Samsung Galaxy Watch

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Samsung Galaxy Watch

Correva l’anno 2016 quando parlammo di uno smartwatch prodotto da Samsung. Il Gear S3 Frontier ci aveva convinto, prezzo piuttosto importante a parte. Ora, a distanza di due anni, il costruttore coreano ha cambiato il nome di questa linea, da Gear a Galaxy Watch ma di sicuro non ha ridotto l’attenzione al dettaglio. Vediamo un po’ com’è andato il nostro periodo di prova.

Grande e piccolo

Di Galaxy Watch ne esistono due modelli differenziati principalmente per la dimensione della cassa: da 46 millimetri oppure da 42 millimetri. Il primo, il modello da noi testato, esiste solo in colore Silver mentre il secondo esiste in Midnight Black e Rose Gold, coi cinturini coordinati. La differenza di dimensioni causa, come ovvio, diverse differenze tra i due modelli. Il Watch da 46 è di dimensioni 46x49x13 mm e pesa 63 grammi mentre quello da 42 è di dimensioni 41,9×45,7×12,7 mm e pesa 49 grammi (senza cinturino per entrambi). Il modello grande è dotato di uno schermo circolare super AMOLED da 360×360 pixel e 1,33 pollici mentre il modello piccolo è sempre dotato dello stesso schermo ma da 1,2 pollici. Entrambi sono protetti da un Corning Gorilla Glass DX+.

Le differenze sono giunte al termine, tranne per una decisamente sostanziale: la batteria del modello da 46 è di 472 mAh mentre quella del modello da 42 è di 270 mAh, entrambe ricaricabili con un sistema wireless proprietario. Il resto invece è composto da una SoC basato su Exynos 9110 da 1,15 Ghz (dual core) e da Tizen OS 4.0. RAM e connettività variano tra i modelli LTE e Bluetooth: il primo ha 1,5GB di RAM e 4GB di storage mentre il secondo ha 768MB di RAM e 4GB di storage. La connettività è 3G/LTE (per il modello LTE, è ovvio), più Bluetooth 4.2, Wi-Fi b/g/n, NFC, A-GPS e Glonass. Non possiamo avere uno smartwatch senza avanzate funzionalità nel comparto sensori ed ecco che il Galaxy Watch è dotato di accelerometro, giroscopio, barometro, sensore del battito cardiaco e sensore di luce ambientale. Per finire la nostra carrellata di specifiche, citiamo un dato molto interessante riguardo la durabilità: IP68 + 5 ATM (e MIL-STD-810G). Questo significa che potete usare Galaxy Watch sott’acqua fino a 50 metri di profondità o, più realisticamente, usarlo in piscina senza problemi.

Facciamo il giro

Il primo impatto con il Galaxy Watch è stato un po’ shockante per me che uso ancora regolarmente il moto 360 v2, uno smartwatch decisamente più piccolo di questo prodotto da Samsung. Il processo di installazione è davvero molto semplice se possediamo uno smartphone della stessa marca: sono compagni di letto naturali e assolutamente predisposti per funzionare assieme. Galaxy Watch è anche compatibile con altri device Android e iOS ma specialmente nel caso del sistema della mela, le funzionalità sono ridotte. Una volta installato però ho ritrovato immediatamente quello che avevo assolutamente apprezzato del Gear S3: la ghiera girevole. Al posto di interagire solamente con il touch screen come su altri wearable basati su Android Wear o con la crown di Apple Watch, su Galaxy Watch interagiremo coi menu principalmente ruotando una ghiera girevole posta attorno allo schermo. Girando in senso antiorario dalla home arriveremo sulle ultime notifiche ancora da leggere mentre andando in senso orario otterremo tutta una serie di widget programmabili dall’utente. Potremo quindi avere, come nel mio caso, Spotify, meteo, app preferite, calorie/passi/frequenza cardiaca, numero preferito, reminder, calendario, analizzatore di stress e alti-barometro. Ma in sé possiamo decidere di cambiare l’ordine, eliminare o aggiungere qualsiasi widget compatibile che abbiamo installato. Sul lato destro della cassa troviamo anche due pulsanti: uno per aprire il menu principale (che andrà poi principalmente scorso tramite la ghiera) e un tasto back. Insomma, tra tutti i vari sistemi di navigazione disponibili al momento, quello escogitato da Samsung è senza ombra di dubbio il più comodo e immediato da usare.

Per quanto riguarda le app disponibili, ne troviamo parecchie sviluppate da Samsung direttamente che spaziano da un completissimo fitness tracker ad app per che tipicamente vorremmo trovare in un orologio quali orologio mondiale, sveglia, reminder e via dicendo. Tuttavia se vogliamo espandere le app installate ci ritroveremo davanti ad un piccolo problema: Tizen OS. Non essendo uno smartwatch basato su Android Wear, la disponibilità delle app è quasi interamente nelle mani di Samsung. Niente Google Maps, WhatsApp, Messenger. Non è un gravissimo problema, anche perché per rispondere ai messaggi in entrata basta usare le scorciatoie offerte dal menu delle notifiche ma di sicuro siamo di fronte ad un’offerta in un certo modo limitata. Menzioniamo Bixby, presente anche qua e inutile come sempre. L’italiano continua a non essere supportato e anche usarlo in inglese non ci è piaciuto. È semplicemente troppo indietro a Google Assistant per avere una qualche utilità reale. Poco male, basta non usarlo.

Di tracking e trekking

Samsung ha spinto molto sulle capacità di fintess tracker del Galaxy Watch. Combinato con l’app Health Galaxy Watch è in grado di registrare una notevole quantità di dati per quanto riguarda attività, momenti di calma, livello di stress e qualità del sonno. Di quando in quando, se resteremo inattivi troppo a lungo, lo smartwatch ci offrirà di guidarci attraverso qualche semplice esercizio di movimento, in modo da riattivarci (ad esempio, se passiamo lunghe ore davanti al pc in ufficio). Sono sei gli esercizi automatici, accompagnati da altre 39 attività che possiamo tracciare quali corsa, bicicletta, nuoto, pilates, plank e molti molti altri. Non che il tracciamento ci sia parso accuratissimo in alcuni casi. Ad esempio, alzarsi dalla postazione in ufficio per andare in bagno (una “camminata” di forse 20 metri) viene riconosciuta come attività, con tanto di congratulazioni per essere stati attivi da parte dell’orologio. Ci pare un pochino esagerato. Anche il misuratore di stress è divertente da usare ma di utilità dubbia: si basa sulla frequenza cardiaca e basta. Per quanto riguarda la rilevazione del sonno, ci è parsa piuttosto accurata ma è una feature che abbiamo finito per non usare a causa della dimensione comunque piuttosto ingombrante del device che lo rende scomodo da portare perfino a letto.

Insommah?

Samsung Galaxy Watch ci è piaciuto tutto sommato. Il design è piacevole (il cinturino molto meno, ma sono sostituibili a piacere se caso), l’autonomia spettacolare (da lunedì mattina alle 07:00 fino a venerdì alle 16:00 quando l’orologio è andato in modalità risparmio energetico). Il numero di app di terze parti è un po’ carente (un po’ troppo) ma tutto sommato non c’è mancato nulla di particolare (certo, se siete dei fanatici di Runtastic sarete delusi, non c’è!). Galaxy Watch lo raccomanderemmo senza remore ma… c’è un ma. Google sta per rinnovare in modo abbastanza radicale l’offerta di Wear OS, con tanto di nuova piattaforma hardware (basata sullo Snapdragon 3100). Dubitiamo, in tutta onestà, che qualsiasi di questi nuovi smatwatch offrirà un approccio sensato alla navigazione come fa Samsung con la sua spettacolare ghiera ma non possiamo esserne sicuri. Quello che c’è di sicuro è che il prezzo di vendita di 316 CHF del modello da 46 è molto più digeribile dei 429 CHF richiesti a suo tempo per il Gear S3.

 

Ci piace

  • Ghiera
  • Autonomia
  • Design

Non ci piace

  • Poche app
  • Bixby
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.