Tony Hawk’s Pro Skater 1+2

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Tony Hawk’s Pro Skater 1+2

Immaginatevi la scena: è l’inverno del 2000 e mentre il mondo sta ancora realizzando che passare dal 1999 al nuovo millennio non ha cambiato niente nella vita di ogni giorno (tranne che tutti usano “2000” per fare i fighi) voi, gamer scaltri su PlayStation, PC, Dreamcast o Nintendo 64 non avete tempo per certe fesserie.

Voi state cercando di raccogliere tutte le cassette segrete, tutte le lettere Skate e per la miseria ognuna di quelle maledette campanelle in School 2. State giocando a Tony Hawk’s Pro Skater 2 e la vita non potrebbe essere migliore. Ora, facciamo un salto avanti di vent’anni e vediamo se Tony Hawk’s Pro Skater 1+2 riesce a riprodurre quella sensazione magnifica?

Down memory lane

Siamo pronti a scommettere che là fuori, nel vasto mondo, ci siano due tipi di recensione dedicate a questo gioco: quella nostalgica (come la nostra) e quella del gamer gen Z che non ha nessun ricordo (tzé! Non ci sono più i gamer di una volta, giovinastri). Per tutti quelli tra di voi che si divertono a dire “ok boomer” sappiate che Tony Hawk’s Pro Skater è una serie iconica. Lo skate su console e PC non ha mai goduto tanta popolarità come nel periodo in cui i primi tre giochi uscirono a cavallo del 1999 e del 2001. Tre anni in cui Tony Hawk era un Dio, lo skate era lo sport estivo per eccellenza (da sostituirsi con lo snowboard d’inverno) e il punk rock era il genere musicale da ascoltare. NOFX, Pennywise, Offspring, Ramones…bei tempi!

La serie creata da Neversoft e Activision colpiva nel segno: gameplay divertente e che dava assolutamente assuefazione, una marea di segreti, personaggi celebri (non solo Tony Hawk ma anche altri tra cui Bam Margera, una delle star di Jackass e quindi personaggio da scegliere obbligatoriamente quando si giocava). Tony Hawk 1 e 2 offrivano un grado di sfida perfetto: con obiettivi a portata sia del neofita che del giocatore esperto. Con due minuti di timer alla volta, dovevamo completare una serie di obiettivi che spaziavano da un semplice high score a trovare segreti, raccogliere oggetti e fare trick particolari in luoghi ben definiti. Seguendo la carriera del nostro personaggio dovevamo completare i livelli alla ricerca del punteggio migliore e del completamento al 100%. Livelli come School 2, Downhill Jam, Hangar, Chopper Drop, Venicee e Mall sono rimasti impressi a fuoco nella memoria.

Adesso Activision ha pensato bene di reintrodurre questa serie gloriosa ad un pubblico nuovo, dopo aver proposto una versione HD nel 2012 su X360 e PS3. Questa volta però si tratta di un vero e proprio remake e no di una remaster. Nuova grafica, nuovi effetti ma con gli stessi ingredienti di un tempo: gameplay spassoso e musica epica.

Due minuti alla volta

Come dicevamo, una partita a Tony Hawk si svolte in run da due minuti. Durante questo lasso di tempo potremo esplorare liberamente il livello attuale, tentando di completarne gli obiettivi. Non è ovviamente possibile completarli tutti in un singolo tentativo, per cui dovremo concentrarci su uno o due alla volta, portarli a termine e ritentare il livello. Tony Hawk fa della ripetizione un fulcro fondamentale. Conoscere il livello non significa solo fare qualche trick, due grind e un ollie a caso. Significa skateare su ogni centimetro, scoprirne ogni segreto nascosto (spesso, facendo trick o altre azioni speciali). Oggi è facile scoprire che a School 2 basta fare un grind verso la palestra mentre il tizio sul carrello da golf sta salendo per aprire la porta e accedere alla piscina interna. Immaginatevi la stessa cosa nel 2001, senza internet. Ad un certo punto si apre una porta e cascasse il mondo se hai capito come hai fatto e, specialmente, se riuscirai mai a rifarlo.

La serie di Neversoft è spassosa anche per quello, per quella vena folle che permea ogni pixel del gioco. In questo remake ritroviamo intatto tutto quanto, tanto che se, come me, vi ricordate i segreti dell’originale li ritroverete intatti in questo capitolo. Un’altra componente fondamentale di questa serie è il mantra sbagliando si impara. Fare errori, tanti, ripetuti, finendo sulle ginocchia o a faccia sull’asfalto sono assolutamente normali. Da questo punto di vista il gioco sa regalare soddisfazione sia al neofita, che si gaserà per il primo trick combo chiuso con successo, che al professionista che in 2 minuti riuscirà a fare 100’000 punti per completare al 100% il livello in corso.

In THPS 1+2 troveremo due diverse campagne da affrontare, divise tra il primo e il secondo capitolo per un totale di 17 ambientazioni sparse per il mondo intero. I livelli vanno sbloccati progressivamente completando un determinato numero di obiettivi per ogni livello (anche se non è necessario completare al 100%). Possiamo passare liberamente da un gioco all’altro, attraverso il menu principale. E già che ci siamo potremo cambiare vestiti e accessori al nostro skater, sia esso uno dei personaggi reali proposti oppure un personaggio completamente creato ex novo da noi. Per personalizzare dovremo spendere soldi da guadagnarsi in gioco sia facendo punteggi alti che semplicemente portando a termine trick e sbloccando obiettivi.

Tra vecchio e nuovo

Riportare Tony Hawk e compagni sui nostri schermi in 2020 è stato sicuramente un lavoro complesso. Da un lato bisognava assolutamente accontentare tutti i 30qualcosa che hanno passato ore ed ore sui giochi originali ma dall’altro la produzione deve essere fruibile e godibile anche da un pubblico nuovo. La soluzione di Vicarious Visions, siamo felici di riportare, funziona. È stato mantenuto il feeling dei vecchi giochi: musica e livelli sono come li ricordavamo. Anzi, in realtà sono come li ricordiamo ma colorati dalla nostra memoria. Un gamer OG andrà in giro per Hangar e lo rivedrà uguale a com’era su PlayStation ma se andiamo a prendere in mando effettivamente il gioco originale rabbrividiremo vendendo poligoni grossolani e textures sgranate. Insomma, Tony Hawk’s Pro Skater 1+2 è la versione romanzata dei nostri ricordi di vent’anni fa, il che è esattamente quello che ci serve. Allo stesso modo i controlli sono rimasti sia quelli di una volta sia migliorati per il nuovo millennio. Possiamo infatti giocare sia con lo stick analogico (cosa che in effetti raccomandiamo) che con la croce direzionale, per i puristi.

La nuova versione cambia anche i menu di gioco, che rispetto alla brutale semplicità del passato ora sono un confuso guazzabuglio di opzioni. Seriamente, sono più le volte che passiamo da un tab all’altro per errore o che selezioniamo qualcosa che non volevamo che altro. Comprendiamo la necessità di dare un aspetto e un flow più moderno all’interfaccia ma in questo caso è un fail su tutta la linea. Per fortuna è una cosa con cui si può convivere.

Un’altra novità riguarda la tracklist che contiene alcune delle tracce originali (ma non tutte, probabilmente per problemi di licenza) ma anche nuovi artisti e tracce più moderne, per accontentare tutti i gusti. Addirittura il gioco permetterà di selezionare quali canzoni vogliamo sentire attraverso la funzione playlists e andare avanti con la semplice pressione dello stick analogico destro.

Un successo

Tony Hawk’s Pro Skater 1+2 secondo noi è un successo. In grado di catturare il feeling dei giochi originali ma offrendo un feature set moderno. Tra il creatore di park, il multiplayer online oltre che a quello locale (1v1 in split screen) ce n’è per tutti i gusti. Livelli magnificamente realizzati, divertenti da scoprire e rigiocare. Una colonna sonora esplosiva. Un gameplay che non è realistico ma piuttosto vuole farci semplicemente sentire fighi mentre facciamo trick che nel mondo vero non sono proprio realizzabili. Insomma, il ritorno di Birdman sui nostri schermi è esattamente quello che volevamo. Ora, se solo si potesse tornare giovani…

Ci piace

  • Gameplay
  • Level design
  • Musica
  • Nostalgia canaglia!

Non ci piace

  • Menù inutilmente complessi
5.75
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

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Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

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