Samsung Odyssey G9

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Samsung Odyssey G9

È stata una lunga odissea arrivare a questa recensione di Odyssey G9 di Samsung, il nuovo monitor Dual QHD da 49 pollici del brand coreano. Il modello che abbiamo ricevuto in origine era preproduzione e non funzionante al 100%. Abbiamo dovuto aspettare la disponibilità di un modello definitivo e finalmente è giunto in redazione!

Odyssey G9, fratello maggiore del G7 di cui abbiamo già parlato su Joypad, è il successore del CHG90 e CRG90. Solo che questa volta Samsung è andata all in non solo con l’estetica, molto più aggressiva rispetto al passato ma anche con features e specifiche tecniche.

1000R

Iniziamo da quest’ultime: G9 è dotato di un pannello VA QLED curvo 1000R con un refresh rate di 240Hz, 1 millisecondo di refresh rate e supporto ad Adaptive-Sync (Freesync 2 e G-Sync) con un range tra 60 e 240Hz stando alla scheda tecnica. La risoluzione è 5120×1440, ha supporto a HDR1000 (con supporto allo standard HDR10+) il che significa una luminosità massima di 1000 cd/m2 e una tipica di 420 con un contrast ratio di 2500:1. Per quanto riguarda il colore, G9 copre il 125% della gamma RGB e il 95% della gamma DCI. G9 è dotato di due porte DisplayPort 1.4, una porta HDMI 2.0 (perché non 2.1?), tre porte USB (una downstream e due upstream) e un jack per le cuffie. Niente altoparlanti, come al solito. Nella confezione troveremo un braccio per il montaggio ma è anche possibile montarlo su un supporto di terze parti tramite una placca VESA 100×100 che però non abbiamo trovato nella confezione di questo modello di preproduzione. Già che stiamo parlando della parte posteriore di G9 dobbiamo menzionare assolutamente sia il ring RGB, simile a quello di G7 e che ci piace un sacco e il design. Normalmente non sono un grandissimo fan dell’estetica gamer ma qui devo fare un’eccezione: sia la colorazione bianca, le linee futuristiche e la massiccia zona luminosa si amalgamano in una combinazione azzeccata. Peccato che poi, una volta sulla scrivania, non vedrò mai più tutto il lavoro speso dai designer coreani.

Una bestia

G9 è uno schermo davvero imponente, esattamente come i due modelli precedenti e coi suoi 16.7kg di peso. Tuttavia, la curvatura 1000R (contro i 1800R del passato) fanno sì che l’esperienza di gioco sia diversa. Una volta impostato lo schermo, selezionato 240Hz, colore a 10bit RGB nelle impostazioni Nvidia/AMD siamo pronti per giocare. Se avete sussultato a questa ultima frase, non sussultate! È in effetti possibile attivare colori a 10bit RGB grazie ad una feature di DisplayPort 1.4 e una GPU compatibile con questa specifica. Il motivo è “semplice”: la connessione DP di questo monitor offre anche DSC, una tecnologia di compressione video supportata però solo da schede video basate su Turing (la serie RTX 20), Ampere (la serie RTX 30) e schede video AMD prodotte dal 2019 in avanti. Senza questa opzione della specifica DP 1.4 sarete bloccati a 120Hz 8bit colore quindi fate molta attenzione. In realtà, G9 supporta diverse altre funzioni che è bene proviate: low input mode, adaptive sync, 120 o 240Hz. Dipende un po’ dal vostro PC (giocare a 240Hz rimane per quasi tutti un sogno lontano comunque) e dal tipo di esperienza desiderata. Siccome il sottoscritto non gioca a titoli competitivi mi sono concentrato su 240Hz con Adative sync attivo/disattivo e low input mode attivo.

La questione HDR, come spesso accade in ambito PC, è complicata. Windows 10 lo supporta male e come regola generale lo lasceremmo disattivato nelle opzioni del sistema operativo. Nei giochi e applicazioni che supportano tale funzionalità lo schermo si comporta egregiamente. Era il punto debole del modello di preproduzione che abbiamo ricevuto a inizio estate ma siamo felici di riportare che ora è tutto a posto. Lo schermo è luminosissimo ma mantiene un buon numero di dettagli nelle zone di confine tra luminoso e scuro. In generale, Samsung con la sua tecnologia QLED sta facendo grandi cose a prescindere dalle “limitazioni” di questa tecnologia rispetto a OLED. Lo schermo raggiunge una luminosità davvero elevata anche se non è in grado di sostenere 1000 cd/m2 per lunghi periodi su tutto il pannello. D’altra parte, non è una cosa particolarmente desiderabile, a meno che non vogliamo bruciarci gli occhi.

Giochiamo?

L’esperienza di gioco nei titoli testati è davvero molto coinvolgente. Se arrivate da uno schermo 16:9 o 21:9 l’effetto è ancora più impressionante anche se, come dissi in passato, ci vuole qualche tempo ad abituarsi. Molta gente non ci arriva quando si parla di 32:9. Non si tratta di vedere più gioco a destra e sinistra e girare la testa quanto piuttosto di avere una visione periferica più ampia che attiri la nostra attenzione, facendoci girare prima la telecamera di gioco. Seriamente, nessuno si aspetta che noi ci si metta a girare la testa a destra e sinistra durante un gioco, ok?

Arriveremo anche a questo… 😉

La curvatura 1000R, come dicevo, è più coinvolgente rispetto a 1800R. Lo schermo, essendo notevolmente più curvo rispetto alla norma, lo rende più avvolgente. Semplicemente, abbiamo l’impressione di essere più presenti nell’azione. È in giochi come Doom Eternal, Destiny 2, CS: GO o in generale gli FPS che G9 risplende, anche se il FOV elevato potrebbe essere considerato un vantaggio sleale in competitivo. Per i giochi in terza persona, dipende dagli sviluppatori. Shadow of the Tomb Raider o The Witcher 3 non hanno nessun problema mentre Control decisamente ha qualche problema di crop difficilmente risolvibile dall’utente. Generalmente i giochi moderni supportano 32:9 senza problemi ma, come è evidente, c’è qualche eccezione.

La vera difficoltà che incontrerete con G9 è sfruttarlo appieno. Sono pochi i PC che possano far girare giochi tripla A moderni a 240 fps! Tuttavia, non fatevi ingannare. 240 Hz sono una potenzialità del monitor, non un requisito per goderselo. Grazie alle tecnologie di Adaptive Sync del monitor possiamo goderci giochi senza tearing sfruttando un refresh rate variabile, oppure, se siamo preoccupati dal frame pacing, possiamo sempre usare un vsync o un frame limit. Un gamer competitivo vorrà giocare a 240Hz ma forse, come dicevamo, questo monitor non è la scelta migliore visto quanto più degli altri riusciamo a vedere. Ad ogni buon conto, G9 produce immagini fluide e continuerà a farlo in futuro. Un monitor del genere, visto il costo esorbitante, lo si prende come investimento sul lungo periodo e non è una cosa che andremo a sostituire ogni anno.

Me ne incarta tre?

Arriviamo alla fine di questa lunga recensione finalmente. Samsung Odyssey G9 è una bomba. Enorme, esagerato, costosissimo. Non vogliamo fare i lecchini ma seriamente questo schermo è la Rolls Royce degli schermi, il limite ultimo dello spettacolo (per ora, ovvio). È difficile trovare un’esperienza di gioco su PC simile a questa, a patto di avere un computer degno di questo nome da affiancarci. G9 è un cambio di paradigma per chiunque non abbia mai usato uno schermo 32:9 e non parliamo solo dei giochi. L’aspect ratio è perfetto anche per creare contenuti o per lavorare su diversi documenti o pagine web in contemporanea. Certo, il prezzo di vendita lo situa nella categoria super premium, ben oltre il “nice to have”. Ma se avete i soldi e lo spazio, a mio modo di vedere difficilmente resterete delusi. E nel caso foste curiosi non è uno schermo adatto alle console, sia esse old o next gen!

Ci piace

  • HDR
  • 240HZ
  • Immersivo come pochi

Non ci piace

  • Costosissimo
  • Serve un PC potente per sfruttarlo
  • Dobbiamo darlo indietro a Samsung
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

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