Samsung Galaxy Note10+

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Samsung Galaxy Note10+

Tocca finalmente anche a Samsung Note10+ passare sotto la nostra lente inquisitrice, dopo aver passato un paio di settimane abbondanti in sua compagnia e averlo strapazzato per bene durante l’IFA di Berlino. Più real life di così, non era possibile.

Flashshippone

Samsung Note10+ è il top di gamma della famiglia Note10, con quasi tutti i numeri al posto giusto. Di dimensioni decisamente generose (162.3 x 77.2 x 7.9 mm) per fare posto al massiccio schermo Super AMOLED HDR10+ da 6.8 pollici (91% screen to body ratio) con risoluzione 1440×3040 e aspect ratio 19:9 (circa 498 ppi) è decisamente un device da usare con due mani. Al suo interno troviamo un chipset Exynos 9825 octa core e una GPU Mali-G76 MP12 con ben 12GB di RAM e alternativamente 256 o 512GB di storage espandibili di 1TB via microSD. Le fotocamere sono 5: tre nell’array principale rispettivamente 12 MP, f/1.5-2.4, 27mm (wide), 12 MP, f/2.1, 52mm (telephoto) e 16 MP, f/2.2, 12mm (ultrawide) più una camera VGA TOF 3D. Sul davanti, inserita nello schermo con un punchhole, una singola selfie camera da 10 MP con f/2.2, uno step indietro rispetto a S10+ se lo chiedete a noi. La connettività è garantita da Wi-Fi 6, Bluetooth 5, GPS, GLONASS, USB 3.1 Type-C e via dicendo. Volendo c’è anche una versione 5G, che però non abbiamo testato. Assente, ahinoi, il jack da 3,5 millimetri (e sì che di posto ce n’era per inserirlo), dovremo fare affidamento su un adattatore o delle cuffie Bluetooth. Non mancano nemmeno features avanzate come lettore di impronte digitali ultrasonico sotto lo schermo, fast charge da 45W in modalità cablata e 15W in wireless per la batteria da 4300 mAh, wireless sharing da 9W, supporto a Dolby Atmos e altre cosette.

 

Il design di Note10+ riprende lo stesso linguaggio della gamma S10, con un piacevolissimo Infinity-O display che si curva sui bordi, in modo da offrire una superfice maggiore possibile allo schermo. Sui lati troviamo volume, tasto Bixby (che possiamo disattivare) e tasto d’accensione/standby. Le colorazioni offerte da Samsung sono Aura Glow, Aura White, Aura Black, Aura Blue e dobbiamo davvero dire che il nostro modello Aura Glow è davvero molto bello da vedere, specialmente sotto la luce diretta del sole. La scocca cangiante attira lo sguardo ed è davvero un maledetto peccato finire per coprirla con una cover per paura di graffiare il device. L’unica cosa di cui bisogna essere coscienti se state valutando Note10+ è la dimensione: possiamo provare ad usarlo con una mano sola ma è praticamente un’impresa impossibile. Note10+ mira a rimpiazzare un tablet e quindi scende a pochissimi compromessi per quanto riguarda lo spazio che finirà per occupare nelle vostre tasche. L’abbiamo messo di fianco a un Galaxy Fold 5G e, beh, quest’ultimo ha un profilo decisamente più contenuto (almeno per quanto riguarda la larghezza).

Penna

Abbiamo tralasciato la S-Pen volutamente fino a questo punto, perché volevamo entrare in dettaglio. S-Pen è un accessorio che differenzia la gamma Note dalla gamma Galaxy S, un pennino per interagire coi contenuti sullo schermo. Grazie alla sua precisione e alla punta nettamente più piccola di quella di un dito permette di prendere appunti, scrivere a mano, annotare disegni e screenshot. Uno degli usi principali della penna, la scrittura, va a braccetto con il sistema di riconoscimento della grafia a mano di Samsung. Per prima cosa diciamo subito che ho una grafia tremenda, la classica scrittura a mano zampa di gallina di chi non scrive da circa 15 anni per più di 5 minuti all’anno. E incredibilmente, il tasso di successo è davvero molto alto, con solo raramente delle lettere che vengono mal interpretate, una “o” al posto di uno “0” per esempio.

Ovviamente poi possiamo discutere sull’effettivo guadagno in rapidità della penna contro la tastiera a schermo ma la cosa importante è che la tecnologia funziona molto bene ed è disponibile per chiunque la voglia usare. La S-Pen comunque non serve solo come metodo di scrittura. Rispetto al modello incluso in Note9, la nuova iterazione permette di interagire attraverso gestures. Muovendo la S-Pen verso l’alto o il basso in un’app come Spotify permette di regolare il volume mentre movimenti verso destra e sinistra servono per andare avanti e indietro nella playlist. È divertente per i primi 5 minuti ma sul lungo periodo secondo noi ha poco senso. Da un lato bisogna avere la S-Pen a portata di mano (di norma si trova nell’apposito alloggiamento dentro il telefono) ma a questo punto faremmo prima a usare i controlli a schermo. Oppure dobbiamo tenere la S-Pen in tasca e lasciare il telefono da qualche parte ma non ci pare uno user case molto comune. In ogni caso sembreremo uno strano mix tra un direttore d’orchestra e Harry Potter, una cosa che vi assicuro attirerà gli sguardi se interagite in questo modo con Note10+ in pubblico. Probabilmente la funzione più utile per un utente non business è usare la penna come telecomando per la fotocamera. Possiamo muovere tra modalità di scatto e catturare immagini premendo il pulsante dorsale di S-Pen, lasciando lo smartphone a distanza, magari montato su un selfie stick o un treppiedi.

DeX

Samsung DeX non è una novità, esiste oramai da tempo. In pratica, si tratta di un ambiente desktop basato sul telefono. In passato bastava collegare uno hub USB a, per esempio, uno S10+ e collegare uno schermo HDMI, tastiera e mouse per poter lavorare quasi come su PC. Diverse app produttive, come Office e Outlook, supportano nativamente la modalità a schermo intero di DeX e sono decisamente più comode da usare. Tanto che, per quanto riguarda Word o Outlook, quasi non rimpiangiamo una versione completa su Windows o OSX. Le app che non supportano nativamente la modalità estesa possono venir ridimensionate automaticamente da DeX, con risultati che variano da sufficienti a molto buone. Insomma, in passato DeX è forse passato un po’ in secondo piano perché dapprima necessitava di una docking station apposita, poi di uno hub. Ora, possiamo usare DeX in modalità virtuale su PC. Tramite un’app apposita che possiamo installare da Windows Store o lo store di OSX, basta collegare Note10+ al PC via cavo USB.

Si aprirà una finestra molto simile, per aspetto, a quella di una macchina virtuale. Potremo interagire con tutte le app, fare copia incolla da PC a smartphone e generalmente avere ogni dato del cellulare accessibile da PC. La vera domanda è “perché dovrei farlo?”. Se siamo già di fronte ad un PC non ci sono davvero molti motivi per usare l’ambiente desktop di Note10+, abbiamo già una macchina molto più potente e versatile tra le mani. L’unico user case che ci è venuto in mente è usare questa funzione su PC condiviso (pensiamo magari ad un hotel) ma bisognerà installarci l’app DeX e solitamente i PC condivisi non permettono di fare certe cose. Tecnicamente non è male, anzi, è assai funzionale. Quello che ci sfugge è la sua utilità reale.

Multimedia

Fruire contenuti su Note10+ è un vero piacere. Lo schermo Super AMOLED da 1440×3040 e HDR10+ è luminoso, dai colori brillanti senza essere eccessivamente saturi. Per guardarci film su Netflix o video di buona qualità da YouTube è davvero spettacolare. La dimensione del pannello è un netto vantaggio in questo caso, non c’è che dire. L’aggiunta di speakers stereo rende l’esperienza di fruizione di contenuti ancora migliore. Per quanto riguarda il comparto fotografico, abbiamo sentimenti contrastanti. Le fotocamere principali sono molto buone, esattamente come lo erano in S10 e S10+.

Foto scattata con Note10+ all’IFA di Berlino

Il modulo primario ha un obiettivo a doppia apertura f/1,5-2,4. Ha una lunghezza focale equivalente a 26 mm. Il sensore da 1/2,55″ ha una risoluzione di 12MP e una dimensione di 1,4µm pixel. C’è una telecamera da 16 MP ultra-grandangolare che copre un campo visivo di 123 gradi. E per finire c’è il modulo teleobiettivo con zoom ottico 2x. Quest’ultimo ha un obiettivo migliorato rispetto alle precedenti iterazioni e ora ha un’apertura f/2,1. C’è poi una camera TOF (Time of Flight), assente nel modello Note10, per migliorare le funzionalità di auto focus grazie ad un riconoscimento della profondità della scena. La delusione è la camera frontale, singola invece di dual come in S10+. Per carità, gli scatti sono niente male in modalità selfie ma ci manca lo stesso, in questo modello +, la seconda fotocamera che fornisce maggiore versatilità ai nostri scatti. In più la selfie cam di Note10+ pur essendo lo stesso sensore da 10MP, sul Note10 ha un’apertura leggermente più piccola (f/2.2 rispetto a f/1.9). Quello che ci ha sorpreso è la modalità live focus per i video. Grazie alla camera TOF Note 10+ riesce ad applicare un effetto bokeh nei video su soggetti anche in movimento con un riconoscimento dei bordi del soggetto più che decente. Il risultato finale non è nemmeno lontanamente equiparabile ad un vero effetto bokeh ma lo consideriamo un interessante passo avanti. Un’altra feature interessante è lo zoom mic: zoomando in una particolare direzione della scena fa in modo che il microfono del telefono cerchi di enfatizzare il suono proveniente solo da quella direzione precisa. La cosa funziona in ambienti controllati ma scordatevi di poter registrare una persona in un’ambiente rumoroso ed isolarne la voce.

Anche all’interno, le foto non sono affatto male

Bottom line

Note10+ è un mostro di device, sia per potenza che per funzionalità. 1200 CHF (senza abbonamento) sono comunque davvero tanti e, in tutta onestà, per molti le funzioni avanzate di questo device non sono particolarmente utili. Lo consigliamo allora davvero a chi ha la necessità di usare S-Pen, che indubbiamente funziona senza sbavature nelle sue varie declinazioni, e per chi ha bisogno di avere uno schermo grande per la produttività. Per le persone normali, più dedite a giochi, social network e funzioni multimediali, la gamma S10 (per restare in campo Samsung) ha più senso. Note 10+ è un vero flagship con pochi compromessi e, come spesso accade, questo tipo di prodotti si pagano cari.

Ci piace

  • Potente
  • Design
  • Schermo

Non ci piace

  • Utilità di DeX?
  • Prezzo
  • Da usare con 2 mani
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.