Sennheiser GSP 600

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Sennheiser GSP 600

Ancora una volta ci addentriamo nell’affollatissimo mercato delle cuffie da gaming e lo facciamo in compagnia di Sennheiser. Dopo le GSP 303 Need for Speed, oggi tocca alle più costose (nonché di range più elevato) GSP 600. Nell’unbox abbiamo detto che ci sembravano comode, ma lo sono davvero? Scopriamolo assieme!

Professional Gaming Headset

Le Sennheiser GSP 600 sono cuffie stereo che il costruttore tedesco ha pensato per i gamer seri riguardo la loro passione. Dotate di due padiglioni over-ear per cancellare i rumori esterni, sono anche dotate di un microfono non rimuovibile per comunicare con altri. Come al solito, diamo dapprima un rapido sguardo alle specifiche puramente tecniche. I due driver hanno una risposta in frequenza da 10 a 30kHz con un’impedenza d’entrata di 28 ohm e un SPL da 112 dB a 1kHz. Il microfono bi direzionale invece ha una risposta da 10 a 18kHz con una sensitività di -47 dBV/PA. Quest’ultimo non è rimuovibile ma può essere mosso verso l’alto per disattivarlo e toglierlo completamente dalla vista. Non ci sono comandi a filo ma il padiglione destro è dotato di un’ampia rotella per regolare il volume, facilissima da raggiungere e senza complicazioni. Il peso dell’headset è poco meno di 400 grammi (nell’unbox abbiamo riportato erroneamente quasi 1 Kg, errore nostro!). Nella confezione troviamo due cavi, uno con due jack da 3,5 mm per la connessione a schede audio con input e output separati e un altro cavo col jack combo audio/microfono, per la compatibilità con PC e console da gioco. Essendo cuffie analogiche, non ci sono sound virtuali o altre funzioni speciali. Da un lato abbiamo la certezza di poterle usare con virtualmente qualsiasi apparecchio sulla faccia della terra, dall’altro dobbiamo rinunciare a certe funzioni che un paio di cuffie da 279 CHF dovrebbero offrire.

Design e confort

Il design delle GSP 600 secondo noi funziona. Principalmente sono in materiale plastico di buona qualità ma ci sono anche alcune parti in metallo, specialmente nei punti soggetti a maggiore stress. Gli accenti in rosso e grigio metallico le rendono abbastanza distintamente gaming senza esagerare con le pacchianate, dando al contempo un profilo tutto particolare. Ci sono due cover plates intercambiabili sui lati: possiamo sostituire i loghi Sennheiser con altri che è possibile acquistare a parte. Peccato che il design sia estremamente preciso quindi non potremo, molto probabilmente, fare delle stampe 3D coi nostri design personali. Per quanto riguarda la configurazione delle cuffie troviamo due punti principali: i due padiglioni si muovono abbastanza sull’asse verticale delle cuffie per adattarsi alla forma della testa. Nell’archetto troviamo anche due meccanismi che servono a regolare la pressione che le cuffie esercitano sulla testa. Si tratta di una regolazione che va assolutamente fatta, altrimenti si inizierà ben presto a soffrire per la pressione esagerata sulle orecchie e sulla testa. Per quanto riguarda i padiglioni, troviamo due cuscinetti belli morbidi a contatto con le orecchie, in stoffa morbida e pelle. Durante i mesi invernali non soffriremo di sicuro il caldo ma rimane un po’ l’incognita di quelli estivi. Anche l’archetto è rivestito di una morbida spugna di buona qualità dove si appoggia alla testa, segno di solito che l’headset è fatto per essere comodo.

Il che sarebbe vero se non fosse che queste GPS 600 sono nettamente meno comode di quanto ci aspettassimo. Nonostante la buona qualità dei materiali usati, i due sistemi per regolare la pressione sulla testa e la lunghezza regolabile dell’archetto… non ci siamo al 100%. Questo headset sembra essere stato pensato da chi non passa diverse ore di fila con un paio di cuffie addosso. Le GPS 600 sono comode la prima oretta abbondante ma poi, non importa quante regolazioni abbiamo fatto, cominciano a stringere sui lati e a dare fastidio dove l’archetto tocca la testa. Semplicemente, le GSP 600 stringono un filo troppo e facendolo non restano nemmeno particolarmente sicure in testa. È un maledetto peccato, perché…

Regolare la pressione è fondamentale

Qualità sonora

… le GSP 600 fanno onore al nome di Sennheiser, dal momento che suonano davvero molto bene secondo noi (almeno, per il prezzo che hanno visto che Sennheiser fa anche cuffie che superano le migliaia di CHF – ma parliamo di un’altro universo). Suoni caldi, senza esagerare nei bassi, acuti chiari e, specialmente, niente distorsioni evidenti. Sia che stiamo giocando che ascoltando musica, le GSP 600 fanno un lavoro egregio. Assieme a questo mix troviamo un eccellente cancellazione del rumore. Intendiamoci, la cancellazione è puramente passiva: i materiali scelti da Sennheiser eliminano quasi del tutto i rumori esterni senza bisogno di elettronica e batterie. Giocare in un ambiente relativamente tranquillo richiederà poca emissione sonora per tagliarci fuori completamente dal mondo attorno a noi. E restando in tema qualità, anche il microfono è di buona qualità, forse un pochino secco ma perfetto per la comunicazione via Discord o TeamSpeak. La cancellazione del rumore di fondo, non sappiamo bene come funziona in pratica, ma funziona. Nessuno si è mai lamentato di rumori esterni alla nostra voce durante le partite online. Non per niente Sennheiser ha la reputazione che ha per quanto riguarda la tecnica.

Bottom line

Le GSP 600 ci hanno convinto ma non totalmente. Dalla loro hanno un’ottima qualità audio, sia in riproduzione che in cattura. Dall’altra però, come detto, non sono comode sul lungo periodo. E il lungo periodo è quello che importa ai gamer. Non è detto che lo siano per tutti, visto i sistemi di regolazione della pressione ma rimangono in ogni caso cuffie che stringono troppo sulla testa. Le cose migliorano col tempo e dopo una settimana abbondante di uso regolare la situazione è migliorata sensibilmente. Ma a 279 CHF vorremmo una comodità eccellente dal primo istante, cosa che purtroppo non abbiamo ottenuto. E parlando di prezzo, avremmo almeno voluto un supporto al surround multicanale virtuale…

 

Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.