The Crew 2

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The Crew 2

Il primo The Crew non aveva convinto moltissimo il sottoscritto. Troppo caotico e troppo serio allo stesso tempo. Pare proprio che questo sentimento sia stato condiviso da molti visto che perfino gli sviluppatori del sequel, Ivory Tower, hanno pensato bene di alleggerire le parti più pesanti del primo gioco con questo The Crew 2. Il risultato? Scopriamolo assieme.

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In The Crew 2 siamo, manco a farlo apposta, membri di una crew di appassionati di corse. E quando diciamo corse, intendiamo corse a trecentosessanta gradi. Iniziamo la nostra carriera da piloti in erba con una gara di street racing in quel di Los Angeles cercando disperatamente di farci notare dal pubblico. In The Crew 2 tutto si basa sui follower: più ne abbiamo, più siamo famosi e maggiori saranno le nostre possibilità di prendere parte ad eventi speciali, esclusivi e remunerativi. La caccia al follower non è niente altro che una rivisitazione del solito sistema di punteggio che abbiamo già visto in molti altri titoli arcade prima d’ora e, in effetti, ha poco senso discuterne i dettagli, visto che sono piuttosto evidenti.

Ma la fame di fama (lol) non è l’unica particolarità di The Crew 2. Già nel primo capitolo avevamo a disposizione un nutrito numero di mezzi da corse e non solamente auto. Nel nuovo gioco, la varietà è davvero tanta: auto da strada, da rally, da offroad, aerei acrobatici, moto da cross, monster truck, natanti da corsa… il motto di questo gioco sembra proprio essere “divertimento ad alta velocità, poco importa cosa”. Ed in effetti è proprio così. Grazie ad un sistema di eventi sparsi per la mappa, potremo cimentarci in tutta una serie di discipline motoristiche molto variate, sbloccando a mano a mano nuovi tipi di corsa e acquistando (o ricevendo) sempre nuovi veicoli. Il gioco si preoccuperà, fortunatamente, di introdurci alla sorprendente varietà di mezzi in modo piuttosto graduale, evitando di sommergerci eccessivamente di cose da fare.

Coast to coast

La mappa di The Crew 2 è forse la parte più intrigante del gioco: tutti gli Stati Uniti continentali. Intendiamoci, non è che la mappa di gioco sia grande come gli USA reali ma, con le dovute proporzioni, rappresenta tutta la grande varietà di ambienti degli States. Il viaggio da costa a costa fatto nel gioco equivale a circa 130 km reali e richiederà un certo tempo al giocatore per essere completato, specialmente se scegliamo una strada non troppo diretta (mentre in aereo, basta andare dritti!). Potremo visitare Los Angeles, New York, Detroit, Las Vegas e tutto quanto sta nel mezzo: deserti, pianure, montagne e colline. Una tale dimensione è però andata a discapito dei dettagli: le città non assomigliano per nulla alle loro controparti reali, né per dimensione né per disposizione urbana (ma a LA hanno comunque messo il Convention Center dove si tiene l’E3!). Le zone lontane dai centri abitati sono piacevoli inizialmente ma ben presto si fanno piuttosto monotone e, spesso, sceglieremo di passare dalla lista di eventi per teletrasportarci ad un determinato evento, piuttosto che andarci “di persona”. Per fortuna la lista dei vari eventi esiste appunto sotto forma di un elenco ordinato per categorie e tipo di mezzi. L’errore di tanti altri giochi simili è quello di obbligare il giocatore a guidare inutilmente da un punto A ad un punto B solo per iniziare un nuovo evento, magari offrendo un teletrasporto “a pagamento”. The Crew 2 ci lascia la scelta: andarci con il mezzo corrente oppure selezionare da un menu. E se scegliamo il teletrasporto dalla mappa degli USA saremo piacevolmente sorpresi da una transizione incredibilmente rapida e senza soluzione di continuità: un semplice zoom per ritrovarci subito a bordo del bolide selezionato. Figo!

Troppo arcade?

The Crew 2 è palesemente un gioco arcade. I modelli di guida sono un po’ altalenanti e spaziano da intrigante sulle auto da strada (arcade buono) a un po’ assurdo sugli aerei (arcade wtf). Le sfide automobilistiche street sono sicuramente le più riuscite: adrenaliniche e impegnative (anche ai livelli più bassi di difficoltà, bisogna metterci una certa dose di impegno). Lo stesso, sorprendentemente, per le gare su barche da corsa: difficilotte ma comunque soddisfacenti. L’IA comunque bara un po’, rallentando se siamo troppo lontani e diventando molto più aggressiva mentre scaliamo la graduatoria, diventando anche piuttosto spinosa quando ci troviamo in testa alla corsa. Meno bene gli aerei: le sfide sono spesso semplici liste di trick da fare (nemmeno molto variati) e la fisica è talmente generosa (sono riuscito ad atterrare in cima ad un albero una volta!) col giocatore che il livello di sfida è praticamente zero. Per quanto riguarda i controlli, abbiamo giocato (su Xbox One X) sia col controller tradizionale che con un Thrustmaster TMX Force Feedback e… vorremmo non averlo fatto. Più o meno ci siamo per le auto ma decisamente NO per aerei, moto e barche. Non è colpa del volante quanto più dei controller assolutamente idioti: due pulsanti scomodissimi per attivare il NOS e il dpad digitale per salire e scendere di quota con l’aereo? No, usate il pad.

Corsetta estiva

The Crew 2 dalla sua ha una enorme varietà, sia per quanto riguarda i terreni di gioco che per quanto riguarda le tipologie di veicoli. Visivamente non è spettacolare: buone le ambientazioni cittadine e i tracciati speciali ma, al di fuori di questi, il paesaggio è un po’ monotono e le texture non fanno gridare al miracolo. Le musiche sono ok ma il doppiaggio italiano è piuttosto scarso, anche se per fortuna non “pubblicità sulla RSI scarso”. Tra i difetti maggiori c’è sicuramente la totale assenza del multiplayer. Per un gioco che si chiama “The Crew” è semplicemente assurdo non poter fare una corsetta con gli amici! Le cose dovrebbero cambiare in futuro, almeno in teoria. Ma per ora, si gioca da soli.

Insomma, The Crew 2 non è un capolavoro. Diverte e se siete in astinenza da giochi di corse potrebbe anche starci. Almeno, in attesa di Horizon 4 su Xbox One e PC (tanto per dirne uno, eh!)

 

Ci piace

  • Libertà
  • Variato
  • Ci si diverte

Non ci piace

  • Modello di guida
  • Grafica
  • Niente multiplayer PvP?!
4.5
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.