Star Wars: Squadrons

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Star Wars: Squadrons

Star Wars, saga iconica, saga infinita. Un po’ come al cinema e alla TV, sembra una miniera di contenuti destinata a non esaurirsi mai.

Oggi parliamo di Star Wars Squadrons, un titolo quasi nostalgico per impostazione e gameplay che ci immergerà in emozionanti lotte spaziali!

Luce e oscurità

Squadrons è ambientato dopo la fine de Il Ritorno dello Jedi, in un momento cruciale per la ribellione. Distrutta la Morte Nera nei pressi di Endor, i ribelli, che ora si fanno chiamare la Nuova Repubblica, sono pieni di speranza per il futuro. Ma l’Impero non è di certo scomparso con la morte di Darth Vader. Le forze imperiali sono ancora una minaccia formidabile. Il giocatore si inserirà in un conflitto ben lungi dall’essere concluso prendendo le parti sia dei ribelli che dell’Impero. Avete letto bene, dovremo giocare nei due campi mentre scopriremo la storia di Squadrons. Campagna che inizia con una sortita nei panni di un soldato imperiale sul suo caccia, alla ricerca di navi zeppe di ribelli. Il rifiuto del pilota di attaccare civili inermi darà inizio alla nostra avventura. Come soldato imperiale dovremo cacciare e sterminare ribelli, come ribelle dovremo combattere l’oppressione ad ogni occasione.

Terminata la prima missione, che funge da importantissimo tutorial non solo sui comandi ma anche sulle modalità di volo (ci ritorneremo), saremo chiamati a personalizzare i nostri avatar. A differenza di Jedi Fallen Order dell’anno scorso, in Squadrons possiamo scegliere di customizzare, anche se non in modo estremo, i due personaggi che impersoneremo. Un buon modo per rendere più nostra l’esperienza che stiamo per vivere. La campagna, che dura 14 missioni, salterà continuamente tra i due, fornendoci i due punti di vista. Non è possibile però scegliere con chi giocare in una determinata missione ma sarà sempre in funzione delle necessità narrative. Storia che comunque non è forse indimenticabile ma che contiene tutti gli elementi della consolidata ricetta di Guerre Stellari e che tutto sommato funziona. Gli eventi ci verranno raccontati attraverso un misto di cut scenes (graziosamente realizzate tra l’altro), dialoghi in gioco e discussioni coi nostri compagni di squadrone durante i briefing prevolo. Discussioni forse un pochino statiche, visto che ci limiteremo a parlare con un personaggio alla volta ma che tutto sommato forniscono dettagli indispensabili in più per godere della storia del gioco.

Sulle ali della libertà

La campagna di Squadrons comunque è quasi una scusa, un lunghissimo ma indispensabile tutorial, per apprendere i rudimenti del combattimento spaziale. Rudimenti che dovremo fare nostri perché, come potete immaginare, un gioco di combattimento spaziale può diventare rapidamente un po’ caotico. Alla base, che stiamo volando con un X-Wing, un Tie Fighter o le altre navicelle giocabili, i comandi sono i medesimi. Lo stick analogico destro serve a regolare la direzione in quattro assi mentre quello sinistro serve a regolare la rotazione e la manetta del motore. Una configurazione che ho odiato dal primo momento. Il problema è che anni di videogiochi hanno impresso nella mia (e probabilmente nella vostra) mente uno schema di controlli. Usare il gas della nave così è una cosa controintuitiva. Non perché non abbia senso da un punto di vista ludico ma perché il movimento non è direttamente legato al fatto che muoviamo lo stick sinistro in avanti. In un gioco normale, il movimento si interrompe appena smettiamo di spingere avanti o indietro. Qua invece regoliamo la percentuale di potenza, il che significa che se molliamo lo stick la nave continuerà a muoversi. Insomma, è un sistema che può confondere e più volte ci siamo ritrovati nel pieno di una battaglia con laser ed esplosioni ovunque chiedendoci perché la nostra velocità era zero.

Certo, si può (e si deve) apprendere a gestirsi ma è una barriera all’entrata piuttosto ardua da conquistare secondo noi. Passato questo scoglio, potremo impratichirci con armi e sistemi della nave. Ognuna delle otto navicelle disponibili è un po’ diversa per configurazione non solo degli armamenti ma anche di scafo e performances. Tuttavia, un elemento importante da tenere in conto è la gestione di armi, scudi e motore. Durante il gioco dovremo continuamente passare tra una modalità e l’altra, tramite la croce direzionale, in modo da convogliare l’energia ad uno dei tre sistemi in modo da potenziarli secondo necessità. Le battaglie, di per sé già piuttosto caotiche, insomma diventando ancora più complesse con questo elemento da gestire ma, bisogna dirlo, questa necessità rende il tutto più tattico e fondamentalmente interessante. Bene inteso, ci sono parecchie differenze non solo tra le due fazioni ma anche tra le singole navi. Alcune sono agili, altre con enorme potenza di fuoco, certe non eccellono in nulla… la scelta tattica è nulla nella campagna (visto che ci verranno imposte) ma è fondamentale nelle modalità multiplayer offerte da Squadrons.

Lotte multiplayer

Il multiplayer è in effetti il fulcro dell’offerta di Squadrons. Se da un lato la campagna offre un’opportunità unica di impratichirsi con meccaniche e navi, nelle battaglie online dovremo davvero mettere alla prova noi stessi. Le modalità offerte, almeno per ora, sono due: battaglie flotta e duelli spaziali. I duelli sono la declinazione squadronsiana del buon vecchio deathmatch a squadre 5v5 in sei mappe. Le battaglie invece sono parecchio più complesse. Faremo parte di uno squadrone (duh!) di uno schieramento o l’altro in un conflitto su larga scala. Dovremo distruggere i nemici in difesa per raggiungere la nave madre avversaria e distruggerla.

Attorno a noi ci saranno non solo compagni di team umani ma anche IA, una sorta di codazzo di minion che hanno il duplice compito di vivacizzare l’ambiente ma anche di fornirci supporto. Durante le nostra guerra stellare dovremo tenere d’occhio il misuratore di morale, che fornisce un’indicazione sull’andamento dello scontro e sulle nostre possibilità di attaccare la nave madre avversaria. Più distruggeremo i caccia nemici, più il morale delle truppe aumenterà e più saremo vicini alla vittoria. Le battaglie sono certamente il fulcro dell’offerta di Squadrons e possono essere affrontate sia da soli con compagni IA che con compagni umani ed esiste ovviamente anche la modalità ranked, in cui team play e coordinazione saranno essenziali per la vittoria.

Join the Empire (or die)

Star Wars Squadrons è un titolo interessante sotto alcuni aspetti. Da un punto di vista tecnico, siamo rimasti favorevolmente colpiti dal comparto grafico. Abbiamo giocato su PC, con tutti i dettagli al massimo, e la presentazione è lodevole. Effetti speciali, esplosioni, navicelle impazzite… ci siamo sentiti davvero parte dello scontro, specialmente se giochiamo con un buon sistema audio Atmos! Meno bene i controlli, che come detto richiedono parecchio impegno da parte nostra per non finire a girare come una trottola impazzita nel campo di battaglia, come una tartaruga a pancia all’aria. Si tratta comunque di una difficoltà intrinseca dei giochi di combattimento con 6 gradi di libertà e, a nostro avviso, bisogna esserci almeno un po’ portati. Cosa che nel nostro caso, non siamo affatto. La nostra esperienza su Squadrons è stata all’insegna della confusione e del panico ma dobbiamo fare astrazione tra quelle che sono le nostre abilità e quello che il gioco effettivamente offre. EA Motive ha abilitato il cross-play tra diverse piattaforme, sarà quindi possibile sfidare in nostri amici su console e PC. Ma i giocatori su PlayStation 4 e PC potrebbero avere un vantaggio interessante: il gioco supporta la realtà virtuale. Su PC l’abbiamo provato con HTC Vive e tanta confusione sparisce al volo. Ci stiamo ritrovati immersi nell’azione in modo assolutamente geniale, con la libertà di poter girare la testa per seguire le navette nemiche in più che girando fisicamente il nostro vascello da battaglia. Se avete la possibilità noi consigliamo caldamente di giocare in VR insomma, l’esperienza ne guadagna.

Concludiamo. Star Wars Squadrons è un titolo di nicchia secondo noi. Piacerà ai fan delle lotte spaziali e di Star Wars ma ha meno attrattiva al di fuori dei due fandom. Tecnicamente il gioco soddisfa ma a livello contenutistico, o ci facciamo piacere le due modalità online proposte o ben presto resteremo senza contenuti a cui giocare. Per lo meno, il titolo viene venduto ad un prezzo più budget rispetto ai soliti tripla A, quindi potrebbe valerne la pena a prescindere!

Ci piace

  • Star Wars
  • VR
  • Varietà tra navi e personaggi

Non ci piace

  • Controlli confusionari
  • Longevità?
  • Per fan del genere
5
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

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Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

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