Tell Me Why

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Tell Me Why

Dontnod ha trovato finalmente il suo filone: le storie interattive. Dopo Life is Strange e Life is Strange 2 lo studio francese ci propone la storia di due gemelli dall’infanzia difficile e da un’adolescenza ancor più complicata.

Una storia che miscela elementi soprannaturali con elementi assolutamente reali, come la lotta di un ragazzo transgender per essere accettato per quel che è.

Un paesino di montagna

La storia di Tell Me Why ci metterà ai comandi di Alyson e Tyler Ronan, due giovani originari di una piccola cittadina sperduta tra la natura dell’Alaska. L’infanzia delle due gemelle Ronan è stata all’insegna della fantasia, con storie fantastiche e avventure vissute per metà nell’immaginazione e per metà nel mondo vero. Incoraggiate dalla madre, le due hanno creato un vero e proprio libro d’avventure, il Libro dei Goblin, di cui sono le protagoniste. Tuttavia, non è stata un’infanzia idilliaca: la madre soffriva di problemi del comportamento, acuiti in modo particolare da Tyler. Il rifiuto della donna di accettare che una delle sue due figlie si identificava in un maschio l’ha portata a compiere un gesto gravissimo.

Ora, a diversi anni di distanza, Tyler ha compiuto la sua transizione ed è pronto per tornare, almeno per qualche tempo, a casa. Si ricongiunge con la sorella con l’obiettivo di vendere la casa in cui sono cresciuti. Per Tyler non si tratta forse della fine del suo percorso personale ma senza dubbio di uno step importante per vivere la sua vita come desidera. Peccato che, come sempre accade, le cose non vanno esattamente come pianificato. Mentre i due iniziano ad esplorare la vecchia casa, analizzando cosa tenere, cosa buttare e cosa vendere, si verifica uno strano fenomeno. I due gemelli sono infatti legati telepaticamente da un potere che chiamano Voce e possono vedere dei ricordi condivisi come se accadessero sotto i loro occhi. Ora di riaprire vecchie ferite?

A chi vuoi credere?

Il gameplay di Tell Me Why riprende quella che è la formula vincente di Dontnod: esploreremo gli ambienti riccamente decorati del gioco sbloccando dialoghi, scoprendo oggetti, leggendo qualche documento e risolvendo piccoli enigmi basandoci sulle storie contenute nel Libro dei Goblin. Tramite i ricordi condivisi della Voce potremo anche scegliere come far evolvere la storia, favorendo i ricordi di Tyler o quelli di Alyson a piacere. Esplorazione, dialoghi ed enigmi sono insomma il nostro pane quotidiano.

Il gioco è diviso, come tradizione, in capitoli e noi abbiamo potuto giocare a tutti e tre i capitoli che compongono la nuova opera di Dontnod. Il ritmo narrativo è forse la parte che più fa difetto a Tell Me Why: il primo capitolo è infatti parecchio lento e dovremo trascinarci a forza nel primo paio d’orette. Certo, c’è un motivo per tanta lentezza e va ricercato nella volontà degli autori di caratterizzare bene Tyler e quella che è stata la sua lotta interiore ed esteriore e crediamo che la cosa fosse dovuta. Non sono molti i giochi che propongono un personaggio principale transgender e decisamente Dontnod non aveva alcuna intenzione di trattare l’argomento in modo frivolo o irrispettoso. Fortunatamente i capitoli 2 e 3 offrono una trama più ritmata, una volta che ci siamo liberati della necessità di introdurre i personaggi in modo completo! Non vogliamo entrare nello spoiler comunque, visto che la trama è tutto in un gioco simile. Tuttavia, dobbiamo rilevare che, ritmo a parte, più andremo avanti e più la storia ci ha insoddisfatto, un po’ perché va a cadere l’illusione della scelta un po’ perché ci sono alcuni dettagli che perdono di coerenza con la trama in senso più largo e forse, in una troppa fretta di concludere che lascia alcune cose fin troppo in sospeso.

È interessante (e a tratti coraggioso, visto quanto può essere tossica la community dei gamer) la scelta di farci giocare con un personaggio transgender. Più che altro perché, senza voler convincere o convertire (che brutta espressione!) nessuno, Tell Me Why permette a chiunque di immedesimarsi almeno un pochino alla lontana in quello che è il percorso, la crescita e la lotta interiore di Tyler. Nonostante la trama un po’ ballerina, è sicuramente uno dei pregi di Tell Me Why questa opportunità che viene offerta al giocatore di vedere al di là del proprio naso. Oppure, per chi si trova in effetti confrontato con la stessa situazione, magari di sentire la propria voce un alzarsi un po’ più forte del solito. A prescindere da tutto, un titolo che metta sullo schermo tali tematiche in modo maturo e senza stereotipi negativi va premiato secondo noi.

Dimmi perché (devo giocarci?)

Tell Me Why, da un punto di vista proprio della trama, non è la miglior produzione di Dontnod. Non arriva alle vette di Life is Strange 1 sebbene abbia indubbiamente i suoi meriti. Carina l’idea dei ricordi discordanti, niente male avere i gemelli da usare in modo alternato. A livello visivo, abbiamo giocato su PC (ma il gioco è uscito anche su Xbox One) godendo di una grafica non iperrealistica ma curata nel dettaglio. Anche la recitazione e il doppiaggio (in inglese) sono di qualità mentre la traduzione in italiano a volte contiene qualche cantonata un filino imbarazzante.

Giocateci se state cercando un’avventura narrativa di media lunghezza in grado di aprire almeno un pochino la vostra mente (ma non aspettatevi il capolavoro).

 

Ci piace

  • Coraggioso
  • Recitazione
  • Ambientazione

Non ci piace

  • Trama un po' deludente
  • Niente doppiaggio in italiano
4.75
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

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