Sennheiser GSP 303

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Sennheiser GSP 303

Sennheiser, produttore tedesco di una certa fama, da qualche tempo si è lanciato nel lucroso ed estremamente dinamico segmento delle periferiche da gaming. Più precisamente, visto l’impressionante know-how del brand, nelle periferiche audio. Recensiamo oggi l’headset gaming Sennheiser GSP 303, una nuova iterazione del modello GSP 300 uscito nel 2016.

Need for Sound

La differenza tra le GSP 300 e le GSP 303 è presto spiegata: queste ultime sono una versione speciale dedicata a Need for Speed Payback. L’headset è caratterizzato da una colorazione nera e rossa, con il logo di Need for Speed Payback ben visibile sia all’esterno delle cuffie sia nella stoffa che copre i padiglioni. L’accostamento nero e rosso non può mai sbagliare ed in effetti non è affatto male nemmeno in questo caso. Il cavo è anch’esso rosso e, ahinoi, non braided ma rivestito in gomma. Ma non portiamoci subito tropo avanti! Le GSP 303, esattamente come le GSP 300, sono cuffie stereo analogiche dotate di due connettori stereo (microfono + audio) e vendute assieme ad un adattatore jack da 3,5 millimetri a quattro pin. La risposta in frequenza dei due padiglioni va da 15 Hz a 26 kHz, il microfono da 10 Hz a 15 kHz, hanno un’impedenza da 19 ohm, cavo da 2 metri, pesano 290 grammi e hanno una funzione cancellazione del rumore per il microfono. Se vi sembra un elenco di specifiche buttate là a caso, sappiate che è quanto Sennheiser ha deciso di inserire nella scheda tecnica.

Comode?

Le GSP 303 non ci hanno colpito molto come design. Molto “gaming futuristico” che, come al solito, risulta pacchiano e agli antipodi da quello che considereremmo stiloso. Nonostante i vistosi loghi Sennheiser e Need for Speed, la realtà è che queste cuffie hanno l’aspetto (e la consistenza) di cuffiette plasticose e cheap. Il che non corrisponde necessariamente alla realtà di mercato, visto che il prezzo di vendita gravita attono ai 100 CHF! Tuttavia, le GSP 303 hanno una qualità che le redime ai nostri occhi: sono comode. In particolar modo la spugna che riveste l’interno dell’archetto: morbida e che si adatta bene alla testa. Il problema di altri headset di altre marche è che la zona a contatto con la testa dopo qualche ora diventa scomoda e dolorosa. Non con queste GSP 303 che hanno continuato ad essere comodo anche dopo parecchie ore di utilizzo. Per quanto riguarda il rivestimento dei padiglioni, esso è in similpelle. Comodo ma avremmo preferito l’inclusione di un secondo paio in stoffa più traspirante, dal momento che la pelle può far sudare troppo le orecchie, specialmente durante i mesi più caldi dell’anno. Tuttavia, questo headset è indubbiamente tra i più comodi che abbiamo testato fino ad ora.

Basiche

Collegare le GSP 303 al PC è semplice come collegare i due jack stereo. Non avendo una scheda audio USB o ricevitori wireless, non c’è nulla da configurare. I controlli a filo sono inesistenti, l’unica “interfaccia” che troviamo sull’headset è una rotellona sul padiglione destro che permette di regolare il volume delle cuffie (ma non quello di Windows, ovviamente). Il microfono, non scollegabile n’è molto flessibile, non può essere spento in nessun modo dalle cuffie. Una feature che reputiamo indispensabile per un paio di cuffie dedicate al gaming! Non è nemmeno possibile regolare la distanza dalla bocca, visto che l’archetto in gomma è sì flessibile ma ritorna puntualmente alla sua forma originale. Il cavo, gommoso, ha la terribile mania di attorcigliarsi o di fare frizione contro i vestiti, rendendolo un costante fastidio se ci muoviamo molto stando alla scrivania. Possiamo soprassedere alla poca mobilità del microfono? Sì. Possiamo soprassedere al fatto che non si possa disattivare al volo con un tasto incluso nel cavo o sul corpo dell’headset? No.

Qualitativamente parlando

Sennheiser ha una solida reputazione per quanto riguarda la qualità audio dei suoi prodotti. Fortunatamente, le GSP 303 non vanno a rovinare questa percezione. Abbiamo giocato a parecchi titoli (Destiny 2, The Witcher 3, Alien Isolation, Overwatch, Fortnite, PUBG, Elesmir, ecc) e siamo rimasti soddisfatti. Certo, si tratta di cuffie stereo e quindi in titoli in cui un posizionamento spaziale è importante non otterremo lo stesso risultato di cuffie multicanale reale o virtuale. L’ascolto audio è gradevole: le cuffie sono ricche in dettaglio, non esagerano coi bassi ne tagliano troppo gli acuti. Non sono cuffie da audiofili ma sono sorprendentemente bilanciate e piacevoli. A questo prezzo, potevamo cascare molto molto peggio!

Valgono la pena?

Domanda difficile. Nell’affollatissimo segmento delle “100 CHF circa” queste GSP 303 non spiccano in modo particolare. Dalla loro hanno la comodità e la qualità audio. Contro, la costruzione plasticosa, il design poco piacevole e la stupidità del microfono e l’assenza di controlli dedicati. In tutta onestà siamo un po’ delusi da un brand leggendario come Sennheiser anche se comprendiamo che, da qualche parte, dei compromessi andavano fatti per mantenere il prezzo ad un livello contenuto. Mettiamola così, se le trovate ad un buon prezzo, fate pure! Ma non aspettatevi features avanzate.

 

Ci piace

  • Comode
  • Qualità audio
  • Qualità microfono

Non ci piace

  • Mobilità microfono (e niente tasto mute)
  • Cavo
  • Costruzione plasticosa
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.