Samsung Q900R – 8K QLED TV

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Samsung Q900R – 8K QLED TV

A volte per vendere una monovolume bisogna prima costruire una macchina da formula 1. Dimostrare di essere tra i migliori, di avere quello che ci vuole per dettare legge. Questo, immaginiamo, deve aver pensato Samsung quando ha preso la decisione di uscire sul mercato con un televisore come il Q900R. Il suo punto di forza? Ben oltre 33 milioni di pixel!

Una storia d’amore…

La storia d’amore è quella tra un uomo e la “sua” televisione da 75 pollici e risoluzione 8K che si è quasi tirato addosso togliendola dalla scatola. Massiccia, imponente, in grado di ammutolire anche il più techie tra i techie. Ma non lasciamoci trasportare troppo dalle emozioni, questa è una recensione, che diamine! Iniziamo dunque, come sempre, con le specifiche tecniche più importanti di Q900R.

Q900R è un televisore QLED (come le già recensite Q7F e Q9F). La tecnologia Quantum Dot continua dunque ad essere al centro dei pannelli prodotti dai coreani, in controtendenza rispetto ad altri produttori. La risoluzione, come detto, è 8K (7680×4320 pixel). Dal momento che molto poco al giorno d’oggi supporta tale risoluzione nativa, Samsung ha inserito un processore chiamato Quantum Processor 8K, un sistema che analizza ogni scena e applica l’appropriato sistema di upscaling per ottenere la miglior immagine possibile. Supportato anche HDR10+ (col profilo HDR4000). Come già visto in passato, anche con Q900R Samsung ha optato per l’inclusione di OneConnect: in pratica il cervello e l’alimentazione della TV sono inserite in un massiccio sistema di controllo separato. Tutte le connessioni (4 HDMI, 3 USB, audio in/out, lan, wifi, bluetooth, CI, tuner terrestre e satellitare e via dicendo) si fanno attraverso lo OneConnect. Al televisore dovremo solo collegare un cavo in fibra ottica che si occupa di trasferire contenuti e alimentazione. Un sistema che continuiamo ad apprezzare molto perché permette di montare il televisore senza praticamente avere orrendi cavi visibili ovunque.

La ricerca di un design il più possibile invisibile è decisamente centrale per Q900R. Certo, difficile non notare un pannello di 75 pollici nel vostro salotto (ma ci sono anche modelli da 65 o 85 pollici) eppure Samsung ha fatto molto bene il suo lavoro. Q900R potremmo definirla quasi minimalista: una cornice nera di dimensioni straordinariamente ridotte (per quella bestia di schermo che è), due piccoli stand metallici sui lati per sostenerne il peso non indifferente e basta. Non c’è nemmeno un logo Samsung visibile sul davanti, come a dire che tanto non ce n’è bisogno. Detto semplicemente, il design a noi piace. Unito ad ambient mode, un sistema che tenta di mimare quello che si trova dietro il pannello (ne parlammo nel caso di Q9F), il televisore si fonde piuttosto bene con l’ambiente casalingo. L’unica “pecca” è che la tv è più spesso di quanto siamo abituati coi soliti pannelli a LED ma tutto sommato siamo disposti a lasciar correre. Lo spessore è anche definito in funzione dell’illuminazione posteriore diretta (direct backlight) e delle 500 zone d’attenuazione definite da Samsung. Per quanto riguarda il design degli accessori, troviamo praticamente le stesse cose delle altre top di gamma. Come già detto, lo OneConnect box è un monolite nero che si occupa di ogni funzione della tv. Il telecomando è identico al modello Q9F e ha solo minime differenze rispetto a Q7F: pochissimi tasti e un design metallico che, nel suo essere ridotto ai minimi termini, non si fa mancare nulla. Anche il sistema operativo della TV, basato su TizenOS, è il medesimo già visto in passato: una lista di app e sorgenti video messe in fila orizzontalmente ci permette di passare da, per esempio, Netflix a YouTube in modo rapidissimo.

Vivere a 8K

Iniziamo con una cosa ovvia: non esiste niente a 8K al momento. Ci sono alcuni video in 8K su YouTube ma l’app della TV non supporta tale risoluzione. Esistono alcuni file di test che però il player interno della TV non è in grado di aprire (in teoria dovrebbe poter leggere files H.265 ma non siamo riusciti a trovarne di funzionanti – stando a Samsung però la riproduzione di file da USB è supportata se abbiamo file nel formato corretto). È possibile ottenere un 8K nativo allora? Si, ma con alcune limitazioni piuttosto importanti. Ci siamo messi d’impegno per ottenere un’immagine 8K: abbiamo collegato il nostro PC dotato di 2080 Ti con un cavo HDMI il più corto possibile e di miglior qualità possibile. Abbiamo poi impostato manualmente la risoluzione nelle opzioni avanzate di Nvidia e ridotto il refresh rate a 30Hz e lo spazio colore a 4:2:2. Finalmente, dopo molte prove, abbiamo ottenuto un’immagine in 8K. Siamo perfino riusciti a lanciare alcuni giochi quali Destiny 2 e Metro Exodus. Il risultato finale è spettacolare: mai avevamo visto una tale pulizia d’immagine, nemmeno coi migliori sistemi di anti aliasing! Il rovescio della medaglia sono le performances e l’input lag. Attualmente la limitazione maggiore è la banda passante dello standard HDMI 2.0: semplicemente insufficiente per ottenere 8K@60Hz. I miseri 18Gbps di HDMI 2.0 non bastano quindi: è necessario un upgrade a HDMI 2.1 (48GBps). Ma come fare? Samsung, nelle istruzioni del televisore, specifica che sarà disponibile un aggiornamento futuro ma non è chiaro di come sarà. Molto probabilmente si tratterà di cambiare lo OneConnect con uno in grado di supportare il nuovo standard ma questa è una nostra speculazione. Non sarebbe male poter semplicemente aggiornare il firmware per avere le novità…

AGGIORNAMENTO: i possessori di questa TV potranno richiedere un nuovo OneConnect box col supporto a HDMI 2.1 da metà maggio 2018 contattando il supporto clienti di Samsung. Il nuovo box supporterà HDMI 2.1, con tutte le nuove features del caso.

Ma allora perché un pannello 8K se non ci sono i contenuti. Diverse ragioni in realtà. La prima, secondo noi, è puramente marketing. Come detto in apertura di recensione, essere i primi a offrire una soluzione del genere ha un deciso impatto sulla percezione del brand come innovatore. Non è una cosa da sottovalutare. Secondariamente, anche se non esiste nulla in 8K, Samsung ha il suo asso nella manica. L’upscaler Quantum 8K Processor è indubbiamente la star di questo show. Grazie a complessi algoritmi e una IA creata appositamente per questo, l’analisi dell’immagine fatta dal cervello della TV da praticamente sempre un output miglior rispetto ad un televisore a “soli” 4K. Il sistema di IA viene aggiornato periodicamente via internet, in modo da permettere risultati migliori col tempo, a mano a mano che Samsung rifinisce e migliora i suoi algoritmi. Bene inteso, migliore è la qualità di partenza e migliore sarà il risultato finale. L’immagine finale migliore, senza sorprese, l’abbiamo ottenuta con The Martian in bluray 4K HDR. Per essere sicuri di non farci fregare dall’effetto wow, abbiamo alternato tra Q900R e Q7F e, credeteci o meno, il salto di qualità c’è.

Si passa da ottimo a stratosferico anche se, bisogna dirlo, non è come passare da SD a 1080p. Diversa la storia se diamo in pasto all’IA della TV dei video YouTube 720p: le immagini saranno comunque chiaramente a bassa risoluzione e non c’è upscaler che tenga. Ma Quantum 8K Processor non si occupa solamente di risoluzione ma anche d’ottimizzazione dell’immagine finale. Ad esempio per quanto riguarda la luminosità, l’analisi viene fatta sulla scena nella sua interezza per regolare il local dimming in modo da ottenere neri più profondi e contrasti migliori. Ad esempio, la luce di una candela nel buio risulterà più netta rispetto ad un QLED tradizionale. Non dimentichiamo nemmeno l’HDR. Q900R supporta HDR4000 (ovvero una luminosità massima di 4000 nits – uno sproposito!) e il 100% della gamma DCI-P3. In più, il supporto a HDR10+ significa che, se disponibili, il televisore userà i metadati dinamici per ogni scena del film che stiamo guardando. Il risultato finale è una riproduzione del colore incredibilmente precisa, una pulizia dell’immagine fuori dall’ordinario e una luminosità (e un contrasto) da lasciare a bocca aperta. Siamo consapevoli di aver tirato fuori una fila impressionante di superlativi, tuttavia è difficile non restare impressionati dal pannello di Samsung.

Per farvela breve: l’implementazione dell’8K di Samsung funziona per quanto riguarda l’upscaling e la maggiore precisione resa possibile sul risultato finale dell’immagine. Passare da 4K a 8K ha permesso ai coreani di controllare in modo molto più preciso come e dove applicare correzioni di risoluzione, gestione del colore, luminosità e contrasto. Pur non avendo praticamente nulla in 8K (tranne il video introduttivo quando installiamo la TV per la prima volta, quello è IMPRESSIONANTE), non si tratta solo di un gimmic pubblicitario ma ha una reale applicazione nell’uso di tutti i giorni. Poi è ovvio che quando arriveremo, secondo noi tra un paio d’anni, ad avere un’applicazione più mainstream dell’8K finirà che saremo svantaggiati dalla mancanza di una connessione 8K/60Hz reale e dall’avanzamento tecnologico.

Per quanto riguarda il gaming, al momento giocare in 8K semplicemente non ha senso. Pochi di voi hanno a disposizione una macchina in grado di muovere 30 milioni di pixel a 60 fps! Nel video qua sotto potete vedere in pratica cosa significa giocare con tutte le limitazioni di HDMI 2.0: un input lag davvero troppo elevato per poter realmente fare qualcosa di utile. Ovviamente riducendo la risoluzione a 4K o 1440p le cose vanno infinitamente meglio, specialmente perché possiamo arrivare a 60Hz (4K) o 120Hz (1440p)! Quello che ha senso però è sfruttare il supporto a VRR su console o PC, ovvero la tecnologia FreeSync. Come nel modello Q9F, anche Q900R supporta in modo piuttosto esteso varie funzionalità gaming. FreeSync e riduzione dell’input lag con la game mode che si attiva in modo autonomo ne fanno, ancora una volta, un buon televisore per giocare.


L’input lag a 8K@30Hz è piuttosto importante. Ancora non siamo pronti per giocare a questa risolzione.

Sonoro

Breve paragrafo dedicato al sonoro: deludente. Visto il prezzo di vendita decisamente importante, ci aspettavamo di più. Da scheda tecnica Q900R supporta 4.2 canali e, come per le immagini, anche il sonoro viene analizzato e migliorato dal processore della televisione. Tuttavia, siamo rimasti comunque un po’ delusi per quanto riguarda sia brillantezza che potenza d’emissione. E non c’è nemmeno il supporto a Dolby Atmos, una funzionalità che ci aspettiamo su un top di gamma nel 2019. Intendiamoci, la dimensione maggiore degli speaker inclusi ha il vantaggio su altri modelli più piccoli ma ci siamo ritrovati praticamente subito a collegare la nostra soundbar 4.2. Per i modelli futuri la nostra lista dei desideri ha quindi il supporto ad Atmos al primo posto, che si tratti di un sistema integrato nella TV oppure con una soundbar inclusa nella confezione.

L’installazione richiede un po’ di tempo vista la dimensione!

Concludiamo

La domanda ovvia è: la compro? La risposta è altrettanto ovvia: solo se siete ricchi. Con un prezzo di vendita di 6999 CHF per il modello da 75 e 14999 CHF per quello da 85 pollici, siamo ampiamente nel reame della follia high tech. Se i soldi non sono un problema (ma proprio per niente) vi portereste a casa il televisore migliore sul quale ho mai posato i miei occhietti nerdacciosi. Qualità d’immagine impressionate, accurata, ottimizzata per giocare, una riproduzione di contenuti HDR spettacolare e con un supporto a praticamente ogni tecnologia avanzata disponibile oggi (mancano Dolby Atmos e Vision però). Restituirla a Samsung e tornare ad un “povero” 49 pollici 4K ci ha causato stress post traumatico! Per tutte le sue funzioni ha senso se siete alla ricerca di un top di gamma di inizio 2019 (anche perché il modello da 65 pollici in fondo costa solo 4799 CHF e dal reame della follia ci avviciniamo decisamente di più al reame del fattibile). Tuttavia è una first gen per quanto riguarda l’8K e questo significherà, con tutta probabilità, doversi aggiornare di nuovo tra 3 o 4 anni quando tale risoluzione sarà più mainstream.

Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.