Thor Ragnarok

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Thor Ragnarok

Di questo Thor Ragnarok avevo sentito parlare in toni sia lusinghieri che no. Un film che, mi è stato detto, avrei dovuto guardare come “un film a sé, sulla falsariga dei Guardiani della Galassia”. Addirittura c’è chi mi ha detto che ha avuto “brividi di sdegno”. Insomma, chi aveva ragione? Scopriamolo assieme!

La fine del mondo

Thor oramai è divenuto un abilissimo combattente. Tanto abile da affrontare nemici potentissimi da solo, con tanto di sorriso ironico sulle labbra. Questa volta riesce, in meno di cinque minuti, a fermare Ragnarok, la profetizzata fine di Asgard. Due martellate ed eccolo di ritorno ad Asgard dove però trova una amara (ma non del tutto inattesa) sorpresa: Odino è sparito e Loki ha preso il suo posto sul trono. Di nuovo Thor non ci mette molto a far confessare il fratellastro e a ritrovare il padre scomparso. Nulla sembra poter fermare il Dio del Tuono! Tuttavia dalle ombre di un passato sconosciuto emerge Hela, la primogenita di Odino nonché Dea della Morte. In brevissimo tempo Hela spazzerà via il sorriso dalla faccia di Thor, distruggerà il suo martello e sarà la causa di un vero e proprio stermino su Asgard. Anche per Thor è ora di imparare che chi si loda, si imbroda!

Lo Zio del Tuono

Thor Ragnarok è un film che possiamo tranquillamente collocare nel lato più “LOL” dello spettro dei film del Marvel Cinematic Universe. Per buona parte delle due ore e 10 minuti di film seguiremo le vicende di un Thor che disperatamente cerca di riconquistare il potere e di ritornare su Asgard dopo essere finito su uno strano pianeta fatto di rifiuti e venduto da una cacciatrice al misterioso Gran Maestro. La più grande sorpresa del film, ovvero che anche Hulk è un gladiatore del Gran Maestro, ci è stata ampiamente spoilerata dai trailer del film. Quindi è senza nessun senso di sorpresa che vedremo “lo zio del tuono” e il gigante verde scontrarsi in un’arena tipo Colosseo prima dell’inevitabile team-up, coinvolgendo anche una valchiria decaduta, per tornare su Asgard e dare un sacco di legnate ad Hela.

Commedia?

Ragnarok è un film divertente che, come giustamente mi era stato detto, è molto più simile ai Guardiani che al primo Capitan America. Un film leggero, zeppo di battutine e situazioni comiche. Tuttavia non possiamo non chiederci perché sia stata fatta questa scelta. Ragnarok avrebbe potuto essere un film molto più personale, con un Thor fragile e alla disperata ricerca del suo potere. Avrebbe potuto quasi essere un film drammatico, carico di significati. E invece no. È un film comico. È un buon film comico, nel senso che ci ha divertiti per oltre due ore, con inside jokes, rimandi agli altri film e situazioni esilaranti. Ma non era necessario e, per di più, Thor Ragnarok porta davvero poco all’MCU, quello stesso arco narrativo che finirà per concludersi con Infinity War.

Visivamente siamo rimasti molto colpiti da Ragnarok, specialmente alcune scene sono assolutamente epiche e magistrali. La colonna sonora invece, un misto di sonorità anni 80, non ci ha convinto per niente. Fuori luogo, specialmente quando le sentiamo su Asgard, un pianeta mitico in tutto e per tutto. Poco male.

Da vedere, come sempre

Thor Ragnarok potrà essere solo una commedia ma funziona, specialmente se non siamo degli affezionatissimi della serie a fumetti (in quel caso, tenete duro che due ore e 10 passano in fretta). Da vedersi in un’ottica di MCU, dal momento che perdere anche solo un tassello è semplicemente impensabile, specialmente nell’anno in cui vedremo la rima parte di Infinity War. Per quanto riguarda l’edizione in Bluray, abbiamo trovato i contenuti speciali più che degni, con qualche interessante retroscena, l’oramai immancabile gag reel e una piuttosto incomprensibile ricreazione delle scende di battaglia in 8 bit.

 

 

Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.