Samsung Galaxy Fold 5G

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Samsung Galaxy Fold 5G

Galaxy Fold 5G è un device strano. D’avanguardia, che spinge i limiti della tecnologia attuale, costoso, soggetto contemporaneamente ad attenzioni e scetticismo.

Avendolo avuto tra le mani per un paio di settimane, addirittura in anticipo sul suo rilascio in Svizzera, abbiamo notato che nel bene o nel male c’è parecchio interesse attorno a questo smartphone dallo schermo pieghevole. E ora è tempo di parlarne.

Top di gamma

Galaxy Fold 5G è principalmente uno smartphone. Dotato di due schermi, quello principale Dynamic AMOLED da 7.3 pollici con 362 ppi e uno screen-to-body ratio dell’85,7% con supporto a HDR10+ è flessibile. Si trova all’interno del device, che si chiude a conchiglia attorno ad esso. Il secondo schermo, quello esterno, è da 4.6 pollici, Super AMOLED con risoluzione 720×1680. Il cuore pulsante di Fold 5G è uno Snapdragon 855 affiancato da una GPU Adreno 640, 12GB di RAM e 512GB di storage (non espandibile). Insomma, Fold 5G è bello potente ed in grado di digerire qualsiasi tipo di app, anche i giochi 3D più esigenti. Questo smartphone è decisamente pesante: 263 grammi di peso e ha due dimensioni distinte. Da aperto ha dimensioni 160.9 x 117.9 x 6.9 mm, mentre da chiuso 160.9 x 62.9 x 15.5 mm. In pratica, diventa largo la metà ma spesso il doppio (per forza di cose!).

Fold 5G è dotato di sei fotocamere. La prima si trova sul davanti a device chiuso e serve principalmente per fare qualche selfie rapidissimo o per usare Google Duo o Skype: 10 MP, f/2.2, 26mm (wide). Specifiche che comunque possono tranquillamente rivaleggiare con altri device che fanno di un sensore come questo quello principale. Una volta che apriamo Fold, troviamo la selfie cam principale e una camera TOF: 10 MP, f/2.2, 26mm (wide)e 8 MP, f/1.9, 24mm (wide) con depth sensor rispettivamente. Sul retro, un array di tre fotocamere molto simile a quanto abbiamo già visto su S10+ e Note10+: 12 MP, f/1.5-2.4, 27mm (wide), 12 MP, f/2.4, 52mm (telephoto) e 16 MP, f/2.2, 12mm (ultrawide). Le prime due fotocamere hanno anche l’OIS per catture video senza scossoni.

Passando alla connettività, questo device è 5G anche se, sfortunatamente, non siamo riusciti a trovare una zona di copertura per testarne le capacità (nemmeno a Zurigo abbiamo captato un segnale 5G). Troviamo poi Wi-FI AX, Bluetooth 5, GPS, NFC, le solite cose. C’è una porta USB 3.1 Type-C ma niente jack da 3,5 mm per le cuffie. Troviamo anche la ricarica wireless e la funzionalità Wireless Power Share per caricare altri device, come ad esempio le Galaxy Buds che troviamo incluse nella confezione (date un’occhiata all’unbox in fondo all’articolo). Su Fold 5G troviamo poi due altoparlanti con supporto a Dolby Atmos e un lettore di impronte digitali, inserito sul lato del device. Per finire, le batterie: sono due e in totale fanno 4235 mAh.

Tra gli accessori inclusi nella confezione, oltre al caricatore e alle Galaxy Buds già citate, troviamo anche una cover nera con effetto fibra di carbonio. In poche parole, è orrenda ma l’abbiamo diligentemente applicata sul device perché, dovendo restituirlo a Samsung al termine del nostro test, volevamo evitare qualsiasi graffio o danno al prezioso contenuto (visto che il prezzo di vendita è comunque di quasi 2200 CHF!).

Aperto, chiuso, aperto, chiuso!

Ammettetelo, a voi non interessano davvero le specifiche tecniche di Fold 5G! Volete sapere com’è da tenere in mano! Beh, al primo impatto ci rendiamo conto che si tratta di un device pesante. Non lo diciamo tanto per dire, la differenza tra il nostro S10+ e Fold 5G si sente eccome. Secondariamente, ci rendiamo conto di quanto sia spesso. L’impressione è che Fold sia stato creato appiccicando assieme due smartphones tradizionali. In effetti, il design è forse un po’ lontano dalle linee semplici e ariose a cui siamo abituati dal costruttore coreano. O meglio, è lo stesso design solito, ma mettendone due uno sopra l’altro il risultato è meno armonioso di quanto potremmo aspettarci. Chiuso, Fold 5G è strano: lo schermo esterno è stretto, non occupa tutto lo spazio disponibile della “cover”. È un buon pannello, nulla da dire (nonostante la risoluzione HD+) ma sembra quasi un’aggiunta arrivata tardi in fase di design. Una volta aperto però, Fold 5G lascia a bocca aperta. Lo schermo flessibile è magnifico da vedersi: colori brillanti, accurati. Una marea di spazio per le attività e un ottimo modo di fruire di contenuti video e fotografici. Guardare YouTube o Netflix, specialmente contenuti in HDR10, è stata una gioia per gli occhi. Abbiamo guardato serie TV, film, abbiamo giocato a Pokémon GO, Asphalt 9, Call of Duty, Mario Kart… il risultato è sempre spettacolare. Se non fosse per l’enorme notch interno, che contiene le selfie cam e qualche altra cosetta, non avremmo nulla da dire. Fold 5G è perfettamente in grado di unire le funzionalità di uno smartphone con quelle di un tablet di piccole dimensioni, giustificando almeno in parte l’enorme esborso perché, a conti fatti, costa quasi come i due device separati che rimpiazza. Va però detto che i filmati in 16:9 non riempiranno completamente lo schermo, che avrà bande nere sopra e sotto e solo i contenuti in grado di ridimensionarsi nell’aspect ratio 4.2:3 (i giochi) sapranno approfittare di tutto lo spazio disponibile.

Lo schermo pieghevole è pregevole quando si tratta di usare più app contemporaneamente: Multi-Active Windows (così la chiama Samsung) permette di aprire fino a tre app in contemporanea e usarle nella propria porzione di schermo in modo indipendente. Pensiamo a Chrome sulla destra, Outlook a sinistra in basso e Whatsapp a sinistra in alto. O qualsiasi altra combinazione di app e posizioni che vi viene in mente. Volendo possiamo anche aprire rapidamente un’app sopra altre due, per un’interazione veloce prima di tornare a usare lo schermo diviso solamente in due. Ma non è il solo modo intelligente per sfruttare gli schermi messo in piedi da Samsung. Se apriamo un’app sullo schermo esterno, pensiamo ad una e-mail, e decidiamo di voler dedicarci maggiormente alla cosa, possiamo aprire Fold 5G per avere la stessa app ridimensionata verso l’alto. È particolarmente utile se oltre a leggere una e-mail vogliamo rispondere, perché avremo una tastiera a schermo nettamente più grande. Tuttavia, non tutte le app funzionano al 100% in modo corretto. Alcune, se passiamo da schermo esterno a interno, ricaricheranno i contenuti, perdendo magari il punto in cui stavamo scrollando oppure passando ad un altro contenuto (succede, ad esempio, con Tiktok). Niente di grave ma comunque una cosa che andrebbe sistemata in futuro. Non tutte le app comunque accettano di girare in Multi-Active Window mode. Instagram è una di esse: semplicemente non supporta questa modalità e dovremo lanciarla da sola. E una volta lanciato, Instagram comunque non si ridimensionerà correttamente, tagliando foto e video in alto e in basso, segno che non è decisamente stata pensata per aspect ratio poco convenzionali (la colpa è più di Facebook che Samsung secondo noi, ma tant’è).

Generalmente, che lo usiamo chiuso o aperto, Fold 5G è piuttosto comodo. Da chiuso possiamo usarlo con una mano sola senza nessunissimo problema. La presa è super solida, lo schermo è accessibile senza problemi col pollice. Da aperto, si impone l’uso a due mani. Possiamo dividere la tastiera in due, sui due lati, per una scrittura più rapida. Ma ci vorrà qualche giorno per adattarsi a scrivere con due dita su un layout separato e mi sono ritrovato più volte a fare confusione. Per finire, ho abbandonato come sempre la tastiera Samsung per tornare a GBoard, che preferisco per funzionalità e confort (ma non supporta tutte le feature del foldable coreano).

Dopo due settimane

Ammettiamo, i primi giorni di Fold 5G sono caratterizzati da un effetto wow continuo. Il semplice fatto di aprire e chiudere lo schermo è stato infinita fonte di divertimento e nerdgasmo. Se poi siete un po’ degli esibizionisti, è stato spassosissimo vedere la faccia della gente quando vi scorge piegare un tablet in un telefono. Priceless! Ma passando il tempo, bisogna ritornare coi piedi per terra e valutare le cose come stanno. Per prima cosa, ogni volta che abbiamo ripreso in mano S10+ per qualche motivo abbiamo subito notato come il peso inferiore abbia effettivamente un ruolo importante nell’esperienza utente. Un’altra cosa che è cambiata è come abbiamo interagito con Fold 5G: inizialmente per ogni notifica, ogni piccola cosa, dovevamo aprire il device per avere lo schermo grande. Ma ben presto ci siamo resi conto che l’idea dello schermo esterno non è affatto idiota – anzi! Ben presto è diventato un 50-50: per notifiche, risposte rapide a messaggi, qualche fotografia, Google Maps e calendario, lo schermo esterno è perfetto. Ci vuole meno tempo a reagire e, francamente, è meno sbatti che stare ad aprire Fold. Peccato che poi scrivere sulla tastiera minuscola dello schermo esterno sia una rottura monumentale! Un altro cambiamento è stato fisico. Quando lo riceviamo, il device è imballato aperto e la zona in cui si piega è praticamente invisibile, a prescindere dall’angolazione con cui lo guardiamo.

Ma, col passare dei giorni e lasciandolo praticamente sempre chiuso, lo schermo ha iniziato a prendere una sua piega. Intendiamoci, da aperto e acceso la zona in cui si piega è del tutto invisibile tranne sulle immagini nere. Però la piega è diventata sia visibile che percettibile quando ci passiamo il dito sopra. Non possiamo che domandarci come evolverà la situazione col passare delle settimane e dei mesi ma, purtroppo, non è una cosa che potremo valutare in fase di recensione. Nell’uso quotidiano dovremo anche abbandonare alcune idee riguardo agli smartphone moderni: Fold 5G è più delicato del solito telefono. Non è impermeabile, non è resistente alla polvere, bisogna trattarlo gentilmente: specialmente lo schermo pieghevole che non deve essere premuto con troppa forza. Samsung è estremamente chiara a riguardo, con informazioni sia sulla pellicola protettiva sia che in fase di configurazione del device. La tecnologia cutting edge è decisamente spettacolare ma ha i suoi lati negativi.

Bottom line

Giungere ad una conclusione su Fold 5G è contemporaneamente facile e difficile. Da un punto di vista prettamente economico, l’acquisto ha poco senso. È spaventosamente costoso e al contempo qualche dubbio sulla sua aspettativa di vita ci rimane. In più è de facto una prima generazione e siamo convinti che Samsung e altri brand sapranno fare molto meglio nei prossimi mesi e anni. Comprare questo foldable è un bel rischio.

Tuttavia, nonostante le limitazioni, Fold 5G ci è piaciuto. Se mettiamo totalmente da parte il lato finanziario, non c’è dubbio che si tratti di un impressionante opera di ingegneria ed elettronica di consumo. Si tratta del primo schermo flessibile consumer sul quale mettiamo le mani e difficilmente dimenticheremo l’esperienza tanto presto. Il lato fotografico, che abbiamo tralasciato nella recensione per concentrarci su altro, è comunque assolutamente all’altezza (essendo in pratica lo stesso di S10+ e Note10+). Il software, per la maggior parte degli user case, funziona bene e ci rende effettivamente più produttivi.

Per concludere: per l’uomo della strada, Fold 5G è probabilmente un po’ assurdo. Tuttavia, se volete giocare in modo glorioso (vi sfidiamo a tornare indietro ad un S10 o un iPhone dopo aver assaporato il gaming su Fold), guardare video e foto su uno schermo enorme (comparativamente parlando, è ovvio) e fare un po’ i fighi (oh yeah), questo device di Samsung è, per ora, uno spettacolo. Lo schermo pieghevole ha un fattore wow che non troverete in nient’altro sul mercato al momento.

Ci piace

  • Schermo pieghevole
  • Effetto wow
  • Autonomia

Non ci piace

  • Interazione con schermo esterno
  • Aspettative di vita?
  • Alcune app non resizano correttamente
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

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