). Chiaramente la cosmesi del gioco, seppur simile, non sarà sullo stesso livello di Playstation 4, Xbox One o PC, questione logica che va comunque puntualizzata. Su Playstation 4 e Playstation 4 Pro, Trine 4 verrà infatti elaborato in Full HD a 60 fps (tuttavia a breve Frozenbyte prevedeva di migliorare la versione Pro mediante una patch), mentre solo Xbox One X vi è una risoluzione dinamica fino al 4k, sempre a 60 fps. Sulla versione standard Xbox One, il gioco viene elaborato alla stessa maniera di Playstation 4. Solo su Nintendo Switch, il titolo viene elaborato a 30 fps stabili e senza cali, mentre la risoluzione è fissata in Full HD, in modalità casalinga, e in HD in modalità portatile.

Trine 4: The Nightmare Prince rappresenta il capostipite della serie nel quale vengono confluite tutte le sperimentazioni da parte di Frozenbyte dei capitoli precedenti. È innegabile la cura grafica e artistica dedicata al gioco, così come il buon level design che caratterizzano i differenti capitoli della trama. Peccato per il livello di difficoltà che ha indotto a degli enigmi assai semplificati, così come la poca inventiva nelle abilità degli eroi. Questioni che saranno impercettibili per chi si affaccia la prima volta a questa saga.

Ci piace

  • graficamente e artisticamente sublime, in tutte le versioni (anche su Nintendo Switch)
  • buon level design e colonna sonora fiabesca
  • gameplay solido e rodato
  • rigiocabilità garantita...

Non ci piace

  • ...ma non invoglia i giocatori di vecchia data a rigiocare una seconda run
  • enigmi semplificati e meno elaborati dei precedenti capitoli
5
Ardral

Scritto da : Ardral

Studente, sportivo (nuotatore e crossfitter), redattore, tra le varie attività e passioni quella dei videogiochi rimane una delle principali. Amante delle proprietà intellettuali targate Nintendo e PC Gamer tramite un leggerissimo RoG da 5 kg, il Pusti è uno degli storici redattori in quel di Joypad.

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